Il Sorriso di Maria

Perché l’Angelo custode non ci difende dagli attacchi del maligno?

Don Amorth:
 L’Angelo custode ci suggerisce come superare gli assalti del maligno, altroché; e se noi ubbidiamo all’Angelo custode, certamente non ubbidiamo mai a Satana.
L’Angelo custode suggerisce il bene, il demonio suggerisce il male. Chi è arbitro di decidere? La nostra volontà! Dio ci ha creato con il libero arbitrio, ossia con la capacità di fare il bene o il male, ecco perché se facciamo il bene ne abbiamo merito (se fossimo obbligati a fare il bene non ne avremmo nessun merito), se facciamo il male ne abbiamo colpa, perché non dobbiamo farlo!
L’Angelo ci assiste, ci difende, ma non può impedire che siamo sottoposti alle tentazioni, tanto che Gesù nella preghiera dell’orto ci dice: “Vigilate e pregate per non cadere in tentazione”. La vigilanza dipende da noi; la fuga dalle occasioni, l’ascoltare i suggerimenti buoni, leggere libri buoni, vedere cose buone.
Cosa è che rovina tanto la gioventù e non solo la gioventù, ma anche i vecchi ed a volte persino preti e religiose? La televisione e internet. Sei tu che scegli i programmi negativi, spinto dalla curiosità, malgrado i suggerimenti dell’Angelo. Tante volte per curiosità si pecca.
Fin dall’inizio quando il nemico tentò Adamo ed Eva, cosa disse ad Eva? “Non è vero quello che vi ha detto Dio, non è vero che se ne mangerete morirete”.
Oggi ci vuole convincere che non è vero che esiste l’Inferno. Anche voi avete sentito dire da gente comune, da preti e addirittura da cardinali che l’Inferno è vuoto, che l’Inferno non è eterno. E’ importantissimo, fondamentale avere le idee chiare che riguardano il nostro destino eterno personale.
Gli Angeli ci suggeriscono il bene; bisogna ascoltare la voce dell’Angelo che ci suggerisce le vie di Dio. L’Angelo non può impedire la voce di Satana. Satana c’è e Gesù stesso è stato tentato da lui. Tutti siamo sottoposti alle tentazioni di Satana; dipende da noi la scelta, dipende da noi scegliere la via giusta. 

Claudio Baglioni Dona 700mila euro ai terremotati:


(Si informa che il compenso versato dal noto cantautore è dello scorso anno e non è stato evidenziato nell’articolo)
L’aveva promesso, Claudio Baglioni, e si è confermato un uomo di parola.
E considerando che La direzione artistica del Festival di Sanremo 2018 ed è stato concordato un compenso di circa 600 mila euro, 50 mila euro in meno di quanto versato nelle tasche di Carlo Conti per l’edizione dei record del 2017, e anche se non ha direttamente donato i proventi del compenso di Sanremo, attraverso il suo concerto benefico ‘Avrai’, tenuto lo scorso dicembre in Vaticano e trasmesso in diretta mondiale, è stato devoluto in beneficenza alle popolazioni colpite dal terremoto a Norcia l’importo di 700.000 euro Baglioni si è recato in visita a quelle popolazioni colpite dalle forti scosse lo scorso ottobre.
I cittadini l’hanno accolto nelle scuole materne ed ha intrattenuto le persone del posto organizzando un piccolo concerto.
“Ritrovarsi a Norcia significa dare concretezza a parole quali vicinanza e solidarietà, dimostrando che, a volte, le parole possono essere ‘pietre’ anche in senso positivo, vale a dire mattoni che aiutano a ricostruire ciò che la furia della natura distrugge”, queste le sue parole a margine dell’evento.

Inoltre, il cantante ha evidenziato che i 700mila euro raccolti serviranno anche alla ricostruzione del Centro Parrocchiale Madonna delle Grazie del paese.
“Qui ci sono le mie radici, è qui che affondano”.
L’Umbria è la terra dei miei genitori”, ha dichiarato mentre con la mente tornava ad alcuni ricordi legati a quei posti. “Castelluccio e la sua piana sono due tra gli angoli del nostro Paese ai quali sono più legato in assoluto. Da qui, infatti, sono partiti raduni, concerti e alcuni tra i miei progetti artistici più importante. Da Fratello Sole e sorella Luna, l’incisione del 1972 per il film di Zeffirelli, all’avventura di Capitani Coraggiosi che ha preso le mosse proprio da Castelluccio nell’estate 2015”.
Ai bambini africani che si sono impegnati nella donazione andrà invece la cifra restante del ricavato del concerto. “Siamo qui per sottolineare il grandissimo valore di umanità e fratellanza del gesto dei bambini di Bangui. Pur vivendo nella Repubblica Centrafricana, che è all’ultimo posto nella classifica mondiale per quanto riguarda il PIL pro-capite, non ci hanno pensato due volte a tendere la mano ai loro piccoli amici di Norcia. Un gesto che è una grande lezione per tutti noi e che fa sperare nel fatto che ‘Fratello Sole’ tornerà presto a riscaldare case e cuori”, ha concluso.

Medjugorje, Mirjana: Cosa avverrà dopo i due avvertimenti e il segno?

La Beata Vergine ha rivelato a Mirjana (uno dei sei veggenti di Medjugorje) che molto presto giungerà il castigo divino. Prima che giunga, però, ci saranno due avvertimenti, entrambi degli avvenimenti visibili in terra, dei segni che saranno al contempo un invito alla conversione e una dimostrazione inconfutabile della veridicità delle apparizioni in terra bosniaca. La Madonna ha inoltre affidato il compito di comunicare i segreti di cui sopra ad un sacerdote di sua scelta, tre giorni prima del primo avvertimento.

Mirjana ha spiegato che l’ottavo ed il nono segreto sono due avvenimenti gravi, si tratta di castighi per il mondo che Dio permetterà per far si che i peccatori si ravvedano. La veggente spiega che già il settimo segreto era un castigo ma che grazie alle preghiere e alla penitenza è stato cancellato, dunque, invita il maggior numero possibile di persone a convertirsi ed aprire il proprio cuore a Dio in modo tale da mitigare la sofferenza che i due segreti porteranno sulla terra. Per questo motivo la Madonna continua a mandare messaggi invitando i fedeli alla preghiera ed alla penitenze ed i non credenti alla conversione.

