Il Sorriso di Maria

Consigli utili per il viaggio a Medjugorje

DOCUMENTI RICHIESTI: Carta d’identità o Passaporto.
Basta  la carta d’identità valida per l’espatrio. Quelle prorogate per altri cinque anni non sono valide. Controllare la data di scadenza. Devono avere il timbro per l’aspatrio…specificate che dovete andare a Medjugorje 
Al fine di scongiurare respingimenti alla frontiera, raccomandiamo ai possessori di carte di’identità con validità prorogata (cartacee rinnovate con il timbro o carte elettroniche rinnovate con il certificato) di richiedere al proprio Comune di sostituirle con nuove carte d’identità la cui validità decennale decorrerà dalla data del nuovo documento.
In caso di minori sotto i diciotto anni, questi possono viaggiare con passaporto personale o devono essere caricati con foto sul passaporto di uno dei genitori ed accompagnati da almeno uno dei due genitori. 
Se nel documento personale del minore non ci sono i nomi dei genitori, consigliamo agli stessi di portare al seguito anche un certificato di nascita o uno stato di famiglia, in modo che si possa avere la certezza sulla paternità o maternità. Questo perché, pur non essendo un simile obbligo previsto espressamente dalla legge, potrebbe sussistere il dubbio che l’accompagnatore sia realmente il genitore; dunque per la tutela dei minori e per evitare disguidi e/o respingimenti alle frontiere, è importante poter dimostrare concretamente l’esistenza del rapporto genitoriale. 
Se il minore è affidato ad una terza persona con delega per l’accompagnamento, oltre al documento di viaggio individuale valido per l’espatrio, deve essere in possesso di una dichiarazione di assenso sottoscritta dai genitori o da chi esercita la potestà tutoria e vistata dagli organi competenti al rilascio del passaporto.

Non sono validi i seguenti documenti:
– tessera AT/BT;
– certificato di nascita con fotografia (rilasciato dalle Questure per i minori di anni 15);
A CAUSA DEI NUMEROSI FURTI REGISTRATI AI TURISTI NEL PAESE, ED IN PARTICOLARE A MEDJUGORJE, SI CONSIGLIA DI PRESTARE ATTENZIONE ALLA CUSTODIA DEGLI EFFETTI PERSONALI E DI MUNIRSI DI UNA COPIA DEL DOCUMENTO DI VIAGGIO, TENENDO A PARTE GLI ORIGINALI.

CITTADINI NON ITALIANI:
I cittadini di altre nazionalità  dovranno richiedere alle autorità competenti (Ambasciata o Consolato) quali sono i documenti necessari per recarsi in Slovenia, Croazia e Bosnia Erzegovina. Vi invitiamo a fare molta attenzione ai documenti necessari per i minori di 18 anni.
 
Per l’auto: libretto di circolazione, patente, assicurazione e carta verde.
È utile in caso di perdita di documenti all’estero avere una fotocopia del documento da allegare alla denuncia per il rimpatrio.
Moneta Non effettuate cambi! Pagate in Euro. Gli assegni non li accetta nessuno, neanche le banche e il pagamento con carta di credito non è diffuso. Dai bancomat locali non è possibile prelevare con le nostre carte, quindi partite con moneta contante perchè l’Euro è accettato ovunque.
Per chi transita da Trieste dovrà attraversare le seguenti frontiere Italia Slovenia, Slovenia Croazia, Croazia Bosnia-Erzegovina. Per chi viaggia sulle tratte Ancona-Spalato, Pescara-Spalato e Bari-Dubrovnik dovrà attraversare le seguenti frontiere Italia Croazia, Croazia Bosnia-Erezegovina. Non sono richieste vaccinazioni, nè certificati sanitari.
Assistenza sanitaria all’estero: per la Slovenia basta la tessera sanitaria, per la Croazia richiedere alla propria usl  il modello 111 per la Croazia. La Bosnia-Erzegovina non ha convenzione sanitaria e in caso di necessità le cure mediche si pagano!

Telefoni I cellulari funzionano ovunque ma chiamare all’estero e ricevere telefonate dall’estero è molto costoso pertanto si consiglia di usare gli sms al costo di 1 €. A Medjugorje non si trovano schede telefoniche per chiamare da cabine pubbliche pertanto ci si deve servire dei punti telefonici fissi! Scegliere gli Internet Point, sono meno costosi. 

CLIMA E ABBIGLIAMENTO

Il clima è simile a quello italiano.  Si consiglia quindi un abbigliamento adatto alla stagione in corso.
Ci permettiamo di raccomandare a tutti di improntare il proprio abbigliamento allo spirito del Pellegrinaggio. Scarpe comode!!
 
A Medjugorje il PROGRAMMA prevede:
– la partecipazione alle liturgie e agli incontri proposti dalla parrocchia, 
– la salita al Podbrdo (il colle delle prime apparizioni) e al Krizevac (il monte della grande Croce), 
– incontri con i Padri Francescani e con alcune comunità presenti a Medjugorje
– tempo libero per le attività personali (Adorazione, Confessione etc.).
– incontri con i veggenti, compatibilmente con la loro presenza a Medjugorje e alla loro disponibilità a ricevere i pellegrini; disponibilità ormai sempre più ridotta considerando che i veggenti sono tutti sposati, hanno impegni famigliari e alcuni di loro non abitano neppure a Medjugorje. Di conseguenza, anche se viene fatto il possibile per realizzarli, questi incontri non possono essere garantiti.

