Il Sorriso di Maria

COME PERDONARE UNA PERSONA CHE TI HA OFFESO. (CATECHESI DI PADRE SILVANO ALFIERI)

2106, ANNO SANTO DELLA DIVINA MISERICORDIA 
(Catechesi di padre Silvano Alfieri guida spirituale degli APOSTOLI DELLA PACE)

Il carcere del risentimento 
Quando riceviamo un offesa, un torto una ingiustizia si rischia un danno ancora maggiore: quello di rimanere chiusi nel carcere del risentimento, così oltre ad aver ricevuto un torto in quel momento, quel male estende in noi nel tempo il suo effetto, quell’episodio è successo 10 anni fa ma i nostri pensieri, nel nostro cuore rimaniamo nel carcere del risentimento, si respira a fatica, il perdono è la chiave per uscire da quel carcere per tornare a respirare, a vivere.

Il bisogno di misericordia che ha il mondo
Che bisogno che ha il mondo di perdono e di riconciliazione che bisogno di perdono e di riconciliazione c’è in Turchia tra turchi e curdi, in Sudan tra il Nord e il Sud, tra la Russia e l’Ukraina, in Centr’Africa tra le fazioni… Se voi considerate quanta violenza e quanta gente prigioniera del risentimento cerca vendetta, tra uomo e uomo e anche tra gli Stati potete immaginare quante persone soffrono dentro queste carceri. Il venerdì santo p. Raniero Cantalamessa predicando al Papa ha detto metà della sofferenza presente nel mondo è procurata dalla sete di vendetta.
che bisogno c’è di riconciliazione nelle famiglie, che bisogno c’è di pace in tanti cuori.

Il perdono 
è la chiave per uscire da quel carcere per tornare a respirare, a vivere. La testimonianza di Nelson Mandela: a un giornalista che lo ha visto a cena con il presidente che lo aveva tenuto in carcere per 27 anni gli ha chiesto se avesse perdonato a lui e ai suoi aguzzini, Mandela ha risposto – “se non avessi perdonato loro sarei ancora loro prigioniero”.

DIO HA DECISO DI INONDARE IL MONDO CON IL SUO PERDONO E CON LA SUA BONTA’
Dio vuole condurre l’’umanità fuori da questa spirale negativa di violenza che genera solo nuove sofferenze e Papa Francesco ha il ruolo di Mosè chiamato da Dio a condurre il popolo di chi cerca la vita fuori dalla schiavitù di questa violenza.
Questo è il messaggio che ci arriva da questo anno straordinario della Misericordia che Papa Francesco ha indetto. Domenica 13 dicembre ero a Reggio Emilia, mai vista prima la quantità di persone che sono venute per passare la porta santa del Duomo, così è successo a Como…. Tanta gente che mossa dallo Spirito Santo si sono messe in viaggio per accogliere la grazia di Dio. Porte sante sono state aperte in tutte le diocesi d’Italia, nelle mense caritas negli ospedali, nelle carceri… porte sante sono state aperte in tutte le Diocesi del mondo tante ne sono state aperte anche in Cina… è la volontà di Dio di raggiungere con il suo perdono ogni uomo:

OGNI CUORE UNA PORTA SANTA
In ogni cuore si dovrebbe aprire una porta santa da dove la misericordia di Dio possa entrare, Dio desidera essere presente con la sua pace, con la sua bontà con la sua gioia in ogni cuore. in ogni cuore si dovrebbe aprire una porta santa da dove la misericordia di Dio possa entrare beati coloro che credono al dono di grazia straordinario che Dio ci offre con questo anno santo della Misericordia e con fede accoglieranno il suo perdono e le grazie che ci offre e al termine dell’anno saranno interiormente rinnovati santificati è anche una questione di numero, più sono le persone che nel cuore hanno la Pace di Dio più al mondo si starà bene, ci sono delle situazioni di disagio create dal peccato di tanti: quante bugie, quanti gesti di corruzione ci sono voluti per inquinare la terra? Per mettere a rischio la sua stessa vita con il riscaldamento del pianeta e la sua desertificazione non è sufficiente che uno smetta di usare il carbone per cambiare rotta occorre che siano in tanti… la violenza di Erode ha costretto la famiglia di Gesù nella notte a fuggire in Egitto, quanti gesti di violenza, quanti Erode e quanti complici ci sono voluti per produrre i milioni di profughi che vediamo oggi… Da soli non ce la facciamo a riparare a questi danni Dio ci viene incontro con il suo aiuto, è anche una questione di numero: quante più persone accoglieranno la misericordia di Dio nel loro cuore, tanta più pace ci sarà nelle famiglie e nella società, bisogna essere in tanti.

INTANTO POSSIAMO COMINCIARE FACENDO LA NOSTRA PARTE USCENDO NOI PER PRIMI DAL CARCERE DEL RISENTIMENTO
A Genova abbiamo ascoltato la testimonianza di una signora, Francesca che dopo cinquant’anni ha perdonato suo padre che l’aveva abbandonata a 5 anni lei, le sorelle, tutta la famiglia, alcuni mesi fa ha pregato assieme al suo gruppo di preghiera per le persone di Genova che non riescono a perdonare, poi alla Messa alla Madonna della Guardia ha fatto questa esperienza, di sentirsi perdonata da Dio e dopo senza fatica ha perdonato suo padre, finalmente respira in quel cuore si torna a respirare rientra la luce: che leggerezza, che bello? Quello che il padre ha fatto tanti anni fa rimane ma lei adesso è libera da quel fatto e può vivere liberamente la sua vita.

PERDONO DIFFICILE? IL PANE QUOTIDIANO 
A noi il perdono sembra difficile perché pensiamo sempre a quell’episodio di 10 anni fa che è diventato un muro che non si sposta vogliamo fare tutto in una volta… non è così che funziona il cammino spirituale, Dio ci invita a chiedere il Pane quotidiano, a perdonare l’offesa di oggi quella persona che ti ha portato via il parcheggio, quella parola sbagliata detta da un famigliare, questo è pronto nella mano di Dio per te lo Spirito Santo necessario per perdonare i torti di oggi che se oggi sai superare i torti di oggi e domani quelli di domani fra un mese non c’è più nulla

TAGLIANDO DI ASSICURAZIONE SULLA VITA ETERNA
Vi ho preparato un bigliettino perché anche noi oggi possiamo compiere un gesto di perdono ho messo un riferimento all’anno santo: Padre tu ci perdoni e ci offri questo anno della Divina Misericordia perché ci vuoi vicino a Te in Paradiso poi ecco: la frase che ci riguarda: Padre anch’io desidero perdonare e uscire dal carcere del risentimento, perciò ti prego di perdonale quella persona _____________________________ e di donarle il paradiso poi è la frase di una santa, di n bimba che addirittura ha saputo perdonare il suo assassino: Santa Maria Goretti che ha perdonato Alessandro Serenelli e ha chiesto per lui il Paradiso.
Pane quotidiano
Ecco non scrivere un nome che al momento rappresenta un muro insormontabile, un nome impossibile, scrivi il nome di una persona che riesci a chiedere a Dio di perdonarla e oggi riesci a chiedere per lei il Paradiso, vedete quella signora di Genova ha pregato per le persone di Genova che non riescono a perdonare (non riusciva in quel momento a pregare per suo padre), dunque ha pregato per le persone di Genova che non riescono a perdonare, ma da quella semplice preghiera, da quel primo passo, Dio le è andato incontro e l’ha aiutata a fare tutto il percorso lei si è sentita personalmente perdonata poi lei ha perdonato suo padre e ora è fuori da quel carcere, è libera.
Quindi scrivi un nome che oggi ti è possibile non quello impossibile e poi porta all’altare la tua preghiera questo è il tuo passo incontro a Dio e Dio ti aiuterà, lui ti verrà incontro a te.

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Medico: Sono stato “spettatore diretto” di alcuni casi di guarigione a Medjugorj

Intervista a Giancarlo Comeri, nella prima equipe medica per valutazione dei veggenti di Medjugorje.