In una delle apparizioni, la Beata Vergine ha detto a Mirjana che i fedeli hanno perso la cognizione della potenza della preghiera e che questo è il momento per recuperarla: “Dopo il primo avvertimento, gli altri seguiranno entro breve tempo. Gli uomini avranno così del tempo per convertirsi. Questo tempo è il periodo di grazia e di conversione. Per questo, la Vergine invita alla conversione urgente e alla riconciliazione” ha dichiarato la veggente a riguardo.

Dopo che la Madonna predisse queste fatalità, Mirjana ricevette la visita di Satana, il diavolo si è presentato con l’aspetto della Madre Celeste, ma presto si è svelato per quello che era ed ha cominciato a tentarla offrendole una vita di felicità e lusso e dicendole che seguendo la Madonna avrebbe al contrario sofferto e vissuto in povertà. La veggente si è rifiutata si seguire la strada del peccato e l’istante dopo è apparsa la vera Madonna che le ha confessato:

“Scusami per questo, ma devi sapere che satana esiste; un giorno si è presentato davanti al trono di Dio e ha chiesto il permesso di tentare la Chiesa per un certo periodo. Dio gli ha permesso di metterla alla prova per un secolo. Questo secolo è sotto il potere del demonio, ma quando saranno compiuti i segreti che vi sono stati affidati, il suo potere verrà distrutto. Già ora egli comincia a perdere il suo potere ed è diventato aggressivo: distrugge i matrimoni, solleva discordie tra preti, crea ossessioni, assassinii. Dovete proteggervi con la preghiera e con il digiuno; soprattutto con la preghiera comunitaria. Portate con voi dei simboli benedetti. Metteteli nelle vostre case, riprendete l’uso dell’acqua benedetta”.

Secondo questa seconda rivelazione, il periodo attuale di crisi nella fede è dovuto al potere che Dio ha concesso a Satana per tentare gli esseri umani e che questo periodo di tempo sta giungendo al termine portando con se i castighi che Dio infliggerà a coloro che si sono fatti deviare dal percorso divino.

Padre Pio rispose al marito : “ Tua moglie Resusciterà il giorno di Pasqua”

Le persone che avevano una condotta irreprensibile venivano definite “una di quelle anime” a San Giovanni Rotondo, cioè coloro che erano già pronte per entrare del Paradiso, senza la necessità neppure di confessarsi e ricevereun’assoluzione dal sacerdote.

Una di queste era la signora Paolina, che, nel periodo della Quaresima di quell’anno, stava vivendo un momento molto difficile della sua vita.

Aveva un marito e 5 figli e si era ammalata gravemente.

I medici non erano riusciti a dare nessuna buona speranza alla famiglia, tanto che il marito si era precipitato al Convento, dove alloggiava Padre Pio, per implorarlo di intercedere per la salvezza della moglie.

Padre Pio, in un primo momento promise di pregare, ma, poi, qualche giorno dopo, alle continua insistenza di molti perché facesse qualcosa per Paolina, non disse più nulla, ma solo “Resusciterà il giorno di Pasqua”. 

Un’affermazione che lasciava tutti perplessi, mentre i giorni passavano e la Quaresima procedeva. Era il Venerdì Santo, quando Paolina cadde in uno stato di incoscienza, prima, e, poi, in coma.

Dopo qualche ora, le speranze di tutti si frenarono bruscamente, perché la signora morì.

I familiari, allora, la preparano per il funerale e le diedero l’ultimo saluto, mentre si venne a sapere che, incomprensibilmente, Padre Pio, in Convento, continuava a ripetere: “Resusciterà il giorno di Pasqua”.

Era la notte di Pasqua, il momento in cui il popolo aspetta la Resurrezione di Cristo dai morti, dopo la terribile battaglia col male.

Al momento del Gloria le campane cominciarono a suonare, per celebrare la vittoria di Cristo. Accade in ogni chiesa del mondo e nel cuore di ogni cristiano.

In quel momento anche Padre Pio stava celebrando la Messa e, improvvisamente, scoppiò in lacrime, davanti a tutti i presenti.

Nello stesso momento, a casa della signoraPaolina, avvenne qualcosa di inaspettato e straordinario: lei si risvegliò, “risuscitata”, come Padre Pio aveva annunciato.

Scese dal letto, si inginocchiò a terra e professò per tre volte il Credo.

Quando, poi, le chiesero cosa fosse avvenuto in quei momenti in cui tutti la credevano ormai morta, lei rispose soltanto: “Salivo, salivo, contenta … Quando stavo entrando in una grande luce sono tornata indietro, sono tornata giù …”.

Dopo essere stato a Medjugorje il mondo non è più come prima

A MEDJUGORJE: UNA CHIAMATA ARRIVATA DA LONTANO.