IL SORRISO DI MARIA: 75000 LIKES

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MauriziP

Marija, la veggente , spiega come insegnare la preghiera ai bambini

messaggi della Madonna di Medjugorje contengono continui riferimenti non solo all’importanza della pratica della preghiera, ma anche a tematiche sociali di grande rilevanza come quello del ruolo famiglia e la capacità, all’interno di essa, di condividere i precetti cristiani e uniformarsi al volere di Dio. Per ogni cristiano,
la famiglia è un fondamento irrinunciabile in cui costruire la propria identità, acquisire valori ed educazione, trovare rifugio e sostegno in ogni momento della vita. Non è semplice, però, dati anche i ritmi concitati della vita quotidiana, riuscire a trovare il tempo per organizzare i momenti familiari contemplando una regolare riflessione sulla propria fede e gli insegnamenti divini, nè tantomento riuscire a inculcare ai figli l’importanza di una regolare pratica religiosa, il senso stesso di essa, il modo giusto per farlo.

Proprio il tema dell’educazione dei figli e dell’insegnamento anche ai bambini della preghiera è stato, di recente, affrontato dalla veggente di Medjugorje Marija Pavlovic.Partendo dalla sua esperienza e integrandola con i messaggi e le esortazioni della Madonna, Marija ha cercato di dare utili suggerimenti alle mamme come lei e ai padri per costruire una vita più cristiana all’interno dei nuclei familiari. Nell’ultimo messaggio della Madonna, diffuso lo scorso 25 aprile, la Madonna ha invitato a riflettere proprio sull’importanza della preghiera, sulla necessità per i credenti di indugiare con maggior convinzione in questa pratica, di dedicare a essa più tempo, ritagliandole il giusto spazio.

Se l’uomo, come ha detto la Regina della Pace, è ancora troppo lontano dal raggiungere quell’equilibrio spirituale che lei chiede, è anche perchè, spesso, egli non sa pregare e non sa accostarsi a tale pratica nel modo giusto. Occorre, quindi, partire dall’infanzia e insegnare la preghiera ai bambini fin da piccoli. E come può un genitore svolgere al meglio questo compito? Marija ha spiegato che nemmeno per lei, madre di quattro figli, è stato semplice. Ha solo cercato di tenere i suoi figli vicino a sè nei momenti di preghiera, in modo che essi si abituassero a quella pratica, la considerassero familiare e regolare, se ne sentissero incuriositi e coinvolti, grazie anche alla devozione che la madre riusciva a comunicava loro. Non si può pensare di far recitare ai bambini l’intero Rosario, poichè questa è una cosa che essi faranno quando saranno più grandi e se la loro fede sarà abbastanza matura da far comprendere loro il significato. Basta che i figli condividano con i genitori i momenti di preghiera, ricorrendo anche a una didattica ludica, a un giocattolo o a un Vangelo per i bambini: l’uso di un libro con le figure o un Rosario colorato può sicuramente stimolare l’innata curiosità dei bambini che si approcciano a tutto senza pregiudizi. La Madonna di Medjugorje, nei suoi messaggi, invita sempre i genitori a pregare con i figli e i figli a pregare con i genitori: si rafforza l’unità familiare e si cresce insieme nella fede.
Fonte:web

Senza gamba o mano, si può andare in paradiso, ma senza anima non si può.- Parla la veggente Mirjana -MEDJUGORJE

«Ci tengo  a dire che solo Dio tiene i segreti.» Per far comprendere meglio cosa intende con questa frase, Mirjana ci ha detto che gli ultimi medici che li hanno esaminati, presso un istituto per il soprannaturale ad Innsbruck in Austria, l’hanno sottoposta anche all’ipnosi e alla macchina della verità, ma non sono riusciti a farle dire niente di particolare. 