TESTIMONIANZE DI FEDE –  Giancarlo Comeri è Medico chirurgo specialista in urologia, laureato nel 1968 all’Università di Pavia, ha lavorato a Varese, Como, Castellanza . Tuttora Primario Urologo.all’Ospedale Multimedica di Castellanza.
Ha insegnato per 8 anni nella scuola di specializzazione in Urologia dell’Università di Milano negli anni ’90. Presidente del Consorzio Sanitario di Zona di Varese 3 dal 1975 al 1980. Direttore del Consultorio “La Casa” di Varese dal 1980 al 1988. Coniugato dal 1970, ha 4 figli adottivi. 
Nel 1984 ha partecipato alla prima équipe medica italiana per la valutazione informale dei veggenti di Medjugorje allorchè le apparizioni avvenivano quotidianamente a 5 veggenti (Mirjana aveva cessato di avere apparizioni il Natale 1982). Da allora ha accompagnato oltre 90 pellegrinaggi a Medjugorje, credendo fermamente nella veridicità delle apparizioni non solo per i riscontri che la scienza ha potuto dare e confermare negli anni, ma soprattutto per i frutti di guarigione fisica e spirituale di cui è stato testimone. Lo scorso anno è’ stato impegnato con diversi amici, medici e non, fra cui l’amico Gigi Leva presidente dell’Associazione “Amici di Medjugorje” di Varese, il notaio Carmelo Candore, il Dott. Mario Botta, cardiochirurgo, e un gruppo di amici di Napoli facenti capo ad Antonietta Nocerino, con l’appoggio dei frati del santuario bosniaco, nel tentativo di realizzare una rete di soccorso tipo 118 all’altezza delle necessità esistenti attualmente a Medjugorje, senza conseguire purtroppo risultati concreti per le chiusure e le opposizioni che si sono manifestate in loco. Fa parte del direttivo dell’Associazione “Amici di Medjugorje” di Varese
Dice il Dott. Comeri: “La prospettiva attuale è quella di far conoscere a quanti più possibile l’amore materno con cui Maria ci accompagna come suoi “cari figli” da quasi 33 anni a questa parte perchè abbiamo a realizzare la nostra vita mettendo Suo Figlio Gesù al primo posto”.
Il Dott. Comeri, ha anche scritto la prefazione del libro di Antonello De Giorgio “Non sono ancora una foto sopra una lapide” e una sua testimonianza nel libro fotografico intitolato” Medjugorje” di Riccardo Ranza di Varese.
Dott. Comeri, Lei è stato la prima volta a Medjugorje con un equipe medica nel 1984, esattamente il 25 marzo. Siete stati chiamati per constatare da un punto di vista scientifico, l’eccezionalità delle apparizioni. Quali sono state le vostre conclusioni?
In effetti la mia partecipazione è stata fortuita, grazie all’amico Mario Botta, cardiochirurgo, che essendosi interessato ai fatti di Medjugorje alla fine del 1983, aveva ricevuto l’invito da parte dei frati di Medjugorje di fare dei rilievi scientifici sui veggenti in un suo successivo viaggio nel paese Bosniaco. Mario mi ha parlato di queste apparizioni in corso e della possibilità di conoscerle da vicino, per cui decisi di andare a Medjugorje con lui, con il solo intento di partecipare ad un’apparizione, cui non avevo mai pensato né tantomeno avevo avuto la possibilità di fare, e questo avveniva in coincidenza con il grande evento della consacrazione della Russia e del mondo intero da parte di Giovani paolo II in unione con tutti i vescovi della terra, esaudendo in tal modo la richiesta della Vergine fatta a suor Lucia nel 1925, consacrazione memorabile avvenuta il 25 marzo del 1984 sul sagrato di S. Pietro al cospetto della statua originale della Madonna di Fatima, e che ha cambiato il corso della storia. Il mio è stato un viaggio pieno di Fede, insieme ad altri tre amici medici dell’Ospedale S. Anna di Como, dove allora lavoravo, che non mirava assolutamente a fare dei rilievi scientifici a cui non ci eravamo preparati. All’arrivo però, dopo essere stati calorosamente accolti, siamo stati invitati tutti quanti a “constatare” in qualche modo lo stato di estasi dei veggenti durante l’apparizione. A parte Mario Botta che si era portato dall’Italia un apparecchio per eseguire il test di Holter, cioè per registrare in continuo l’elettrocardiogramma ai veggenti prima, durante e dopo l’apparizione, per noi altri medici dell’improvvisata equipe si trattava di inventarci qualcosa, non avendo predisposto apparecchiature di alcun genere. D’altra parte anche Bernadette a Lourdes era stata studiata solo con un grosso ago da calza che l’aveva punta senza che se ne accorgesse e con una candela che le era stata accesa sotto le mani giunte durante l’estasi senza provocare reazione alcuna da parte della veggente. Sta di fatto che, emozionatissimo dal partecipare per la prima volta in vita mia ad un evento soprannaturale come quello, mi sono inventato di saggiare i riflessi achillei di una delle veggenti durante l’apparizione, inginocchiandomi dietro a Vicka. Non sapendo di fatto cosa fosse un’estasi, né avendo mai avuto fino allora occasione di studiarla, ho così finito per fare un esame che, nel contesto di uno stato d’estasi, non poteva provare nulla dal momento che l’estasi produce variazioni soltanto a livello sensoriale e non a livello dei riflessi profondi. Ci ha pensato la Madonna a farmelo sapere con molto riguardo quando, alla fine di quell’apparizione, Vicka ha riferito in croato a Padre Tomislav Vlasic, presente nella stanzetta dell’apparizione, di dirmi che “queste cose non erano importanti”, che cioè non aiutavano a stabilire lo stato di estasi dei veggenti ( in altri termini avevo fatto un esame che non serviva a nulla) Dal momento che non era possibile che Vicka si fosse inventata una cosa del genere, una volta che ho appurato che i riflessi non potevano variare nel corso di un’estasi, ho avuto la prova, non richiesta ma venuta ugualmente dal Cielo, che i veggenti durante l’estasi parlano veramente con Qualcuno che noi non possiamo vedere e che questa Entità può in effetti essere la Vergine Maria che essi possono vedere in tutta la Sua bellezza e in tre dimensioni, ascoltare e toccare. Quindi in questo mio primo viaggio ho avuto la grazia di vedere sparire di colpo qualsiasi dubbio sulla verità delle apparizioni di Medjugorje. Per di più non è vero che li mia ricerca di riflessi non fosse servita a nulla: constatai infatti in quell’occasione che vi era assenza dei riflessi achillei solo da un lato. Pochi mesi dopo Vicka cominciò a soffrire di severi mal di testa e fu fatta diagnosi di una massa intracranica (miracolosamente scomparsa dopo qualche anno di sofferenze) che giustificava l’asimmetria dei riflessi da me constatata.
Gli studi scientifici successivi, condotti molto seriamente e con apparecchiature sofisticate da diverse équipe di studiosi di diversi paesi Europei ( Svizzera, Italia. Austria ecc) che si sono succedute nel corso degli anni, fino al 2005, hanno tutti confermato che i veggenti non mentono, che i sincronismi che sono stati rilevati e confermati quando i veggenti avevano l’apparizione tutti insieme non si spiegano se non con l’ammettere una sorgente di attrazione percepibile solo da loro e che lo stato che si evidenzia all’atto delle apparizioni pone i veggenti stessi fuori del tempo e dello spazio così come lo intendiamo noi, dal momento che essi sperimentano uno stato, quello dell’estasi appunto, in cui pur vivendo uno stato di “anestesia vigile”, che la scienza non sa spiegare, divengono in qualche modo “trasfigurati” e resi capaci di cogliere una Presenza per noi misteriosa perché soprannaturale, ma che per loro è divenuta ragione di vita. Di questo sono testimoni credibili da quasi 33 anni, dato che da tutti gli studiosi è stata esclusa qualsiasi frode, stato allucinatorio o altra patologia psichica. D’altra parte la scienza da sola come tale non può né dimostrare né contestare che la Madonna appaia o meno ai veggenti, così come non si sarebbe potuta registrare la Risurrezione di Cristo con strumenti scientifici o telecamere anche stando a fianco delle guardie romane presso il sepolcro di Gesù.

