Il Sorriso di Maria

Non andate nella profondità dei problemi, ma lasciatevi guidare da Dio

 La Madonna disse : «Se volete essere felicissimi fatevi una vita semplice, umile, pregate molto e non andate nella profondità dei problemi, ma lasciatevi guidare da Dio».  I problemi che noi portiamo sono frutto di una vita complicata, veramente complicata, che abbiamo complicato con diverse filosofie, ecc. Invece la Madonna ci porta a una sincerità e a una semplicità della vita. Diverse volte mi ha ripetuto in questo periodo, attraverso la veggente: «Non complicate le cose. Sì, voi potete camminare su una strada spirituale più profonda, però avrete delle difficoltà. Prendete la strada semplice, non entrate nella profondità dei problemi, ma lasciatevi guidare da Gesù Cristo».

 Le persone le quali vogliono andare nelle profondità dei problemi, aggravano la situazione e bloccano Gesù, il suo lavoro per noi. Ma mettersi a disposizione di Dio con semplicità, vuol dire lasciare tutto lo spazio a Dio, il quale è padrone della nostra vita e di tutti i misteri. Vedo un gran peccato del mondo in questo: che si è impossessato di molte zone della vita e ha preso il posto per se, dove doveva essere Gesù Cristo.

L’IMPORTANZA DELLA PREGHIERA

Riguardo alla metodologia della preghiera, la Madonna disse questo: «La cosa fondamentale per la preghiera è avere un gran desiderio di Dio e un gran desiderio di salvare le anime. Lasciatevi portare da questi desideri, di ringraziare Dio, proprio anelare a Dio, e di salvare gli uomini. Se voi avete questo desiderio, allora pregherete e troverete il tempo per la preghiera». Poi, la Madonna dice sempre che il fondo della preghiera, come un frutto dal quale viene tutto, è di arrivare a una pace interiore, a un abbandono totale. Dalla pace provengono i doni divini. Ma se voi siete agitati, allora non potete capire la volontà di Dio. E diverse volte disse: «Ogni agitazione viene da Satana».

COME ARRIVARE NELLA PROFONDITÀ DELLA PREGHIERA

Quello che voglio dirvi nelle ultime parole è questo: «Mettetevi a camminare sulla strada dei messaggi». Durante questo periodo ho capito che l’intera vita spirituale consiste nella preghiera profonda. Andare nella profondità della vita spirituale, vuol dire approfondire la preghiera. Ma nella profondità della preghiera si arriva pregando, digiunando e amando. Ho visto questi tre elementi molto sottolineati dalla Madonna durante questo periodo. Pregare però non con le labbra soltanto, ma col cuore. Digiunare; amare i nemici, amare i sofferenti, amate i vicini, amare tutti. Ecco con questi elementi si arriva a una preghiera profonda e si arriva a una vita spirituale. Vi dico di. nuovo: mettetevi sulla strada dei messaggi e della preghiera. E non dite mai: «Non ho tempo per pregare». Se lo dite è come dire: «Non ho tempo per Dio. Dio è per me inutile. Dio non può aiutarmi. Posso vivere senza Dio». Tutto questo significa: «Non ho tempo per Dio».

Dalla mia esperienza vi dico: cercate di pregare di mattina e di sera. Quelli i quali vogliono andare avanti nella vita spirituale, non devono pregare di mattina e di sera meno di mezz’ora. Almeno mezz’ora di mattina e di sera proprio per sentirsi di mattina in Dio e di sera in Dio. Allora vedrete come la vita spirituale dentro di voi si risveglia e sempre aumenta.

Al Venerdì Santo la Madonna disse tramite Jelena: «Vi dò un segreto spirituale, così che voi potete essere protetti dal peccato ed essere sempre in Dio». Ha detto questo: «Fatevi una coscienza attiva. Di mattina pregate e leggete un brano del Vangelo. Mettetelo nella vostra mente e nel vostro cuore e portatelo tutta la giornata dentro di voi. Nei momenti di crisi voi riflettete di nuovo e pregate Dio perché rafforzi quella parola dentro di voi».

Dopo ho capito che questo è fondamentale per la fede. Diverse volte la Madonna ci disse: «Se voi siete forti nella fede, Satana non può farvi nulla». Ma non dimentichiamo che essere forti nella fede vuol dire proprio avere questa coscienza attiva, cioè crescere, essere pieni della Parola di Dio in senso attivo, allora la persona vive la sua fede.

MEDJUGORJE: DOPO UN PELLEGRINAGGIO TESTIMONIATE

Quando tornate da Medjugorje dovete testimoniare, non avere vergogna, e senza obbligare nessuno a credere

La mia vita con la Madonna: un veggente si confessa e ci ricorda… 

Jakov Colo racconta: Io avevo dieci anni quando la Madonna apparve la prima volta e prima di allora non avevo mai pensato ad un’apparizione. Vivevamo qui in paese: era abbastanza povero, non c’erano notizie, non sapevamo di altre apparizioni, né di Lourdes, né di Fatima, né di altri posti dove è apparsa la Madonna. Poi anche un bambino di dieci anni non pensa veramente all’apparizione, a Dio, a quell’età. Ha nella sua testa altre cose più importanti per lui: stare con gli amici, giocare, non pensare alla preghiera. Però quando ho visto per la prima volta, sotto la montagna, una figura di donna che ci invitava a salire su, nel mio cuore ho sentito subito qualcosa di speciale.

