Il Sorriso di Maria

Anna Maria Taigi la sua storia

Indagine sulla Beata Anna Maria Taigi e i tre giorni di buio

Carismi di guarigione, la profezia dei tre giorni di buio e le penitenze della beata Anna Maria Taigi.

Se Santa Teresina del Bambin Gesù, per descrivere in quale modo sentiva di poter servire la Chiesa dall’interno di una clausura, coniò quel bellissimo pensiero: “Nel cuore della Chiesa, mia madre, sarò l’amore”, a buona ragione la beata Taigi poteva dire molti anni prima che, dall’interno del focolare domestico dove il Signore l’aveva posta, sarebbe stata “Quell’Amore per il prossimo che il Signore aveva sigillato con il proprio Sangue prezioso”.

Le vie del Signore sono davvero sconfinate e imprevedibili, in ogni tempo e in ogni luogo.

La sua beatificazione, avvenuta nel 1920 con Papa Benedetto XV, non aveva certo come motivazione le profezie, per le quali è forse più conosciuta.

Ella fu beatificata perché “Sposa esemplare, madre premurosa e testimone dell’amore alla Santissima Trinità”“Ardeva talmente d’amor di Dio da esser costretta a moderarlo; benché la sua vita fosse così soprannaturale e nascosta in Cristo, tuttavia non fu estranea al suo tempo, ma giovò al prossimo e all’intera comunità cittadina. Era povera, eppure cercava sempre di aiutare altri indigenti; anzi in varie calamità pubbliche e private, ispirata dall’alto, si offrì come vittima della divina giustizia e col suo pregare senza fine si adoperò ad allontanare i castighi da chi li aveva meritati.” (Papa Benedetto XV, Breve di beatificazione).

UNA CONVERSIONE ANNUNCIATA

E’ importante sottolineare l’appartenenza al Terz’Ordine dei Trinitari da parte della futura beata e come ci arrivò. Per compiacere il marito, la Beata per tre anni si lasciò andare alle vanità femminili e ai divertimenti mondani. Udendo un giorno sua madre leggere una considerazione sul giudizio universale, ne rimase talmente scossa che decise di spogliarsi di ogni vanagloria. Sentendo crescere il disagio interno, andò a confessarsi in San Marcello. La Provvidenza volle che s’imbattesse in p. Angelo Verardi, servita, il quale le disse: “Ah, siete finalmente venuta! Da molto tempo vi aspettavo”. E, pur essendo per lui una sconosciuta, si sentì di raccontarle come un giorno, passandole accanto nei pressi della basilica di San Pietro, aveva inteso una voce misteriosa che gli diceva interiormente: “Osserva bene quella donna. Un giorno ti capiterà dinanzi; la devi confessare e convertire, si farà santa perché l’ho destinata a diventarlo”.

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Quella confessione generale segnò una svolta decisiva nella vita della Taigi. Cominciò difatti a provare un così grande orrore di sé che non avrebbe mai cessato dall’umiliarsi e dal macerare il proprio corpo per sconfiggere quei difetti che la conducevano al peccato. In casa, quand’era sola, si prostrava davanti al Crocifisso, si flagellava e sbatteva il viso per terra con tanta violenza da farne uscire sangue, mentre esclamava: “Rendi soddisfazione, o immondo corpo, al tuo Dio, tu che hai osato ornarti con tanti vanitosi abbigliamenti”. Padre Angelo però, le raccomandò la discrezione e la moderazione e le permise soltanto i digiuni, il cilicio e la disciplina di cui poteva fare uso, ma senza dispiacere mai al marito e, soprattutto, cercando di non coinvolgerlo visto il carattere burbero che aveva.

Non dobbiamo giudicare male l’uso di questi strumenti di penitenza, impossibile comprenderli con la mentalità moderna di oggi. Tutti i più grandi santi ne fecero uso per alimentare la mortificazione della carne ed ottenere dalle loro suppliche benefici per il prossimo che incontravano o che la Provvidenza portava sulle loro strade: anime da salvare.

Persino Giovanni Paolo II ha fatto uso del cilicio e passava spesso la notte sdraiato con il viso sul pavimento a braccia aperte in croce (informazioni scaturite dal processo di beatificazione).

UNA VITA DI PENITENZA, MA ANCHE DI GRANDI CONFORTI SOPRANNATURALI

Anna Maria Riannetti, nata a Siena il 20 maggio del 1769, non ebbe una infanzia facile a cominciare dal padre che, spendaccione, mandò in fallimento la famiglia costringendo il proprio nucleo familiare a trasferirsi a Roma a piedi. Anna Maria aveva all’epoca sei anni e crebbe fra stenti e difficoltà poiché il padre continuava a vivere alle spalle della madre, Maria Masi che, molto religiosa e devota, subiva tutto con spirito di sacrificio senza mai lamentarsi e aiutando la figlia a crescere in santità.

La bambina frequentò le scuole delle Maestre Pie Venerini, nel Rione Monti, finché non fu colpita dal vaiolo. Una volta guarita, fu affidata per 6 anni a due zitelle che allora avviavano le giovinette ai lavori femminili. In seguito, rimase in casa ad incannare la seta, ma, essendo esiguo l’utile che ne ritraeva, si adattò a fare da cameriera.

Fu durante quell’occupazione che la futura beata conobbe Domenico Taigi, facchino di credenza del principe Chigi. Anna Maria se ne innamorò e, dopo appena un mese di fidanzamento, contrasse matrimonio con lui nella chiesa di San Marcello al Corso (1789). Non ebbe quindi il tempo di conoscerne il temperamento rozzo, esigente, irruente. Ciononostante, come le aveva insegnato la madre con la sua stessa testimonianza verso il padre, l’amò e gli prestò i più umili servizi. Il marito ne fu tanto soddisfatto che le lasciò fino a che visse la direzione del focolare.

Quando a 91 anni fu chiamato a deporre sull’eroicità delle virtù della sua consorte disse: “Aveva un cuore d’oro… se fossi giovane e girassi tutto il mondo, una donna simile, con tutte le sue qualità, sarebbe impossibile trovarla”.

Santa Caterina da Siena diceva che non c’è vittoria senza battaglia e non c’è vera salute senza mortificazione della carne. E’ la via dei santi che non patiscono semplicemente o solo per se stessi. Dopo la sua conversione, Anna Maria si sentì costantemente attratta ad una vita di penitenza. Suo marito attestò che mangiava quanto bastava per non svenire e che si asteneva dai cibi soprattutto il venerdì in onore della Passione del Signore ed il sabato in onore di Maria SS. Per ottenere la conversione di qualche peccatore, il suffragio alle anime del Purgatorio, l’allontanamento dei flagelli di Dio dalla Chiesa e dalla società, digiunava sovente per quaranta giorni consecutivi. Durante il giorno non beveva. Il tormento della sete le riusciva particolarmente penoso quando s’impegnava a stare settimane intere senza ingerire liquidi facendo riferimento a Gesù sulla Croce e alla sete che patì.

Poteva quindi a ragione dire ai suoi figli: “Chi vuole amare Iddio occorre che sia mortificato in tutto. Più il nostro somarello (il corpo, ndr) è avido, e più bisogna tirare le briglie”.

Di figli ne aveva avuti sette, tre morirono in tenera età e quattro raggiunsero l’età adulta e nonostante l’impegno che i figli le davano, mai si dimenticava di curare i poveri.

Durante i primi fervori della conversione, la beata, una mattina, mentre si trovava a letto inferma, vide il Signore il quale la prese per mano, la dichiarò Sua sposa, la liberò dal male e le comunicò il dono delle guarigioni. Fin dai primi giorni della conversione ella aveva sentito in sé vivissimo il desiderio di farsi religiosa per stare al cospetto di Dio “come un vittima reale e permanente per tutti i peccati che si commettono nel mondo”. Essendone impedita dallo stato matrimoniale, chiese ed ottenne di essere aggregata al Terz’Ordine dei Trinitari Scalzi in San Carlino alle Quattro Fontane (1790). Al momento della comunione il Signore le disse: “Oggi ti ho scelta affinché tu vada nel mondo a convertire anime e a consolare persone di qualsiasi condizione: preti, religiosi, prelati, cardinali e lo stesso mio Vicario. Tu avrai da combattere con una turba di creature deboli e soggette a molte passioni. Tutti quelli che ascolteranno le tue parole con cuore sincero e generoso, e le metteranno in pratica, avranno da Me grazie singolarissime e saranno contenti di spirito”.

IL PRODIGIO DEL SOLE DI FRONTE A LEI, “MISERABILE DONNICCIUOLA”

Un giorno mentre Anna Maria si flagellava prostrata davanti al Crocifisso, vide risplendere sul proprio capo un sole misterioso, sormontato da una corona di spine intrecciate a forma di cappello, dalla cui estremità si dipartivano due spine che, come verghe a punta ricurva, andavano a incrociarsi sotto il disco solare. La beata esclamò spaventata: “Mio Dio, è forse questo un inganno del demonio?”. Il confessore la esortò a chiederne a Dio la spiegazione, ed Egli le rispose: “Questo è uno specchio che ti faccio vedere perché tu capisca il bene e il male”. Per incoraggiarla a portare a termine la sua difficile missione di vittima per i peccatori, il Signore ogni tanto le ripeteva “che Lui aveva fatto per lei ciò che non aveva operato per nessun altro dei suoi servi”. (Dio parla in terza persona di Se stesso?)

L’esistenza del misterioso sole, che le brillò dinanzi per quarantasette anni, è attestata da migliaia di fatti miracolosi, comprovati da diversi sacerdoti i quali ricevettero le sue confidenze per ordine del confessore, il p. Filippo di San Nicola, carmelitano scalzo, di Santa Maria delle Vittorie. Tra essi figuravano mons. Carlo Pedicini, segretario della Congregazione di Propaganda Fede, poi cardinale, e don Raffaele Natali, di Macerata, segretario del Maestro di camera del papa. Quest’ultimo abitava nello stesso appartamento della Taigi e l’assisteva anche materialmente. La beata sollevava gli occhi al sole con molta circospezione perché, quando lo rimirava, si sentiva scossa fino nel midollo delle ossa da un sentimento di rispetto e di timore. Perciò non lo guardava mai per curiosità, ma o per il bene spirituale delle anime, o per impulso divino, o per ubbidienza al confessore. Talora il Signore le diceva: “Se coloro che vengono in casa tua vedessero Chi sta con te, verrebbero con il cappello in mano, non per riguardo a te, che sei una povera creatura e miserabile donnicciuola, ma per rispetto a Colui che sta sempre con te”.

