Il Sorriso di Maria

Gabriella: “Volevo solo morire ma sulla collina a Medjugorje ho trovato qualcosa che mi ha fatto cambiare idea “

Madonna di Medjugorje

La storia di Gabriella Belotti ha una forza dirompente, la sua vita è stata costellata dai decessi di tutte le persone che amava, un continuo di dolore e morte che avrebbe stroncato chiunque. Ma proprio quando questa donna ha toccato il fondo ed ha deciso che non voleva più andare avanti in un mondo che per lei era solo sofferenza ecco che è stata salvata dall’amore di Dio.

Il merito di questo nuovo abbraccio con Dio è stato di un pellegrinaggio a Medjugorje, lì Gabriella ha trovato la forza di voltare pagina ed ha riabbracciato la vita, come confessa lei stessa: “La mia vita è stata segnata dal dolore. Dopo aver perso le persone a me più care, i miei genitori, mio marito Roberto, l’amore della mia vita, e nostro figlio, morto prima di nascere, ho pensato di impazzire. Ero in preda alla disperazione, ma Roberto non mi ha mai lasciata sola: ho cominciato a notare dei segni, che lui mi mandava e che mi hanno portato dalla Madonna di Medjugorje, dove ho trovato la pace e riscoperto Dio”.

Prima però la vita di questa donna è stata caratterizzata da una catena di dolore, quando era ancora una bambina ha visto morire la madre in modo assurdo, il racconto di quel giorno è a dir poco struggente: “Da bambina, all’età di 5 anni, ho perso mia madre in un incidente stradale: ha sacrificato la sua vita per salvarmi. Erano circa le 20 del 4 ottobre 1966, io e mia mamma eravamo andate a trovare mio padre sul luogo in cui stava lavorando per costruire una nuova casa, dove saremmo andati a vivere. Aveva immaginato come realizzarla per la sua famiglia con tanto amore. Siamo arrivate in motocicletta al cantiere e lei è scesa per andare a salutarlo, mentre io mi ero appisolata sul serbatoio. Tutto era tranquillo, fino a quando, all’improvviso, sulla strada è comparsa un’automobile e mia madre l’ha vista avvicinarsi a me a grande velocità. Ha avuto solo il tempo di urlare ‘Mio Dio, la bambina!’, e subito si è precipitata verso di me e mi ha sollevato sopra la sua testa. Mio padre ha assistito alla scena: ha visto mia madre lanciarmi in aria mentre il suo corpo finiva attorno alla ringhiera, accartocciato dall’auto impazzita, mentre la motocicletta ha fatto un volo di 80 metri”.

Quel terribile episodio ha segnato la sua infanzia, ma grazie all’amore del padre è riuscita a ritrovare l’amore per la vita. Da adolescente è stata mandata in collegio, quindi raggiunta la maggiore età è tornata a casa ed ha passato degli anni meravigliosi con il padre, ma anche quella felicità era destinata a svanire: “Tornai a casa e, insieme a mio padre, vissi anni felici fino a quando, in seguito a un arresto cardiaco, la notte del 3 maggio 1984, mio papà morì tenendomi la mano. Avevo temuto la sua scomparsa fin dall’infanzia e ora era successo”. La fine della sua sofferenza sembrava finita quando il giorno del compleanno del padre incontro Roberto, un uomo che la rendeva felice e con cui ha deciso di sposarsi dopo 7 anni di convivenza. Quelli sono stati anni felici, ma 18 mesi dopo il matrimonio un’incidente stradale le ha portato via l’amore della sua vita.

Gabriella entrò in un forte stato di depressione e cercò di suicidarsi per 3 volte senza riuscirci. Quando usciva di casa vedeva sempre la macchina del marito, le sembrava di impazzire, ma poi cominciarono i segnali che alla fine la condussero a Medjugorje: “All’aeroporto la mia attenzione è stata attratta da un libro che parlava della Madonna di Medjugorje: era datato Torino, dicembre 2008, ovvero la città natale di Roberto, il mese e l’anno della sua morte. In Sardegna l’immobiliarista mi propose uno scambio casa e un giorno mi ha portato a vederne una sulla collina di Porto San Paolo. Sul muro della casa vi erano due cuori in pietra. Proprio i cuori sono stati i punti di riferimento per la strada della mia rinascita. Nel giardinetto antistante l’abitazione c’erano un crocifisso con Gesù Cristo, una Madonna, Regina della Salvezza, e a fianco una statuetta di Sant’Antonio, protettore degli orfani e delle vedove, come me, e sul lato una grande pietra con scritto “Villaggio Serena”. Avevo imparato nel tempo a leggere con la forza dell’amore per Roberto i segni. Il messaggio era chiaro: la casa per i nostri cuori sono Gesù e la Madonna”.