Ho subito capito che la mia vita sarebbe cambiata totalmente. Quando poi siamo saliti su, quando abbiamo visto da vicino la Madonna, quella sua bellezza, quella pace, quella gioia che ti trasmetteva, in quel momento per me non c’era nient’altro. In quel momento esisteva solo Lei e nel mio cuore c’era soltanto il desiderio che quell’apparizione si ripetesse ancora, che avremmo potuto rivederla.
La prima volta che l’abbiamo vista, per la gioia e l’emozione non abbiamo potuto dire neanche una parola; abbiamo soltanto pianto dalla gioia e pregato che ciò si ripetesse nuovamente. Lo stesso giorno, quando siamo ritornati nelle nostre case si è presentato il problema: come dire ai nostri genitori che avevamo visto la Madonna? Ci avrebbero detto che eravamo matti! Infatti all’inizio la loro reazione non è stata per niente bella. Però vedendo noi, il nostro comportamento, (come diceva la mia mamma, ero così diverso che non volevo più uscire con gli amici, volevo andare alla Messa, volevo andare a pregare, volevo salire sulla montagna delle apparizioni), hanno incominciato a credere e io posso dire che in quel momento è iniziata la mia vita con la Madonna. L’ho vista per diciassette anni. Si può dire che sono cresciuto con Lei, ho imparato tutto da Lei, tantissime cose che prima non sapevo.
Quando la Madonna è venuta qui ci ha invitati subito ai suoi messaggi principali che per me erano del tutto nuovi, per esempio la preghiera, le tre parti del Rosario. Mi chiedevo: perché pregare le tre parti del Rosario, e che cos’è il Rosario? Perché fare il digiuno? e non capivo a che cosa servisse, che cosa volesse dire convertirsi, perché pregare per la pace.
Erano tutte cose nuove per me. Però fin dall’inizio ho capito una cosa: per accettare tutto quello che la Madonna ci dice, occorre soltanto aprirci totalmente a lei. La Madonna tante volte dice nei suoi messaggi: basta che voi apriate il vostro cuore a me e al resto penso io. Così io ho capito, ho dato la mia vita nelle mani della Madonna. Le ho detto di guidarmi affinché tutto quello che avrei fatto fosse la sua volontà, così è iniziato anche il mio cammino con la Madonna. La Madonna ci ha invitati alla preghiera e raccomandava di far ritornare il Santo Rosario nelle nostre famiglie perché diceva che non c’è cosa più grande che può unire la famiglia come il pregare insieme il Santo Rosario, in modo particolare con i nostri figli.
Io vedo che tante persone quando vengono qui mi chiedono: mio figlio non prega, mia figlia non prega, cosa dobbiamo fare? E io chiedo loro: avete qualche volta pregato con i vostri figli? Tanti dicono di no, quindi non possiamo aspettarci che i nostri figli preghino all’età di vent’anni quando fino allora non hanno mai visto la preghiera nelle loro famiglie, non hanno mai visto che esiste Dio nelle loro famiglie. Noi dobbiamo essere d’esempio ai nostri figli, noi dobbiamo insegnar loro, non è mai troppo presto per insegnare ai nostri figli.
Non devono all’età di 4 o 5 anni pregare con noi tre parti del Rosario, ma almeno dedicare un tempo per Dio, per capire che Dio deve essere al primo posto nelle nostre famiglie. (…) La Madonna perché viene? Viene per noi, per il nostro futuro. Lei dice: vi voglio salvare tutti e consegnarvi un giorno come il più bel bouquet a mio Figlio. 
Quello che noi non capiamo è che la Madonna qui viene per noi. Come è grande il suo amore per noi! Lei dice sempre che con la preghiera e con il digiuno possiamo fare tutto, perfino fermare le guerre. Dobbiamo capire i messaggi della Madonna, ma dobbiamo prima capirli nel nostro cuore. Se non apriamo il nostro cuore alla Madonna, non possiamo fare niente, non possiamo accettare i suoi messaggi. Io dico sempre che è grande l’amore della Madonna e in questi 18 anni ce l’ha dimostrato tantissime volte, ripetendo sempre gli stessi messaggi per la nostra salvezza. Pensate a una madre che dice sempre al figlio: fai questo e fai quello, lui alla fine non lo fa e noi rimaniamo male.
Nonostante ciò la Madonna continua a venire qui e ad invitarci ancora agli stessi messaggi. Basta guardare il suo amore tramite il messaggio che ci dà il 25 del mese, in cui ogni volta alla fine dice: grazie per aver risposto alla mia chiamata. Come è grande la Madonna quando ci dice “grazie perché abbiamo risposto alla sua chiamata”. Invece siamo noi quelli che dovrebbero dire in ogni secondo della nostra vita grazie alla Madonna perché viene qui, perché viene a salvarci, perché viene ad aiutarci.
La Madonna ci invita anche alla preghiera per la pace perché Lei è venuta qui come Regina della pace e con la sua venuta ci porta pace e Dio ci dà la sua pace, noi dobbiamo solamente deciderci se vogliamo la sua pace. Tanti si sono chiesti all’inizio perché la Madonna insisteva tanto sulla preghiera per la pace, perché noi in quel momento avevamo la pace. Poi però hanno capito perché la Madonna insisteva così tanto, perché diceva con la preghiera e con il digiuno potete fermare anche le guerre. Dopo dieci anni dai suoi inviti quotidiani alla preghiera per la pace, qui è scoppiata la guerra.
Sono sicuro dentro il mio cuore che se tutti avessimo accettato i messaggi della Madonna, tante cose non sarebbero successe. Non solo la pace nella nostra terra ma anche in tutto il mondo. Tutti dovete essere suoi missionari e portare i suoi messaggi. Lei ci invita anche a convertirci, ma dice che per prima cosa dobbiamo convertire il nostro cuore, perché senza la conversione del cuore non possiamo arrivare a Dio. E poi è logico che se non abbiamo Dio nel nostro cuore, non possiamo accettare neanche quello che la Madonna ci dice; se non abbiamo la pace nel cuore, non possiamo pregare per la pace nel mondo.
 Tante volte sento dire dai pellegrini: “io sono arrabbiato con mio fratello, io gli ho perdonato ma è meglio che stia lontano da me”. Questa non è pace, non è perdono, perché la Madonna ci porta il suo amore e noi dobbiamo dimostrare amore per il prossimo e amare tutti.dobbiamo prima perdonare a tutti per avere la pace nel cuore. Tanti quando vengono a Medjugorje dicono: forse vedremo qualche cosa, forse vedremo la Madonna, il sole che gira… Ma io dico a tutti quelli che vengono qui che la cosa principale, il più grande segno che Dio può darvi, è proprio la conversione. È quello il più grande segno che ogni pellegrino può avere qui a Medjugorje. Cosa potete portare da Medjugorje come ricordo? Il più grande souvenir di Medjugorje sono i messaggi della Madonna: dovete testimoniare, non avere vergogna. Solamente dobbiamo capire che non possiamo obbligare nessuno a credere. Ciascuno di noi ha la libera scelta di credere o no, noi dobbiamo testimoniare ma non soltanto con le parole. Potete fare nelle vostre case dei gruppi di preghiera, non occorre essere duecento o cento, possiamo anche essere in due o tre,
ma il primo gruppo di preghiera deve essere la nostra famiglia, poi dobbiamo accettare gli altri e invitarli a pregare con noi. 