Nonostante gli impegni familiari e con i figli da crescere, si alzava tutte le mattine alle cinque per non mancare alla prima Messa della giornata e quando le faccende domestiche glielo permettevano e le restava del tempo libero, si recava di nuovo in Chiesa per prendere altre Messe o solo per sostare “a fare compagnia al Signore presente nel Tabernacolo, così solo e spesso abbandonato”. Soprattutto dopo pranzo e dopo aver sbrigato le faccende, ritornava a visitare le chiese in cui si veneravano famosi Crocifissi o si celebravano le Quarantore. Quando non c’erano le Quarantore si dedicava a tempo pieno ai malati e ai poveri.

Persino nello sbrigare le faccende di casa Anna Maria cadeva più volte al giorno in dolci deliqui d’amore, estasi mistiche. Si udiva allora esclamare sorridente: “Lasciami in pace, mio Signore! Ho altro da fare. Sono una madre di famiglia, andate, ve ne prego!”. Appena ritornava in sé, sospirava di gaudio: “Mio Dio! Senza di Voi è impossibile”. Riprendeva quindi il lavoro interrotto, o si raccoglieva in preghiera, davanti all’altarino attorno al quale, la sera, radunava la famiglia per la recita del Rosario e di altre numerose preghiere, ma amava anche molto leggere per se stessa e ai figli le vite dei Santi. Anna Maria nutriva una grande devozione alla Passione del Signore e spesso, nel meditarla, il Signore stesso la inebriava del Sangue prezioso.

LE AUTENTICHE DEVOZIONI POPOLARI E LA BATTAGLIA CONTRO IL DEMONIO

Un’altra delle caratteristiche di questa grande mistica e beata sta nella testimonianza dell’efficacia delle devozioni popolari. Intendiamo quelle autentiche, non certo di quelle alla “pro-loco” o intrise di superstizione popolare che finiscono spesso a tarallucci e vino nelle feste nostrane di paese.

A coloro che ricorrevano a lei per essere consigliati e consolati diceva: “Sperate in Dio, abbiate fiducia nel Sangue preziosissimo di Gesù e non temete nulla, ma preoccupatevi di passare ogni ora del vostro tempo libero alla pratica delle pie virtù, alla preghiera e alle opere di carità. Non perdete tempo perché tutto è vanità”. Ella stessa ne dava l’esempio e come la sera leggeva le vite dei santi in famiglia, ai propri figli, durante il giorno leggeva o si faceva leggere considerazioni sulla morte di Gesù in Croce perché, anche durante le ore di lavoro, la sua mente non pensasse ad altro che a Gesù.

Ogni venerdì, dopo aver preso parte alla Via Crucis organizzata nel Colosseo dalla Confraternita alla quale si era iscritta, recitava alle ore 21 la pratica dei Pater Noster in memoria dell’agonia di Gesù nell’Orto degli ulivi. Quando voleva ottenere grazie particolari era capace di recarsi per quaranta giorni di seguito a venerare il Crocifisso che si trovava esposto nel carcere Mamertino, oppure di salire in ginocchio i 124 gradini della scalinata di Santa Maria d’Aracoeli per trentatré sere consecutive. All’una pomeridiana di frequente si recava con la figlia al cimitero di Santo Spirito in Sassia per recitare, su ognuna delle 103 tombe, tre Requiem aeternam con un’orazione e in favore delle anime del Purgatorio, e non concludeva mai la giornata se non aveva prima detto il Rosario in famiglia con i figli.

Al termine di ogni devozione, Anna Maria Taigi otteneva le grazie richieste, ma caro le costava.

Tutti i giorni, all’una di notte, che trascorreva quasi sempre in preghiera, in attesa che il marito ritornasse dal lavoro, recitava il De profundis per le anime più abbandonate dei sacerdoti. Coloro che la conoscevano la chiamavano “baluardo della Chiesa” perché trascorreva la vita nell’espiare i peccati commessi dagli uomini del suo tempo. Furono incalcolabili i peccatori che la beata Taigi sottrasse dalle unghie del demonio con le preghiere e le penitenze. Tutto l’inferno ne fremeva. Difatti, prima che il marito ritornasse a casa, spesso i diavoli salivano le scale con strepitìo, entravano a frotte nella stanza in cui si trovava, e le facevano minacce o l’afferravano per la gola e la percuotevano selvaggiamente. Orribili erano le tentazioni che gli spiriti infernali suscitavano nella sua fantasia contro le principali verità della fede e la castità coniugale. Si attestò da testimoni provati di averla vista più volte piangere nel timore di soccombere alla violenza di quelle tentazioni.

ANCHE LEI VIVE IL MARTIRIO, A MODO SUO. E, NEL FRATTEMPO, GUARISCE I MALATI

Dopo la nascita dell’ultima figlia il suo fisico si aggravò ulteriormente, ma era molto cosciente e consapevole che i suoi malanni fisici non dipendessero da cause naturali, il Signore infatti le aveva predetto: “Ti ho eletta per metterti nel numero dei martiri. La tua vita, per la difesa della fede, sarà un martirio più lungo e più meritorio dell’altro, perché esso consisterà in sofferenze corporali e in terribili pene di spirito e molte umiliazioni, ma non sarai mai lasciata sola”.

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Finché la salute glielo permise, per ordine del confessore, la Taigi si recava al capezzale dei malati non soltanto negli ospedali, ma anche nelle famiglie private, specialmente in quelle dei poveri. Afferma un testimone attendibile quale era il cardinale Pedicini che, nel nome della SS. Trinità di cui era devotissima, guariva molti sofferenti.

Diversi ne sanò con il semplice tocco delle mani; altri guarì ungendoli con l’olio della lampada che ardeva davanti al suo altarino, facendo loro baciare il quadro della SS. Vergine che portava con sé. Il popolo la chiamava per questo “la Santa” e la ricercava per tutte le necessità.

Bastava che desse un’occhiata al suo sole per capire la natura e il decorso del male, in tal modo ella poteva suggerire i rimedi e conoscere se i suoi assistiti sarebbero guariti oppure no. A volte veniva a conoscenza dei motivi e dava consigli anche di natura spirituale poiché c’erano quelli malati perché lontani da Dio o in stato di grave peccato mortale. Alcuni di questi, appena confessati e riconciliati con Dio, guarivano all’istante, raccomando ad essi di non trascurare più l’Eucaristia “farmaco di vita”.

Questo non deve meravigliarci. Non è forse san Paolo che si dimostra amareggiato a motivo del fatto che i Corinzi, per le loro divisioni, per il comportamento scorretto e soprattutto per la mancanza di carità, per egoismo, profanano il loro “mangiare la cena del Signore”, profanano la Celebrazione Eucaristica? Sono quindi dure le parole di san Paolo: “Fratelli, non posso lodarvi per il fatto che le vostre riunioni non si svolgono per il meglio, ma per il peggio […] Che devo dirvi? Lodarvi? In questo non vi lodo!” (1 Cor 11, 17-22), e ancora ammonisce con severità: “È per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti.” (1 Cor 11, 30)

La preghiera con la Santa Messa (Confessione ed Eucaristia), la sana devozione, le virtù, la carità, una vita coerente al Vangelo, sono per Anna Maria Taigi la vera farmacia con tutti i medicinali necessari per la salute dell’uomo.

LE PROFEZIE

La Taigi conobbe, come dono del Signore, l’ora precisa della sua morte quattro giorni prima, al momento della Comunione. Ai suoi cari, che le si stringevano attorno piangendo, disse: “Abbiate davanti agli occhi Gesù Crocifisso, ed il suo Sangue preziosissimo sia ogni giorno l’oggetto delle vostre adorazioni. Oh, senza dubbio, miei cari figli, voi avrete molto da soffrire, ma il Signore sarà sempre pronto a consolarvi se osserverete i Suoi comandamenti. Abbiate sempre una tenera e sincera devozione alla Vergine Santissima, che occuperà il mio posto tra di voi, come madre”.

Anna Maria Taigi morì, assistita da don Natali, il 9 giugno 1837 a sessantotto anni e il suo corpo riposa in una cappella nella chiesa di San Crisogono a Trastevere,.

Senza dubbio la grazia più grande che un’anima devota e diretta al Paradiso possa ricevere per tempo è proprio quella di sapere il momento cruciale di questo trapasso e “farsi trovare pronta”. Avere quel tempo necessario per lasciare le cose in ordine, salutare come si deve quanti amiamo, dipartire non con l’animo affranto, ma sereno, illuminato e redento dalla grazia, come una sposa che va incontro allo Sposo, vivere la vera sconfitta della morte ed essere coscienti di entrare nella nuova Vita che non finirà più.

Lo diciamo nel Credo: “credo la vita eterna”, ma davvero ci crediamo? Non viviamo forse come se non credessimo affatto?

La beata Anna Maria Taigi fino all’ultima sera prima di morire volle recitare il Rosario con la famiglia e nel benedire per l’ultima volta i figli, raccomandò loro di non lasciare in nessun giorno la recita in comune del Rosario. Quanti santi ci hanno fatto di queste raccomandazioni, ma quante volte li abbiamo ascoltati ed accolto i loro consigli e suggerimenti? Se può destare meraviglia la vita di questa donna, perché non ci lasciamo attrarre anche dai suoi consigli cercando di vivere una vita fedele a Cristo così che quando giungerà la nostra ora anche noi possiamo essere trovati pronti?

Rivolgo a me stessa ed anche a voi queste domande perché, in ultima analisi, tutte le profezie attribuite alla beata Taigi non sono altro che moniti e consigli per condurre una vita onestamente cristiana, coerente, di penitenza, con tutte le virtù.

Tutti questi mistici, come anche la Beata Emmerich di cui ci siamo occupati qui, non hanno fatto altro che sfogliare il nostro stesso futuro e, per grazia di Dio, rivelarci i pericoli a cui andiamo incontro se ci distacchiamo da Lui. A questo e non ad altro serve a noi sfogliare oggi queste profezie.

Le immagini che Anna Maria percepiva non sono frutto di illusione, di immaginazione o di allucinazione. All’inizio fu anche perseguitata e calunniata poiché il medico le somministrava del papavero per alleviare le sue sofferenze fisiche e quindi, si diceva, che avesse delle allucinazioni. Queste erano le accuse, le umiliazioni a cui sarebbe andata incontro come le aveva detto il Signore.