L’arrivo nel paesino bosniaco è coinciso con la definitiva guarigione dell’anima: “Mentre stavo salendo sulla collina del Podbrdo vidi una sagoma nella terra a forma di cuore, sentii una voce dirmi ‘È per te’, l’ho estratto e pulito dalla terra, era perfetto e sul retro aveva l’immagine di un agnello che scoprii qualche tempo dopo essere uguale a quello sotto la cupola della Chiesa di Rogno. Lo strinsi a me e piansi tra gioia e dolore, quel dolore che mi stava uccidendo lentamente. A un certo punto mi sentii leggera, impotente a ogni gesto e mi addormentai con la testa fra le mie ginocchia. Quando mi svegliai sentivo dentro il mio cuore una pace che non provavo da tempo. Cominciai a pregare le Ave Marie con quella corona che avevo preso solo perché ce l’avevano tutti. Non conoscevo il Rosario, ero lontana da Dio da oltre 30 anni, ora quel Dio che avevo rinnegato era la mia salvezza. Non volevo più scendere da quel colle. La sera, poi, dalla camera del mio albergo, vidi una nuvola a forma di cuore, lentamente formava un viso che ho pubblicato nel mio libro ‘Tu sei qui!!!’. Credevo di essere impazzita, invece, era tutto vero: lo vedevano anche gli altri. Forse era il Padre. La mia vita cambiò”.

Fonte: la luce di Maria

LE LACRIME DALLA STATUA DEL GESÙ RISORTO HANNO GUARITO GLI OCCHI DI UNA RAGAZZA

 

Anche la madre della ragazza 16-enne nata con un difetto permanente della vista ha testimoniato della guarigione miracolosa, e quattro anni fa, proprio a Medjugorje, ha vissuto la guarigione miracolosa.

– Siamo andate a Medjugorje e siamo arrivate da Gesù. Allora ho visto che Gesù aveva le lacrime, e con quelle lacrime mia figlia ha unto i suoi occhi. Siamo arrivate alla Chiesa, e lei mi ha detto che sente che qualcosa succede con i suoi occhi. Siamo ritornate da Gesù ed ha di nuovo unto i suoi occhi. Una settimana dopo siamo andate dal medico per fare la visita e con i suoi occhi era tutto bene, ha detto la madre Nena Mucak.

Chi ama Lui potrà e avrà anche la forza di rinunciare alle cose.

 Padre Slavko


Meditate la passione e la morte di Gesù – Tratto dalla ml informazioni da Medjugorje 

La Madonna ci invita alla rinuncia in questo tempo di grazia.

Io so la parola rinuncia in lingua italiana, ma come probabilmente in tutte le altre lingue per prima ha un senso negativo. 

Rinunciare: ma nel profondo di questo processo, di questo fatto di rinunciare alle cose, alle abitudini del peccato, significa il cammino della libertà o verso la libertà. Rinunciare significa avere coraggio, lasciare le cose che in questo momento ci impediscono di incontrare Maria, di incontrare Gesù. 

E questo “Tempo di grazia” è tempo della Quaresima in cui vogliamo, rinunciandoci, avvicinarci a Gesù che soffre con Maria che ha sofferto con Lui. 

“Meditate e vivete tramite i vostri piccoli sacrifici la passione e la morte di Gesù per ognuno di voi”. 

“Meditare” è una parola che viene dal latino e significa “cercare il centro”; evitare la superficialità ed entrare nel profondo dell’incontro con gli altri, in questo caso Gesù. 