Miracolo a Pompei (Na): Il Rosario inizia a dondolare (VIDEO)

Pompei 14 aprile 2018

Ieri un messaggio forte la Madonna di Pompei ha voluto donarci:

il Rosario  tra le sue mani ha iniziato a dondolare con forza… Ma nn c era vento… Attirando così l attenzione dei passanti…

Molti hanno gridato al miracolo e hanno interpretato il gesto come un chiaro segnale della Madonna a pregare in questo periodo complicato.

Per alcuni cittadini, inoltre, ci sarebbe una correlazione tra il movimento anomalo della corona e lo scoppio della guerra in Siria: i due eventi si sono ripetuti a poche ore di distanza.

Sul far della sera sono intervenuti anche i vigili viste le dimensioni e il materiale di cui è composto il Rosario…

Mai accaduto in fatto del genere neanche d’ inverno con il vento… Forse i tempi sono maturi, la Mamma ci invita a pregare con Lei suo Figlio Gesù.

 

POMPEI, ROSARIO DELLA MADONNA OSCILLA: MIRACOLO PER I FEDELI

15 APRILE 2018
SILVANA PALAZZO
Il Sussidiario

Un rosario che oscilla inspiegabilmente dalla Madonna del Santuario di Pompei, e subito si è gridato al miracolo. Un intervento divino o forse solo il vento, fatto sta che molti fedeli si sono riuniti dinanzi alla splendida chiesa sita in onore della Beata Vergine, in provincia di Napoli. La cosa certa è che il luogo sacro attira ogni anno migliaia di pellegrini da tutta Italia e anche fuori dai confini nazionali. In particolare sono due le date più importanti per la chiesa mariana che è stata costruita a fine 1800, leggasi la prima domenica di ottobre, e l’8 maggio, la festa della Madonna. In quei due periodi dell’anno sono tantissimi i fedeli che giungono nel piccolo paese alle porte di Napoli, per recitare la Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei, e sperare in una vita positiva. La basilica è stata visitata negli anni da moltissimi personaggi noti, come ad esempio San Padre Pio da Pietrelcina, ma anche dall’attuale Papa, Francesco, nonché da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. A volere fortemente il santuario fu Bartolo Longo, mecenate e fondatore appunto del sito mariano di Pompei, poi beatificato nel 1980. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

“LA VERGINE CI CHIEDE DI PREGARE”

Dalla mano di una statua della Madonna, nel Santuario di Pompei, si sgancia una coroncina che comincia ad oscillare nel vuoto. C’è anche un video che mostra il rosario mentre oscilla apparentemente senza spiegazioni. Il filmato, che sta facendo il giro del web, è diventato subito virale. Molti fedeli sono rimasti colpiti dall’evento: c’è chi grida al miracolo e chi spiega di non aver mai visto nulla di simile in tanti anni. I fedeli hanno subito attribuito quanto accaduto ad un fenomeno divino, alcuni addirittura lo ritengono un messaggio in merito alla guerra in Siria e l’attacco di Donald Trump. Qualcuno infatti ritiene che ci sia un legame con i fatti di cronaca che stanno minando la pace mondiale. «Il Santuario di Pompei è l’icona della pace universale. La Vergine del Santissimo Rosario ci chiede di pregare», dicono i fedeli riuniti in preghiera, come riportato da Il Mattino. «La Madonna vuole inviarci un messaggio», racconta un’anziana fedele che nei suoi 93 anni di vita non ha mai visto qualcosa di simile. «Ci chiede di pregare ai suoi piedi per la pace nel mondo».

POMPEI, ROSARIO DELLA MADONNA OSCILLA: PER I FEDELI È UN MIRACOLO

Sono intervenuti i vigili del fuoco per mettere in sicurezza il rosario che, spinto dal vento, stava oscillando dall’alto della Basilica. L’evento comunque ha richiamato centinaia di fedeli che hanno rivolto lo sguardo al cielo e recitato il Rosario alla Vergine Santissima. Miracolo? In realtà è stato il forte vento a far muovere il rosario dalla statua che sovrasta il Santuario della cittadina campana. Ma per i fedeli non c’è meteo che tenga e quindi si sono radunati davanti alla chiesa per pregare. Come riportato da Il Mattino, non è mancato chi, da profano, non credendo che l’evento potesse avere un legame divino, è corso alla più vicina ricevitoria per giocare i numeri al Lotto. C’è chi ha giocato k’ambo secco 72 (il Rosario Benedetto) e 60 (la Madonna). L’episodio si è verificato nel pomeriggio di ieri nei pressi del Santuario di Pompei. Stando a quanto riportato da stabiachannel, da una prima ricostruzione è emerso che la corona che ieri ha iniziato a muoversi non è fissata al resto della statua quindi è possibile che con forti folate di vento possa dondolare. Ma ieri non c’era vento e per far rendere mobile la corona, essendo molto pesante, sarebbero necessarie forti raffiche. Nel dubbio sono intervenuti anche i vigili del fuoco che hanno analizzato la statua senza trovare anomalie. Oggi la corona in questione non si muove, nonostante le condizioni meteo proibitive. E i fedeli ribadiscono l’eccezionalità dell’evento.

 

Video

GUARITA A MEDJUGORJE , AVEVA 14 DIVERSE PATOLOGIE- TESTIMONIANZA della sig. Colleen Willard

Colleen Willard aveva 35 anni quando nel 2001 le venne diagnosticato un tumore al cervello. Nel 2003 i medici hanno perso ogni speranza, ma lei no. Cresce nella fede e dopo Rosari incessanti e l’intervento di un padre mistico l’approdo a Medjugorie. Dove con la guarigione arriva anche la consapevolezza che «Dio ricompensa coloro che lo cercano». Oggi Colleen gira il mondo per testimoniare questa verità misteriosa. La Nuova BQl’ha ascoltata.
“Tante volte pensiamo che Gesù non sia qui, che non ci ascolti, ma non è vero”. E’ così che una donna data ormai per spacciata, paralizzata da tre anni da un tumore al cervello inoperabile e a cui furono diagnosticati problemi alla tiroide, la sclerosi a placche, il lupus e una decina di altre dolorose malattie oggi gira il mondo dimostrando con la sua vita che non c’è supplica che, richiesta con fede e abbandono totali (come ricorda san Paolo nell’11 capitolo della Lettera agli Ebrei), non sia ascoltata ed esaudita.