Dottor Comeri, a Medjugorje, Lei e i suoi colleghi medici siete stati testimoni di due guarigioni che la scienza definì inspiegabili. Ci racconti.
A Medjugorje fin dal secondo giorno delle apparizioni si sono verificate guarigioni scientificamente inspiegabili, immediate e durature. Poche settimane dopo il mio primo viaggio, a Medjugorje una di queste guarigioni “inspiegabili” da parte della scienza ha coinvolto una operatrice amministrativa degli Istituti di perfezionamento dell’Università di Milano, Diana Basile, di cui ho saputo subito da un altro amico, il Dott. Luigi Frigerio, attualmente Primario Ginecologo degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Ho conosciuto Diana dopo il fatto e ho potuto vedere tutta la documentazione medica ineccepibile della malattia da cui era guarita: una Sclerosi Multipla giunta ad uno stadio molto avanzato, giudicato da tutti gli specialisti del ramo irreversibile, che aveva portato a limitazioni gravissime della deambulazione, cecità ad un occhio e incontinenza urinaria ormai da tempo. Tutto è scomparso in un attimo, nel corso di un’apparizione di Maria ai veggenti nella stessa stanzetta dove avevo testato i riflessi achillei a Vicka, con esami ancora del tutto normali a 30 anni dall’improvvisa guarigione e uno stato di salute perfetto, come ho potuto constatare personalmente nel corso di ripetuti pellegrinaggi fatti con lei a Medjugorje in questi anni.
Sempre nel 1984 sono stato in qualche modo “spettatore diretto” di un altro caso di guarigione. Si trattava di un giovane seminarista di 12 anni, trasportato un tardo pomeriggio di autunno al Pronto Soccorso dell’ospedale S. Anna, mentre ero in servizio, per una grave emorragia renale . Gli esami radiologici subito eseguiti avevano evidenziato un voluminoso tumore a carico del rene sinistro, con grave anemizzazione del ragazzo per la cospicua perdita di sangue che non accennava a diminuire. Sono stato costretta ad intervenire chirurgicamente d’urgenza quella sera stessa per evitare il peggio, togliendo il rene tumorale per far cessare l’emorragia. Potei constatare con i miei occhi che la malattia era già molto avanzata, cioè era uscita dal rene per infiltrare tutti i linfonodi para-aortici che avevano il volume di tante patate americane. La diagnosi è stata confermata dal successivo esame istologico : voluminoso carcinoma a cellule chiare del rene, infiltrante i vasi e con metastasi grossolane ai linfonodi biopsiati. Non vi era nessuna possibilità di asportare i linfonodi né era possibile instaurare una terapia medica di qualche tipo con speranza di regressione. Prognosi infausta entro 6 mesi o poco più: questa la sentenza che ho dovuto dare ai genitori del ragazzo all’arrivo dell’esame istologico. Di fronte a ripetute accorate richieste di suggerire una terapia che potesse riaccendere qualche speranza di sopravvivenza, consapevole della assoluta impossibilità di intervenire con chemio- o radioterapia di alcun genere, mi sono sentito di suggerire solo una via: quella di un pellegrinaggio a Medjugorje per chiedere l’ intercessione della Regina della Pace. Sono stato preso sul serio. Dopo un primo momento di sconcerto e qualche settimana dalle dimissioni, papà e mamma hanno portato il loro figlio malato al santuario di Medjugorje, con una mia lettera che chiedeva ai Frati di permettere al ragazzo di partecipare ad un’apparizione. Il ragazzo è entrato con i veggenti nella famosa stanzetta delle apparizioni, ed è tornato incredibilmente guarito, come è stato dimostrato da tutti gli esami eseguiti al suo rientro e negli anni successivi. La guarigione è stata definitiva anche in questo caso.
In un altro caso sono stato diretto testimone di un miglioramento improvviso e inspiegabile della vista di una giovane donna che era sul mio pullman nel corso di un recente pellegrinaggio, miglioramento avvenuto nel corso di un’apparizione a Mirjana alla croce blu.
Ma quelle che non posso contare sono state le guarigioni interiori che ho potuto constatare a diecine nel corso dei tanti pellegrinaggi, che hanno causato una vera e propria rinascita di tanti pellegrini, fra cui personaggi di spicco del Tribunale di Varese, con i quali è nata una profonda amicizia, ove a distanza di 25 e più anni è constatabile una continua perseveranza nella preghiera e nella vita sacramentale e una costante crescita nel cammino di fede.
Giancarlo Comeri, partecipò alla prima equipe medica italiana per la valutazione dei veggenti di Medjugorje. Intervista di Rita Sberna
Da persona cristiana, Lei crede alle apparizioni della vergine Maria a Medjugorje?
Non trovo seri motivi per non crederci. In tutta la storia della salvezza Dio ha cercato e stabilito la comunicazione, il collegamento con la sua creatura con l’aiuto di apparizioni e visioni. Questa forma di comunicazione è adeguata alla struttura fisico-spirituale dell’uomo anche in epoca di razionalismo e di avanzate tecnologie. Possiamo interpretare il fenomeno Medjugorje in diversi modi, ma l’onestà intellettuale ci impone di interessarci alla “verità” di questo evento alla luce della rivelazione, della mistica, delle esperienze soprannaturali e anche alla luce di tante altre esperienze simili, in altre circostanze o in altre comunità di fede. E tutte mi sembra concordino nel far ritenere le apparizioni, come dice Karl Rahner, una delle teologie più alte dell’età moderna, in grado di rinfocolare la fiamma della vita spirituale e come tali da inserire nell’ambito della dimensione mistica della Chiesa che può trarne un impulso molto forte e positivo per la vita spirituale dei credenti se, come nel mondo di oggi, essa appare inaridita per l’apostasia dilagante. Ne dovremmo trarre con S. Paolo la famosa ammonizione: “ Non spegnete lo Spirito! Non disprezzate le profezie! Esaminate ogni cosa e tenete cio’ che è buono” ( 1 TS 5, 19-21).
Dopo 33 anni di apparizioni a Medjugorje (anche se ancora la Chiesa non ha espresso un giudizio), si può parlare di carisma profetico?
Si, secondo me si può parlare di carisma profetico. Maria nei suoi messaggi ha ripresentato le verità fondamentali della Fede, ha mostrato ai veggenti il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno, come testimoniato continuamente dagli stessi, ha coinvolto un’ intera parrocchia in questo cammino di rinnovamento della Fede facendosi guida e maestra di una intera generazione, puntando sulla preghiera, sulla Parola di Dio, sui Sacramenti, sul digiuno e sulla penitenza richiamati instancabilmente nei suoi messaggi prima settimanali poi mensili, per portare tutti alla santità attraverso l’offerta della propria vita come eucaristia vivente. Questo il vero traguardo cui la Madonna vuole portare quanti l’hanno accolta riconoscendola come Madre di Dio e di ogni uomo, attraverso la via dell’elevazione alla contemplazione di Dio, che esige un’ascesi personale e comunitaria con lo sguardo rivolto alla Patria vera che è quella del Cielo come scrive S. Paolo. L’incontro con Cristo Suo Figlio oggi è il dono che Maria facilita a chi lo chiede con cuore aperto, ripetendo con ciascuno quella “visitazione” inaugurata con Elisabetta 2000 anni fa. Maria come sempre ci porta Cristo e ci porta a Cristo perché il combattimento individuale di ogni giorno per vincere il male, per far morire l’uomo vecchio, corruttibile che è in noi, ci conduca alla trasformazione nell’uomo nuovo, risorto. Sono i frutti di questa risurrezione individuale che potranno cambiare le sorti dell’intera creazione fino alla realizzazione dei “nuovi Cieli e della nuova Terra” di cui parla l’Apocalisse.
Dopo il dispiegamento dei 10 segreti annunciati a Medjugorje questo potrebbe essere l’esito del cammino di rinnovamento cui è chiamata l’intera umanità, in quel “tempo di primavera” preannunciato, ove non vi sarà necessità di altre apparizioni (e Maria stessa ha ripetutamente asserito che queste sono le ultime sue apparizioni sulla Terra) perchè allora Cristo sarà Tutto in tutti, finalmente riconosciuto da ogni uomo come “ il Signore”, davanti al quale ogni ginocchio si piegherà “in cielo, sulla terra e sotto terra” come profetizzato nel Vecchio e nel Nuovo Testamento.
Lei fa parte dell’associazione “Amici di Medjugorje di Varese”. Qual è l’obiettivo di tale associazione?
L’obiettivo principale è quello della testimonianza. Non ci siamo riuniti in associazione per favorire qualche forma di fanatismo nei confronti della Madonna ma per farci portatori del Suo messaggio di Pace e di salvezza. In modo particolare attraverso i numerosi pellegrinaggi che organizziamo ogni anno ci prefiggiamo di favorire l’approccio a Medjugorje senza far leva sullo “straordinario” ma sulla possibilità concreta, per ciascuno che si reca in questo luogo, di fare diretta esperienza di Maria “viva, con la possibilità di intraprendere un vero cammino di rinnovamento interiore purchè ci si accosti al “mistero” Medjugorje con cuore aperto. Nei nostri pellegrinaggi cerchiamo di far sì che chi arriva a Medjugorje si accorga immediatamente che lì davvero il Cielo si è aperto ed è rimasto aperto, dando la possibilità a chi lo vuole di fare un’esperienza di Grazia del tutto particolare, di accorgersi che anche per lui si è accesa una fiammella che, se alimentata, potrà continuare ad ardere per il resto dei suoi giorni. L’altra iniziativa specifica della nostra Associazione è l’incontro annuale di preghiera, di una intera giornata, rivolto a tutta la popolazione, che organizziamo a Varese da qualche anno a questa parte, che vede la partecipazione attenta di migliaia di persone (oltre 5000 nell’ultima edizione del 16 febbraio scorso) e che richiama in tutte le sue articolazioni ( preghiera liturgica, rosario, S Messa e Adorazione eucaristica, testimonianze varie) l’invito di Maria a mettere Suo Figlio al primo posto nella vita di tutti i giorni.
Per il mestiere che Lei svolge, è importante essere un medico che abbia Fede?
Ritengo di si. Per chi crede non c’è mai una mancanza di vie di uscita dalle situazioni anche più difficili che possono presentarsi nella vita. E davanti a malattie gravi o incurabili i nostri pazienti hanno bisogno di uno sguardo di fede, di un abbraccio che anche attraverso il medico il Signore soltanto sa dare. Il malato sa cogliere benissimo qualunque atteggiamento o parola in grado di suscitare la speranza. Due sono a mio avviso le condizioni essenziali perché lo Spirito Santo ci possa suggerire la soluzione giusta al momento giusto: la preghiera personale e comunitaria e la perseveranza nella sequela. La prima è favorita dalla capacità di ascoltare: io trovo che attraverso la preghiera delle Ore del giorno la Parola di Dio ci faciliti questa possibilità. La perseveranza non è opera nostra, non possiamo perseguirla con le nostre forze: anch’essa è un dono da chiedere insistentemente nella preghiera.
Qual è il segno più grande che la Madonna a Medjugorje, le ha lasciato nella sua vita?
La capacità, almeno come tentativo continuo, di fare unità dentro di se e con gli altri.
Fare unità dentro di sé significa non vivere il quotidiano come qualcosa di “altro” rispetto alla vita di fede ma vivere la propria vita in tutte le sue sfaccettature come risposta continua a Chi ti chiama e ti mantiene nell’esistenza.
Fare unità con gli altri significa comunicare questa esperienza di comunione con il Signore. E qui bisogna inventarsi modalità adatte alla situazione personale e al tempo in cui ti è dato di vivere. Ho trovato che anche gli stessi social networks possono essere un veicolo adatto, da non trascurare, come del resto papa Francesco, sulle orme di Papa Benedetto, ci fa vedere ogni giorno.