In verità la Taigi descrive con rigorosa esattezza luoghi che non ha mai visitato, in Italia o in altri paesi; ritrae persone che non ha mai incontrato; profetizza anche eventi che poi si realizzeranno come lei aveva annunciato. Fra i molti eventi storici, citiamo soltanto la sconfitta dell’esercito napoleonico in Russia, la conquista dell’Algeria da parte della Francia, la guerra di Grecia, la rivoluzione del 1830 a Parigi, la liberazione degli schiavi nelle Americhe, il destino tragico di gran parte della monarchia europea, la fine di diverse nazioni e la nascita di alcune altre, le catastrofi naturali e le epidemie. Citiamo anche il pontificato di Giovanni Mastai Ferretti (beato Pio IX), che non era ancora cardinale quando Anna Maria morì, nel 1837.

Ella profetizzò non soltanto il suo pontificato, che sarebbe cominciato nove anni dopo la morte della Beata, ma anche i punti fondamentali, tanto sul piano teologico che sul quello storico, che lo caratterizzarono, in un’epoca in cui ciò era lungi dall’essere prevedibile. Ad esempio, le tensioni tra il governo italiano e gli Stati Pontifici, che portò alla soppressione del potere temporale, i movimenti rivoluzionari che accompagnarono il suo lungo pontificato di cui lei indicò la durata esatta.

Annunciò anche le tribolazioni che avrebbe conosciuto Pio IX con la Chiesa a causa di forze politiche ostili, le riforme volute da lui (ad esempio le aperture ai laici nel settore amministrativo), l’affetto che il popolo non avrebbe cessato di testimoniargli, e per concludere, una morte pacifica nel suo letto.

Quanto a Napoleone, seguì non soltanto i diversi avvenimenti della sua vita, ma profetizzò anche la sua morte a Sant’Elena, e descrisse i suoi funerali, come se vi fosse presente.

Assai drammatico fu il racconto dell’omicidio del Padre generale della Santa Trinità e del suo segretario mentre si trovavano in Spagna nella provincia di Castiglia, al tempo dell’invasione del paese da parte dei francesi: un evento drammatico “visto” anche questo da Anna Maria. Ella ne fece una descrizione dettagliata al suo confessore, il padre Ferdinand. Questo, a sua volta, lo riferì a tutta la sua Comunità, che ne rimase costernata. La conferma arrivò un mese più tardi, tramite una lettera dalla Spagna, che descriveva i fatti in termini identici a quelli usati da Anna Maria.

CON I SUOI “VIAGGI DIVINI” AIUTAVA GLI ALTRI

Nessuno degli eventi predetti dalla Beata, secondo ciò che “vedeva” nel suo specchio, fu smentito dai fatti. Tutto ciò risulta, del resto, dalla Positio super virtutibus relativa al processo canonico che avrebbe poi portato alla beatificazione di Anna Maria, la quale contiene un’infinità di testimonianze sull’argomento.

Un grande numero di persone si rivolgevano a lei, per essere illuminate, consigliate e confortate. Lei dava il suo aiuto in ogni modo, ovunque fosse possibile, presagendo anche situazioni a venire riguardanti lo stato delle anime di vivi o di defunti. Intercedeva sempre con la preghiera ed esortava i suoi ospiti a fare altrettanto. In realtà, questo “sole” rivelava ad Anna Maria l’anima degli esseri umani nei loro più profondi segreti. Si servì tante e tante volte di questa facoltà per condurre o ricondurre queste anime a Dio. Numerosi furono coloro che, avendo constatato che nulla le era nascosto, si affidarono a lei come guida della loro vita spirituale.

Fu il caso di don Raffaele Natali, sacerdote molto legato ad Anna Maria. Grazie ad essa, alle sue indicazioni di un’esattezza preziosa, seppe correggere i suoi difetti.

Questi “viaggi divini”, i momenti in cui andava in estasi o restava a leggere dentro quel sole, erano il luogo privilegiato per le rivelazioni, nel corso dei quali “le venivano comunicati gli arcani più segreti della Chiesa o delle intenzioni per le quali lei pregava”. In effetti, quando usciva da ogni estasi, Anna Maria aveva ricevuto le risposte che desiderava e si trovava così informata su eventi di cui lei normalmente non avrebbe potuto sapere nulla. Oltre alle immagini che vedeva nel sole, le informazioni che riceveva provenivano anche dai colloqui diretti con il suo Sposo celeste.

E non si dimenticava dei poveri. Tanto che un mistico fiammingo disse di lei che non disdegnava di lasciare le visioni ultraterrene per scaldare la minestra a un malato o ad un povero se bussava alla sua porta.

I TRE GIORNI DI BUIO – SI LEGGA ANCHE QUI

Siamo così giunti alla conclusione di questo breve percorso mistico, ma soprattutto squisitamente cattolico. Crediamo che alcuni di voi si staranno chiedendo se la profezia dei tre giorni di buio – di cui in genere si parla a proposito della beata – è vera o falsa.

Abbiamo lasciato di proposito all’ultimo la questione perché ci preme soprattutto che non si faccia dei santi profeti una sorta di curiosità morbosa ed una strumentalizzazione per i tempi che viviamo. Le profezie sono utili solo se ci convertiamo: diversamente diventano materiale di chiacchiericcio inutile e sterile, o perfino dannoso.

Se pensiamo a cosa deve essere stato per i cattolici il momento in cui il beato Pio IX dovette rifugiarsi a Gaeta e vedere crollare Roma e gli Stati Pontifici, altro che tre giorni di buio! San Giovanni Bosco ce ne dà ampia veduta e sottile descrizione ed anche lui con tremende profezie su Roma.

In sostanza ogni epoca è per i cristiani di Santa Romana Chiesa una scommessa, una profezia avverata o nuova: basta sfogliare il Vangelo per renderci conto che la Chiesa, e noi se siamo con Lei, sarà perseguitata fino alla fine, fino al ritorno glorioso dello Sposo, Giudice Divino, Capo della Chiesa. Qualunque cosa accadrà infatti, ci consola il Signore: le porte degli inferi non prevarranno. (Mt 16,18)

  • Vogliamo fare un altro esempio a fronte della credibilità di questa Beata…. Ella ebbe anche  visioni profetiche sui  gay pride …..Nel ‘700 la Beata Anna Maria Taigi lo aveva profetizzato, lei Madre di Famiglia, Moglie, Casalinga, Mistica e Santa in una delle sue tantissime visioni vide e scrisse:” […]dopo questi segni, quando si sarà vicini alla fine, il Drago sarà sciolto e la Divina Madre inviterà alla penitenza e gli uomini senza tener conto dei Celesti moniti andranno per le vie della Eterna Città Santa bagnata dal Sangue dei Principi(Apostoli), portando la Lussuria in processione; e il Padre della Menzogna sarà a loro capo. Sacrilegi compiranno contro i tempi del Santo Spirito e contro la Religione: gli uomini si vestiranno da donne e le donne si vestiranno da uomini, la Voce del Santo Vicario non sarà ascoltata e l’ Alma Sua figura sara fatta oggetto di scherno e risa, allora il Drago che già ha preso possesso del suo regno istillerà lumi alle menti degli a lui soggetti per diffondere l’alito pestilento della Lussuria ove il Beatissimo pose Sede e per diffondere e moltiplicare l’opera sua nefanda di distruzione e perdizione, dovrà allora dalla Cristianità implorarsi la Misericordia di Dio e fare Orazione per la Chiesa Militante domandando aiuto alla Madre Santa e offrendo penitenze e sacrifici […]”

Non si potrebbe dare descrizione più perfetta, pronunciata con due secoli di anticipo, dell’evento anticristico e diabolico del nostro tempo! Non dimentichiamo l’Angelus di Giovanni Paolo II del 9 luglio del 2000, mentre a Roma sfilava con superbia e provocazione il primo gay-pride, ecco cosa diceva quel grande Pontefice, inascoltato appunto:

“A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato al Grande Giubileo dell’Anno Duemila e per l’offesa ai valori cristiani di una Città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la verità, perché verrebbe meno alla fedeltà verso Dio Creatore e non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ciò che è male…”

video sulla profezia dei tre giorni di buio:

Preghiamo e facciamo penitenza! Per noi e per questi nostri fratelli e sorelle che non sanno quello che fanno.
Signore Gesù Cristo abbi pietà di noi peccatori e del mondo intero per i meriti della Tua dolorosa Passione… Santissima Vergine, Madre della Purezza vieni in nostro soccorso!! Angeli Santi e Santi tutti del Cielo, Anime Purganti, pregate con noi e per noi!

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Dunque, consigliera spirituale di futuri santi come Vincenzo Pallotti, Gaspare del Bufalo, Vincenzo M. Strambi, così racconta la Beata di aver visto nel futuro della Chiesa e del mondo: “Dio manderà due castighi: uno sarà sotto forma di guerre, rivoluzioni e altri mali; avrà origine sulla terra. L’altro sarà mandato dal Cielo. Verrà sopra la terra l’oscurità immensa che durerà tre giorni e tre notti. Nulla sarà visibile e l’aria sarà nociva e pestilenziale e recherà danno, sebbene non esclusivamente ai nemici della Religione. Durante questi tre giorni la luce artificiale sarà impossibile; arderanno soltanto le candele benedette. Durante tali giorni di sgomento, i fedeli dovranno rimanere nelle loro case a recitare il Rosario e a chiedere Misericordia a Dio. Tutti i nemici della chiesa (visibili e sconosciuti) periranno sulla Terra durante questa oscurità universale, eccettuati soltanto quei pochi che si convertiranno. L’aria sarà infestata da demoni che appariranno sotto ogni specie di orribili forme. Dopo i tre giorni di buio, San Pietro e San Paolo […] designeranno un nuovo papa. Allora il Cristianesimo si diffonderà in tutto il mondo.”

COME INTERPRETARE QUESTA PROFEZIA? NE HA PARLATO SOLO LEI?

San Gaspare del Bufalo (devoto della Beata e canonizzato da Pio XII il 12 giugno 1954) ebbe a dire, probabilmente rifacendosi alle parole della Beata Taigi alla quale credeva molto: “La morte degli impenitenti persecutori della Chiesa avverrà durante i tre giorni di buio. Colui che sopravviverà ai tre giorni di tenebra e di pianto, apparirà a se stesso come l’unico sopravvissuto sulla terra, perché di fatto il mondo sarà coperto di cadaveri”.

La beata Maria di Gesù Crocifisso (assai stimata da Pio IX e beatificata da Giovanni Paolo II il 13 novembre 1983) dice: “…Durante l’oscurità che durerà tre giorni, la gente che si è data alle vie del male perirà, così che solo un quarto del genere umano sopravviverà …”.