Per questo motivo l’americana Colleen Willard, ripete a tutti uno dei messaggi dati al mondo dalla Madonna che dal 1981 appare a sei veggenti a Medjugorje: “Cari figli Dio può darvi tutto quello che gli chiedete; ma voi lo cercate solo quando vengono malattie, problemi, difficoltà e pensate che Dio è lontano da voi e che non vi ascolta e non esaudisce le vostre preghiere. No cari figli, questo non è vero! Se voi state lontani da Dio, non potete ricevere grazie perché non lo cercate con fede ferma…” (25 gennaio 1988).
Sono queste le parole “penetrate nel mio cuore per condurmi in questo viaggio”, che comincia nel settembre 2001, quando Colleen, sposa da 35 anni e madre di tre figli, deve sottoporsi a una piccola operazione chirurgica , “invece fu l’inizio di un drammatico cambiamento della mia vita”. L’intervento ha successo ma si presentano altri problemi. Anziché riprendersi dalla breve convalescenza, la donna non riesce più a camminare, né a deglutire. Sottoposta a nuove analisi si scopre la presenza del tumore cerebrale.
Decisi a non arrendersi, lei e il marito John incontrano diversi dottori nell’area di Chicago, dove vivono, ma nessuno di loro vuole operarla. Determinati viaggiano verso la Mayo Clinic di Rochester (Minnesota) dove le diagnosticano le altre malattie. La sentenza, però, è la stessa: il tumore è inoperabile. L’unica soluzione, di fronte alla difficoltà respiratoria e motoria, ma soprattutto al dolore cronico che non la abbandona neppure la notte, pare quella di trasferirsi in una casa di cura.
Il figlio Christopher, di 15 anni,decide invece di sospendere gli studi per prendersi cura della madre mentre il padre è al lavoro. Colleen umiliata accetta, chiedendo al figlio di prendere il crocifisso e poggiarlo ai piedi del suo letto per pregare così: “Non so se ho il coraggio di portare questo peso, ma ho fede in Te e che Tu vedi qualcosa che io non vedo e so che non ci dai mai un peso più grande di quello che possiamo portare”. Poi Colleen chiede a Christopher di  aprire la Bibbia: “Finì per caso sul passo in cui san Paolo dice che portare la croce è una gioia”. La donna è certa, la Sacra Scrittura non può mentire: “Allora guardai il Crocifisso e sussurrai: “Non so perché, ma abbraccio la croce e Te lo offro””. Da quel momento in poi cambiò tutto, “anche se il mio corpo deperiva, la mia anima rinvigoriva”.
E’ il 2003 quando la situazione fisica è al limite, tanto che i medici comunicano a Colleen che la fine è vicina. Prendendo il Rosario che “ormai era diventato parte della mia vita, cominciai a pregare chiedendo cosa avrei dovuto lasciare ai miei familiari, figli, nipoti, ma specialmente a mio marito. Poi domandai a mio figlio se pregava”. La risposta fu una lama nel cuore ancora più dolorosa della malattia: “Mamma no, non prego più e non so nemmeno più se Dio c’è: come può fare una cosa del genere a una persona che ha fatto solo del bene, quando c’è chi ruba e uccide?”.
Colleen pensa a cosa avrebbe fatto la Madonna che bussa continuamente alla porta di chi non crede pregando Dio e ottenendo così la risposta alle sue preghiere: “In quel momento lo Spirito Santo mi fece capire: qual è il dono più grande che puoi lasciare? È il dono della preghiera, perché anche un singolo Padre Nostro e Ave Maria saranno sentiti dal Padre”. Un dono che sarebbe durato per sempre. “Pensai subito a un pellegrinaggio anche se non ero nelle condizioni di affrontarlo”.
La fede di Colleen è letteralmente di quelle che spostano le montagne. Comincia a pregare chiedendo che Dio onnipotente le permetta di partire. “Nemmeno 24 ore dopo venne a trovarmi una persona che aveva fatto molti pellegrinaggi a Medjugorje, le dissi che mi sarebbe piaciuto andare”. La donna le risponde che è impossibile in quelle condizioni, ma le mette al collo una medaglia con l’immagine di Maria: “Era stata benedetta dalla Madonna durante l’apparizione”. Decisa Colleen prende di nuovo il Rosario:  “Chiesi a Maria se per favore poteva farmi partire: “Però non posso a meno che metti questo desiderio nel cuore di John””. Quando il marito torna la risposta è negativa, ma anziché arrendersi, “pregai ancora il Rosario sapendo che può convertire i cuori: “Per favore, fa venire questo desiderio a John!”.
Il giorno successivo Colleen ripete la domanda al marito che risponde affermativamente. Ma alla famiglia mancano i soldi per viaggiare: “Pregai ancora e nel mio cuore sentii chi dovevo chiamare”. L’impiegato del fondo di previdenza le svela che in caso di malattia vi si può accedere eccezionalmente : “La cifra che potevo richiedere era esattamente quella sufficiente per due biglietti aerei diretti in Croazia. Ma ora ci serviva un medico che firmasse l’autorizzazione per il viaggio”. Nessun medico è disponibile, perché “potresti non tornare”, le dicono. “Furono parole devastanti. E questa volta cominciai a piangere: perché Dio apriva una finestra e chiudeva la porta?”. Ma ancora la donna prova ad arrendersi alla volontà divina e “pregai ancora di più”.
A Colleen viene in mente un sacerdote amico, padre Agniello, che, sebbene scettico su Medjugorje, ha il dono delle locuzioni interiori, e “pregai che Dio mi rispondesse attraverso di lui”. Poi però “quella notte pensai a quante volte Maria aveva detto sì, persino di fronte al figlio che andava a morire”. E si arrende di nuovo: “Non la mia ma la tua volontà”. Subito dopo la telefonata: “Sono padre Agniello. Stamattina ero davanti al Santissimo Sacramento mi diceva di dirti che devi andare a Medjugorje  e quando andrai salirai sula montagna”. Colleen pensa alla morte, “ma ero serena perché avevo la gioia di cui parlava san Paolo”. Poi il sacerdote le consiglia di chiamare un medico polacco per l’autorizzazione a partire che otterrà.
Il 3 settembre 2003 a Medjugorje Colleen assiste alla testimonianza della veggente Vicka. La veggente parla alla folla delle apparizioni, di quando la Madonna la portò a vedere inferno, purgatorio e paradiso: “Chiesi alla Madonna: “Se solo potessi toccare le mani che ti hanno toccata sarei felice”. In quel momento Vicka smette di parlare e facendosi largo fra i pellegrini raggiunge la donna in carrozzina. Esterrefatta Colleen le spiega: “Non sono qui per me, ma per tutte le persone che mi hanno chiesto di pregare e per quelli a cui ho detto che avrei pregato. Per favore puoi chiedere alla Madonna di rispondere a tutti? Mi disse di sì: e in quel momento fece un segno di croce sulla mia fronte e mise le mani sulla testa. Non sentivo più nulla intorno a me, ma solo la presenza di Dio Padre, di Dio Figlio e dello Spirito Santo.
E provai sollievo fisico, ma questo era secondario alla presenza divina, tanto che se mi avesse chiesto la vita subito avrei detto di sì. Poco dopo, durante la Messa  in parrocchia, nel momento della consacrazione, Colleen sente chiaramente la voce di Maria che le domanda: “Vuoi dare ora tutto il tuo cuore e la tua anima a mio figlio Gesù?”. Dissi di sì. E poi mi chiese: “E vuoi darli a Nostro Padre?” Sì. “Vuoi dare il tuo cuore e anima completamente al mio sposo, lo Spirito Santo?” Sì. Continuò: “Adesso sei mia figlia”. Aprendo gli occhi la donna vede il sacerdote che le porge l’eucarestia e “quando la mise sulla mia lingua accade lo stesso di quando ero da Vicka” e “pensai a quante volte avevo ricevuto la Comunione: Dio che si dà tutto, senza che io gli offrissi in cambio tutto. Ora glielo avevo dato”.
In quel momento, completamente liberata dal male cronico, Colleen si alza e rende gloria a Dio, lasciando sgomentati il marito e i presenti. Il giorno successivo sale il monte Krizevac: “Arrivai in cima e mi prostrai davanti alla croce, ringraziando anche per il dono della sofferenza”. In aeroporto a Chicago Christopher aspetta i genitori. “Mi abbracciò confessando: «Mamma credo in Dio e credo nei miracoli»”.
Alla Mayo Clinc, effettuati i test che attestavano la scomparsa completa di ogni malattia, i medici le spiegano che è il terzo caso di guarigione inspiegabile dopo un viaggio a Medjugorje. Padre Agniello invece non era affatto sorpreso: “Il Signore gli aveva già detto che mi avrebbe guarita, ma non voleva comunicarmelo perché fossi libera di seguiLo”. Il sacerdote, nonostante tutto, non vuole saperne di andare a Medjugorje, finché il Signore stesso non glielo avrebbe poi chiesto.
“Ora il padre gira il mondo con me per dare testimonianza della potenza delle apparizioni” e per dire a tutti che “se prendete la vostra croce e la offrirete, Lui non vi lascerà né abbandonerà mai. Se, come la Madonna ha chiesto a me, darete tutto il cuore e tutta l’anima a Dio sperimenterete la stessa gioia di cui san Paolo parla nella Bibbia”. Qualunque sia la vostra croce. Senza la fede però, come afferma l’apostolo, “è impossibile essergli graditi; chi infatti s’accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano”.
Fonte web