Meditare significa allora veramente di nuovo rinunciare a molte cose attorno a noi e vedere il centro ed entrare nel centro. Significa di nuovo la lotta contro la superficialità. Rinunciare alle cose materiali, forse più alla televisione o a qualsiasi altra abitudine, significa direi un processo esteriore della meditazione. Noi siamo dispersi, siamo oggi proprio in pericolo, siamo distratti, ma la meditazione ci aiuterà ad entrare nel cuore delle cose. 

I nostri sacrifici ci aiuteranno ad entrare nella passione e morte di Gesù, perché la morte di Gesù è la Sua passione per ognuno di noi. Ma dobbiamo anche dire che Gesù non ci ha salvato solo con la croce, la Sua sofferenza è passione, il Suo amore ci ha salvato. Perché amore che era pronto anche a morire per noi e morendo per noi con l’amore ci ha salvati. 

Ecco, sicuramente meditando e vivendo la passione di Gesù tramite i nostri sacrifici, il nostro cuore entrerà in questo processo, in questo fatto della passione e morte di Gesù che muore per amore. Capire che Gesù ha dato la Sua vita per noi in croce perché ci ha amati deve o dovrebbe almeno darci una spinta forte ad andare con Lui. 

Allora avvicinandoci a Gesù che soffre per noi, vivendo un po’ i nostri piccoli sacrifici noi capiremo il suo amore che Lui ha per ognuno di noi. 

Uno scrittore ha detto: “Si può credere solo all’Amore crocifisso; l’amore che non è pronto a soffrire per la persona amata non è amore, forse è qualche interesse o ricerca dei piaceri, ma non l’amore”. 

Ecco allora questo grande dovere direi per questo tempo di grazia, avvicinarci tramite i nostri sacrifici e le rinunce a Gesù che soffre e capire il Suo amore. 

E così scoprendo il Suo amore il nostro cuore sarà guarito e sarà pronto anche ad amare. 

Il digiuno e la preghiera sono i mezzi per noi coi quali si può aprire il nostro cuore al Signore e in cui il nostro cuore può crescere nell’amore, nella fede, nella pace e questo è il criterio per la nostra preghiera, per il nostro digiuno, ma anche dico per la nostra Quaresima. Se non siamo più aperti al dono della fede, a credere, ad abbandonarsi al Signore, bisogna chiedersi dove vanno le nostre preghiere, dove vanno i nostri digiuni. Prima devono servire, dico in modo un po’ tecnico, alla apertura del nostro cuore, essere aperto e ricevere questo amore e viverlo per la Chiesa. Chiesa siamo noi tutti; Chiesa è la nostra vita, diciamo la nostra casa; Chiesa è la nostra famiglia e chi ama Lui potrà e avrà anche la forza di rinunciare alle cose. Avrà la forza di combattere le abitudini del peccato e così naturalmente crescendo nella fede, nell’amore per la Chiesa cresceremo anche nell’amore presso la gente che è attorno a noi. 

P. Slavko Barbaric

Non posso darvi delle grazie finché siete chiusi…

Una sera,  la Madonna  disse: « Tutti non avete esercitato quello che vi ho detto, non posso parlarvi, non posso darvi delle grazie finché siete chiusi… ». Perciò vi dico, convertitevi.  La Madonna ci ha invitati verso la conversione, la preghiera, il digiuno e ad un abbandono totale a Dio.


Vi invito alla confessione e che ciascuno di voi sia veramente più pellegrino e nessuno di voi sia turista. Confessatevi, pregate, così aprirete, i vostri cuori e sarete liberati per accogliere i messaggi della Madonna.

D’altra parte, invito tutti quanti a testimoniare. Ma chi può testimoniare? Può testimoniare soltanto la persona che ha ricevuto la forza interiore e la luce interiore.
E come potete voi essere sicuri della presenza di Dio qua, della presenza della Madonna qua?

In un messaggio attraverso Jelena, la Madonna disse: « Ciascuno di voi ha un dono particolare proprio e può capirlo soltanto da solo, dentro ». La luce della fede è qualche cosa di interiore non esteriore.
Ecco proprio domani ascolterete il profeta Amos, un pastore che dice: « Il Signore mi prese dietro il bestiame e il Signore mi disse: “Va e profetizza al mio popolo, Israele” » ; questa è la luce interiore. E voi ed io dobbiamo essere pronti ad accogliere questa luce interiore; quando c’è una luce interiore, allora siamo in grado di comprendere la presenza della Madonna.