INCONTRO Cenacolo del 9 Novembre 2018

ERANO PRESENTI ALL’INCONTRO 13 ADULTI  MEMBRI DEL CENACOLO E 3 BIMBI.  LO SCORSO MESE ABBIAMO DONATO LE AVE MARIA PER:

 

HANNO CONTRIBUITO 2 BIMBI DI 4 E 9 ANNI A DONARE 55094 AVE MARIA PER QUESTA INTENZIONE.

 

Nel mese di novembre doneremo le ave Maria per:

” L’APERTURA DEI CUORI DEGLI APOSTOLI DELLA PACE AD APRIRE NUOVI CENACOLI NELLE PROVINCE DEI COMPONENTI DEL CENACOLO”

GRAZIE A TUTTI PER L’IMPEGNO CHE DATE A MARIA.

Cari figli…Come singoli… non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volonta’ di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo… (Apparizione a Mirjana 2 agosto 2011)

COMMENTO AL MESSAGGIO, 2 NOVEMBRE 2018 di Padre SILVANO ALFIERI

1 decina: CARI FIGLI, IL MIO CUORE MATERNO SOFFRE MENTRE GUARDO I MIEI FIGLI CHE NON ABBRACCIANO LA VERITÀ, CHE LA NASCONDONO; MENTRE GUARDO I MIEI FIGLI CHE NON PREGANO CON I SENTIMENTI E LE OPERE. SONO ADDOLORATA MENTRE DICO A MIO FIGLIO CHE MOLTI MIEI FIGLI NON HANNO PIÙ FEDE, CHE NON CONOSCONO LUI, MIO FIGLIO. PERCIÒ VI INVITO, APOSTOLI DEL MIO AMORE: VOI CERCATE DI GUARDARE FINO IN FONDO NEI CUORI DEGLI UOMINI, E LÀ SICURAMENTE TROVERETE UN PICCOLO TESORO NASCOSTO. GUARDARE IN QUESTO MODO È MISERICORDIA DEL PADRE CELESTE. CERCARE IL BENE PERFINO LÀ DOVE C’È IL MALE PIÙ GRANDE, CERCARE DI COMPRENDERVI GLI UNI GLI ALTRI E DI NON GIUDICARE: QUESTO È CIÒ CHE MIO FIGLIO VI CHIEDE. ED IO, COME MADRE, VI INVITO AD ASCOLTARLO. FIGLI MIEI, LO SPIRITO È PIÙ POTENTE DELLA CARNE E, SUPPORTATO DALL’AMORE E DALLE OPERE, SUPERA TUTTI GLI OSTACOLI. NON DIMENTICATE: MIO FIGLIO VI HA AMATO E VI AMA. IL SUO AMORE È CON VOI ED IN VOI, QUANDO SIETE UNA COSA SOLA CON LUI. EGLI È LA LUCE DEL MONDO, E NESSUNO E NULLA POTRÀ FERMARLO NELLA GLORIA FINALE. PERCIÒ, APOSTOLI DEL MIO AMORE, NON ABBIATE PAURA DI TESTIMONIARE LA VERITÀ! TESTIMONIATELA CON ENTUSIASMO, CON LE OPERE, CON AMORE, CON IL VOSTRO SACRIFICIO, MA SOPRATTUTTO CON UMILTÀ. TESTIMONIATE LA VERITÀ A TUTTI QUELLI CHE NON HANNO CONOSCIUTO MIO FIGLIO. IO SARÒ ACCANTO A VOI, IO VI INCORAGGERÒ. TESTIMONIATE L’AMORE CHE NON FINISCE MAI, PERCHÉ VIENE DAL PADRE CELESTE CHE È ETERNO ED OFFRE L’ETERNITÀ A TUTTI I MIEI FIGLI. LO SPIRITO DI MIO FIGLIO SARÀ ACCANTO A VOI. VI INVITO DI NUOVO, FIGLI MIEI: PREGATE PER I VOSTRI PASTORI, PREGATE CHE L’AMORE DI MIO FIGLIO POSSA GUIDARLI. VI RINGRAZIO!”

2 decina: VI INVITO, APOSTOLI DEL MIO AMORE: VOI CERCATE DI GUARDARE FINO IN FONDO NEI CUORI DEGLI UOMINI, E LÀ SICURAMENTE TROVERETE UN PICCOLO TESORO NASCOSTO. GUARDARE IN QUESTO MODO È MISERICORDIA DEL PADRE CELESTE.
Qui è opportuno riportare questa breve storiella: -hanno chiesto a una mosca: – hai visto che bel paesaggio, che luce e che profumi di fiori ci sono in questo luogo? – No! Ha risposto la mosca, io non ho visto nulla di tutto questo, io ho visto solo dei mucchi di spazzatura! -Allora hanno chiesto a un’ape: hai visto quanti rifiuti e quanta spazzatura c’è qui attorno? No! Ha risposto l’ape, io non li ho visti, io ho visto solo degli splendidi fiori e dei bellissimi colori. Ognuno filtra la realtà in base alle proprie convinzioni e al proprio cuore. È opportuno sottolineare che come l’ape feconda i fiori e produce il miele, così coloro che sanno vedere nel cuore dei fratelli il piccolo tesoro nascosto, sono fecondi di bene, infatti il loro sguardo di misericordia fa fiorire chi lo riceve.

3 decina: CARI FIGLI, IL MIO CUORE MATERNO SOFFRE MENTRE GUARDO I MIEI FIGLI CHE NON ABBRACCIANO LA VERITÀ, CHE LA NASCONDONO… SONO ADDOLORATA MENTRE DICO A MIO FIGLIO CHE MOLTI MIEI FIGLI NON HANNO PIÙ FEDE, CHE NON CONOSCONO LUI, MIO FIGLIO.
In questi mesi, a motivo dello scandalo sulla privacy si è posta molta attenzione al mondo di internet e dei “social”. Partendo da come sono andate le elezioni politiche in alcuni paesi, si è diventati più consapevoli della loro capacità di condizionare le coscienze. La maggior parte dell’umanità ormai vive connessa alla rete, e la visione del mondo che si diffonde in rete non è certamente cristiana. Ad esempio facebook, che raggiunge più di due miliardi di persone, ha chiuso più di 20 siti cattolici, mentre altri profili pro aborto, o fortemente anticattolici prosperano su questo social. In questo modo, giorno dopo giorno, più di due miliardi di persone vedono la realtà filtrata da questi occhi senza fede, e a loro volta tutti questi utenti fanno circolare la “mentalità di questo mondo” anche a coloro che Facebook non ce l’hanno. Anche chi ha fede ed è costantemente “connesso” rischia di perdere la visione della realtà che viene della fede per sostituirla con la mentalità del mondo diffusa in rete. E tantissimi giovani rischiano di non sentire mai parlare di Gesù. SONO ADDOLORATA MENTRE DICO A MIO FIGLIO CHE MOLTI MIEI FIGLI NON HANNO PIÙ FEDE, CHE NON CONOSCONO LUI, MIO FIGLIO.