Medjugorje, Anna: “La Madonna mi ha sorriso e mia madre è guarita”

Anna è una ragazza come tante altre che nel 2013 ha intrapreso un pellegrinaggio a Medjugorje con la madre. La ragazza sognava da tempo di recarsi nel paesino bosniaco ma per un motivo o per l’altro non ci era mai riuscita. Quell’anno alla madre venne diagnosticato un linfoma al seno di natura benigna e si sarebbe dovuta sottoporre ad un’operazione. Le due donne pensarono che non c’era occasione migliore per fare visita alla Madonna di Medjugorje e 10 giorni prima dell’operazione si recarono nel paese delle apparizioni. Qui Anna vide il volto della Madonna che le sorrideva e da quel momento ha capito che la madre sarebbe stata bene.

Prima di parlare della sua visione Anna scrive un breve inciso sull’emozione provata quanto è giunta a Medjugorje: “Non le racconto la meraviglia e le sensazioni della prima volta che si va in quei posti….. Ma quello che ha segnato questo primo viaggio è il motivo per cui le scrivo!”. La ragazza quindi racconta che il suo gruppo si era recato sulla collina delle apparizioni in attesa che si presentasse Ivan e che nel contempo si era distesa sul terreno per pregare la Madonna, proprio in quel momento è accaduto qualcosa di straordinario: “Ho aperto gli occhi e ho guardato il cielo e ho visto un volto di una donna come se fosse un quadro… Questo volto che non si muoveva mi fissava, aveva un velo, un sorriso meraviglioso e un’aureola di stelline che brillavano. Io chiusi gli occhi immediatamente e dissi tra me e me…mi sto condizionando è pura fantasia non è possibile…riaprii gli occhi e lei era ancora che sorrideva ancora; a quel punto la guardai e le dissi “non so se è vero quello che sto vedendo ma se sei tu e hai scelto me ti ringrazio! Richiusi gli occhi fini le mie preghiere e quando guardai di nuovo lei non c’era più”.