Ha anche confermato che il settimo segreto è stato mitigato dalle loro preghiere ed a una signora che si è ritrovata un segno sul braccio, Mirjana le ha detto: «Se voi vedete o sentite qualcosa, questo è per voi! Con la vostra preghiera dovete capire il perchè, cosa Dio vuole da voi.»
Ha poi aggiunto, in seguito ad ulteriori richieste di delucidazione sui segreti, che l’80 per cento di quello che si sente dire in giro, è falso. Ci ha poi consigliato di non acquistare libri su questo argomento, perchè vengono scritti da persone che stanno una settimana a Medjugorje senza neanche rivolgersi ai veggenti. Piuttosto acquistiamo libri di preghiera. 
Poi le ho chiesto delle lacrime e sorrisi che repentinamente ha durante le apparizioni: «Non mi sono mai rivista nei video: mi ricorderebbero i momenti di dolore… Sai, le apparizioni del 2 del mese sono per quelli che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio… Come Mamma, ha un grande dolore per i suoi figli» Ma piange anche Lei? «Le lacrime negli occhi le ho viste tante volte… Lei vuole i suoi figli nella strada giusta e comemamma soffre quando vede i nostri cuori duri...
Parlare della sofferenza della Madonna ho dei problemi. Anche adesso mi vengono subito lacrime» e con lei, ci siamo commossi tutti nel sentirla descrivere quei momenti «Ho visto tante donne soffrire… ma il dolore della nostra Madre si vede sul suo viso. Ogni muscolo trema dal dolore… questo per me è molto difficile da vedere (da sopportare)… e quando mi giro dopo l’apparizione, vedere che ancora non hanno capito (le persone presenti). 
Pensano ad altre cose ma non a quello che è importante: senza gamba o una mano, si può andare in paradiso, ma senza anima non si può. Quando capiremo questo, sarà molto diverso.»  Ha voluto sottolineare anche, che ci sono certe persone che fraintendono i messaggi, li interpretano a proprio piacimento. 
Ad esempio è stato detto che questa è l’ultima volta della Madonna sulla Terra: «Non è vero! La Madonna ha detto che questa è l’ultima volta che sono sulla Terra in questo modo! Con così tanti veggenti, così a lungo…» E perchè le apparizioni durano così tanti anni? «La Madonna ci sta preparando e alla fine si capirà..Se qualcuno vuole trovare qualcosa che non va bene a Medjugorje, lo trova subito! Ma se il tuo cuore cerca solo questo, allora sarebbe meglio restare a casa.
Se tu hai il cuore aperto con la preghiera e vuoi conoscere Gesù di più, tu lo conoscerai e capirai.» «Come quella signora con tanti problemi in famiglia, che il suo gruppo l’ha dimenticata, e lei è rimasta qua tre ore in attesa e si lamentava del gruppo. Le ho detto: “scusa signora se mi permetto, ma con tutti i problemi che hai, stai qui a perdere tempo: vai sulla croce blu, mettiti in ginocchio e prega la Madonna , non aspettare che Dio ti butta qualcosa”… Certi non capiscono. Pensano di dover dire a me! Ma chi sono io? Io sono come tutti gli altri.Anch’io ho le mie croci, i miei problemi. La Madonna non mi ha detto mai “non ti preoccupare”. Anch’io devo pregare per tutto come voi. L’importante è rivolgersi a Dio. Noi qui sulla Terra siamo tutti uguali. Nessuno viene ascoltato più di un altro… Apri il tuo cuore, lascia che la Madonna entri
Non  perder tempo per le cose che non sono importanti. Apri il cuore solo per la preghiera» 
La cosa più importante che ha detto la Madonna ? «Amore, amare… Dio ci farà una sola domanda: “quanto hai amato?”. Se tu hai amore per Gesù, per i fratelli e sorelle, tu non puoi uccidere, rubare, fare male, tradire, perchè tu vuoi bene a quella persona. Per questo per me, il più importante dei messaggi è amare, amare come Gesù ama noi… Bisogna pregare Dio tutti i giorni, per poter amare come Lui ci ama tutti… E non amare solo quelli che sono bravi con noi, ma anche quelli che non lo sono: è molto più importante.
Fonte :web

La Chiesa ha bisogno che tutti noi siamo dei profeti…- OMELIA di Papa Francesco

Papa Francesco alla Messa a Casa Santa MartaPapa Francesco alla messa a Casa Santa Marta  (Vatican Media)

Francesco: il profeta è sempre un uomo di speranza

Il vero profeta è capace di piangere sul popolo che non lo ascolta. Alla Messa mattutina a Casa santa Marta, il Papa parla di santo Stefano e dice che la Chiesa “ha bisogno che tutti noi siamo dei profeti”, per rafforzare la nostra appartenenza a Dio

Adriana Masotti – Città del Vaticano
‘Incirconcisi nel cuore e nelle orecchie. Voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Voi non siete coerenti con la vita che viene dalle vostre radici’. Stefano, il primo martire della Chiesa, accusava così il popolo, gli anziani e gli scribi che l’avevano trascinato in tribunale. Avevano il cuore chiuso, non volevano ascoltarlo e non ricordavano più la storia d’Israele. Papa Francesco ripercorre la sua vicenda che la liturgia di oggi propone nella Prima Lettura tratta dagli Atti degli Apostoli.

LA PERSECUZIONE A CAUSA DELLA VERITÀ

E come i profeti precedenti erano stati perseguitati dai loro padri, così questi anziani e scribi ‘furibondi in cuor loro’ si scagliarono tutti insieme contro Stefano, ‘lo trascinarono fuori dalla città e si misero a lapidarlo’. E il Papa commenta: ”Quando il profeta arriva alla verità e tocca il cuore o il cuore si apre o il cuore diventa più pietra e si scatena la rabbia, la persecuzione”. “Così finisce la vita di un profeta”.

IL PROFETA VERO PIANGE SUL POPOLO

La verità scomoda tante volte non è piacevole da ascoltare e Francesco dice che “ i profeti, sempre, hanno avuto questi problemi di persecuzione per dire la verità”.