Sono stato a Medjugorje. Ero stato in tanti santuari mariani, da Lourdes a Loreto, ed anche in Terra Santa. Eppure questa è tutta un’altra cosa. Il posto non è particolarmente chic, anzi, e raggiungere la Bosnia-Erzegovina, penetrando le sue frontiere, non è neanche la passeggiata domenicale che consiglierei a chi è in cerca di quiete. Però lì la Madonna è ancora presente. E fidatevi che tutto il resto vale la pena. È impossibile ingabbiare nelle parole quell’impalpabile e totalizzante condizione che ti mette dentro questa esperienza. Ed è pure difficile ritrovare, ritornati nel mondo, la quiete necessaria per mantenere viva quella fiamma che ti inizia ad ardere in quel luogo santo. Quello che posso dire io è che a Medjugorje la Madonna è presente, ed è presente realmente. Non chiedetemi perché lo so, lo so e basta. Non l’ho vista con gli occhi con cui vedo il mondo, e non l’ho sentita con l’udito con cui ascolto i rumori. Eppure, dal basso della mia attitudine razionalista, devo confessare che c’è, e che quindi chi, come me, pensava che tutto fosse spiegabile con la testa ha torto marcio. Quello che ti senti di fare, a Medjugorje, è pregare. Preghi tutto il giorno, e non puoi fare a meno di farlo, con una gioia che ti conquista fin nel più intimo e sconosciuto profondo del tuo essere. È la Madonna che ti abbraccia come una madre e che ti tiene fra le sue braccia. È come se qualcuno tirasse via da te un velo che ti sei sempre portato addosso, e ti svelasse un universo dentro a te che neppure immaginavi esistesse. La prima cosa che ti colpisce sono le testimonianze. Le comunità che vivono lì offrono testimonianze di tossicodipendenti redenti, quelli di Suor Elvira, di bambini salvati in un orfanotrofio, quello di Suor Cornelia. E ovunque vai incontri persone che pregano, il che è la più grande delle testimonianze. E poi c’è l’atmosfera. Abbiamo occhi che neppure conosciamo, che ci mostrano una realtà di cui non immaginiamo neanche l’esistenza. Appena entrato in chiesa ho iniziato a piangere. Ma a lacrimoni, da vergognarsi. Poi inizia la Messa. E al segno della pace piango ancora, senza una ragione emotiva evidente. Tornato in albergo ho pianto ancora, con un dono enorme che mi è stato fatto. E chissà, magari quelle lacrime mi hanno ripulito gli occhi, e sono tornato a vedere la realtà, quella vera, quella che sta al di là dei sensi e al di sopra della razionalità. Quella che ho visto con schiacciante chiarezza di notte, nella salita del monte delle apparizioni che ti porta là dove tutto è iniziato. Lo capisco, è incomprensibile e per certi versi patetico. Così almeno dicevo io di quelli che portavano testimonianza di pellegrinaggi a Medjugorje. L’unico modo per capire è andarci, e quindi tutte queste parole hanno il valore che hanno. C’è un prima, e c’è un dopo Medjugorje. Il mio prima ero lo scetticismo. Tutto sommato da cattolico non avevo una grande simpatia nel pensare che la Madonna stesse parlando in un posto 

lontano a dei veggenti da più di vent’anni, e a me non dicesse nulla. Il dopo invece è qualcosa di grande. Il mondo non è più come prima. In modo un po’ superstizioso mi ero portato appresso alcune intenzioni, e alcune domande per delle scelte molto importanti che avrei dovuto fare. E la risposta più grande è stato il giusto posto e il giusto peso che poi ti trovi a dare alle cose. Quando hai vissuto un’esperienza del genere tutto – danaro, piacere, carriera, compiacenza – perde di interesse, diventa meno importante, sta appunto al giusto posto. Chi ha visto le montagne non si impressiona più per una misera collinetta. Rileggendo quello che ho scritto mi rendo conto che tutto ciò sa di irrazionale, folle, forse mistico. Ma è precisamente questa la dimensione che ti si spalanca davanti ed in cui non puoi fare a meno di buttarti. Quindi l’unica cosa che le mie misere parole possono dire è: andiamo a Medjugorje. E presto…

visto con schiacciante chiarezza di notte, nella salita del monte delle apparizioni che ti porta là dove tutto è iniziato. Lo capisco, è incomprensibile e per certi versi patetico. Così almeno dicevo io di quelli che portavano testimonianza di pellegrinaggi a Medjugorje. L’unico modo per capire è andarci, e quindi tutte queste parole hanno il valore che hanno. C’è un prima, e c’è un dopo Medjugorje. Il mio prima ero lo scetticismo. Tutto sommato da cattolico non avevo una grande simpatia nel pensare che la Madonna stesse parlando in un posto lontano a dei veggenti da più di vent’anni, e a me non dicesse nulla. Il dopo invece è qualcosa di grande. Il mondo non è più come prima. In modo un po’ superstizioso mi ero portato appresso alcune intenzioni, e alcune domande per delle scelte molto importanti che avrei dovuto fare. E la risposta più grande è stato il giusto posto e il giusto peso che poi ti trovi a dare alle cose. Quando hai vissuto un’esperienza del genere tutto – danaro, piacere, carriera, compiacenza – perde di interesse, diventa meno importante, sta appunto al giusto posto. Chi ha visto le montagne non si impressiona più per una misera collinetta. Rileggendo quello che ho scritto mi rendo conto che tutto ciò sa di irrazionale, folle, forse mistico. Ma è precisamente questa la dimensione che ti si spalanca davanti ed in cui non puoi fare a meno di buttarti. Quindi l’unica cosa che le mie misere parole possono dire è: andiamo a Medjugorje. E presto…

Fonte :  web

Dicono che queste apparizioni non sono vere,Vicka risponde

Che dice Vicka sui preti e gli increduli  – Eco di Medjugorje n.49

D. Certe persone dicono che queste apparizioni non sono vere, che sono storie inventate… Deve dirci se la Madonna ti appare veramente.
R. Io do la mia testimonianza che la Madonna è qui, che vive in mezzo a noi. Quelli che sono incerti devono pian piano aprire il cuore e vivere i messaggi della Madonna, perché se non incominciano a fare questo primo passo di aprire il cuore, non possono comprendere che la Madonna è presente veramente e non possono uscire dalla loro incertezza. 
D. Noi parliamo con entusiasmo dei fatti di Medjugorje, ma qualcuno ci deride, ci dice che siamo fanatici… Come dobbiamo comportarci?
R. Voi dovete vivere i messaggi e diffonderli. Quando vi trovate con persone che non credono, bisogna pregare per loro, perché credano e se altri dicono che noi siamo dei pazzi, non dobbiamo farci caso e non avere risentimenti nel cuore. 
D. Noi incontriamo un ostacolo anche da parte dei sacerdoti che non credono e ci deludono per questo loro comportamento…
R. Certo i sacerdoti sono i nostri pastori, però anche tra loro, per quello che riguarda Medjugorje, ci sono quelli ai quali Dio dà la grazia di credere e ad altri no. In ogni caso dobbiamo rispettarli ed essere coscienti che credere è una grazia. 
D. Dopo quasi sette anni di apparizioni a Medjugorje l’umanità ha accolto questo invito? La Madonna dice che è contenta o no?
R. Sono sei anni e tre mesi che la Madonna viene e non saprei valutare se la fede si è o no risvegliata. Forse la Madonna non è del tutto contenta, sicuramente un po’ di fede si è risvegliata, qualche cosa si è smossa. 
D. Puoi dare dei consigli ai preti per dirigere le comunità cristiane in questi momenti così difficili, per la chiesa?
R. Il punto chiave è che i sacerdoti aprano il cuore alla parola viva del Vangelo e la vivano nella loro vita. Se non vivono il Vangelo, cosa possono dare alla loro comunità? Il sacerdote deve essere testimone con la sua persona e riuscirà a trascinare la sua comunità.