Anna era ancora incredula, ma aveva interpretato quel sorriso come sì: la Madonna aveva accettato le sue preghiere e sua madre sarebbe stata bene. Di ritorno a casa la madre si è sottoposta all’intervento ed è andato tutto bene. Ancora oggi la donna è in perfetta salute ed una volta all’anno, insieme alla figlia, si reca a Medjugorje per rendere grazie alla Beata Vergine: “Ogni anno a maggio faccio i miei 5 gg di ricarica e vado con mia mamma e un gruppo di persone che ormai conosciamo da allora!”.

Luca Scapatello

Gabriella: “Volevo solo morire ma sulla collina a Medjugorje ho trovato qualcosa che mi ha fatto cambiare idea “

Madonna di Medjugorje

La storia di Gabriella Belotti ha una forza dirompente, la sua vita è stata costellata dai decessi di tutte le persone che amava, un continuo di dolore e morte che avrebbe stroncato chiunque. Ma proprio quando questa donna ha toccato il fondo ed ha deciso che non voleva più andare avanti in un mondo che per lei era solo sofferenza ecco che è stata salvata dall’amore di Dio.

Il merito di questo nuovo abbraccio con Dio è stato di un pellegrinaggio a Medjugorje, lì Gabriella ha trovato la forza di voltare pagina ed ha riabbracciato la vita, come confessa lei stessa: “La mia vita è stata segnata dal dolore. Dopo aver perso le persone a me più care, i miei genitori, mio marito Roberto, l’amore della mia vita, e nostro figlio, morto prima di nascere, ho pensato di impazzire. Ero in preda alla disperazione, ma Roberto non mi ha mai lasciata sola: ho cominciato a notare dei segni, che lui mi mandava e che mi hanno portato dalla Madonna di Medjugorje, dove ho trovato la pace e riscoperto Dio”.

Prima però la vita di questa donna è stata caratterizzata da una catena di dolore, quando era ancora una bambina ha visto morire la madre in modo assurdo, il racconto di quel giorno è a dir poco struggente: “Da bambina, all’età di 5 anni, ho perso mia madre in un incidente stradale: ha sacrificato la sua vita per salvarmi. Erano circa le 20 del 4 ottobre 1966, io e mia mamma eravamo andate a trovare mio padre sul luogo in cui stava lavorando per costruire una nuova casa, dove saremmo andati a vivere. Aveva immaginato come realizzarla per la sua famiglia con tanto amore. Siamo arrivate in motocicletta al cantiere e lei è scesa per andare a salutarlo, mentre io mi ero appisolata sul serbatoio. Tutto era tranquillo, fino a quando, all’improvviso, sulla strada è comparsa un’automobile e mia madre l’ha vista avvicinarsi a me a grande velocità. Ha avuto solo il tempo di urlare ‘Mio Dio, la bambina!’, e subito si è precipitata verso di me e mi ha sollevato sopra la sua testa. Mio padre ha assistito alla scena: ha visto mia madre lanciarmi in aria mentre il suo corpo finiva attorno alla ringhiera, accartocciato dall’auto impazzita, mentre la motocicletta ha fatto un volo di 80 metri”.

Quel terribile episodio ha segnato la sua infanzia, ma grazie all’amore del padre è riuscita a ritrovare l’amore per la vita. Da adolescente è stata mandata in collegio, quindi raggiunta la maggiore età è tornata a casa ed ha passato degli anni meravigliosi con il padre, ma anche quella felicità era destinata a svanire: “Tornai a casa e, insieme a mio padre, vissi anni felici fino a quando, in seguito a un arresto cardiaco, la notte del 3 maggio 1984, mio papà morì tenendomi la mano. Avevo temuto la sua scomparsa fin dall’infanzia e ora era successo”. La fine della sua sofferenza sembrava finita quando il giorno del compleanno del padre incontro Roberto, un uomo che la rendeva felice e con cui ha deciso di sposarsi dopo 7 anni di convivenza. Quelli sono stati anni felici, ma 18 mesi dopo il matrimonio un’incidente stradale le ha portato via l’amore della sua vita.

Gabriella entrò in un forte stato di depressione e cercò di suicidarsi per 3 volte senza riuscirci. Quando usciva di casa vedeva sempre la macchina del marito, le sembrava di impazzire, ma poi cominciarono i segnali che alla fine la condussero a Medjugorje: “All’aeroporto la mia attenzione è stata attratta da un libro che parlava della Madonna di Medjugorje: era datato Torino, dicembre 2008, ovvero la città natale di Roberto, il mese e l’anno della sua morte. In Sardegna l’immobiliarista mi propose uno scambio casa e un giorno mi ha portato a vederne una sulla collina di Porto San Paolo. Sul muro della casa vi erano due cuori in pietra. Proprio i cuori sono stati i punti di riferimento per la strada della mia rinascita. Nel giardinetto antistante l’abitazione c’erano un crocifisso con Gesù Cristo, una Madonna, Regina della Salvezza, e a fianco una statuetta di Sant’Antonio, protettore degli orfani e delle vedove, come me, e sul lato una grande pietra con scritto “Villaggio Serena”. Avevo imparato nel tempo a leggere con la forza dell’amore per Roberto i segni. Il messaggio era chiaro: la casa per i nostri cuori sono Gesù e la Madonna”.

L’arrivo nel paesino bosniaco è coinciso con la definitiva guarigione dell’anima: “Mentre stavo salendo sulla collina del Podbrdo vidi una sagoma nella terra a forma di cuore, sentii una voce dirmi ‘È per te’, l’ho estratto e pulito dalla terra, era perfetto e sul retro aveva l’immagine di un agnello che scoprii qualche tempo dopo essere uguale a quello sotto la cupola della Chiesa di Rogno. Lo strinsi a me e piansi tra gioia e dolore, quel dolore che mi stava uccidendo lentamente. A un certo punto mi sentii leggera, impotente a ogni gesto e mi addormentai con la testa fra le mie ginocchia. Quando mi svegliai sentivo dentro il mio cuore una pace che non provavo da tempo. Cominciai a pregare le Ave Marie con quella corona che avevo preso solo perché ce l’avevano tutti. Non conoscevo il Rosario, ero lontana da Dio da oltre 30 anni, ora quel Dio che avevo rinnegato era la mia salvezza. Non volevo più scendere da quel colle. La sera, poi, dalla camera del mio albergo, vidi una nuvola a forma di cuore, lentamente formava un viso che ho pubblicato nel mio libro ‘Tu sei qui!!!’. Credevo di essere impazzita, invece, era tutto vero: lo vedevano anche gli altri. Forse era il Padre. La mia vita cambiò”.