Un’ altra beata, Elisabetta Canori Mora (stimata da Leone XIII, beatificata il 24 aprile 1994 da Papa Giovanni Paolo II) descrive: “Il cielo si ammantò di nera caligine, scoppiando i fulmini più tremendi, dove incenerivano, dove bruciavano; la terra, non meno che il cielo, era sconvolta. I terremoti più orribili, le voragini più rovinose facevano le ultime stragi sopra la terra. In questa guisa furono separati i buoni cattolici dai falsi cristiani. Molti di quelli che negavano Dio lo confessavano e lo riconoscevano per quel Dio che egli è. Tutti lo stimavano, lo adoravano, lo amavano. Tutti osservavano la sua santa legge. Tutti i religiosi e religiose si sistemavano nella vera osservanza delle loro regole. Il clero secolare era l’edificazione della santa Chiesa. (…) …una enorme oscurità si abbatterà sulla terra … puniti gli empi con morte crudele, demoliti questi indegni luoghi, vidi ad un tratto rasserenare il cielo, si vide sulla terra apparire un grande splendore, che annunziava la riconciliazione di Dio con gli uomini; dai santi Angeli fu condotto il piccolo gregge di Gesù Cristo avanti al trono del gran principe san Pietro. Questo gregge era quel suddetto gregge di buoni cristiani, (…) fu così riordinata tutta la Chiesa secondo i veri dettami del santo Evangelo, tutto era ordinato all’amore di Dio e del prossimo.”

Questi sono solo alcuni riferimenti ad altri santi e beati per confermare che non fu solo la beata Taigi a parlare di questa profezia.

Ma, in definitiva, dobbiamo chiederci che tipo di sole potrebbe mai sorgere domani sulle nazioni e stati nei quali per legge si è sovvertito il piano di Dio sulla famiglia? Quale nazione o stato potrebbe pretendere di vedere splendere domani il sole, se uccide il proprio futuro attraverso l’aborto legalizzato?

È ovvio e del tutto naturale che prima o poi la resa dei conti dovrà venire ed è meglio prima, con tre o quattro giorni di buio che non con il Giudizio di Dio descritto nell’Apocalisse, il famoso Dies irae, il giorno della vendetta di Dio perché questo è il tempo della Misericordia: infatti finché ci saranno anime predilette che ci metteranno in guardia dai pericoli che corriamo, anche dovessimo affrontare persecuzioni e malattie, dobbiamo essere certi che la Misericordia di Dio è in atto e che ci richiama alla conversione. Diversamente è la Bibbia stessa che ci ammonisce:

Dies irae, dies illa, dies tribulationis et angustiae, dies calamitatis et miseriae, dies tenebrarum et caliginis, dies nebulae et turbinis, dies tubae et clangoris super civitates munitas et super angulos excelsos.

L’ispirazione dell’inno è biblica, dalla versione latina della Vulgata del libro di Sofonia 1,15-16: Giorno d’ira quel giorno, giorno di angoscia e di afflizione, giorno di rovina e di sterminio, giorno di tenebre e di caligine, giorno di nubi e di oscurità, giorno di squilli di tromba e d’allarme sulle fortezze e sulle torri d’angolo.

ANCHE LA BIBBIA NE PARLA

Per concludere e per confermare queste profezie basta sfogliare la Bibbia che molte volte parla di questi giorni di buio. Ne citiamo alcuni passi:

Poiché le stelle e le costellazioni del cielo non far più brillare la loro luce, il sole s’oscurerà fin dalla sua levata, e la luna non farà più risplendere il suo chiarore. Isaia 13,10

La luna sarà coperta di rossore, e il sole di vergogna; poiché l’Eterno degli eserciti regnerà sul monte di Sion ed in Gerusalemme, fulgido di gloria in presenza de’ suoi anziani. Isaia 24,23 (le ho aggiunte io, ok?)

Infatti così parla il Signore: «Tutto il paese sarà desolato, ma io non lo finirò del tutto. A causa di ciò, la terra è afflitta, e i cieli di sopra si oscurano; perché io l’ho detto, l’ho stabilito, e non me ne pento, e non ritratterò». Geremia 4,23-28

Quando ti estinguerò, velerò i cieli e ne oscurerò le stelle; coprirò il sole di nuvole, la luna non darà la sua luce. A causa di te, oscurerò tutti gli astri che splendono in cielo e stenderò le tenebre sul tuo paese. Ezechiele 32,7-8

Giorno di tenebra e di caligine, giorno di nube e di oscurità […] la terra trema, i cieli sono scossi, il sole e la luna si oscurano, le stelle perdono il loro splendore. Gioele 2,2.10

Farò prodigi nei cieli e sulla terra: sangue, fuoco, e colonne di fumo. Il sole sarà cambiato in tenebre, e la luna in sangue, prima che venga il grande e terribile giorno del Signore. Gioele 2,30-31

Il sole e la luna s’oscurano, e le stelle ritirano il loro splendore. Gioele 3,15

Non sarà forse tenebra e non luce il giorno del Signore, e oscurità senza splendore alcuno? Amos 5,20

In quel giorno – oracolo del Signore Dio – farò tramontare il sole a mezzodì e oscurerò la terra in pieno giorno! Amos 8,9

Il gran giorno dell’Eterno è vicino; è vicino, e viene in gran fretta; s’ode venire il giorno dell’Eterno e il più valoroso grida amaramente. Quel giorno è un giorno d’ira, un giorno di distretta e d’angoscia, un giorno di rovina e di desolazione, un giorno di tenebre e caligine, un giorno di nuvole e di fitta oscurità. Sofonia 1,14-15 (ultime tre le ho aggiunte io, ok?)

Troviamo dei riferimenti anche nelle parole di Gesù:

“…. è necessario che tutto questo avvenga, ma non è ancora la fine. (..) Il sole si oscurerà, la luna non darà più la sua luce, gli astri cadranno dal cielo e le potenze dei cieli saranno sconvolte (..) Vegliate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà”. Matteo 24,1-48

“In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore; le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno scrollate”. Marco 13, 24-25

“Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle; sulla terra, angoscia delle nazioni, spaventate dal rimbombo del mare e delle onde; Gli uomini verranno meno per la paurosa attesa di quello che starà per accadere al mondo; poiché le potenze dei cieli saranno scrollate”. Luca 21,25-26

“Farò prodigi su nel cielo, e segni giù sulla terra, sangue e fuoco, e vapore di fumo. Il sole sarà mutato in tenebre, la luna in sangue, prima che venga il grande e glorioso giorno del Signore”. Atti 2,19-20

“Guardai di nuovo quando l’Agnello aprì il sesto sigillo; e si fece un gran terremoto; il sole diventò nero come un sacco di crine, e la luna diventò tutta come sangue; le stelle del cielo caddero sulla terra come quando un fico scosso da un forte vento lascia cadere i suoi fichi immaturi. Il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola”. Apocalisse 6,12-14

Mi raccomando ora: non andiamo dicendo che Dio è cattivo e vuole metterci paura! Le profezie ci avvisano che se non ci convertiamo a Cristo, se non viviamo coerentemente i Suoi Comandamenti, ci attireremo questi flagelli, perché senza Dio c’è solo il male, l’oscurità, le tenebre, la paura e la morte.

Questo è il tempo della Misericordia di Dio: convertiamoci e crediamo al Vangelo, prima che sia troppo tardi

Commento al messaggio del 25 maggio 2020 di padre Silvano Alfieri



COMMENTO AL MESSAGGIO DI MEDJUGORJE, 25 MAGGIO 2020 A MARJIA

1 decina: “CARI FIGLI! PREGATE CON ME PER LA VITA NUOVA DI TUTTI VOI. FIGLIOLI, NEI VOSTRI CUORI SAPETE COSA DEVE CAMBIARE: RITORNATE A DIO ED AI SUOI COMANDAMENTI AFFINCHÉ LO SPIRITO SANTO POSSA CAMBIARE LE VOSTRE VITE ED IL VOLTO DI QUESTA TERRA, CHE HA BISOGNO DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO. FIGLIOLI, SIATE PREGHIERA PER TUTTI COLORO CHE NON PREGANO, SIATE GIOIA PER TUTTI COLORO CHE NON VEDONO UNA VIA D’USCITA, SIATE PORTATORI DELLA LUCE NELLE TENEBRE DI QUESTO TEMPO INQUIETO. PREGATE E CHIEDETE L’AIUTO E LA PROTEZIONE DEI SANTI AFFINCHÉ ANCHE VOI POSSIATE BRAMARE IL CIELO E LE REALTÀ CELESTI. IO SONO CON VOI E VI PROTEGGO E VI BENEDICO TUTTI CON LA MIA BENEDIZIONE MATERNA. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.”


2 decina: RITORNATE A DIO ED AI SUOI COMANDAMENTI AFFINCHÉ LO SPIRITO SANTO POSSA CAMBIARE LE VOSTRE VITE ED IL VOLTO DI QUESTA TERRA, CHE HA BISOGNO DEL RINNOVAMENTO NELLO SPIRITO.


È davvero ora di cambiare l’aria, c’è una aria un po’ viziata, su questa terra si respira un po’ a fatica, non solo per il coronavirus che attacca i polmoni, non tanto per le mascherine che coprono il naso e la bocca di tanti, non solo per i fumi tossici, le polveri che inquinano l’ambiente, per il buco dell’ozono e la desertificazione che avanza. È l’anima dell’uomo che respira a fatica: ogni bestemmia, ogni bugia, ogni crimine, inquina l’’ambiente vitale di tutti. In questa società che si allontana da Dio, manca l’ossigeno per l’anima, manca la bellezza e la freschezza della grazia divina, manca la speranza del Cielo, manca il senso e la vita appassisce. Abbiamo bisogno prima di tutto di un vaccino spirituale, se nell’anima dell’uomo splenderà la grazia di Dio, subito dopo si troverà anche un rimedio materiale per questo virus. Maria ci indica il vaccino giusto per la salute spirituale: vivere i comandamenti di Dio. È questa ricerca dell’uomo di vivere secondo i valori proposti da Dio, che consente allo Spirito Santo di effondere la sua bellissima brezza di gioia, di amore, di pace e di speranza, di una vita nuova ricca di senso e di buoni frutti, una vita con vista sul Paradiso.


3 decina: PREGATE E CHIEDETE L’AIUTO E LA PROTEZIONE DEI SANTI AFFINCHÉ ANCHE VOI POSSIATE BRAMARE IL CIELO E LE REALTÀ CELESTI.