La Madonna chiede di rinnovare spesso la nostra consacrazione a Dio, oggi che il mondo ci dissacra, cioè ci dissocia col suo spirito idolatrico da Dio-santo e dalla comunità dei santi, alla quale apparteniamo col battesimo. Faccio spesso atti di consacrazione.

Perchè si prega in ginocchio e con le mani giunte?

Padre James Manjackal: lo yoga, nella filosofia e nella pratica, è incompatibile con Cristo!

 

(tratto dal link esterno – sito di padre James Manjackal)

 

“Come cristiano cattolico – dice Padre James Manjackal – sono nato in una famiglia cattolica tradizionale del Kerala in India, ma sono vissuto in mezzo gli indù, ed ora come un sacerdote cattolico carismatico sono predicatore religioso in 60 paesi in tutti i continenti. Ho qualcosa da dire sugli effetti negativi dello Yoga sulla spiritualità cristiana e la vita. So che c’è un crescente interesse sullo Yoga in tutto il mondo, anche tra i cristiani, e tale interesse è esteso ad altre pratiche esoteriche e pratiche newage come il Reiki, la reincarnazione, la digitopressione (shiatsu), l’agopuntura, il Pranic Healing (pranoterapia), la riflessologia, ecc, che sono metodi contro i quali la Chiesa ha avvertito e avverte nel suo documento “Gesù Cristo portatore dell’acqua della vita” (2003).

Per alcuni, lo yoga è un modo di relax e di allentamento delle tensioni e per altri è una forma di esercizio per promuovere il fitness e la salute e per alcuni è un mezzo di guarigione delle malattie. C’è molta confusione nella mente della media dei cattolici-laici e chierici, perché lo Yoga come è promosso fra i cattolici non è né una disciplina del tutto fisica, né del tutto una disciplina spirituale, ma a volte una, a volte l’altra, e spesso una miscela di entrambi. Ma in realtà, lo yoga è soprattutto una disciplina spirituale e so che anche i preti e le suore nei seminari e nei noviziati – PURTROPPO – promuovano lo Yoga come aiuto alla meditazione e alla preghiera. E ‘triste, oggi giorno, che molti cattolici stiano perdendo la fiducia nella grande spiritualità e nel misticismo per la preghiera e la disciplina consegnati loro dai grandi santi, come Ignazio di Loyola, Francesco d’Assisi, Francesco di Sales, Santa Teresa d’Avila, ecc . e si impantanino con la spiritualità orientale e il misticismo provenienti dall’Induismo e dal Buddismo. E’ a questo proposito che un sincero cristiano dovrebbe indagare la compatibilità dello Yoga con la spiritualità cristiana e la saggezza di incorporare le sue tecniche nella preghiera cristiana.

Che cosa è lo Yoga? La parola Yoga significa “unione”, l’obiettivo dello Yoga è quello di unire il propria transitorio (temporaneo) SE’, “JIVA” con l’infinito “Brahman”, il concetto indù di Dio … Questo Dio non è un Dio personale, ma è una sostanza spirituale, impersonale, che è tutt’uno con la natura e il cosmo. Brahman è una sostanza divina impersonale che “pervade, avvolge e alla base di tutto”. Lo yoga ha le sue radici nelle Upanishad indù, che è vecchia (1.000 aC) e dice che lo Yoga è “unire la luce dentro di te con la luce del Brahman”. “L’assoluto è all’interno di uno stesso”, dice il Chandogya Upanishad, “TAT Tuam ASI” o “sei tu quello”. Il Divino dimora in ognuno di noi attraverso il suo rappresentante microcosmico, il sé individuale chiamato “Jiva”. Nella Bhagavad Gita, il Signore Krishna descrive il Jiva come “la mia porzione eterna”, e “la gioia dello Yoga viene allo yogi che è uno con Brahman”. Nel 150 dC, lo yogi Patanjali ha spiegato gli otto modi che conducono le pratiche Yoga dall’ignoranza all’illuminazione – le otto vie sono come una scala – sono l’autocontrollo (yama), l’osservanza religiosa (niyama), le posture (asana), gli esercizi di respirazione (pranayama), il controllo dei sensi (pratyahara), la concentrazione (dharana), la contemplazione profonda (dhyana), la illuminazione (samadhi). E ‘interessante notare, qui, che le posture e gli esercizi di respirazione, spesso considerati come l’insieme di Yoga in Occidente, sono i punti 3 e 4 verso l’unione con Brahman! Lo Yoga non è solo un elaborato sistema di esercizi fisici, è una disciplina spirituale, la pretesa di condurre l’anima al Samadhi, l’unione totale con l’essere divino. Samadhi è lo stato in cui il naturale e il divino diventano uno, l’uomo e Dio diventato uno senza alcuna differenza (Brad Scott. “Esercizio o pratica religiosa? Yoga: Che cosa mai l’insegnante ha insegnato in quella classe di Hatha Yoga” in “Expositor Watchman”, Vol . 18, No.