Fonte: la luce di Maria

LE LACRIME DALLA STATUA DEL GESÙ RISORTO HANNO GUARITO GLI OCCHI DI UNA RAGAZZA

 

Anche la madre della ragazza 16-enne nata con un difetto permanente della vista ha testimoniato della guarigione miracolosa, e quattro anni fa, proprio a Medjugorje, ha vissuto la guarigione miracolosa.

– Siamo andate a Medjugorje e siamo arrivate da Gesù. Allora ho visto che Gesù aveva le lacrime, e con quelle lacrime mia figlia ha unto i suoi occhi. Siamo arrivate alla Chiesa, e lei mi ha detto che sente che qualcosa succede con i suoi occhi. Siamo ritornate da Gesù ed ha di nuovo unto i suoi occhi. Una settimana dopo siamo andate dal medico per fare la visita e con i suoi occhi era tutto bene, ha detto la madre Nena Mucak.

Chi ama Lui potrà e avrà anche la forza di rinunciare alle cose.

 Padre Slavko


Meditate la passione e la morte di Gesù – Tratto dalla ml informazioni da Medjugorje 

La Madonna ci invita alla rinuncia in questo tempo di grazia.

Io so la parola rinuncia in lingua italiana, ma come probabilmente in tutte le altre lingue per prima ha un senso negativo. 

Rinunciare: ma nel profondo di questo processo, di questo fatto di rinunciare alle cose, alle abitudini del peccato, significa il cammino della libertà o verso la libertà. Rinunciare significa avere coraggio, lasciare le cose che in questo momento ci impediscono di incontrare Maria, di incontrare Gesù. 

E questo “Tempo di grazia” è tempo della Quaresima in cui vogliamo, rinunciandoci, avvicinarci a Gesù che soffre con Maria che ha sofferto con Lui. 

“Meditate e vivete tramite i vostri piccoli sacrifici la passione e la morte di Gesù per ognuno di voi”. 

“Meditare” è una parola che viene dal latino e significa “cercare il centro”; evitare la superficialità ed entrare nel profondo dell’incontro con gli altri, in questo caso Gesù. 

Meditare significa allora veramente di nuovo rinunciare a molte cose attorno a noi e vedere il centro ed entrare nel centro. Significa di nuovo la lotta contro la superficialità. Rinunciare alle cose materiali, forse più alla televisione o a qualsiasi altra abitudine, significa direi un processo esteriore della meditazione. Noi siamo dispersi, siamo oggi proprio in pericolo, siamo distratti, ma la meditazione ci aiuterà ad entrare nel cuore delle cose. 

I nostri sacrifici ci aiuteranno ad entrare nella passione e morte di Gesù, perché la morte di Gesù è la Sua passione per ognuno di noi. Ma dobbiamo anche dire che Gesù non ci ha salvato solo con la croce, la Sua sofferenza è passione, il Suo amore ci ha salvato. Perché amore che era pronto anche a morire per noi e morendo per noi con l’amore ci ha salvati. 

Ecco, sicuramente meditando e vivendo la passione di Gesù tramite i nostri sacrifici, il nostro cuore entrerà in questo processo, in questo fatto della passione e morte di Gesù che muore per amore. Capire che Gesù ha dato la Sua vita per noi in croce perché ci ha amati deve o dovrebbe almeno darci una spinta forte ad andare con Lui. 

Allora avvicinandoci a Gesù che soffre per noi, vivendo un po’ i nostri piccoli sacrifici noi capiremo il suo amore che Lui ha per ognuno di noi. 

Uno scrittore ha detto: “Si può credere solo all’Amore crocifisso; l’amore che non è pronto a soffrire per la persona amata non è amore, forse è qualche interesse o ricerca dei piaceri, ma non l’amore”. 

Ecco allora questo grande dovere direi per questo tempo di grazia, avvicinarci tramite i nostri sacrifici e le rinunce a Gesù che soffre e capire il Suo amore. 

E così scoprendo il Suo amore il nostro cuore sarà guarito e sarà pronto anche ad amare. 

Il digiuno e la preghiera sono i mezzi per noi coi quali si può aprire il nostro cuore al Signore e in cui il nostro cuore può crescere nell’amore, nella fede, nella pace e questo è il criterio per la nostra preghiera, per il nostro digiuno, ma anche dico per la nostra Quaresima. Se non siamo più aperti al dono della fede, a credere, ad abbandonarsi al Signore, bisogna chiedersi dove vanno le nostre preghiere, dove vanno i nostri digiuni. Prima devono servire, dico in modo un po’ tecnico, alla apertura del nostro cuore, essere aperto e ricevere questo amore e viverlo per la Chiesa. Chiesa siamo noi tutti; Chiesa è la nostra vita, diciamo la nostra casa; Chiesa è la nostra famiglia e chi ama Lui potrà e avrà anche la forza di rinunciare alle cose. Avrà la forza di combattere le abitudini del peccato e così naturalmente crescendo nella fede, nell’amore per la Chiesa cresceremo anche nell’amore presso la gente che è attorno a noi. 

P. Slavko Barbaric

Non posso darvi delle grazie finché siete chiusi…

Una sera,  la Madonna  disse: « Tutti non avete esercitato quello che vi ho detto, non posso parlarvi, non posso darvi delle grazie finché siete chiusi… ». Perciò vi dico, convertitevi.  La Madonna ci ha invitati verso la conversione, la preghiera, il digiuno e ad un abbandono totale a Dio.


Vi invito alla confessione e che ciascuno di voi sia veramente più pellegrino e nessuno di voi sia turista. Confessatevi, pregate, così aprirete, i vostri cuori e sarete liberati per accogliere i messaggi della Madonna.

D’altra parte, invito tutti quanti a testimoniare. Ma chi può testimoniare? Può testimoniare soltanto la persona che ha ricevuto la forza interiore e la luce interiore.
E come potete voi essere sicuri della presenza di Dio qua, della presenza della Madonna qua?