I santi sono portatori sani di salute spirituale, frequentarli ci fa bene, non ci sono pericoli negli assembramenti con loro. Essi ci contagiano la loro gioia, la loro fede, e mettono in noi il desiderio delle realtà del Cielo. È bello leggere le biografie dei santi, esse elevano il nostro spirito, lo edificano. Con i loro esempi e la loro carità, i santi ci aiutano a non fermarci troppo sulle realtà terrene e le loro inquietudini. Molti di essi hanno vissuto in situazioni ben più difficili della nostra e dalla luce della loro fede hanno saputo trarre la forza per vincere il male con il bene. I santi diffondono il buon profumo di Cristo, essi alzano il nostro sguardo alle realtà importanti, al senso della nostra vita, alle realtà del Cielo per le quali siamo stati creati, e nasce anche in noi il desiderio di santità e il desiderio del Paradiso. Nel primo prefazio della messa dei santi c’è questa bella preghiera rivolta al Padre: nella vita dei santi “ci offri un esempio, nell’intercessione un aiuto, nella comunione di grazia un vincolo di amore fraterno. Confortati dalla loro testimonianza, affrontiamo il buon combattimento della fede, per condividere al di là della morte la stessa corona di gloria”.


4 decina: “CARI FIGLI! PREGATE CON ME… SIATE PREGHIERA PER TUTTI COLORO CHE NON PREGANO

Già fatto! Già fatto! Che cosa fanno da anni gli Apostoli della Pace e i loro Cenacoli? Pregano per l’apertura del cuore di tante categorie di persone ai progetti della Regina della Pace, in particolare pregano per coloro che ancora non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio, che sono proprio: “coloro che non pregano”. Qual è il progetto degli Apostoli della Pace da qui al 2033? Costruire un santuario non con dei mattoni, ma con le proprie preghiere e i propri gesti di misericordia. “CARI FIGLI! PREGATE CON ME… SIATE PREGHIERA PER TUTTI” ci dice la Regina della Pace. Già fatto, lo stiamo facendo e desideriamo di continuare a farlo! Possono rispondere gli Apostoli della Pace. È bello, carissimi apostoli, ricevere da Maria, in ogni suo messaggio, una conferma al percorso che stiamo facendo. Anzi, le conferme in questo messaggio di Maria sono di più. Infatti, in questo percorso da apostoli, voi vivete anche secondo i comandamenti, e non solo i dieci comandamenti dell’Antico Testamento, ma con le vostre preghiere e le vostre opere di misericordia, voi vivete già la pienezza della legge che Gesù ci insegna nel Vangelo che è l’amore a Dio e al prossimo.


5 decina: SIATE PORTATORI DELLA LUCE NELLE TENEBRE DI QUESTO TEMPO INQUIETO

“Voi siete il sale della terra…Voi siete la luce del mondo” (cf Mt 5,13-14) dice Gesù ai suoi apostoli; voi siete il sale della terra e la luce del mondo, ripete a voi, oggi, Maria. Gli uomini di questo tempo hanno bisogno della testimonianza della vostra preghiera, della vostra speranza e della vostra pace, per trovare la strada verso il Cielo ma anche per vivere meglio su questa terra. I cento incontri che abbiamo fatto nei nostri Cenacoli in più di otto anni, dal 2011 al 2020, pregando e meditando i messaggi del 2 di ogni mese, sono serviti alla Regina della Pace per formarci come suoi apostoli. Voi non siete più semplicemente figli della Regina della Pace, ora siete anche suoi apostoli e testimoni, le cose che Maria chiede ai suoi figli nei messaggi del 25 di ogni mese, voi le state già facendo da tempo. Ora la luce che Maria ha acceso nei vostri cuori deve essere messa sul moggio perché faccia luce a tanti. Non “si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.” (Mt 5,15-16). Cari Apostoli della Pace, continuate con le vostre preghiere sono preziose, attraverso di esse si diffonde la luce della fede, della pace e della speranza, e questo attrae altre persone a incamminarsi sulla via comandamenti. Cari Apostoli della Pace è ora anche di far sentire il profumo delle vostre opere di misericordia in modo che anche altri respirino il buon profumo del vangelo. Maria desidera aprire le finestre e cambiare l’aria spirituale del mondo, e chiede la vostra collaborazione: “CARI FIGLI! PREGATE CON ME PER LA VITA NUOVA DI TUTTI VOI”, le vostre preghiere per aprire il cuore, sono esattamente quello di cui Maria ha bisogno, infatti la vita nello Spirito Santo, può entrare nel mondo solo attraverso il cuore delle persone. Le “finestre” che Maria vuole aprire sono grandi, perciò c’è bisogno dell’aiuto di tutti gli Apostoli, da soli non si combina niente, per questo esiste una Associazione, per unire e coordinare lo sforzo di molti, e renderlo efficace per il bene di tanti. Perciò, oltre alla preziosissima preghiera che fate con i vostri Cenacoli, grazie alla quale Maria può realizzare tanti suoi progetti nelle vostre Parrocchie e nelle vostre città, si rendono necessari momenti di preghiera che possano unire gli Apostoli della Pace di tutto il mondo. Per questo, piano piano, stiamo costruendo il Santuario Apostoli della Pace in internet, sulla piattaforma Zoom, per avere un “luogo” dove gli Apostoli della Pace di tutto il mondo possano ritrovarsi insieme per pregare uniti per i progetti “più grandi” di Maria. Uno dei primissimi appuntamenti in questo nuovo santuario, a cui invito tutti gli Apostoli che possono, è il 13 giugno, ore 21.00 (ora italiana), festa di Sant’Antonio da Padova.

Il Signore Gesù vi benedica sempre
p. Silvano


SCARICARE QUI IL TESTO PDF

Medjugorje: Messaggio a Marjia del 25 maggio 2020

Messaggio del 25 Maggio 2020 rivolto alla Parrocchia attraverso la veggente Marija di Medjugorje.

Cari Figli!
Pregate con Me per la vita nuova di tutti voi.


Figlioli, nei vostri cuori sapete cosa deve cambiare: ritornate a Dio ed ai Suoi Comandamenti affinché lo Spirito Santo possa cambiare le vostre vite ed il volto di questa terra, che ha bisogno del rinnovamento nello Spirito.


Figlioli, siate preghiera per tutti coloro che non pregano, siate gioia per tutti coloro che non vedono una via d’uscita, siate portatori della luce nelle tenebre di questo tempo inquieto.


Pregate e chiedete l’aiuto e la protezione dei santi affinché anche voi possiate bramare il cielo e le realtà celesti.


Io sono con voi e vi proteggo e vi benedico tutti con la mia benedizione materna.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Testimonianza Apostoli della Pace “Il Sorriso Di Maria”. Articolo sul mensile Medjugorje “LA PRESENZA DI MARIA”



“CHE BELLO PORTARE DALLA MADONNA IL SORRISO DI TUTTI I FRATELLI”


Artico uscito sul mensile Medjugorje LA PRESENZA DI MARIA dell’inviato Angelo De Lorenzi.

Testimonianza del capogruppo Maurizio P. de IL SORRISO DI MARIA di Città Sant’Angelo provincia di Pescara.

in allegato copia pdf dell’articolo.

clicca nel download che segue

Messaggio 4 maggio 2020 ad Ivan a Medjugorje


Messaggio della Regina della pace del 4 Maggio 2020 a Ivan di Medjugorje

“Cari figli,
questo è il tempo del ringraziamento.
Oggi, da voi cerco l’amore, non cercate errori e sbagli negli altri e non giudicateli.

Cerco da voi che amiate, che diffondiate la verità. Poichè la verità è eterna, è immutabile e sempre attuale!

Portate la luce di mio Figlio, così in tal modo distruggerete le tenebre che sempre di più vogliono afferrarvi e portarvi lontano da mio Figlio Gesù.

Non abbiate paura, io sono con voi.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Incontro Cenacolo 50 Ave Maria

INCONTRO CENACOLO 50 AVE MARIA
(Sabato 2 maggio 2020)
Gruppo cenacolo Il Sorriso Di Maria Città Sant’Angelo-Pe

1° Incontro
Trasmesso nel rispetto del DPCM covid in videoconferenza con alcuni componenti del Cenacolo.
Testo meditato:
COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 APRILE A MARJA A MEDJUGORJE DI PADRE SILVANO ALFIERI.

(Diretta facebook dell’incontro sulla pagina IL SORRISO DI MARIA)

Poterlo realizzare e’ stato molto difficoltoso, con l’aiuto della nostra cara Mamma Celeste ce l’abbiamo fatta.
Ringrazio i componenti che hanno partecipato.
Questo è l’inizio.
Grazie Regina della Pace

(per visualizzare la diretta facebook copiare il link che segue sul vostro browser)

https://www.facebook.com/apostolidellapace/videos/3870596553015186/

INCONTRO CENACOLO 50 AVE MARIATrasmesso nel rispetto del DPCM covid in videoconferenza con alcuni componenti del cenacolo.Gruppo cenacolo Il Sorriso Di Maria Città Sant'Angelo-PeMEDITIAMO IL COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 APRILE A MARJA. MEDJUGORJE

Slået op af IL SORRISO DI MARIA i Lørdag den 2. maj 2020

Commento al messaggio del 25 aprile 2020 di padre Silvano Alfieri



COMMENTO AL MESSAGGIO DI MEDJUGORJE 25 APRILE 2020 MARJIA

1 decina: “CARI FIGLI! QUESTO TEMPO SIA PER VOI UN’ESORTAZIONE ALLA CONVERSIONE PERSONALE. FIGLIOLI, PREGATE NELLA SOLITUDINE LO SPIRITO SANTO AFFINCHÉ VI RAFFORZI NELLA FEDE E NELLA FIDUCIA IN DIO PER POTER ESSERE I DEGNI TESTIMONI DELL’AMORE CHE DIO VI REGALA ATTRAVERSO LA MIA PRESENZA. FIGLIOLI, NON PERMETTETE CHE LE PROVE VI INDURISCANO IL CUORE E CHE LA PREGHIERA SIA COME UN DESERTO. SIATE IL RIFLESSO DELL’AMORE DI DIO E TESTIMONIATE GESÙ RISORTO CON LE VOSTRE VITE. IO SONO CON VOI E VI AMO TUTTI CON IL MIO AMORE MATERNO. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.”
 
2 decina: PER POTER ESSERE I DEGNI TESTIMONI DELL’AMORE CHE DIO VI REGALA ATTRAVERSO LA MIA PRESENZA.
 