Una tale visione è radicalmente contraria al cristianesimo che distingue chiaramente tra Creatore e creatura, Dio e uomo. Nel cristianesimo, Dio è il “Altro” e mai di sé. E ‘triste che alcuni promotori di Yoga, Reiki e le altre discipline e meditazioni, abbia frainteso alcune citazioni isolate Bibbia a sostegno di false argomentazioni del tipo: “voi siete il tempio di Dio”, “l’acqua viva scorre da te”, “di essere in me e io in voi “,” non è più io che vivo, ma Cristo vive in me “, ecc, senza comprendere il contesto e il significato di quelle parole nella Bibbia. Ci sono anche le persone che ritraggono Gesù come uno yogi come possiamo vedere in alcuni conventi-cappelle e presbiteri in cui Gesù viene presentato in posture yogi di meditazione! Chiamano Gesù “uno Yogi” è negano la sua divinità intrinseca, la sua santità e la sua perfezione e suggeriscono che aveva un soggetto di natura decaduta l’ignoranza e l’illusione (Maya), che aveva bisogno di essere liberato dalla condizione umana attraverso l’esercizio e la disciplina della Yoga. RIDUCONO in modo antistorico GESU’ da DIO a semplice UOMO! Lo Yoga non è compatibile con la spiritualità cristiana, perché è panteistico (Dio è tutto e tutto è Dio), e sostiene che vi è solo una realtà e tutto il resto è illusione o Maya. Se c’è una sola realtà assoluta e tutto il resto è illusorio, non ci può essere alcun rapporto e nessun amore. Il centro della fede cristiana è la fede nella Santa Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, tre persone in un Dio-unico, il modello perfetto di relazione d’amore. Il cristianesimo è tutto sulle relazioni, con Dio e tra gli uomini: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso “ (Mt 22, 37-39).

Nell’Induismo, il bene e il male, come il dolore e il piacere sono illusori (Maya) e quindi irreali. Vivekananda, la icona o guru più rispettato del moderno induismo, ha detto che “il bene e il male sono la stessa cosa” (Vivekananda. “La Yoga ed altre opere”, pubblicato, Ramakrishna Vivekananda Centro NY 1953). Nel cristianesimo il fastidioso problema del peccato come un reato contro la santità di Dio è inseparabile dalla nostra fede, perché il peccato è il motivo per cui abbiamo bisogno di un Salvatore. L’Incarnazione, la Vita, la Passione, la Morte e la Resurrezione di Gesù sono per noi e significano la nostra salvezza liberandoci dal peccato e dalle sue conseguenze. Non possiamo ignorare questa differenza fondamentale con lo scopo errato di assorbire yoga e altre tecniche di meditazione orientale nella spiritualità cristiana. La pratica dello Yoga è pagana al meno, e occulta nel caso peggiore. Questa è la religione dell’Anticristo e per la prima volta nella storia si sta selvaggiamente praticando in tutto il mondo occidentale e in America. E ‘ridicolo che anche maestri yogi che indossano una croce o un simbolo cristiano ingannino le persone dicendo che lo Yoga non ha nulla a che fare con l’induismo e dire che si tratta solo di accettare le altre culture. Alcuni hanno mascherato lo Yoga sotto gesti cristiani e lo chiamano “Yoga cristiano”. Qui non si tratta di accettare la cultura di altre persone, si tratta di accettare un’altra religione che è incompatibile con la nostra fede cristiana e con i dogmi o certezze rivelati da Cristo unica Verità.

E’ grave che lo Yoga sia stato selvaggiamente diffuso dappertutto, dalla scuola materna alle istituzioni educative, in medicina, psicologia, ecc e si autodefinisca come una scienza, mentre non è una scienza! Viene venduto con l’etichetta di ‘relax terapia’, ‘ auto-ipnosi ‘,’ visualizzazione creativa ‘,’ centratura ‘, ecc. Hatha Yoga, è una delle dizioni che è diffusa in Europa e in America si dice per il relax ma è uno dei sei sistemi riconosciuti dell’induismo ortodosso, ed è la radice religiosa e mistica, la forma più pericolosa di Yoga (Dave Hunt, “La seduzione del cristianesimo”, p.110). Ricordate le parole di St. Paul, “Non c’è da meravigliarsi, perché anche Satana si maschera come angelo di luce “ (II Cor 11, 14). E ‘vero che molte persone sono [apparentemente] guarite da Yoga e in altri modi orientali di meditazione. [In realtà, come dice Padre Verlinde e Suor Emmanuel si tratta solo dell’effetto sospensione tipico degli esoterici in cui il male viene sospeso per qualche giorno da chi lo opera – satana – per poi ricomparire spostato a livello fisico o psicologico o più gravemente – perchè ne va di mezzo la salvezza dell’anima – come male spirituale]. Qui i cristiani dovrebbero chiedersi se hanno bisogno di benefici materiali o di guarigione perchè non si rivolgono al loro Dio in Gesù Cristo in cui credono, che è l’unica fonte di tutte le vere guarigioni e della vera buona salute.

Il desiderio di diventare Dio è il primo peccato ed è cronologicamente il secondo nella storia della creazione nella Bibbia: “Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora? Come mai sei stato steso a terra, signore di popoli? Eppure tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò sul monte dell’assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all’Altissimo” (Is.14,12-14). [Queste stesse parole di Lucifero le ritroviamo nel delirio di onnipotenza degli yogi di salire fino a possedere il divino; infatti afferma la “Bibbia dello Yoga”, lo Yogasutra di Patanjali, afferma che “grazie allo yoga, lo yogin perviene a conoscere infallibilmente tutto quanto egli desidera… diviene invisibile… percepisce qualsiasi oggetto remoto o nascosto… sono in possesso di tutti i poteri… perviene a conoscere ogni cosa… giunge a possedere il controllo di ogni cosa entrando in stato di identificazione con le cose fino agli atomi più sottili. Allora possedendo la padronanza anche del rapporto tra questi e l’etere, lo yogin stesso si fa lieve ed è in grado di camminare con i piedi sopra l’acqua e sui raggi del sole… funziona fuori dal corpo e lo yogin può accedere nei corpi altrui… lo yogin è in grado di penetrare in un sasso; ne l’acqua fluendo lo bagna, nè il calore del fuoco lo scotta; nè l’aria gli soffia contro… lo yogin si fa onnisciente… acquista vista e udito divini e corpo adamantino ” (Patanjali, Gli aforismi sullo Yoga (Yogasutra), ed Biblioteca Boringhieri, Torino 1978, pp.122.153.156.159.162.167.168.172.175.177 o II,45; III,21.25.26.33.42.43.45.49.51). Anche il guru Swami Vivekananda lo dichiara eloquentemente quando illustra quali sono i poteri dello yogi pienamente illuminato: “Quale potere sulla terra potrebbe non essere il suo? Egli sarà capace di muovere il sole e le stelle fuori dalle loro orbite, di controllare ogni cosa nell’universo dagli atomi al più grande dei soli. Questo è lo scopo finale del pranayama [controllo ritmico del respiro]. Quando lo yogi diventa perfetto non c’è niente in natura che non sia sotto il suo controllo. Se ordina agli dei oppure alle anime dei defunti di venire a lui, essi verranno al suo comando. Tutte le forze della natura obbediranno a lui come schiave […] Chi ha controllato il prana ha controllato la sua stessa mente ed anche tutte le menti […] e tutti i corpi che esistono” (Nikhilananda, Vivekananda: The Yogas and Other Works,  in T. Mezzetti, Come leone ruggente, I, 239). Per il grande antropologo Mircea Eliade gli yogi millantano “facoltà percettive non condizionate dagli organi del corpo in cui potrebbero vedere senza occhi, toccare senza mani, udire senza orecchi, giungere senza camminare e cosi via” (cfr. Julius Evola, Lo Yoga della potenza, ed Mediterranee, Roma 2006, p.106)].