In un messaggio attraverso Jelena, la Madonna disse: « Ciascuno di voi ha un dono particolare proprio e può capirlo soltanto da solo, dentro ». La luce della fede è qualche cosa di interiore non esteriore.
Ecco proprio domani ascolterete il profeta Amos, un pastore che dice: « Il Signore mi prese dietro il bestiame e il Signore mi disse: “Va e profetizza al mio popolo, Israele” » ; questa è la luce interiore. E voi ed io dobbiamo essere pronti ad accogliere questa luce interiore; quando c’è una luce interiore, allora siamo in grado di comprendere la presenza della Madonna.

Le cose della verità, della fede, non possono essere mostrate con argomenti esteriori sufficienti: voi dovete partire da questa luce interiore. Ricordate: quando l’Angelo è venuto a salutare la Madonna ed invitarla ad accogliere il Figlio di Dio? Se la Madonna avesse aspettato una commissione che cosa sarebbe successo? È partita proprio da una sicurezza interiore.
E quando l’Angelo è apparso a San Giuseppe nel sonno? Se San Giuseppe avesse aspettato una commissione che cosa sarebbe successo? È partito da una sicurezza interiore, la sicurezza della fede. San Francesco ha sentito una voce interiore: « Va a riparare la mia Chiesa… ». Se avesse aspettato una commissione? Nulla sarebbe mai stato fatto, perché tutti si opponevano a quella convinzione interiore.
Questo dico perché noi dobbiamo sviluppare la luce della fede dentro di noi ed essere mossi dalla forza dello Spirito Santo. Se noi non siamo certi nei nostri cuori, se non c’è la luce della fede, cominceremo anche a dubitare del nostro nome e del nostro cognome. Almeno dobbiamo essere sicuri che l’unica strada per salvare il mondo deve essere la strada della pace alla quale si arriva attraverso la conversione, attraverso il cambiamento, attraverso la preghiera.
Perciò vi invito ad aprire i vostri cuori per accogliere i messaggi della Madonna, e, con l’apertura dei vostri cuori, vi sarà data la luce, la sicurezza interiore, con la quale potrete andare avanti a testimoniare
Quando poi voi sentirete questa forza interiore, questa luce interiore, allora non aspetterete (aiuto esteriore, perché il Signore ha detto agli Apostoli di lasciare tutto, di non portare con sé le armi, ma di partire con sicurezza perché Egli ha dato il potere e noi dobbiamo chiedergli, oggi, domani, questo potere, questa forza e questa luce interiore, per essere in grado di partire, di annunciare.
Come annunciare?
Non andate nelle città, Milano, Roma, Torino a gridare: « la Madonna è apparsa ».
In un messaggio al gruppo di preghiera la Madonna disse: « Quando portate i miei messaggi state attenti di non essere derubati. Portate i miei messaggi con umiltà, così che quando le persone vedranno la felicità in voi, siano desiderose di essere come voi. Non portate il mio messaggio per buttarlo agli altri ».
E questo è importante: se voi volete portare il messaggio della Madonna, cominciate a vivere ed essere pieni della forza divina e portare agli altri la felicità, la salvezza, la propria salvezza. Gli altri vedranno che siete salvati e vi domanderanno: « Come mai tu ti senti così felice? ». Ed allora comincerete ad annunciare, ad indicare la strada della salvezza.
Ecco desidero che voi accogliate queste profezie, attraverso i veggenti, per diventare le persone, i messaggeri della salvezza.
Già Padre Slavko vi ha detto che alle sei comincia di Rosario.
In un messaggio, la Madonna si è rivolta ai sacerdoti dicendo di pregare il Rosario, perché il Rosario proteggerà la Chiesa cattolica dal male che Satana vuole portare in questo tempo. Sacerdoti pregate il Rosario, dedicate il tempo al Rosario! Con questo io finisco e vi darò la benedizione.
(P. Tomislav Vlasic – 13 luglio 1985)

La Chiesa riconosce il 70esimo miracolo di Lourdes

La Chiesa riconosce il 70esimo miracolo di Lourdes

Il miracolo su una religiosa francese di 69 anni, suor Bernadette Moriau, affetta da una grave forma di invalidità

La guarigione nel 2008 di una religiosa francese di 69 anni, suor Bernadette Moriau, affetta da una grave forma di invalidità, avvenuta dopo un pellegrinaggio al santuario di Lourdes, è stata riconosciuta come “miracolosa” dal vescovo di Beauvais, nel nord della Francia. In 160 anni, si tratta del 70esimo miracolo riconosciuto dalla Chiesa a Lourdes. Il precedente risale al 2013.

La malattia di suor Bernadette – Nata nel nord della Francia nel 1939, suor Bernadette Moriau cominciò a sentire dolori lombari nel 1966, quando aveva 27 anni. Nonostante 4 interventi chirurgici, non riusciva più a svolgere il suo lavoro di infermiera, né a camminare normalmente. Nel luglio 2008, la religiosa partecipò al pellegrinaggio a Lourdes dove ricevette il sacramento dei malati.

Il pellegrinaggio e la guarigione miracolosa – Al suo ritorno, l’11 luglio 2008, riferisce il comunicato della diocesi, “sentì un’insolita sensazione di rilassamento e di calore in tutto il corpo” e “percepì come una voce interiore che le chiedeva di abbandonare tutti gli apparecchi, il busto e il tutore. Suor Bernadette interruppe di colpo, il giorno stesso, tutte le cure.

“Osservando che la guarigione fu improvvisa, istantanea, completa, duratura e inspiegabile allo stato attuale delle conoscenze scientifiche”, monsignor Jacques Benoit-Gonnin ha dichiarato “il carattere ‘prodigioso-miracoloso’ e il valore di ‘segno divino’ della guarigione, ottenuta per intercessione della vergine Maria”.

Nuovi esami medici, perizie e tre riunioni collegiali a Lourdes hanno permesso all’Ufficio delle constatazioni mediche di affermare in modo collegiale il carattere “inesplicabile” della guarigione.

Il culto di Lourdes – Secondo la fede cattolica, a Lourdes la Vergine apparve nel 1858 alla pastorella Bernadette Soubirous. Il luogo diventò il primo luogo di pellegrinaggio cattolico al mondo, con 4 milioni di visitatori all’anno