Carissimi Apostoli della Pace, insieme, come Associazione, con le vostre opere di misericordia siete già riflesso dell’amore di Dio, con la vostra fede e la vostra speranza siete già testimoni di Gesù risorto, con le vostre preghiere per l’apertura del cuore ai progetti di Maria consentite a tanti di aprirsi alla grazia del Cielo, e in questo siete già DEGNI TESTIMONI DELL’AMORE CHE DIO ci sta regalando in tutti questi anni attraverso la presenza di Maria a Medugorje. In questi giorni ho fatto tante videoconferenze: con alcuni Cenacoli, con i responsabili dei Cenacoli della Liguria; con i tutor del percorso di misericordia… e tutti i volti che ho visto sullo schermo del mio computer esprimevano fede, speranza, opere di misericordia, raccontavano di mille iniziative di preghiera: uno spettacolo! Siete sale della terra e luce del mondo, lampade accese e poste sul moggio che illuminano la strada a tanti, siete la luce e il sapore del vangelo di cui il mondo ha bisogno, e la vostra testimonianza risplende ancor più luminosa in questo momento di prova. Con il suo cammino di intensa preghiera e le sue iniziative di misericordia, l’Associazione Apostoli della Pace, grazie a tanti, sta già percorrendo la via che Maria ci indica.
 
3 decina: CARI FIGLI! QUESTO TEMPO SIA PER VOI UN’ESORTAZIONE ALLA CONVERSIONE PERSONALE. FIGLIOLI, PREGATE NELLA SOLITUDINE LO SPIRITO SANTO AFFINCHÉ VI RAFFORZI NELLA FEDE E NELLA FIDUCIA IN DIO
 
In questo messaggio Maria pone l’accento sul cammino personale di ciascuno dei suoi figli. Sapere che Gesù è risorto può non bastare a distogliere un cuore dalla tristezza di questo momento di prova del coronavirus, occorre un incontro personale con il Signore risorto. Far parte di un’Associazione che cerca con impegno di mettere in pratica gli insegnamenti della Regina della Pace può non essere sufficiente perché ciascuno riconosca la presenza e l’amore di Gesù che opera per noi anche in questo tempo di prova. Partecipare a un Cenacolo dove gli altri pregano tanto, può non essere sufficiente perché ciascuno sia colmo di Spirito Santo e abbia un’intensa luce della fede, occorre un cammino e un incontro personale con Gesù Risorto. Maria invita ciascuno dei suoi figli a prendere questo tempo di prova COME UN’ESORTAZIONE ALLA CONVERSIONE PERSONALE, e invita ciascuno dei suoi figli in questo tempo che conduce a Pentecoste, a INVOCARE NELLA SOLITUDINE LO SPIRITO SANTO per essere rafforzati nella fede nell’amore di Dio.
 
4 decina: FIGLIOLI, NON PERMETTETE CHE LE PROVE VI INDURISCANO IL CUORE … SIATE IL RIFLESSO DELL’AMORE DI DIO E TESTIMONIATE GESÙ RISORTO CON LE VOSTRE VITE.
 
Dopo la morte in croce di Gesù, due suoi discepoli lasciano Gerusalemme e pieni di tristezza scendono lentamente verso Emmaus. Gesù risorto si accosta loro ma essi, immersi nella loro delusione, con gli occhi ancora pieni di morte non riescono a riconoscerlo. È Gesù che prende l’iniziativa e chiede loro di che cosa stanno parlando ed essi gli raccontano i motivi del loro turbamento. Gesù prima li scuote, li rimprovera per la lentezza del loro cuore a comprendere le parole dei profeti, poi, con una pazienza infinita, partendo dalle Sacre Scritture, spiega loro quello che già gli aveva insegnato tante volte, e cioè la necessità per il Cristo di passare attraverso la sofferenza per entrare nella sua gloria. Mentre Gesù spiega queste cose il loro cuore si rianima, si riscalda a quelle spiegazioni e non vogliono più lasciare questo misterioso pellegrino che li sta accompagnando, lo invitano a cena. Mentre sono a tavola Gesù prende il pane, pronuncia la benedizione, lo spezza e lo condivide con loro, ed ecco che grazie a questo gesto di amore, che Gesù aveva compiuto molte volte quando era a tavola con loro, i loro occhi lo riconoscono. A questo punto Gesù sparisce dalla loro vista: missione compiuta! Prima i discepoli lo vedevano camminare con loro e non lo riconoscevano, adesso Gesù sparisce dalla vista dei loro occhi, ma loro hanno capito che era proprio Lui, il Signore Risorto che dalla croce è passato alla gloria. Fin che lo avevano sentito dire da altri, dalle donne che erano andate al sepolcro, che Gesù era Risorto, questa verità non li aveva fatti uscire dalla loro tristezza, ora che hanno avuto questo incontro personale con il Signore Risorto anch’essi risorgono, sono contagiati dalla sua luce e dalla sua gioia e subito ripartono per portare questa bella notizia agli altri Apostoli, ora il percorso è in salita ma lo fanno correndo, dentro il cuore ora hanno la vita, l’entusiasmo, la gioia, hanno la luce della risurrezione che esplode dentro di loro, devono andare a comunicarla anche ai loro amici. Tornano nel Cenacolo, dagli altri apostoli e raccontano come hanno riconosciuto Gesù allo spezzare il pane: è Lui! è vivo! è risorto! Quella risurrezione li ha contagiati, li ha risuscitati e ora con il loro racconto e la loro esperienza irradiano la luce della risurrezione anche sugli altri apostoli e anch’essi si rianimano e anche loro cominciano a riconoscere altri segni della presenza di Gesù risorto. Altri discepoli aggiungono altri particolari: davvero il Signore è risorto ed è apparso anche a Simone. Piano piano, grazie a questa condivisione, tutti ne diventano consapevoli, tutti vengono irradiati dalla luce della risurrezione di Gesù. (Cfr Lc 24,13-35).
 
5 decina: IO SONO CON VOI E VI AMO TUTTI CON IL MIO AMORE MATERNO 
 
Questa mamma non ci abbandona, ci è vicina e cammina con noi. Con la sua presenza a Medugorje prende l’iniziativa, proprio come ha fatto Gesù con i discepoli di Emmaus, si mette a fianco di un’umanità che in questo momento di prova procede con tristezza e smarrimento. Con pazienza e amore, come Gesù ai suoi discepoli, ci spiega che la sofferenza di questo tempo può trasformarsi in una condizione di gloria, può portare il mondo a una convivenza migliore e più giusta di prima, può portare i singoli a una qualità di vita migliore su questa terra e alla salvezza eterna. Però, la via perché questo avvenga non è una conversione di massa, non si realizza dicendo: gli altri dovrebbero fare; non avviene puntando il dito per accusare qualcuno. Questa nuova condizione ognuno la raggiunge con l’impegno personale:
“QUESTO TEMPO SIA PER VOI UN’ESORTAZIONE ALLA CONVERSIONE PERSONALE FIGLIOLI PREGATE NELLA SOLITUDINE LO SPIRITO SANTO”.
È il momento di riproporre due strumenti che Maria ha donato agli Apostoli della Pace per il loro cammino di conversione personale, sono entrambi molto efficaci, ognuno utilizzi lo strumento che più gli si addice: 1) Le mille Ave Maria per le intenzioni di Maria; 2) I gesti di misericordia. Con le semplici Ave Maria per le intenzioni di Maria, pregate in casa, al lavoro e in tante circostanze, entriamo in dialogo con Lei e come i discepoli di Emmaus con Gesù, senza neppure accorgerci, condividiamo con Lei i nostri pensieri, le nostre preoccupazioni e speranze, condividiamo con Lei la nostra giornata, e Maria, Sposa dello Spirito Santo condivide con noi la sua pace, la sua gioia e il suo amore, arde il nostro cuore mentre recitiamo queste semplici Ave Maria. Attraverso questa semplice preghiera, Maria, come Gesù con i suoi discepoli, ci guida personalmente a raggiungere le tappe della nostra crescita spirituale. Altro dono prezioso che Maria ha fatto agli Apostoli della Pace, e molto adatto per questo cammino di conversione personale, è l’invito a compiere i gesti di misericordia facendoci scoprire e gustare la forza anche dei piccoli gesti. Quando siamo noi che speziamo il pane e lo condividiamo con l’affamato, non solo rendiamo visibile la presenza di Gesù per quel povero, ma la luce del Gesù risorto si accende e brilla più forte dentro di noi. Quando poi condividiamo con gli altri Apostoli presenti nel Cenacolo i germogli di grazia che abbiamo scoperto, ecco che la luce della risurrezione brilla più forte per tutti.
 
Il Signore Gesù vi benedica sempre
p. Silvano.
 

Preghiera di Affidamento dell’Italia a Maria




AFFIDAMENTO DELL’ITALIA A MARIA
(1 maggio 2020)

Nel “Trattato della vera devozione a Maria” san Luigi Maria Grignion de Montfort scrive: «Dio Padre riunì tutte le acque e le chiamò mària (mare); riunì tutte le grazie e le chiamò Maria»

PREGHIAMO

«Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio, Santa Madre di Dio».
 Nella presente situazione drammatica, carica di sofferenze e di angosce che attanagliano il mondo intero, ricorriamo a Te, Madre di Dio e Madre nostra, e cerchiamo rifugio sotto la tua protezione.

 O Vergine Maria, volgi a noi i tuoi occhi misericordiosi in questa pandemia del coronavirus, e conforta quanti sono smarriti e piangenti per i loro cari morti, sepolti a volte in un modo che ferisce l’anima.

Sostieni quanti sono angosciati per le persone ammalate alle quali, per impedire il contagio, non possono stare vicini. Infondi fiducia in chi è in ansia per il futuro incerto e per le conseguenze sull’economia e sul lavoro.

 Madre di Dio e Madre nostra, implora per noi da Dio, Padre di misericordia, che questa dura prova finisca e che ritorni un orizzonte di speranza e di pace.

Come a Cana, intervieni presso il tuo Figlio Divino, chiedendogli di confortare le famiglie dei malati e delle vittime e di aprire il loro cuore alla fiducia.

Proteggi i medici, gli infermieri, il personale sanitario, i volontari che in questo periodo di emergenza sono in prima linea e mettono la loro vita a rischio per salvare altre vite.

Accompagna la loro eroica fatica e dona loro forza, bontà e salute. Sii accanto a coloro che notte e giorno assistono i malati e ai sacerdoti che, con sollecitudine pastorale e impegno evangelico, cercano di aiutare e sostenere tutti.