Il serpente disse alla donna: “Tu non morirai. Dio sa che quando ne mangiasti, i vostri occhi si apriranno, e sarete come Dio, conoscendo [senza Dio e la grazia di Cristo] cosa è bene e cosa è male “ (Gen 3, 4-5). La filosofia e la pratica dello Yoga si basano sulla convinzione che l’uomo e Dio sono uno. Si insegna a concentrarsi su se stessi invece che sul vero Dio. Esso incoraggia i suoi partecipanti a cercare le risposte ai problemi della vita e le domande entro la propria mente e coscienza, invece di trovare soluzioni nella Parola di Dio attraverso lo Spirito Santo come è nel CristianesimoCosì si lascia sicuramente la porta aperta all’inganno del nemico di Dio, satana, che scruta per le vittime che “come leone ruggente” egli può portare via da Dio e dalla Chiesa (1 Pt.5, 8). Negli ultimi otto anni, io – dice sempre Padre James – sto predicando la Parola di Dio soprattutto nei paesi europei, che un tempo erano la culla del cristianesimo, producendo evangelizzatori e missionari, martiri e santi. Ora si può chiamare l’Europa, cristiana? Non è forse vero che l’Europa ha cancellato tutti i suoi concetti e valori cristiani dalla vita? Perché l’Europa si vergogna di dire che ha radici cristiane? Dove sono i valori morali e di etica praticata dagli Europei nel corso dei secoli e consegnato ad altri paesi e culture dalla proclamazione audace del Vangelo di Cristo? Dai frutti che si conosce l’albero! Credo che questi dubbi e confusioni, l’apostasia e l’infedeltà, la freddezza e l’indifferenza religiosa sia arrivata in Europa da quando il misticismo orientale, la meditazione esoterica e le pratiche del New Age sono stati introdotte in Occidente. Nei miei ritiri carismatici, la maggior parte dei partecipanti vengono afflitti da vari problemi morali, spirituali, mentali e fisici col desiderio di essere liberati e guariti da Gesù e di avere una nuova vita attraverso la potenza dello Spirito Santo. Con tutta sincerità di cuore dirò, l’80 e il 90% dei partecipanti [ammalati] era stato di Yoga, Reiki, reincarnazione, etc delle pratiche religiose orientali dove hanno perso la fede in Gesù Cristo e la Chiesa. In Croazia, Bosnia, Germania, Austria e Italia ho avuto chiari esempi in cui le persone che erano possedute dalle potenze delle tenebre gridarono [il nemico grisò]: “Sono Reiki”, “Io sono il signor Yoga”, identificandosi a queste pratiche esoteriche come persone mentre stavo svolgendo preghiere di guarigione per loro. Più tardi, ho dovuto pregare su di loro con la preghiera di liberazione per liberarli dal male malefico! Ci sono alcune persone che, [stoltamente], dicono: “non c’è nulla di male a ricevere le pratiche di questi, è sufficiente non credere le filosofie dietro”. I promotori [seri] di Yoga, Reiki, ecc, dicono molto chiaramente, che la filosofia e la pratica sono inseparabili. Quindi, un cristiano non può in alcun modo, accettare la filosofia e la pratica dello Yoga perché lo Yoga e il cristianesimo sono mutuamente contrari sotto tutti i punti di vista. Il Cristianesimo vede come problema primario dell’uomo il peccato, un difetto di conformità sia per il carattere e le norme di un Dio perfetto moralmente. L’uomo è alienato da Dio e ha bisogno di riconciliazione, del Suo perdono. La soluzione è Gesù Cristo “L’agnello di Dio che toglie i peccati del mondo”. Attraverso la morte di Gesù ‘sulla croce, Dio ha riconciliato a sé il mondo. Lui, ora chiama l’uomo a ricevere liberamente tutti i vantaggi della sua salvezza attraverso la fede in Cristo soltanto. A differenza dello Yoga, il cristianesimo vede la salvezza come dono gratuito che può solo essere ricevuta e non può essere guadagnata o raggiunta dal proprio sforzo con delle tecniche.

Oggi ciò che è necessario in Europa o altrove è la predicazione potente del messaggio di Cristo proveniente dalla Bibbia e interpretata dalla Chiesa al fine di eliminare i dubbi e le confusioni selvaggiamente diffuse tra i cristiani in Occidente per portarli alla Via, Verità e la Vita: Gesù Cristo. Solo la verità può renderci liberi”.

Persona posseduta dal demonio si scatena durante adorazione eucaristica a Medjugorje

 ESORCISMO

Evento shock durante adorazione eucaristica a Medjugorje – VIDEO

Un adorazione eucaristica come tante se ne possono vivere a Medjugorje nel periodo invernale dove si adora Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare all’interno della stessa chiesa di San Giacomo.
Era nel periodo pasquale del 2015 dove un fatto che ha scatenato un vero e proprio fuggi fuggi all’interno della chiesa.