Ma qual è per me il test che un profeta quando parla forte dice la verità? È quando questo profeta è capace non solo di dire, ma di piangere sul popolo che ha abbandonato la verità. E Gesù da una parte rimprovera con quelle parole dure; “generazione perversa e adultera” dice ad esempio; dall’altra parte pianse su Gerusalemme. Questo è il test. Un vero profeta è quello che è capace di piangere per il suo popolo e anche di dire le cose forti quando deve dirle. Non è tiepido, sempre è così: diretto.

NON SOLO RIMPROVERARE MA APRIRE ALLA SPERANZA

Ma il vero profeta non è un ‘profeta di sventure’ – precisa Francesco – il vero profeta è un profeta di speranza:

Aprire porte, risanare le radici, risanare l’appartenenza al popolo di Dio per andare avanti. Non è per ufficio un rimproveratore … No, è un uomo di speranza. Rimprovera quando è necessario e spalanca le porte guardando l’orizzonte della speranza. Ma, il vero profeta se fa bene il suo mestiere si gioca la pelle.

LA CHIESA HA BISOGNO DEL SERVIZIO DELLA PROFEZIA

Così Stefano che muore sotto gli occhi di Saulo, per essere coerente con la verità. E il Papa cita una frase di uno dei primi padri della Chiesa: ‘Il sangue dei martiri è seme dei cristiani’.

La Chiesa ha bisogno dei profeti. Dirò di più: ha bisogno che tutti noi siamo dei profeti. Non critici, questa è un’altra cosa. Una cosa è sempre il giudice critico al quale non piace niente, nessuna cosa gli piace: “No, questo non va bene, non va bene, non va bene, non va; questo deve essere così ..”. Quello non è un profeta. Il profeta è quello che prega, guarda Dio, guarda il suo popolo, sente dolore quando il popolo sbaglia, piange – è capace di piangere sul popolo -, ma è anche capace di giocarsi la pelle per dire la verità.
“Che non manchi alla Chiesa – conclude il Papa – questo servizio della profezia, per andare sempre avanti”.

Fonte:https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2018-04/papa-francesco-omelia-messa-santa-marta-17-aprile-2018.html

2 aprile 2005: Il Paradiso richiamò dalla terra Giovanni Paolo II

    

Il giorno 2 aprile del 2005, le condizioni del Papa vennero definite dal bollettino medico del Vaticano gravissime e il papa moribondo.

Venne comunicato che il Pontefice aveva dei momenti di incoscienza ma non era in coma. A tarda sera, il Vaticano annuncia che le Sue condizioni rimangono estremamente gravi e che durante la sera è stato colpito da una forte febbre, specificando, tuttavia, che quando viene stimolato dai familiari, risponde correttamente.

Prima dell’ulteriore aggravarsi delle sue condizioni, all’alba del 2 aprile, il Pontefice viene informato della grande folla presente in piazza San Pietro, composta da molti giovani.
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Il Papa espresse a fatica il suo ultimo pensiero per i giovani, a lui tanto cari, riuscendo a mormorare le parole:

« Vi ho cercato. Adesso voi siete venuti da me. E di questo vi ringrazio. » 

Sotto l’occhio attento dei media di tutto il mondo, Giovanni Paolo II si spense alle 21:37 del 2 aprile 2005 nel Palazzo Apostolico della Città del Vaticano, in conseguenza di uno shock settico e di un collasso cardiocircolatorio.

Ad accompagnare uno dei pontefici più longevi della storia della Chiesa sono stati i canti e le preghiere dei presenti in Piazza San Pietro. Subito dopo la notizia della morte, la famiglia pontificia ai piedi del suo letto cantò l’Inno del Te Deum. Mons. Leonardo Sandri, sostituto alla Segreteria di Stato, annunciò così la morte:

Carissimi fratelli e sorelle, alle 21:37, il nostro amatissimo Santo Padre Giovanni Paolo II è tornato alla Casa del Padre, preghiamo per lui, fu cantata la Salve Regina e le campane della Basilica di san Pietro hanno suonato a lutto.Il Vaticano infine emise un comunicato stampa alle 19:00 affermando che i reni del papa avevano cessato di funzionare. L’ANSA riportò mezz’ora più tardi che aveva perduto coscienza. Molte agenzie media italiane riferirono la morte del papa alle 20:20 ma subito il Vaticano smentì che il papa fosse effettivamente morto, e i resoconti cambiarono. TV Sky Italia riferì che cuore e cervello funzionavano. (Fonte: Wikipedia)

L’ESPERIENZA MARIANA DI GIOVANNI PAOLO II

Fin dall’infanzia Karol Wojtyla, seguendo l’esempio dei suoi genitori, in particolare della mamma Emilia Kaczo­rowska, iniziò a tessere un profondo ed intenso legame con la Madonna. Il piccolo Karol, ben presto chiamato dagli amici Lolek, crebbe in una famiglia credente.