Vergine Santa, illumina le menti degli uomini e delle donne di scienza, perché trovino giuste soluzioni per vincere questo virus.

Assisti i Responsabili delle Nazioni, perché operino con saggezza, sollecitudine e generosità, soccorrendo quanti mancano del necessario per vivere, programmando soluzioni sociali ed economiche con lungimiranza e con spirito di solidarietà.

Maria Santissima, tocca le coscienze perché le ingenti somme usate per accrescere e perfezionare gli armamenti siano invece destinate a promuovere adeguati studi per prevenire simili catastrofi in futuro.

Madre amatissima, fa’ crescere nel mondo il senso di appartenenza ad un’unica grande famiglia, nella consapevolezza del legame che tutti unisce, perché con spirito fraterno e solidale veniamo in aiuto alle tante povertà e situazioni di miseria.

Incoraggia la fermezza nella fede, la perseveranza nel servire, la costanza nel pregare.

O Maria, Consolatrice degli afflitti, abbraccia tutti i tuoi figli tribolati e ottieni che Dio intervenga con la sua mano onnipotente a liberarci da questa terribile epidemia, cosicché la vita possa riprendere in serenità il suo corso normale.

 Ci affidiamo a Te, che risplendi sul nostro cammino come segno di salvezza e di speranza, o clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Amen.
 

Santo Rosario: Misteri Luminosi con San Gabriele dell’Addolorata



MISTERI LUMINOSI CON SAN GABRIELE

I ripetuti lutti familiari e alcune brutte malattie in cui è incappato, gli hanno fatto apparire le gioie umane, brevi ed inconsistenti come fiocchi di neve. A tredici anni ad esempio si ammala gravemente alla gola; vede attorno a sé volti preoccupati e tanto tristi. Che spavento, povero Checchino! Implora ed ottiene la guarigione dal beato Andrea Bobòla. Proprio in questi momenti ha sentito una grande paura ed ha promesso di chiudersi in convento se fosse guarito. Ha chiesto addirittura di entrare tra i Gesuiti, ma poi la vita è tornata a travolgerlo con i suoi ritmi ed a distrarlo con i suoi richiami. Meglio così. Meglio che non sia partito. Non sarà la paura, ma l’amore a portarlo in convento.

Nei tuoi rapporti con gli altri, o san Gabriele, fosti motivo di gioia per tutti e nello stesso tempo realizzasti le tue aspirazioni. Fosti corretto e premuroso coi genitori, i fratelli e le sorelle, i professori e i compagni di scuola, i superiori e i confratelli, tanto che facevano a gara per ascoltarti e stare con te.

Ottienici dal Signore di essere aperti verso gli altri e attenti ai loro problemi. Fa’ che superiamo l’egoismo e gli atteggiamenti di potere che inquinano i rapporti sociali ad ogni livello.
Chiediamo a Gesù per intercessione di Maria Vergine e di San Gabriele di ciò che abbiamo bisogno.
 
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo.
Amen.

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli
dei secoli. Amen. 

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della Tua Misericordia.

Credo Apostolico
Padre Nostro
tre Ave Maria per la fede, la speranza, la carità
Gloria al Padre
 
MISTERI LUMINOSI

I MISTERO DELLA LUCE: “II Battesimo di Gesù nelle acque del Giordano”

Dal Vangelo di Matteo (Mt 3,16-27).
“Appena battezzato, Gesù uscì dall’acqua: ed ecco, si aprirono i cieli ed Egli vide lo Spirito di Dio scendere come una colomba e venire su di Lui. Ed ecco una voce dal cielo che disse: ‘Questi è il mio Figlio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto”

Dagli Scritti di San Gabriele:
L’eterno divino Spirito in questi giorni scenda sopra di voi e dei fratelli, vi porti quello spirito di verità, spirito di consolazione, spirito di pace, caparra dell’eterna salute, e quella Madre santissima, pietosissima, tutta bontà e compassione verso le nostre miserie, vi rimeriti ed abbondantemente vi ripaghi quella tutta particolare cura e sollecitudine che avete avuto per la nostra salute ed educazione, e speriamo tutti un giorno vederci ricoperti dal manto di una sì amorosa Madre; confidiamo in Lei e siamo sicuri” (Lett. 14).

PREGHIAMO

Signore Gesù, ti offriamo questo primo mistero per onorare il tuo battesimo nel fiume Giordano.
Per intercessione di Maria, tua Madre, ti chiediamo di vivere con gioia e coerenza la nostra dignità battesimale.

Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
II MISTERO DELLA LUCE: “Gesù manifesta la sua gloria alle nozze di Cana rispondendo alla preghiera di Maria”.

Dal Vangelo di Giovanni (Gv 2,1-8).
“Tre giorni dopo. ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c’era la madre di Gesù. Era invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli. Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: ‘Non hanno più vino’. E Gesù rispose: ‘Che cosa posso fare, o donna? Non è ancora giunta la mia ora’. La madre dice ai servi: ‘Fate quello che vi dirà’. E Gesù disse loro: ‘Riempite d’acqua le giare ‘. E le riempirono fino all’orlo. Così Gesù diede inizio ai suoi miracoli in Cana di Galilea, manifestò la sua gloria e i suoi discepoli credettero in Lui”

Dagli scritti di San Gabriele:
Michele mio, vuoi tu amare? ama pure. Ma sai chi? ama Maria. Chi più di Lei bella amabile potente? Essa amabile fedele e costante, Essa non si fa mai vincere in amore ma sempre superiore rimane. e nei pericoli Essa tosto accorre a liberarti, se sei afflitto ti consola, se infermo ti solleva, se bisognoso ti soccorre. Né guarda già quale uno sia stato. Solo che Essa veda un cuore che desidera amarla che subito accorre e gli apre il seno delle sue misericordie, l’abbraccia lo difende lo tiene consolato e perfino lo serve l’accompagna in questo poco tempo che viaggia per l’eternità, e poi (ah! fratello mio, questo è quello che più consola) in quel punto I veri amanti di Maria si consolano, invitano la morte, con pace si separano dai congiunti e dal mondo pensando che vanno a possedere in realtà l’oggetto dei loro puri amori, e che in eterno saranno alla sua presenza felici. (Lett. 41).

PREGHIAMO

Signore Gesù, ti offriamo questo secondo mistero per onorare la tua presenza alle nozze di Cana e il segno dell’acqua fatta vino.
Per intercessione di Maria, tua Madre, ti chiediamo di vivere il suo invito a fare tutto quello che tu ci hai detto.

Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
III MISTERO DELLA LUCE: “Gesù annuncia che il Regno di Dio si è fatto vicino e invita alla conversione del cuore

Dal Vangelo di Marco (Mc 1,14-15).
“Dopo che Giovanni fu arrestato. Gesù si recò nella Galilea predicando il Vangelo di Dio e diceva: “II tempo è compiuto e il regno di Dio si è fatto vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”

Dagli scritti di San Gabriele:
Ricordatevi che la via del paradiso è stretta e però bisogna farsi violenza. Non ci lusinghiamo che o per alcuni atti buoni, o per alcune preghiere, o per l’adempimento di qualche dovere cristiano si abbia da star sicuri del paradiso, no, la cosa non va così: una cosa soltanto di nostro obbligo in cui siamo trovati mancanti, sufficiente a formare un peccato mortale, è di fede che ci rende eternamente infelici. Ah, che alcuni vorrebbero accoppiare Dio e mondo, conversazioni e preghiere, teatri e visite alla chiesa, e poi tenersi sicuri del paradiso! Ah, no! questo è un inganno. Gesù ha detto: chi non porta la croce non può essere mio seguace, e quindi, chi vuol venire dietro di me rinneghi le sue tendenze, le Lettera 41:sue passioni, rinneghi insomma se stesso, prenda ogni giorno, notate queste parole, ogni giorno la sua croce e mi segua” (Lettera 31).

PREGHIAMO

Signore Gesù, ti offriamo questo terzo mistero per onorare l’annuncio del Regno e il richiamo alla conversione.
Per intercessione di Maria, tua Madre, ti chiediamo di cercare sempre e innanzitutto il tuo regno.

Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
IV MISTERO DELLA LUCE: “Gesù, sul Monte Tabor, si manifesta agli apostoli nello splendore della divinità”

Dal Vangelo di Luca (Lc 9,29-35).
“Mentre pregava, il volto di Gesù cambiò d’aspetto e la sua veste divenne candida e sfolgorante. Ed ecco due uomini parlavano con Lui: erano Mosè ed Elia, apparsi nella loro gloria, e parlavano della sua dipartita che avrebbe portato a compimento a Gerusalemme. E dalla nube uscì una voce, che diceva: ‘Questo è il mio Figlio, l’eletto: ascoltatelo!’”

Dagli scritti di San Gabriele:
Quello che poi finalmente rende giocondo, dolce e soave il giogo del Signore, è la speranza, che da un giorno all’altro sciolto questo misero corpo, senza l’angoscioso pensiero o di roba o di figlio di altro che si lascia, si abbia a passare a godere Iddio per una interminabile eternità. (Lett. 34).

PREGHIAMO

Signore Gesù, ti offriamo questo quarto mistero per onorare la tua gloriosa trasfigurazione su un alto monte.
Per intercessione di Maria, tua Madre, ti chiediamo di ascoltarti nella vita di ogni giorno.

Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
V MISTERO DELLA LUCE: “Gesù dona l’Eucaristia alla Chiesa come testamento d’amore”

Dal Vangelo
“Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era giunta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, dopo aver amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13,1). “Mentre mangiavano prese il pane e pronunciata la benedizione, lo spezzò e lo diede ai discepoli dicendo: “Prendete e mangiate: questo è il mio corpo”. Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro dicendo: “Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell’alleanza, versato per tutti in remissione dei peccati (Mt 26,26-28); fate questo in memoria di me” (Lc 22,19-20).

Dagli scritti di San Gabriele:
Se io non potrò vedervi, o carissimo padre, non dubitate, che vi rivedrò, se non corporalmente almeno spiritualmente, innanzi al SS. Sacramento, e nei dolori di Gesù e di Maria, come spero che vorrete voi fare lo stesso. E benedicendo il Signore insieme a Maria SS.ma queste visite, potremo ottenere quel soggiorno felice ed eterno per mai più separarci; lo stesso dite ai fratelli. (Lett. 16).

PREGHIAMO

Signore Gesù, ti offriamo questo quinto mistero per onorare il dono del tuo corpo e del tuo sangue nell’ultima cena.
Per intercessione di Maria, tua Madre, ti chiediamo di fare dell’Eucaristia il centro della nostra vita.

Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
Salve, o Regina…
 
LITANIE…
 
Preghiamo
Concedi, o Signore,
a noi tuoi servi di vivere
in una continua salute
di corpo e di anima; e,
per l’intercessione della beata
Maria sempre vergine,
liberaci dalle angustie
della vita presente e fa’
che possiamo godere
le gioie della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
 Amen.
 
O santo dei giovani e di quanti cercano Dio
nella sincerità del loro cuore, insegnaci
a porre Dio al primo posto nella nostra vita.
 
Tu che lasciati il mondo, ove vivevi
Una vita tranquilla, serena ed allegra,
attratto da una speciale vocazione
alla vita consacrata, guida i nostri giovani a sentire
la voce di Dio e a consacrarsi
a Lui mediante scelte radicali di amore.
 
Tu, che alla scuola di San Paolo della Croce,
ti alimentasti alle sorgenti dell’Amore crocifisso
insegnaci ad amare Gesù, morto e risorto per noi,
come lo amasti tu con tutto il cuore.
 
Tu, che hai scelto la Vergine Addolorata,
come guida sicura verso il Calvario,
insegnaci ad accettare le prove della vita
con santa rassegnazione alla volontà di Dio.
 
O Gabriele della Vergine Addolorata,
che all’Isola del Gran Sasso
richiami fedeli e pellegrini di ogni parte del mondo,
porta a Cristo le anime smarrite, sfiduciate e senza Dio.
 
Con il tuo fascino spirituale,
con la tua giovanile e gioviale santità
indirizza le persone che hanno già intrapreso
la strada della perfetta carità
sulla via della vera unione con Dio
e del sincero amore verso ogni uomo di questo mondo.
Amen
 
Benedizione finale

Per intercessione
Maria SS.ma,
 di san Gabriele
dell’Addolorata e di tutti
gli angeli del cielo,
ci benedica
Dio Onnipotente, Padre
e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Benediciamo il Signore
Con la nostra vita
Rendiamo grazie a Dio
Nel nome del padre del figlio..
Amen.

Sia lodato Gesù e Maria

Santo Rosario: Misteri Dolorosi con San Gabriele dell’Addolorata



MISTERI DOLOROSI CON SAN GABRIELE

Maria ha una posizione del tutto singolare nel mistero di Cristo e della Chiesa: è Madre del Figlio di Dio, cooperatrice del Salvatore, tutta santa, modello e madre della Chiesa, vicina con la sua intercessione e con la sua azione alle necessità di tutti gli uomini. Perciò giustamente viene venerata con un culto superiore a quello degli angeli e dei santi. I santi stessi gareggiano nella lode verso di lei.
Caro san Gabriele, tu vivesti la tua vicenda nel mondo senza allontanarti da Dio. Sperimentasti l’affetto della famiglia, le gioie dell’amicizia, il dolore per la morte di persone care, l’esaltazione del successo; ma trovasti l’equilibrio e il senso delle cose nella preghiera e nella pratica della vita cristiana.
Ottienici di saper mettere Dio al centro della nostra vita, e di non dimenticare che tutto quello che avviene in noi e attorno a noi è collegato con la sua volontà.
Chiediamo a Gesù per intercessione di Maria Vergine e di San Gabriele di ciò che abbiamo bisogno.
 
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito
Santo.
Amen.

O Dio vieni a salvarmi.
Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Come era nel principio, e ora e sempre, nei secoli
dei secoli. Amen. 

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime specialmente le più bisognose della Tua Misericordia.

Credo Apostolico
Padre Nostro
tre Ave Maria per la fede, la speranza, la carità
Gloria al Padre

MISTERI DOLOROSI

I MISTERO DOLOROSO – AGONIA DI GESU’ NELL’ORTO DEGLI ULIVI

Dal Vangelo di Luca (Lc 22, 39-42)
Uscito, se ne andò come al solito al monte degli ulivi; anche i discepoli lo seguirono. Giunto sul luogo… si allontanò da loro quasi un tiro di sasso e inginocchiatosi pregava: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà».

Dagli scritti di San Gabriele:
Chi potrà mai ridire i dolori, gli strapazzi e le sofferenze che Gesù sostenne nel giro di poche ore… Vedete Gesù nell’orto degli ulivi, dopo essersi separato dalla desolatissima madre sua, come è pallido e tremante con la faccia al suolo.

 PREGHIAMO

Ti offriamo, Signore Gesù, in onore della tua Agonia mortale nel giardino degli Ulivi, e ti chiediamo, per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una perfetta contrizione dei nostri peccati e una perfetta conformità alla tua santa volontà.
Padre nostro,…  10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
II MISTERO DOLOROSO – LA FLAGELLAZIONE DI GESU’

Dal Vangelo di Matteo (Mt 27, 24-26)
Pilato, visto che non otteneva nulla, anzi che il tumulto cresceva sempre più, presa dell’acqua, si lavò le mani davanti alla folla.
Allora rilasciò loro Barabba e, dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.

Dagli scritti di San Gabriele:
Pilato vide che erano inutili tutti gli sforzi di salvare Gesù, ma volle tentare di placare la folla condannando Gesù ai flagelli. E’ difficile immaginarsi una scena tanto penosa.
In breve il corpo del Signore è tutto una piaga eppure non si desiste dalla brutale carneficina.

PREGHIAMO

Ti offriamo, Signore Gesù, in onore della tua sanguinosa Flagellazione, e ti chiediamo, per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una perfetta mortificazione dei nostri sensi.
Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
III MISTERO DOLOROSO – LA CORONAZIONE DI SPINE

Dal Vangelo di Matteo (Mt 27, 28-30)
Spogliatolo, gli misero addosso un manto scarlatto e, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, con una canna nella destra; poi mentre gli si inginocchiavano davanti, lo schernivano: «Salve, re dei Giudei!».

Dagli scritti di San Gabriele:
Contemplando questo Dio di amore tanto tormentato e deriso, con l’unico fine di farsi amare da noi, non puoi essere tanto sleale da negargli il tuo amore. L’amabile Signore sarebbe già morto sotto i tanti e così vari tormenti, ma egli per mostrarci la sua sete e il desiderio di patire per noi con la sua onnipotenza si sostiene in vita.

PREGHIAMO

Ti offriamo, Signore Gesù, in onore della tua crudele Coronazione di spine, e ti chiediamo, per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, un grande disprezzo del mondo.
Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
IV MISTERO DOLOROSO – GESÙ. SALE IL CALVARIO CARICO DELLA CROCE

Dal Vangelo di Matteo (Mt 27, 31-32)
Lo spogliarono del mantello, gli fecero indossare i suoi vestiti e lo portarono via per crocifiggerlo. Mentre uscivano, incontrarono un uomo di Cirene, chiamato Simone, e lo costrinsero a prendere su la croce di lui.

Dagli scritti di San Gabriele:
Gesù faceva veramente compassione mentre, dopo la condanna, portando la croce, si avvia al Calvario insieme agli altri condannati. Alcune donne nel guardarlo gli andavano vicino piangendo e si lamentavano di tanta crudeltà. Ma se queste piangevano chi può ridire il crepacuore della sua SS.ma Madre nell’incontrarlo?

PREGHIAMO

Ti offriamo, Signore Gesù, in onore della tua Salita al Calvario con la Croce, e ti chiediamo, per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, una grande pazienza per portare la nostra croce dietro di te ogni giorno della nostra vita.
Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
V MISTERO DOLOROSO – GESÙ È CROCIFISSO E MUORE SULLA CROCE

Dal Vangelo di Luca (Lc 23, 33-46)
Quando giunsero al luogo detto del Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra l’altro a sinistra.
… Gesù, gridando a gran voce, disse: «Padre nelle tue mani consegno il mio spirito». Detto questo, spirò.

Dagli scritti di San Gabriele:
Con il peccato, o Gesù, ti diedi la morte, ma non per questo voglio disperare del tuo perdono. Quelle piaghe mi chiamano, quelle braccia stese m’invitano, quel Cuore ferito mi offre un sicuro rifugio.

PREGHIAMO

Ti offriamo, Signore Gesù, in onore della tua Crocifissione sul Calvario, e ti chiediamo, per questo mistero e per l’intercessione della tua santa Madre, un grande orrore del peccato, l’amore della Croce e una buona morte per noi e per quelli che sono ora in agonia.
Padre nostro,… 10 Ave Maria… Gloria…
Gesù mio…
 
Salve, o Regina…
 
LITANIE…
 
Preghiamo
Concedi, o Signore,
a noi tuoi servi di vivere
in una continua salute
di corpo e di anima; e,
per l’intercessione della beata
Maria sempre vergine,
liberaci dalle angustie
della vita presente e fa’
che possiamo godere

le gioie della vita eterna.
Per Cristo nostro Signore.
 Amen.
 
O santo dei giovani e di quanti cercano Dio
nella sincerità del loro cuore, insegnaci
a porre Dio al primo posto nella nostra vita.
 
Tu che lasciati il mondo, ove vivevi
Una vita tranquilla, serena ed allegra,
attratto da una speciale vocazione
alla vita consacrata, guida i nostri giovani a sentire
la voce di Dio e a consacrarsi
a Lui mediante scelte radicali di amore.
 
Tu, che alla scuola di San Paolo della Croce,
ti alimentasti alle sorgenti dell’Amore crocifisso
insegnaci ad amare Gesù, morto e risorto per noi,
come lo amasti tu con tutto il cuore.
 
Tu, che hai scelto la Vergine Addolorata,
come guida sicura verso il Calvario,
insegnaci ad accettare le prove della vita
con santa rassegnazione alla volontà di Dio.
 
O Gabriele della Vergine Addolorata,
che all’Isola del Gran Sasso
richiami fedeli e pellegrini di ogni parte del mondo,
porta a Cristo le anime smarrite, sfiduciate e senza Dio.
 
Con il tuo fascino spirituale,
con la tua giovanile e gioviale santità
indirizza le persone che hanno già intrapreso
la strada della perfetta carità
sulla via della vera unione con Dio
e del sincero amore verso ogni uomo di questo mondo.
Amen
 
Benedizione finale

Per intercessione
Maria SS.ma,
 di san Gabriele
dell’Addolorata e di tutti
gli angeli del cielo,
ci benedica
Dio Onnipotente, Padre
e Figlio e Spirito Santo.
Amen.

Benediciamo il Signore
Con la nostra vita
Rendiamo grazie a Dio
Nel nome del padre del figlio..
Amen.

Sia lodato Gesù e Maria