Durante questa Adorazione Eucaristica improvvisamente durante un canto di Adorazione viene interrotto da alcune grida disumane di una donna disturbata spiritualmente che inizia ad urlare in maniera scomposta e a dir poco animalesca generando nell’assemblea grande disordine e sgomento. Alcuni testimoni oculari sconvolti, presenti al fenomeno asseriscono che la donna si contorceva in maniera innaturale ruotando la testa in modo irreale,  picchiando ripetutamente il capo contro i confessionali in maniera violenta. Sputando ripetutamente verso il sacerdote esorcista che stava pregando su di lei.

Brano tratto da un colloquio tra un esorcista e il demonio presente nella persona che lo stesso stava cercando di liberare:

Esorcista: “Perché è importante adorare l’Eucarestia?”

Demonio: “Tutto!”

Esorcista: “E’ importante quindi perché si ottiene tutto?! Perché Gesù è presente come 2000 anni fa!? Rispondi in nome di Dio Onnipotente e della Madre della Verità!”.

Demonio: “Sìì!”

Esorcista: “Bisogna avere fede come l’emorroissa?!”

Demonio: “Sììì!”.

Le frasi della Sacra Scrittura dimostrano chiaramente che Gesù Eucarestia (il Gesù nascosto come lo chiamava Francesco, il piccolo veggente di Fatima) è anche un sacramento di guarigione spirituale e fisica. Per poter concedere le grazie però il Signore richiede la nostra fede “E Gesù disse al centurione: -Và, e sia fatto secondo la tua fede –. In quell’istante il servo guarì” (Mt 8,13); fede assai affievolitasi in questa nostra epoca che ha subito le aggressioni del materialismo ateo profetizzato dalla Madonna a Fatima come castigo per la nostra mancata conversione.

Se l’emmeroissa guarì solo toccando con fede il manto di Gesù, quanto maggiori saranno le grazie che il Signore concederà a quanti, chiedendogliele con fede come la donna del Vangelo, lo riceveranno “intero” con le debite predisposizioni d’animo “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dunque che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele domandano!” (Mt. 7,7 seg.).

Vi sono dei momenti particolarmente indicati per domandare al Signore le grazie:

a) durante la Santa Messa;

b) durante la consacrazione;

c) dopo aver ricevuto Gesù Eucarestia;

d) durante una processione eucaristica;

e) durante l’Adorazione eucaristica.

Durante la Santa Messa in quanto Gesù si manifesta vivo tra noi, esattamente come 2000 anni fa, anche se nascosto sotto le spoglie del pane e del vino. E, come 2000 anni fa, è desideroso di concederci le grazie che noi gli chiediamo con fede e perseveranza “Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!”

Infine, durante l’Adorazione eucaristica in quanto è possibile, nell’intimo colloquio con Lui, lodarlo, ringraziarlo e supplicarlo di concederci, con intercessione della Madonna e dei santi le grazie che desideriamo “… Adorate senza interruzione il santissimo Sacramento dell’altare. Io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. In quel momento si ottengono grazie particolari” (mess. Medjugorje del 15.3.1984).

VIDEO DA VEDERE FINO ALLE FINE!

I sette Angeli davanti al Trono di Dio, antichissima devozione approvata dai padri e diffusa dai santi

 

 