4 decina: PERCIÒ, APOSTOLI DEL MIO AMORE… TESTIMONIATE LA VERITÀ A TUTTI QUELLI CHE NON HANNO CONOSCIUTO MIO FIGLIO. IO SARÒ ACCANTO A VOI, IO VI INCORAGGERÒ.
Come i primi cristiani hanno evangelizzato l’impero romano, come i primi missionari hanno evangelizzato l’Africa e l’America, così oggi noi, siamo chiamati a testimoniare l’amore di Dio con entusiasmo, con le opere, con amore, con il nostro sacrificio, e soprattutto con umiltà, a questo nuovo “continente virtuale”, che conta miliardi di abitanti e che attraverso i suoi strumenti è capace di agire profondamente sulla coscienza delle persone. Con le nostre preghiere possiamo dare vigore a chi attraverso questi mezzi sta diffondendo il vangelo, con le nostre preghiere possiamo far scorrere in questo “continente virtuale”, un fiume di grazia, in modo che si moltiplichino e si diffondano le “api”, coloro cioè, che sanno guardarsi attorno con gli occhi della fede e che, collaborando con lo Spirito Santo, e con il loro lavoro producono frutti di vita eterna per loro e per tanti.

5 decina: MIO FIGLIO… È LA LUCE DEL MONDO, E NESSUNO E NULLA POTRÀ FERMARLO NELLA GLORIA FINALE. PERCIÒ, APOSTOLI DEL MIO AMORE, NON ABBIATE PAURA DI TESTIMONIARE LA VERITÀ! IO SARÒ ACCANTO A VOI, IO VI INCORAGGERÒ… LO SPIRITO DI MIO FIGLIO SARÀ ACCANTO A VOI.
Da dove partire per evangelizzare questo continente? Durante le audizioni di Mark Zuckerberg, fondatore di facebook, davanti al parlamento americano, si è capito che solo pochissime persone decidono, attraverso la programmazione dell’intelligenza artificiale, quali contenuti, oltre due miliardi di persone, possono e non possono vedere. Come iniziativa comune del 2018, invito tutti i Cenacoli a dedicare le preghiere del mese di dicembre 2018 per L’APERTURA DEL CUORE AI PROGETTI DI MARIA, DELLE PERSONE CHE DECIDONO, ATTRAVERSO LA PROGRAMMAZIONE DELL’”INTELLIGENZA ARTIFICIALE” QUALI CONTENUTI, ALTRI DUE MILIARDI DI PERSONE POSSONO O NON POSSONO VEDERE. Saremo un po’ come Davide contro Golia, ma il sasso della preghiera del cuore che Maria ci ha messo tra le mani a Medugorje è molto forte, se saremo uniti, se parteciperemo con entusiasmo a questa iniziativa ne vedremo delle belle.

Il Signore Gesù vi benedica con lo Spirito di coraggio e di unità
p. Silvano

 

INCONTRO Cenacolo del 5 ottobre 2018

 

ERANO PRESENTI ALL’INCONTRO 12 MEMBRI DEL CENACOLO. LO SCORSO MESE ABBIAMO DONATO LE AVE MARIA PER:

 

 

DONANDO 63436 AVE MARIA PER QUESTA INTENZIONE.

 

 

Nel mese di SETTEMBRE doneremo le ave Maria per:

” L’APERTURA DEI CUORI DEI FEDELI CRISTIANI DELLE PARROCCHIE DEI COMPONENTI DEL CENACOLO”

GRAZIE A TUTTI PER L’IMPEGNO CHE DATE A MARIA.

Cari figli…Come singoli… non potete fermare il male che vuole regnare nel mondo e distruggerlo. Ma per mezzo della volonta’ di Dio tutti insieme con mio Figlio potete cambiare tutto e guarire il mondo… (Apparizione a Mirjana 2 agosto 2011)

COMMENTO AL MESSAGGIO, 2 OTTOBRE 2018 di Padre SILVANO ALFIERI

1 decina il messaggio:
“CARI FIGLI, VI CHIEDO DI ESSERE CORAGGIOSI E NON VACILLARE, PERCHÉ ANCHE IL BENE PIÙ PICCOLO, IL SEGNO D’AMORE PIÙ PICCOLO VINCE IL MALE SEMPRE PIÙ VISIBILE. FIGLI MIEI ASCOLTATEMI PERCHÉ IL BENE VINCA, PERCHÉ POSSIATE CONOSCERE L’AMORE DI MIO FIGLIO CHE È LA FELICITÀ PIÙ GRANDE. LE MANI DI MIO FIGLIO VI ABBRACCIANO, LUI, CHE AMA L’ANIMA, LUI CHE SI È OFFERTO PER VOI E SI OFFRE SEMPRE NUOVAMENTE NELL’EUCARESTIA, LUI CHE HA PAROLE DI VITA ETERNA; CONOSCERE IL SUO AMORE, SEGUIRE I SUOI PASSI, SIGNIFICA AVERE RICCHEZZA SPIRITUALE. QUESTA È LA RICCHEZZA CHE COLMA DI SENTIMENTI BUONI E VEDE L’AMORE E IL BENE DAPPERTUTTO. APOSTOLI DEL MIO AMORE, FIGLI MIEI, SIATE COME I RAGGI DEL SOLE CHE CON IL CALORE DELL’AMORE DI MIO FIGLIO RISCALDANO TUTTI COLORO CHE LI CIRCONDANO. FIGLI MIEI, IL MONDO HA BISOGNO DI APOSTOLI D’AMORE, IL MONDO HA BISOGNO DI MOLTE PREGHIERE, MA PREGHIERE DETTE CON IL CUORE E L’ANIMA, NON SOLO CON LE LABBRA. FIGLI MIEI, ASPIRATE ALLA SANTITÀ CON L’UMILTÀ CHE PERMETTE A MIO FIGLIO DI AGIRE TRAMITE VOI, COME LUI DESIDERA. FIGLI MIEI, LE VOSTRE PREGHIERE, I VOSTRI PENSIERI E LE VOSTRE OPERE, TUTTO QUESTO VI APRE O VI CHIUDE LA PORTA DEL REGNO DEI CIELI. MIO FIGLIO VI HA MOSTRATO LA STRADA E VI HA DATO LA SPERANZA, IO VI CONSOLO E INCORAGGIO PERCHÉ, FIGLI MIEI, IO HO CONOSCIUTO IL DOLORE, MA AVEVO LA FEDE E LA SPERANZA, ORA HO IL PREMIO DELLA VITA NEL REGNO DI MIO FIGLIO. PERCIÒ, ASCOLTATEMI, ABBIATE CORAGGIO, NON VACILLATE. VI RINGRAZIO.”

2 decina: “CARI FIGLI, VI CHIEDO DI ESSERE CORAGGIOSI E NON VACILLARE, PERCHÉ ANCHE IL BENE PIÙ PICCOLO, IL SEGNO D’AMORE PIÙ PICCOLO VINCE IL MALE SEMPRE PIÙ VISIBILE.
Il male è sempre più visibile, il male fa notizia e grazie ai giornali e alle televisioni, e ora, grazie a facebook e youtube, che consentono a chiunque di pubblicare filmati e dirette, diventa più visibile, anzi spesso fa sentire la sua voce derisoria e il suo disprezzo per la fede o si mette in mostra con prepotenza. Golia era un soldato gigantesco, incuteva timore, con arroganza sfidava il popolo di Israele, lo disprezzava e lo derideva credendosi al sicuro per la sua forza e la sua armatura, e nessun israelita aveva il coraggio di affrontarlo. Davide un giovane pastore, ancora troppo piccolo per poter far parte dell’esercito di Israele, assiste alle minacce di Golia e alla paura degli israeliti… lui non ha paura, non è intimorito, è coraggioso e si offre di combattere contro Golia. Quando viene il momento del combattimento è pronto, parte con un balzo. Golia lo minaccia, lo maledice, ma Davide non ha paura e risponde: “Tu vieni a me con la spada, con la lancia e con l’asta. Io vengo a te nel nome del Signore degli eserciti, Dio delle schiere d’Israele, che tu hai insultato”, raccoglie cinque ciottoli dal fiume, ne sceglie uno, lo scaglia con la sua fionda e abbatte Golia. Anche il “sasso” più piccolo, anche il bene più piccolo vince il male.