Lo stesso San Giovanni Paolo II, raccontò la sua esperienza nel libro Dono e Mistero (1996): “La preparazione al sacerdozio, ricevuta in seminario, era sta­ta, in qualche modo, preceduta da quella offertami con la vita e l’esempio dei miei genitori in famiglia“. La famiglia Wojtyla risiedeva a Wadowice, in un piccolo appartamento vicino alla chiesa di Santa Maria. Qui il piccolo Lolek conobbe presto il dolore. La madre, ricamatrice, morì a soli 45 anni, nel 1929 lasciando Karol, che all’epoca aveva solo 9 anni, alle cure del padre e del fratello, che pure morì di lì a poco.

La mamma Emilia spesso recitava il S. Rosario. Questo fatto rimase impresso nella memoria del piccolo Karol. Anche il padre, Karol Woijtyla senior, sottoufficiale dell’esercito, possedeva un forte senso mariano: lo stesso San Giovanni Paolo II ha ricordato di aver visto più volte il padre inginocchiato ai piedi del letto intento a recitare il S. Rosario. Spesso questo accadeva anche nel cuore della notte.

La devozione mariana fu accresciuta però grazie all’incontro con un laico, il servo di Dio Jan Leopold Tyranowski, che di professione faceva il sarto, ma che possedeva una straordinaria ricchezza spirituale tanto che lo stesso Wojtyla lo definì “un vero santo”. Tyranowski incontrò per caso il giovane Karol Wojtyla una mattina nella chiesa di San Stanislao Kostka a Cracovia. Il sarto, che collaborava con i salesiani della parrocchia come volontario, notò quel giovane assorto in una preghiera tanto intensa e decise di attendere e parlargli. Tra i due nacque così una profonda amicizia.

Tyranowski aveva organizzato per i giovani della parrocchia un’iniziativa spirituale denominata “Rosario Vivente”. I giovani che vi partecipavano  si impegnavano a mettere in pratica gli insegnamenti del Vangelo nella vita di tutti i giorni.

Fu Tyranowski a fare conoscere al giovane Karol Wojtyla le opere di san Giovanni della Croce e di Santa Teresa d’Avila, e fu sempre lui a suggerirgli la lettura del Trattato di San Luigi Maria Grignion de Montfort che ispirò a San Giovanni Paolo II il motto “Totus Tuus“.

Ma leggiamo le parole dello stesso San Giovanni Paolo II, che in Dono e Mistero scrive: “Ecco spiegata la provenienza del Totus Tuus. L’espressione deriva da San Luigi Maria Grignion de Montfort. E’ l’abbreviazione della forma più completa dell’affidamento alla Madre di Dio, che suona così: Totus Tuus ego sum et omnia mea Tua sunt. Accipio Te in mea omnia. Praebe mihi cor Tuum, Maria.

Così, grazie a San Luigi, cominciai a scoprire tutti i tesori della devozione mariana da posizioni in un certo senso nuove: per esempio, da bambino ascoltavo «Le ore sull’Immacolata Concezione della Santissima Vergine Maria», cantate nella chiesa parrocchiale, ma soltanto dopo mi resi conto delle ricchezze teologiche e bibliche in esse contenute. La stessa cosa avvenne per i canti popolari, ad esempio per i canti natalizi polacchi e le Lamentazioni sulla Passione di Gesù Cristo in Quaresima, tra le quali un posto particolare occupa il dialogo dell’anima con la Madre Dolorosa.

Fu sulla base di queste esperienze spirituali che venne delineandosi l’itinerario di preghiera e di contemplazione che avrebbe orientato i miei passi sulla strada verso il sacerdozio, e poi in tutte le vicende successive fino ad oggi.

Questa strada fin da bambino, e più ancora da sacerdote e da vescovo, mi conduceva non di rado sui sentieri mariani di Kalwaria Zebrzydowska. Kalwaria è il principale santuario mariano dell’Arcidiocesi di Cracovia. Mi recavo lì spesso e camminavo in solitudine per quei sentieri, presentando al Signore nella preghiera i diversi problemi della Chiesa, soprattutto nel difficile periodo in cui si era alle prese con il comunismo. Volgendomi indietro constato come «tutto si tiene»: oggi come ieri ci troviamo con la stessa intensità nei raggi dello stesso mistero.”

Così scriveva San Giovanni Paolo II nel 1996.

Più volte Papa Wojtyla si richiamò a San Luigi Maria Grignion de Montfort, mi piace ricordare quella splendida catechesi mariana che fu: “La Vera Devozione alla Madonna“, dedicata ai Religiosi ed alle Religiose delle Famiglie monfortane in occasione della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria l’8 dicembre 2003: – Centosessant’anni or sono – scriveva San Giovanni Paolo II – veniva resa pubblica un’opera destinata a diventare un classico della spiritualità mariana.

San Luigi Maria Grignion de Montfort compose il Trattato della vera devozione alla Santa Vergine agli inizi del 1700, ma il manoscritto rimase praticamente sconosciuto per oltre un secolo. Quando finalmente, quasi per caso, nel 1842 fu scoperto e nel 1843 pubblicato, ebbe un immediato successo, rivelandosi un’opera di straordinaria efficacia nella diffusione della “vera devozione” alla Vergine Santissima. Io stesso, negli anni della mia giovinezza, trassi un grande aiuto dalla lettura di questo libro, nel quale “trovai la risposta alle mie perplessità” dovute al timore che il culto per Maria, “dilatandosi eccessivamente, finisse per compromettere la supremazia del culto dovuto a Cristo” (Dono e mistero, p. 38).