Le cose della verità, della fede, non possono essere mostrate con argomenti esteriori sufficienti: voi dovete partire da questa luce interiore. Ricordate: quando l’Angelo è venuto a salutare la Madonna ed invitarla ad accogliere il Figlio di Dio? Se la Madonna avesse aspettato una commissione che cosa sarebbe successo? È partita proprio da una sicurezza interiore.
E quando l’Angelo è apparso a San Giuseppe nel sonno? Se San Giuseppe avesse aspettato una commissione che cosa sarebbe successo? È partito da una sicurezza interiore, la sicurezza della fede. San Francesco ha sentito una voce interiore: « Va a riparare la mia Chiesa… ». Se avesse aspettato una commissione? Nulla sarebbe mai stato fatto, perché tutti si opponevano a quella convinzione interiore.
Questo dico perché noi dobbiamo sviluppare la luce della fede dentro di noi ed essere mossi dalla forza dello Spirito Santo. Se noi non siamo certi nei nostri cuori, se non c’è la luce della fede, cominceremo anche a dubitare del nostro nome e del nostro cognome. Almeno dobbiamo essere sicuri che l’unica strada per salvare il mondo deve essere la strada della pace alla quale si arriva attraverso la conversione, attraverso il cambiamento, attraverso la preghiera.
Perciò vi invito ad aprire i vostri cuori per accogliere i messaggi della Madonna, e, con l’apertura dei vostri cuori, vi sarà data la luce, la sicurezza interiore, con la quale potrete andare avanti a testimoniare
Quando poi voi sentirete questa forza interiore, questa luce interiore, allora non aspetterete (aiuto esteriore, perché il Signore ha detto agli Apostoli di lasciare tutto, di non portare con sé le armi, ma di partire con sicurezza perché Egli ha dato il potere e noi dobbiamo chiedergli, oggi, domani, questo potere, questa forza e questa luce interiore, per essere in grado di partire, di annunciare.
Come annunciare?
Non andate nelle città, Milano, Roma, Torino a gridare: « la Madonna è apparsa ».
In un messaggio al gruppo di preghiera la Madonna disse: « Quando portate i miei messaggi state attenti di non essere derubati. Portate i miei messaggi con umiltà, così che quando le persone vedranno la felicità in voi, siano desiderose di essere come voi. Non portate il mio messaggio per buttarlo agli altri ».
E questo è importante: se voi volete portare il messaggio della Madonna, cominciate a vivere ed essere pieni della forza divina e portare agli altri la felicità, la salvezza, la propria salvezza. Gli altri vedranno che siete salvati e vi domanderanno: « Come mai tu ti senti così felice? ». Ed allora comincerete ad annunciare, ad indicare la strada della salvezza.
Ecco desidero che voi accogliate queste profezie, attraverso i veggenti, per diventare le persone, i messaggeri della salvezza.
Già Padre Slavko vi ha detto che alle sei comincia di Rosario.
In un messaggio, la Madonna si è rivolta ai sacerdoti dicendo di pregare il Rosario, perché il Rosario proteggerà la Chiesa cattolica dal male che Satana vuole portare in questo tempo. Sacerdoti pregate il Rosario, dedicate il tempo al Rosario! Con questo io finisco e vi darò la benedizione.
(P. Tomislav Vlasic – 13 luglio 1985)

La Chiesa riconosce il 70esimo miracolo di Lourdes

La Chiesa riconosce il 70esimo miracolo di Lourdes

Il miracolo su una religiosa francese di 69 anni, suor Bernadette Moriau, affetta da una grave forma di invalidità

La guarigione nel 2008 di una religiosa francese di 69 anni, suor Bernadette Moriau, affetta da una grave forma di invalidità, avvenuta dopo un pellegrinaggio al santuario di Lourdes, è stata riconosciuta come “miracolosa” dal vescovo di Beauvais, nel nord della Francia. In 160 anni, si tratta del 70esimo miracolo riconosciuto dalla Chiesa a Lourdes. Il precedente risale al 2013.