Oggi raramente si parla dei sette angeli che si trovano davanti al trono di Dio. “Si crede che essi formino una cerchia privilegiata, la più vicina al Potente Dio.” L’Arcangelo Raffaele disse espressamente a Tobia che egli stesso faceva parte di questo gruppo privilegiato. “Io sono Raffaele, uno dei sette angeli che sono sempre innanzi alla presenza della maestà del Signore”. (Tob. 12, 15). Anche nell’Apocalisse si fa riferimento ai sette angeli: “La grazia sia con voi e pace da Colui che è, che era e che viene, dai Sette Spiriti che stanno davanti al suo trono.” (Ap. 1, 4) Questi sette spiriti sembrano essere i Principi più alti della corte celeste. Sebbene la loro più importante occupazione sia la contemplazione e la preghiera della Divina Essenza, vengono affidati loro anche compiti speciali, infatti San Paolo afferma espressamente che essi amministrano tutti gli spiriti. L’abate Boudon, che ha scritto così bene …
… riguardo agli angeli, vuole che noi invochiamo questi sette Principi del Paradiso così che essi possano ottenere per noi la grazia per evitare i sette peccati capitali e affinché essi possano arricchirci con i sette doni dello Spirito Santo.
Parlando della felicità di cui gli angeli godono nel paradiso e alla quale partecipano i sette santi spiriti probabilmente in un grado più alto, si dice che “ogni cosa nell’universo è fonte di gioia per i santi angeli. Essi vedono in ogni cosa il compimento di ciò che Dio ha ordinato; essi sanno che Egli riceve onore e gloria e che essi si rallegrano nel vedere come Egli venga glorificato. Questo è il segreto della vera gioia; è perché noi pensiamo a noi stessi e non a Dio, che siamo turbati e insoddisfatti. Se solo noi potessimo avere la visione angelica, niente ci turberebbe e potremo sempre gioire”. La furia iconoclasta degli anni 726-730 deve aver operato la quasi completa distruzione delle immagini dei sette Angeli. Quando il Concilio di Nicea (735) ristabilì il culto delle immagini, si ebbero immagini di angeli sia a gruppi sia separati, ma molto raramente sembra in numero di sette e tanto meno con i loro nomi di cui parleremo di seguito. Il motivo potrebbe forse essere questo: quasi contemporaneamente alla bufera iconoclasta, cioè nel 745 gli eretici Adalberto e Clemente erano caduti in una quasi idolatria degli angeli, invocando addirittura con i nomi otto di questi: Uriel, Raguel, Tubuel, Michele, Abnis, Tubua, Sabaoth e Simile, con formule di terrore superstizioso, per cui non solo furono solennemente scomunicati, ma fu anche stabilito nel Concilio di Laodicea da, papa San Zaccaria, che i cristiani non dovessero menzionare nelle loro preghiere altri nomi d’angelo all’infuori di Michele, Gabriele e Raffaele. Tale grave decisione sarebbe stata presa tanto più in quanto in quel particolare momento, gli iconoclasti non avessero una fondata ragione di incolpare di idolatria quei fedeli che abbagliati dallo splendore degli angeli, finissero per perdersi nella adorazione di essi.
Oggi, tale pericolo all’interno della Chiesa è del tutto svanito, data la sicurezza dogmatica del Magistero, anche se purtroppo il New Age, l’Esoterismo e la Cabala creano grande confusione nei cattolici del XXI secolo.
Da principio, la Chiesa delle origini conosceva unicamente le rappresentazioni angeliche ispirate dagli avvenimenti della Sacra Scrittura e quindi raffigurava anche gli Angeli assistenti al trono di Dio. La più antica immagine angelica cristiana risale al II secolo nelle Catacombe di Priscilla e rappresenta l’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele. Il Principe degli Angeli, San Michele ebbe, nel 312-328, la prima chiesa di cui si ha notizia che fosse dedicata al suo nome, edificata ad Alessandria d’Egitto dal Patriarca Alessandro. La chiesa Ortodossa egiziana, fin dal III e IV secolo invocava, nella sua liturgia, oltre che i nomi noti dei tre Arcangeli, anche il nome dell’Arcangelo Uriele, nominato nei Libri apocrifi di Enoch e terzo e quarto di Esdra; ugualmente facevano la chiesa copta ed etiopica. In molte “natività” i sette angeli sono rappresentati presso la Madonna col Figlio, oppure circondano quali cherubini il volto dell’Eterno Padre.
Sette angeli con lo scettro, secondo la più antica tradizione bizantina, erano tra le figurazioni in mosaico che rivestivano la volta dell’altare maggiore in San Marco a Venezia nel 1543, da cui fu ritratto il quadro della Vergine con i sette angeli, che attualmente vediamo nella chiesa di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri in Roma, a Piazza Esedra.
Antonino Mongitore che stampò, nel 1726, a Palermo il suo libro: Il Monastero dei sette Angeli, dopo aver fatto la storia delle sette immagini di angeli con i loro nomi, venute in luce a Palermo nel 1516, e della copia di esse, esistente nel quadro che vediamo tuttora nella Cattedrale di Palermo, aggiunge un lungo elenco di località dell’Europa dove si trovano le immagini con i nomi dei sette arcangeli. Nel libro, edito a Bruxelles, di Andrea Serrano, del 1707, intitolato “Los Siete principos” sono raffigurati i sette arcangeli con gli stessi nomi e simboli di quelli ritrovati a Palermo: Michele con una lancia e un vessillo crociato, nelle sinistra una palma e sotto i piedi il dragone vinto; Raffaele con in mano una pisside di aromi medicinali e vicino il piccolo Tobia; Uriele con in mano una spada; Gabriele con uno specchio di diaspro e una lanterna; il quinto angelo chiamato Sealtiele in atto di pregare; il sesto angelo chiamato Jehudiele, con una corona e un flagello; l’ultimo dei sette spiriti chiamato Barachiele con un serto di rose. Sul finire del 1400, il Beato Amodeo de Sylva, un frate portoghese morto in concetto di santità e vissuto a Roma in San Pietro in Montorio, nella sua Apocalittica, nomina gli stessi sette angeli con gli stessi nomi venuti poi in luce a Palermo, i quali afferma essere i più gloriosi dopo Dio e la Vergine Santissima.
Verso la fine del 1600, nella Biblioteca apostolica Vaticana venne ritrovato un antichissimo codice ebraico in cui, oltre agli arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele, venivano nominati anche Uriele, Sealtiele, Jehudiele e Barachiele. Il cistercense Giulio Bartolocci, in un suo libro, del 1683 parla di questi nomi con molta circospezione e prudenza. Parlando delle immagini di Palermo e del quadro in Santa Maria degli Angeli a Roma, il Bartolocci afferma che: “Le iscrizioni che sorreggono questi sette angeli specificano il ministero di ciascuno di essi e si può accettare il nome, dall’ebraico, di essi stessi” e cioè quei medesimi nomi ed epiteti che figuravano ai piedi di ognuna delle immagini dei sette angeli venute in luce nel 1516 a Palermo.
MICHELE: Vittorioso, è nel quadro di Santa Maria degli Angeli: “Paratus ad animas suscipiendas”.
RAFFAELE: Medico, è nel quadro suddetto: “Viator comitor; infirmos medico”.
JEHUDIELE: Remuneratore, è nel quadro suddetto: “Deum laudantibus; praemia retribuo”.
GABRIELE: Nunzio, è nel quadro suddetto: “Spiritus sanctus superveniat in te”.
URIELE: Forte alleato (Luce di Dio), è nel quadro suddetto: “Flammescat igne charitas”.
BARACHIELE: Tutore, è nel quadro suddetto: “Adjutor ne derelinquas nos”.
SEALTIELE: Oratore, è nel quadro suddetto: “Oro, supplex, acclinis”.
Se i quattro nomi di Uriele, Sealtiele; Jehudiele e Barachiele non hanno l’autenbtica approvazione della Chiesa, come Michele, Gabriele e Raffaele, ciononostante i padri della Chiesa la tengono molto fondata e grande e sono molti gli autori cristiani che li riconoscono, non ultimo il Venerabile Beda che nella Colletta li invoca tutti e sette.
Nei nostri tempi più recenti, lo stesso Beato Bartolo Longo, fondatore del Santuario mariano di Pompei volle che nello stesso Santuario fosse apposto un quadro con San Michele e gli altri sei Spiriti celesti e compose diversi libretti in cui dava il nome di questi sette Spiriti celesti, anche perché il suo padre spirituale, il redentorista Padre Radente aveva una particolare venerazione per i sette arcangeli. Per non parlare di ciò che scriveva sugli arcangeli S. Annibale M. di Francia: Ecco cosa affermò S. Annibale M. di Francia sul culto dei sette arcangeli

Don Marcello Stanzione