Sotto la guida sapiente di san Luigi Maria compresi che, se si vive il mistero di Maria in Cristo, tale rischio non sussiste. Il pensiero mariologico del Santo, infatti, “è radicato nel Mistero trinitario e nella verità dell’Incarnazione del Verbo di Dio“.

La stretta relazione con la Vergine Maria segnò poi tutto il pontificato di San Giovanni Paolo II, basti pensare alla devozione alla Madonna Nera di Czestochowa, ed al rapporto intenso con la Madonna di Fatima, alla quale Karol Wojtyla riconobbe il merito di aver deviato la pallottola sparata il 13 maggio del 1981 (il 13 maggio è proprio il giorno in cui si festeggia la ricorrenza della prima apparizione della Madonna a Fatima nel 1917) da Alì Agca. Pallottola che San Giovanni Paolo II fece incastonare nella corona della statua della Madonna conservata a Fatima.

 

Attenzione – Il tatuaggio è una delle porte che apriamo a satana

I tatuaggi

 ( Estratto dal Manuale di Demonologia, prefazione di Don Gabriele Amorth, e di Padre Mario Granato qua)

Tatuaggi? Un modo per marchiare il Tempio di Dio!  (Brano pubblicato anche su questo sito cattolico qua)

Oggi ormai quasi tutti, bambini, adolescenti e adulti hanno il tatuaggio.
Tutti lo fanno, nessuno si domanda se sia giusto cambiare il proprio corpo con una immagine che viene disegnata in modo permanente sulla nostra pelle. Il tatuaggio è assolutamente contrario all’ etica cristiana, ma non solo.
Parlare solo di etica sarebbe riduttivo, parlare solo – come solo pochi sacerdoti fanno – di peccato è altrettanto riduttivo. Il tatuaggio è una consacrazione indiretta (ma pur sempre consacrazione) a cui ci si sottopone in maniera permanente almeno sul corpo.

Cari lettori, brevemente vi dimostriamo questa affermazione che, anche se ricopre la veste di dura verità, mai come oggi rappresenta una delle principali trappole che il principe delle tenebre muove verso il tempio dello Spirito Santo ovvero il nostro corpo.

La tecnica con la quale si viene sfregiati (o tatuati, fate voi) con disegni che molte volte non conosciamo è una tecnica satanica che consiste nel marchiare l’uomo consacrandolo.

Come in ogni tipo di consacrazione satanica quello che il tatuato offre a satana è la volontà di peccare ma non solo.
La volontà di peccare si concretizza nel desiderio di chi si tatua, di modificare il proprio corpo, di aggiungere qualcosa che la volontà di Dio immensamente perfetta non ci ha dato e non ha voluto sul nostro corpo “Tempio di Dio“.
Chi si tatua quindi si allontana da Dio e dimostra di non accettare quanto da Dio ci è stato donato per quello che è. Parlo del nostro corpo appunto. Non è tutto,

Dio è stato chiarissimo sul tatuaggio, nella Sacra Scrittura, in particolare nel Levitico (19:28) sta scritto espressamente: “Non farete incisioni nella vostra carne, ne farete tatuaggi su di voi”.

Nonostante questo però i cristiani, che si credono tali, continuano a vivere nella disobbedienza più assoluta e mortificante. Molti sostengono che il Levitico vada letto con una ottica diversa da quello letterale su questo preciso versetto della Sacra Scrittura. Eppure è proprio Anton LaVey fondatore della chiesa di satana in America che confessa pubblicamente – nel libro “Moderni Primitivi” – quanto detto, ammettendo che dietro ad ogni tatuaggio (sia esso un fiorellino o un drago) c’è il satanismo che, appunto, ha non solo ideato ma bensì voluto che tale moda si diffondesse.

La cosa che meraviglia è però come nonostante questo proprio noi, cattolici, chierici, sacerdoti e fedeli, sottovalutiamo questa moda negando perfino senza troppi problemi di coscienza, la gravità di questa verità tutta diabolica difesa con orgoglio dallo stesso mondo dell’occulto.

Se San Pio fosse in vita cosa direbbe se gli venisse chiesto dell’ipotetica possibilità di farsi un tatuaggio innocente? Cosa risponderebbe se gli venisse chiesto chi ha architettato questa bella moda ormai fatta passare per innocente in almeno un certo tipo di icone o, sempre se volete, di tatuaggi?
La consacrazione indiretta a satana realizzata nel momento in cui ci si tatua però non sta solo nella volontà di modificare l’apparire della propria pelle e peccare; come nella consacrazione all’ Immacolata si offrono sentimenti e azioni, anche nella consacrazione che i tatuati, compiono involontariamente, è offerta una azione a satana. L’azione è il sacrificio del consacrato.

Molti tatuati infatti sanno che per tatuarsi si va incontro ad un dolore indicibile, ma volontariamente si sacrificano pur di disobbedire a Dio o se volete pur di tatuarsi. Il dolore che si prova durante e dopo il tatuaggio per circa tre giorni rappresenta indirettamente l’offerta fatta a satana.