3 decina: IO VI CONSOLO E INCORAGGIO PERCHÉ, FIGLI MIEI, IO HO CONOSCIUTO IL DOLORE, MA AVEVO LA FEDE E LA SPERANZA, ORA HO IL PREMIO DELLA VITA NEL REGNO DI MIO FIGLIO. PERCIÒ, ASCOLTATEMI, ABBIATE CORAGGIO, NON VACILLATE.
Maria ci invita ad essere coraggiosi come Davide, a non vacillare a non lasciarci intimorire dal male, ci rende consapevoli che anche il bene più piccolo lo vince. A Medugorje Maria ci ha messo tra le mani cinque “sassi”, cinque pratiche spirituali con le quali possiamo vincere il male in noi e attorno a noi: 1) la preghiera con il cuore: il rosario; 2) l’Eucarestia; 3) la Bibbia; 4) il digiuno; 5) la confessione mensile. Utilizziamo queste armi spirituali con coraggio. Ognuno di questi cinque “sassi spirituali” è in grado di vincere numerosi mali interiori o esteriori, Davide ha utilizzato un solo sasso per abbattere Golia, così anche noi, scegliamo uno di questi cinque sassi, quello che ci si addice di più e usiamolo con determinazione, faremo dei danni grossi.

4 decina: APOSTOLI DEL MIO AMORE, FIGLI MIEI, SIATE COME I RAGGI DEL SOLE CHE CON IL CALORE DELL’AMORE DI MIO FIGLIO RISCALDANO TUTTI COLORO CHE LI CIRCONDANO.
Tornano alla mente le parole di Gesù a santa Faustina: “se ti concedo delle grazie più grandi, non rifiutarle perché ne sei indegna. Io questo lo so; ma tu piuttosto rallegrati e gioisci e prendi tanti tesori dal Mio Cuore, quanti riesci a portarne, poiché proprio facendo così Mi piaci di più. E ti dirò ancora una cosa: non prendere queste grazie solo per te, ma anche per il prossimo.” Carissimi con la preghiera dei vostri Cenacoli, che corrisponde al “sasso della preghiera del cuore”, voi attingete già alla ricchezza spirituale di Gesù, al suo amore, e siete già dei raggi che consentono all’amore di Gesù di riscaldare il cuore di tanti. Maria oggi vi invita a perseverare con coraggio, a non desistere, il mondo ha bisogno di voi, il mondo ha bisogno di molte preghiere.

5 decina FIGLI MIEI, IL MONDO HA BISOGNO DI APOSTOLI D’AMORE, IL MONDO HA BISOGNO DI MOLTE PREGHIERE… VI RINGRAZIO.
La Chiesa stessa ha bisogno di molte preghiere, Papa Francesco ci avverte che un “brutto Golia” ci minaccia e ci vuole dividere, e ha invitato tutti i fedeli del mondo, in questo mese di ottobre, a pregare ogni giorno il Santo Rosario, per chiedere alla Santa Madre di Dio e a San Michele Arcangelo di proteggere la Chiesa dal diavolo, che sempre mira a dividerci da Dio e tra di noi. La Chiesa è il popolo di Dio, la Chiesa siamo noi, membra del corpo di Cristo. La vittoria di Davide non è solo personale, è per tutto il popolo di Israele, così ogni santo Rosario che ciascun Apostolo riuscirà a pregare in questo mese, per questa intenzione del santo padre, porterà un grande beneficio a tutta la Chiesa: “ANCHE IL BENE PIÙ PICCOLO, IL SEGNO D’AMORE PIÙ PICCOLO VINCE IL MALE SEMPRE PIÙ VISIBILE… VI RINGRAZIO”

Il Signore Gesù vi benedica sempre
p. Silvano

Dopo essere stati a Medjugorje la mia famiglia ha trovato la pace e l’amore, vi invito ad andarci.

TESTIMONIANZA 

Stavo cadendo nello stress depressivo, ma grazie a una chiamata, Medugorje mi salva .
 Tutto parte nell’ agosto  del 2016; mi trovavo con la mia famiglia a Margherita di Savoia dove stavo trascorrendo la mia prima vacanza, dopo tanti anni di seri problemi da parte della mia famiglia e sopratutto quella di mia moglie. Una notte mentre stavo riposando sognai che stavo viaggiando con un pullman che si fermò in un posto dove c’era una chiesa, e dietro due Monti pieni di pace, ma ancora non capivo cosa era tutto questo .

Al mattino lo spiego a mia moglie e mi disse che era solo un sogno, ma questo mi tormentava ( per 3 giorni consecutivi).  Poi  l’ho racconto ad un amico e mi disse che quel posto si chiamava Medugorje. Mi diceva di tornare a casa e  poi di parlare con un parroco che fa pellegrinaggi a Medugorje e che potevo dirglielo nella confessione   e spiegare il tutto …e così feci, e ritornai a casa. Avevo conosciuto don Rocco Giannetta, un parrocco pieno d’ amore e semplicità. Subito mi disse:” tu ad ottobre dovrai partire con me”.
E io così parlai con la mia famiglia e anche loro furono  contenti di questa mia decisione, perchè sapevano le mie condizioni. Una volta partito stavo già capendo che quel viaggio mi avrebbe tanto aiutato, lì ho conosciuto persone speciali. Quanto sono arrivato a destinazione, subito ho avuto un contatto spirituale con l’amata Madre celeste.
Quei 4 giorni per me sono stati davvero decisivi per un mio vero cambiamento da parte mia e così la mia richiesta fatta alla Madonna sul Podbdro e quella fatta sul Kricevaz di donarmi la pace che da anni cercavo e loro me l’ hanno donata. Dopo questa bellissima esperienza, ritorno a casa dove ad aspettarmi a braccia aperte stava la mia famiglia e hanno visto subito un uomo diverso e mia moglie mi disse:”porta pure me”, e i miei figli vedendo questo gesto mi dissero:” papà anche noi vogliamo venire con te”.
Io da buon marito e da gran padre, esaudisco subito il loro sogno, così sempre partendo dalla mia città (Foggia) a luglio 2017 sempre con la presenza e l’amore di don Rocco Giannetta, arriviamo di nuovo in quel paradiso chiamato Medugorje. Subito all’arrivo la mia famiglia capì che tutto quello che gli avevo raccontato era tutto vero. Dopo questa esperienza con la mia famiglia, abbiamo trovato la pace e l’amore che ci serviva dentro di noi. C’è sempre da migliorare nella nostra vita e per questo che ho chiesto sia a Dio che alla Madonna, di farmi ritornare in quel posto, che io chiamo “paradiso” dove Lei concede sempre tutte le nostre richieste.
Ora vi invito ad andarci almeno una sola volta,  per capire cosa davvero c’è in quel villaggio meraviglioso. Vi ho reso partecipe di questa mia piccola testimonianza per farvi capire che la nostra Madre è sempre pronta ad aiutare i propri figli ed io che stavo per cadere , Ella mi ha ridato la pace e l’amore che nessuno mi poteva dare. Grazie amata Madre per avermi aiutato.

 Carmine Di Tullio

La Madonna si può “vedere” anche nella preghiera fatta con il cuore – Da leggere…

Come sapete la Madonna è apparsa qui, la prima volta, il 24 giugno 1981. La Madonna è apparsa con Gesù Bambino in braccio.

Quel giorno, 24 giugno, era la festa di S.Giovanni Battista: è una data molto significativa, perché voi sapete che S.Giovanni Battista è il precursore, colui che ha preparato la strada a Gesù. Così la Madonna viene qui a preparare i nostri cuori alla venuta di Gesù.
La Madonna non appare per spaventarci o per costringerci a fare qualcosa, ma appare con Gesù Bambino in braccio. Questo primo giorno è molto significativo perché la Madonna, come Madre di Dio, ci porta Gesù e ci guida a Gesù. In un messaggio, ha detto:
“Cari figli, se dovete scegliere tra la mia Apparizione e la S.Messa, andate alla Messa. Al centro, qui a Medjugorje, sono la S.Messa e la confessione: è sempre Gesù. Non sono le Apparizioni al centro, non dobbiamo correre dietro alle Apparizioni, ma dobbiamo correre dietro a tutto quello che la Madonna ci dice. Molti pellegrini, se non hanno visto tutti i veggenti, dicono che il pellegrinaggio è stato un fallimento. Questo non è vero. La Madonna non dice mai: “Dovete venire a Medjugorje per vedere me, o per vedere i veggenti, o per vedere i frati che sono santi, o sono intelligenti, o non so cosa…”.
La Madonna non dice mai questo. La Madonna dice quello che è importante per noi, per il nostro bene, per la nostra salvezza. La Madonna dice sempre: “Il messaggio più importante che ho dato qui è l’invito alla conversione”.
E’ un messaggio evangelico. I messaggi che la Madonna ci dà qui a Medjugorje non sono una novità, non aggiungono niente al Vangelo.
La Madonna viene qui per risvegliarci, come ha fatto Gesù nel Getsemani, quando ha svegliato gli apostoli che si erano addormentati. Gesù più volte aveva preannunziato ai suoi apostoli la sua passione, la sua morte, ma loro non l’avevano preso sul serio, si erano addormentati.
Così anche noi possiamo non prendere sul serio non solo la Madonna ma anche il Vangelo, perché la Madonna viene qui proprio a dirci di prendere sul serio il Vangelo. 