Chi fa tatuaggi sa benissimo che quella del tatuaggio è una prassi antica a sfondo satanico. Ogni tribale contiene il 666, così i draghi, le spade con i serpenti, i leoni e via discorrendo.

Quando ci si tatua, invece, personaggi, santi o affetti a noi cari, si offende invece due volte Dio. La consacrazione, in questa ipotesi, ha lo stesso valore, ma l’offesa recata a Dio per mezzo dell’ ignoranza pur sempre “colpevole” però è maggiore. Infatti satana per renderci suoi miseri strumenti e per farci perdere per sempre la bellezza del nostro tempio, cioè il nostro corpo, utilizza chi la propria vita l’ha dedicata a combatterlo: San Pio, angeli, Santi. Ma non è tutto.
Molte volte quanto non si è realmente convinti della Misericordia di Dio, satana sfrutta i suoi tatuati-consacrati, facendoli disperare. Infatti molti tatuati dopo la loro conversione, corrono a togliersi il tatuaggio e a soffrire e offrire nuovamente quel dolore che si prova.

A chi? A satana appunto origine di quella sofferenza, rinnovando così nuovamente la propria consacrazione. Questa si rinnova con la mancata fede nella Misericordia in Dio che tutto può alla risurrezione del corpo dopo la morte alla fine dei tempi.

Cari lettori, sappiate che un sacerdote di satana ha l’obbligo di consacrarsi proprio con il tatuaggio, sappiate che volendo ammetterlo o no, chi si tatua va incontro a indicibili dolori, a momenti bui e depressi oltre che a fatture e malefici stessi, che possono maggiormente prendere presa su un corpo tatuato perchè è appunto già marchiato.

Molti obietteranno che non tutti i tatuati stanno male. La risposta viene facile.
Come facile è pensare che ogni consacrazione porti immediatamente i propri frutti, anche nella consacrazione all’Immacolata in accordo col Monfort (San Luigi Grignon) un qualcosa di speciale di fatto avviene e si verifica ma non sempre è percepibile all’occhio umano.

Il consiglio che vi diamo da studiosi dell’occulto è quello di non tatuarvi, di non togliervi il tatuaggio se già vi siete marchiati a satana e tutta via in tal caso di andare a farvi benedire la pelle tatuata da un esorcista e non un sacerdote qualunque.

Il tatuaggio è la porta che apriamo a satana.

Pensate che in molti esorcismi, i posseduti, coscienti durante il rito, hanno affermato che sentivano un fuoco tremendo bruciare proprio sulla pelle in cui ci si era tatuati.

E sappiate infine che basta un solo tatuaggio per rischiare di avere disturbi di possessione come dimostrano i numerosi casi studiati. Nella rivista “Tattoo Gallery” (nella sezione Sacro e Profano) c’è scritto che la tecnica con cui si fanno i tatuaggi, fu ideata dai primitivi, i quali nel sangue che fuoriusciva, o nell’ arrossamento della pelle, vedevano il portale creato ai demoni per entrare e uscire dal corpo.

Ricordate di quanto letto, un giorno davanti a Dio non si potrà dire: “Io non lo sapevo”.

Non si ritenga offeso chi è tatuato, né indurisca il proprio cuore, ma approfitti per pentirsi sinceramente e rinascere nella confessione per i meriti del Sangue Preziosissimo di Gesù.

In conclusione non possiamo che trascrivere un ennesimo passo della Sacra Scrittura che, sebbene non si applichi direttamente ai tatuaggi, ci da’ un principio:

Non sapete che il vostro corpo è il tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete ricevuto da Dio? Quindi non appartenete a voi stessi. Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo.
(1 Corinzi 6:19-20)

Questa grande verità dovrebbe avere una reale ripercussione su ciò che facciamo e dove portiamo il nostro corpo. Se il nostro corpo appartiene a Dio, e vogliamo realmente confessare di crederlo con le opere piuttosto che con la sola bocca, dovremmo assicurarci di avere il Suo chiaro “permesso”, prima di “lasciarci il segno” indelebile dei tatuaggi.

GUAI ALLE DONNE VESTITE SENZA PUDORE



Durante un Esorcismo

Demonio: Quante donne oggi, per la superbia della carne, mostrano in maniera provocante il loro corpo! Senza pudore! Senza disagio! Con la più grande naturalezza, fingendo di non rendersi conto che stanno provocando scandalo a tante persone e favorendo così la propria e l’altrui rovina eterna.

Quanti e quanti uomini, infatti, e quanti e quanti bambini sono portati a guardarle con malizia! Guai a chi pecca e fa peccare in questo modo! 

Sono costretto a dire che una donna che non è vestita correttamente talvolta pecca senza esserne pienamente consapevole, ma non per questo è senza colpa, perché genitori, sacerdoti ed educatori almeno qualche volta le hanno parlato del pudore, e se anche non fosse stata educata in questo senso glielo grida la sua coscienza che un certo abbigliamento diventa provocazione e tentazione per chi la vede così poco vestita. E così, quando si ostina a ignorare questo, induce molti uomini e molti bambini e giovani a pensieri peccaminosi, li rende facilmente vittime della passione della carne e li porta a peccare gravemente. 

L’Alta(Parla della Madonna) a Fatima ha raccomandato:

“Vestitevi decentemente e imparate da me”.

Ma ora basta, non voglio parlare!

( Dal libro Gloria o Dannazione)

La veggente Mirjana: ‘Conosco tutto dei segreti, anche le date’. A Medjugorje può cambiare il mondo

 «Ci tengo  a dire che solo Dio tiene i segreti.» Per far comprendere meglio cosa intende con questa frase, Mirjana ci ha detto che gli ultimi medici che li hanno esaminati, presso un istituto per il soprannaturale ad Innsbruck in Austria, l’hanno sottoposta anche all’ipnosi e alla macchina della verità, ma non sono riusciti a farle dire niente di particolare.

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Ha anche confermato che il settimo segreto è stato mitigato dalle loro preghiere ed a una signora che si è ritrovata un segno sul braccio a forma di “M”, Mirjana le ha detto: «Se voi vedete o sentite qualcosa, questo è per voi! Con la vostra preghiera dovete capire il perchè, cosa Dio vuole da voi.» Ha poi aggiunto, in seguito ad ulteriori richieste di delucidazione sui segreti, che l’80 per cento di quello che si sente dire in giro, è falso. Ci ha poi consigliato di non acquistare libri su questo argomento, perchè vengono scritti da persone che stanno una settimana a Medjugorje senza neanche rivolgersi ai veggenti. Piuttosto acquistiamo libri di preghiera.  Poi le ho chiesto delle lacrime e sorrisi che repentinamente ha durante le apparizioni:
«Non mi sono mai rivista nei video: mi ricorderebbero i momenti di dolore… Sai, le apparizioni del 2 del mese sono per quelli che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio… Come Mamma, ha un grande dolore per i suoi figli» Ma piange anche Lei? «Le lacrime negli occhi le ho viste tante volte… Lei vuole i suoi figli nella strada giusta e come mamma soffre quando vede i nostri cuori duri… Parlare della sofferenza della Madonna ho dei problemi. Anche adesso mi vengono subito lacrime» e con lei, ci siamo commossi tutti nel sentirla descrivere quei momenti «Ho visto tante donne soffrire… ma il dolore della nostra Madre si vede sul suo viso. Ogni muscolo trema dal dolore… questo per me è molto difficile da vedere (da sopportare)… e quando mi giro dopo l’apparizione, vedere che ancora non hanno capito (le persone presenti). Pensano ad altre cose ma non a quello che è importante: senza gamba o una mano, si può andare in paradiso, ma senza anima non si può. Quando capiremo questo, sarà molto diverso.»  Ha voluto sottolineare anche, che ci sono certe persone che fraintendono i messaggi, li interpretano a proprio piacimento. Ad esempio è stato detto che questa è l’ultima volta della Madonna sulla Terra: «Non è vero! La Madonna ha detto che questa è l’ultima volta che sono sulla Terra in questo modo! Con così tanti veggenti, così a lungo…» E perchè le apparizioni durano così tanti anni? «La Madonna ci sta preparando e alla fine si capirà.. Se qualcuno vuole trovare qualcosa che non va bene a Medjugorje, lo trova subito! Ma se il tuo cuore cerca solo questo, allora sarebbe meglio restare a casa. Se tu hai il cuore aperto con la preghiera e vuoi conoscere Gesù di più, tu lo conoscerai e capirai.» «Come quella signora con tanti problemi in famiglia, che il suo gruppo l’ha dimenticata, e lei è rimasta qua tre ore in attesa e si lamentava del gruppo. Le ho detto: “scusa signora se mi permetto, ma con tutti i problemi che hai, stai qui a perdere tempo: vai sulla croce blu, mettiti in ginocchio e prega la Madonna , non aspettare che Dio ti butta qualcosa”…

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Certi non capiscono. Pensano di dover dire a me! Ma chi sono io? Io sono come tutti gli altri. Anch’io ho le mie croci, i miei problemi. La Madonna non mi ha detto mai “non ti preoccupare”. Anch’io devo pregare per tutto come voi. L’importante è rivolgersi a Dio. Noi qui sulla Terra siamo tutti uguali. Nessuno viene ascoltato più di un altro… Apri il tuo cuore, lascia che la Madonna entri. Non perder tempo per le cose che non sono importanti. Apri il cuore solo per la preghiera» La cosa più importante che ha detto la Madonna ? «Amore, amare… Dio ci farà una sola domanda: “quanto hai amato?”. Se tu hai amore per Gesù, per i fratelli e sorelle, tu non puoi uccidere, rubare, fare male, tradire, perchè tu vuoi bene a quella persona. Per questo per me, il più importante dei messaggi è amare, amare come Gesù ama noi… Bisogna pregare Dio tutti i giorni, per poter amare come Lui ci ama tutti… E non amare solo quelli che sono bravi con noi, ma anche quelli che non lo sono: è molto più importante.

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