A Medjugorje ho PERDONATO Dio

Il mio miracolo a Medjugorie

Questa mattina leggevo un libro e in un capitolo si parlava di perdono. Così mi è tornato alla mente  la fortuna di aver incontrato la persona che mi ha indicato il perdono supremo!
Oggi ho capito tante cose… ma per comprendere dove sono arrivata devo iniziare la dove è cominciato, devo tornare a quel giorno lontano, al giorno che io chiamo “Il mio miracolo di Medjugorie”.
Tre anni fa c’è stata la possibilità di seguire il mio signor Tomo in uno dei suoi viaggi, il costo era contenuto, ma si trattava di Medjugorie, e per me che non mi considero più cristiana non è il massimo! Ma potevo stare cinque giorni assieme a  mio marito… come perdere l’occasione! Pensavo fosse un viaggetto che non mi avrebbe portato a nulla… e invece!
Come capo spirituale del gruppo c’era un frate, Fra’Vincenzo… un ex camionista convertito. Un frate tanto caritatevole… quanto scassa marroni (concedetemi il termine.. l’ho detto pure a lui!)!
Fatto sta che mi ha trascinato ovunque; sul Prodbrdo, sul Krizevac, dalla Veggente, all’orfanotrofio, alla comunità di ex tossicodipendenti e in una casa dove in una stanza, sulla parete c’era una croce che trasudava sangue umano. Son stata la prima ad entrare, e l’odore è stato talmente impattante che ho avuto un malore!
Esco da li  e Fra’Vin, dopo avermi soccorso, mi dice che c’è qualcosa in me che non va:
-Hai  un assoluto bisogno di confessarti!-
-Si Fra’Vin… ma sai che non ci credo!-
-Si lo so, ma una confessione non ha mai ucciso nessuno!-
-Si Fra’ Vin… quando mi viene l’ispirazione ci vado!-
Le ore e i giorni passano e lui non perde occasione:
-Sara, devi confessarti!-
-Si Fra’Vin!
-Devi confessarti!-
-Si Fra’Vin!!!
-Devi confessarti!-
-Si Fra’Vin!!!!
-Devi confessarti!-
-Va bene  Fra’Vin… Vado!!!!!

E’ arrivato  l’ultimo giorno, all’ultimo Sara devi confessati mi sento presa da sfinimento e decido di andare a confessarmi… Mary vuol venire con me! (Mi sa che il Frate me l’ha mandata apposta per controllarmi!).
Sono in fila e osservo i confessori che davanti a loro hanno il cartello delle lingue che parlano: c’è un inglese che sa quattro lingue, tra cui l’italiano, un francese che ne sa due, un tedesco che ne sa cinque e uno spagnolo che ne sa due… Mmmh lo spagnolo mi è simpatico.. è giovane, sorridente e parla l’italiano. L’inglese invece  è triste e arcigno, il tedesco è freddo e il francese nemmeno lo prendo in considerazione la sua fila è lunghissima! Mano a mano che la gente va avanti sento che voglio andare dallo spagnolo ma arriva il mio turno e mi tocca l’inglese… No, da lui non ci vado! Allora mi giro verso Mary:
-Vai tu, io passo!-
-Ma poi vai… vero?
-Si che vado, tranquilla!-
-Sicura?-
-Si…-
-Promesso?-
-Siii Mary… vado, promesso che vado! Va per carità!!-
Si libera lo spagnolo e guardo Mary.. vedo che si assicura che io vada davvero!(Dai, sfinimento è davvero la parola giusta!).
Mi siedo e inizia la confessione:
-Buongiorno Padre!-
-Ciao!- Mi dice in un bellissimo accento spagnolo.-Da quanto tempo che non ti confessi?-
-Ossignore… è un bel po’!-
-Giorni, mesi, anni?-
-Aaaaaanni!!-
-Cos’è successo?-
-Cos’è successo? Semplice un giorno ho litigato con Dio!-
La sua espressione perplessa mi invita a raccontare:
-Un giorno stanca di mangiare miseria, malattia e solitudine mi son rivolta a lui per l’ultima volta e gli ho detto; ok, visto che non mi hai mai ascoltata e mi hai abbandonata, facciamo una bella cosa, tu rimani li “nell’alto dei cieli” che io rimango qua nel fango della tua terra…  non ti chiedo più nulla e tu non mandarmi nient’altro… grazie! Da quel giorno non gli ho rivolto più una parole… ci siamo ignorati a vicenda!-
Al che il Padre sorride e mi chiede:
-Posso raccontarti la mia storia?- Dentro di me mi dico che sarebbe il mio momento… ma va bene, che racconti pure!
-Io sono Cileno e quando avevo sei anni, in un attentato hanno ucciso mio padre… Tutti per consolarmi mi dicevano che ora era vicino a Dio, che Dio si era preso il migliore…. ma io non ero d’accordo… io lo volevo li con me.. avevo solo sei anni ed è con me che doveva stare e Dio doveva lasciarmelo! Così mi sono arrabbiato con Lui! Un giorno però il mio capo spirituale mi ha detto la cosa che io ora dico a te: perdonalo!-
-O_O…. mi scusi… ma  chi è che dovrei perdonare?-
-Dio!-
-O_O… cioè mi sta dicendo che…. IO doveri perdonare DIO?-
-Si, se ritieni che ti ha fatto un torto o una mancanza… che ti costa… perdonalo! Sicuramente le tue mancanze Lui te la ha perdonate… e allora fallo anche tu!-

Rimango basita di fronte a quelle parole….. Io che devo perdonare Dio? WOW questa si che è bella!!
– Ego te absolvo a peccatis tuis in momine Patris et Filii et Spititus Sancti-
…e mi sorride….
– No no… aspetti un attimo… e io ora che faccio?-
Ricordo che una volta c’erano un numero imprecisato di Padre Nostro e Ave Maria da dire e questo Ego te absolvo a peccatis ecc ecc…
-Non devi fare nulla… vai nel posto di Medjugorie che preferisci e.. semplicemente… perdonalo!-
No dai… questa è davvero bella… lo lascio con un grazie confuso e mi avvio!
Mi siedo sulle panchine del sagrato… è un bel posto e si respira pace… E mo che faccio? Perdonalo.. ma come si fa a perdonare Dio? Perdonalo… Si, ma come si fa!?!?
-Ok, Dio… che ti devo dire…. ne abbiam viste io e te vero?…. ok… ok…. ok…. ok….- Sospiro…. prendo fiato…- Va bene Dio… per tutto quello che mi è successo… io ti perdono…-
Non so dire che sia successo al seguire di questa parole ma è come se si fosse squarciato il cielo e la luce fosse entrata nel mio cuore! La pace mi ha preso e ho sentito l’amore che entrava in me… Quiete, fiducia gioia, appagamento e armonia… Avevo perdonato Dio… avevo perdonato il mio nemico, quello che ritenevo la causa di tutti i miei mali… e finalmente sentivo la pace!
So benissimo che tutto quello che mi era successo non era colpa di Dio, ma era più facile dare la colpa a lui che a me stessa, ma il fatto di perdonarlo, mi ha fatto capire tante cose e da li in avanti ho chiesto scusa!
Poi però un altro pensiero mi aveva preso… avevo perdonato Dio… come non potevo perdonare il resto del mondo?
Da quel giorno il cammino è stato proprio per il perdono… Poco alla volta, giorno dopo giorno ho perdonato mia madre, mio padre, i miei fratelli, gli amici, mio marito e in fine me stessa…
Questi anni di “isolamento” dal mondo è come se mi fossi ritirata in un infinita meditazione, qualcuno va in una Ashram in India, io invece, con  molta più fatica, l’ho fatto a casa mia!
Una sera ero a letto e mi sentivo in pace con tutti, nessun risentimento e nessuna rabbia.. si, ho assaporato il dolce gusto del perdono! Non è stato facile e non lo è tutt’ora, ma a quelli che io penso sian torti subiti, ora riesco a dare un’importanza minore, riuscendo a passarci sopra. Ognuno ha il suo cammino… ognuno ha i suoi errori… chi sono io per giudicare? Come non mi piace essere giudicata così cerco di non farlo a mia volta!
In questi giorni ho capito che il tempo  che pensavo di aver buttato via … non è stato buttato per davvero! Il mio viaggio interiore ha preso il via… non posso che continuare!
Grazie mondo, grazie universo e… grazie Dio!!

Il Vangelo di Oggi 11/11/2018 e Commento al Vangelo

VANGELO
Mc 12,38-44

Questa vedova, nella sua povertà, ha dato tutto quello che aveva.

Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù [nel tempio] diceva alla folla nel suo insegnamento: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti.Divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».

Seduto di fronte al tesoro, osservava come la folla vi gettava monete. Tanti ricchi ne gettavano molte. Ma, venuta una vedova povera, vi gettò due monetine, che fanno un soldo.
Allora, chiamati a sé i suoi discepoli, disse loro: «In verità io vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».

Parola del Signore.

(Commento al Vangelo Don Luigi Maria Epicoco)

Audio

Pellegrina torna da Medjugorje e scrive al Papa

 

Pellegrina torna da Medjugorje e scrive al Papa: ‘Il dono grande sono le confessioni’

Una bellissima lettera scritta da una fedele di ritorno da un pellegrinaggio a Medjugorje. Piena della Grazia di giorni di preghiera, in quel luogo santo scrive al Papa:
” Ma il dono grande che il Signore ci concede, attraverso l’intercessione di Maria, sono le confessioni: lunghe file di penitenti si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione.”

La pellegrina ci ha autorizzato a divulgarne il testo in esclusiva.

5 Novembre 2018
A Sua Santità
Papa Francesco Città del Vaticano
Dopo un pellegrinaggio a Mediugorje, concluso ieri, assieme ad altre 51 persone adulte e giovani della Diocesi di Vittorio Veneto, il Signore mi suggerisce di indirizzare alla Santità Vostra un pensiero.
In questi giorni di Ognissanti e Commemorazione dei defunti, il numero dei pellegrini italiani a Mediugorje era la maggioranza con una stima di 3-4 mila persone.
Tante altre nazionalità europee ed asiatiche erano presenti, come pure parecchi giovani. Le Celebrazioni proposte dal Santuario: Sante Messe, Recita quotidiana del Rosario.
Adorazione Eucaristica e catechesi, si sono svolte con tanta devozione, dignità e gioiosa partecipazione alla preghiera ed ai canti.
Ma il dono grande che il Signore ci concede, attraverso l’intercessione di Maria, sono le confessioni: lunghe file di penitenti si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione.
Santità, con gli amici di questo e di altri viaggi a Mediugorje, tutti siamo concordi nel riconoscere che i sacerdoti, in quel luogo, si trasformano in angeli che agiscono con  il cuore di Dio.
Ne abbiamo visti di ogni età, anche affaticati dagli anni e dalla vita, dedicarsi per molte ore ad accogliere le “anime” e donare l’abbraccio misericordioso del Padre.
Questi “uomini di Dio” dispensatori della Grazia santificante, meritano venerazione, stima, affetto: meritano il grazie della Chiesa tutta.

Santità, Lei è il Pastore buono che può dire GRAZIE ai suoi sacerdoti a nome di migliaia di fedeli che attraverso loro ricevono il perdono dei peccati e ritornano a Dio.
Farà bene anche a loro essere rincuorati nelle difficoltà della loro missione e noi lodiamo il Signore per il grande bene che i sacerdoti confessori compiono nei luoghi dei pellegrinaggi mariani.
Voglia la S.V. accogliere ogni augurio di bene accompagnato dalla preghiera
Devotamente.

Renata S.

Quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà.

Punti fermi sul Rosario perché sia preghiera del cuore
P. Andrea Gasparino di Cuneo, un noto maestro di preghiera, nelle sue tante istruzioni si dichiara sempre nemico della preghiera “parolaia”. Il Rosario con la ripetizione continua di formule potrebbe facilmente diventare una preghiera “parolaia”. Ecco come il padre risponde con estrema chiarezza alla questione posta da alcuni ascoltatori di Radio Maria (16.06.99).

Se non c’è contemplazione dei misteri il Rosario è cadavere senza vita
D. Ogni giorno faccio la preghiera del Rosario, ma non so se prego con la bocca o col cuore, perché a volte la mia preghiera è arida e vuota.
R. Tu devi fare la rivoluzione della preghiera, perché quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà. A cominciare dal Rosario ecco cosa ti dico: Il Rosario è una preghiera tipicamente parolaia se non ti dai da fare. Allora cosa devi fare? Paolo VI nell’enciclica “Marialis Cultus” (n.47) ha detto: “Se non è preghiera contemplativa è un cadavere senza anima”, un corpo senza anima. Il tuo Rosario vale poco se non è preghiera contemplativa. Allora devi prendere questo proposito: quando reciti il Rosario fermati sul mistero e vedi se si può decidere qualcosa di pratico; chiedi alla Madonna, “in questo mistero cosa devo decidere?” e Lei ti illuminerà di sicuro. Per esempio leggi il mistero sul Vangelo, perché semplicemente enunciarlo ti dice ben poco.
Se tu invece prendi la pagina del Vangelo che parla del mistero è un’altra cosa. Sii un po’ più lunga a meditare il Rosario, poi ferma l’attenzione su una parola dell’Ave Maria, ne basta una. Quando dici “prega per noi peccatori, adesso” fermati sulla parola “adesso” e capirai che nel momento in cui preghi, forse devi perdonare, forse devi allinearti con la volontà di Dio, devi correggere qualcosa in te. Ecco, ferma l’attenzione su una parola e vedrai come i Rosari ti convertono veramente; piuttosto di dire tanti Rosari, dinne uno più breve, ma come lo desidera la Madonna e comunica veramente con Lei. Capiterà che a metà Rosario non avrai ancora comunicato con la Madonna e il tuo pensiero sarà lontanissimo. Ti sveglierai e dirai. “No, voglio comunicare con la Madonna”; allora ti fermerai ad alcune parole perché questo è il Rosario vero.
La preghiera dell’ascolto deve cambiarci
D. Prego spesso, ma non riesco a raggiungere la vera comunione con Dio: tendo a parlare con Dio, quindi non faccio la preghiera del silenzio.
R. E’ più facile parlare con Dio che ascoltarlo, ma ricordati che non è più importante quello che dici tu a Dio perché Lui lo sa; al contrario è importante quello che Lui ha da dirti. Ogni volta che preghi; fa’ una pausa di silenzio prolungata per metterti alla presenza di Dio. Pensalo presente in te nella SS. Trinità e chiediGli: “Signore cosa hai da dirmi oggi?” Aiutati molto con la parola di Dio, il Vangelo. Chiedi ad esempio: “Cosa hai da dirmi oggi sulla mia carità, sui miei doveri o sul mio modo di accostarmi alla S. Eucaristia?” Se non hai la risposta subito, ricorda che il Signore parla sempre con un piccolo velo perché noi abbiamo bisogno di attesa, di fede, di umiltà. Non allarmarti se non senti risposta subitanea alle tua insistenza; la tua domanda deve essere schietta; poi la risposta ti verrà magari in piena giornata. Fai esercizio di ascolto.

D. Appartengo a un gruppo del Rinnovamento, ma la preghiera che viene fatta è prolungata, confusa e con gesti. Cosa ne pensa?
R. La preghiera deve essere contatto con Dio. Prova a chiederti dopo quelle mezz’ore, ore di preghiera se hai comunicato con Dio: anima-anima, cuore-cuore con Dio. Difficilmente l’hai fatto perché occorre un ambiente per farlo. Quindi quando vi trovate tutti insieme è bello che partecipiate alla preghiera comune, ma ricordatevi che prima dovreste aver comunicato nell’intimo con Dio.
Tu devi scendere nella coscienza e ascoltare bene cosa vuole Dio da te e questo lo puoi fare solo con la preghiera del silenzio. Solo con la preghiera personale, partecipando a questi gruppi il tuo partecipare sarà molto sincero e vero. Senza preghiera personale, anche la liturgia è vanificata. Parla molto nel gruppo di questa preghiera silenziosa.

D. Prego molto, ma ho l’abitudine di raccomandare le persone a Dio nominandole una ad una con i loro problemi. E’ giusto?
R. Non preoccuparti di questo perché Dio non ha bisogno di informazioni, ma è bello che tu ti concentri ad implorare lo Spirito Santo sulle singole persone perché Lui possa agire in loro e portarle là dove van portate. E’ utile che quando preghi per una persona in particolare, vada al pratico: “Fammi capire cosa posso fare io per quella persona”. Ecco che la preghiera diventa costruttiva perché ti rimbocchi le maniche e aiuti quella persona. E’ facile aiutare qualcuno con le parole, ma non con i fatti o col comportamento.