La malattia di suor Bernadette – Nata nel nord della Francia nel 1939, suor Bernadette Moriau cominciò a sentire dolori lombari nel 1966, quando aveva 27 anni. Nonostante 4 interventi chirurgici, non riusciva più a svolgere il suo lavoro di infermiera, né a camminare normalmente. Nel luglio 2008, la religiosa partecipò al pellegrinaggio a Lourdes dove ricevette il sacramento dei malati.

Il pellegrinaggio e la guarigione miracolosa – Al suo ritorno, l’11 luglio 2008, riferisce il comunicato della diocesi, “sentì un’insolita sensazione di rilassamento e di calore in tutto il corpo” e “percepì come una voce interiore che le chiedeva di abbandonare tutti gli apparecchi, il busto e il tutore. Suor Bernadette interruppe di colpo, il giorno stesso, tutte le cure.

“Osservando che la guarigione fu improvvisa, istantanea, completa, duratura e inspiegabile allo stato attuale delle conoscenze scientifiche”, monsignor Jacques Benoit-Gonnin ha dichiarato “il carattere ‘prodigioso-miracoloso’ e il valore di ‘segno divino’ della guarigione, ottenuta per intercessione della vergine Maria”.

Nuovi esami medici, perizie e tre riunioni collegiali a Lourdes hanno permesso all’Ufficio delle constatazioni mediche di affermare in modo collegiale il carattere “inesplicabile” della guarigione.

Il culto di Lourdes – Secondo la fede cattolica, a Lourdes la Vergine apparve nel 1858 alla pastorella Bernadette Soubirous. Il luogo diventò il primo luogo di pellegrinaggio cattolico al mondo, con 4 milioni di visitatori all’anno

L’incontro con la Madonna ha trasformato la mia vita

L'incontro con la Madonna ha trasformato la mia vita
MEDJUGORJE

L’incontro con la Madonna ha trasformato la mia vita, l’adolescenza è una fase della vita in cui tutti siamo portati ad esperire la realtà circostante, a confrontarci con gli altri e con le diversità che popolano il mondo che ci circonda ed è proprio in quella fase della vita che si prova il maggior numero di esperienze possibili per comprendere cosa è giusto e cosa è sbagliato, cosa è utile alla nostra maturazione e cosa invece e dannoso. Questo processo di conoscenza, porta molte volte ad allontanarsi dalla fede come dimostra la testimonianza di un giovane polacco. Patrick, ragazzo di appena 22 anni, era ancora nella fase di raccolta delle esperienze quando un incidente d’auto gli ha portato via il suo migliore amico, in quel periodo per lui la fede era un concetto distante, ma presto sarebbe entrato a far parte della sua vita per sempre.

La tragica scomparsa ha gettato Patrick nello sconforto e lo ha indotto ad una riflessione a cui tutti, prima o dopo, dobbiamo far fronte: il giovane ha compreso che la vita è fragile e che da un giorno all’altro possiamo scomparire da questa realtà per entrare in un’altra. L’acquisizione del concetto di mortalità ha portato con se una rigida valutazione delle proprie abitudini, un serio processo a quella che era stata fino ad allora la sua vita e una scoraggiante incertezza su quale sarebbe stato il suo futuro: “In quei giorni ho capito che la mia fede era morta. Così non ho potuto dare neanche il conforto della speranza a quei genitori disperati. Mi chiamavano cristiano, ma non lo ero. Ho cominciato a cercare il Signore leggendo il Vangelo. Ma ho voluto capire tutto con la mia mente, senza ottenere risultati soddisfacenti. E così mi è venuto un fastidioso mal di testa che è durato un anno”.

 Le letture bibliche gli davano una speranza, ma da sole non erano bastate a fargli superare quello stato di impasse che la morte del suo amico gli aveva causato. Un giorno, però, uno zio gli fa leggere un opuscolo su Medjugorje ed il ragazzo si è convinto che in quel paese, non solo le apparizioni erano vere, ma che andando lì avrebbe finalmente trovato la pace di cui tanto aveva bisogno. Prima di partire Patrick venne assalito dai dubbi, ma rimase fermo nell’intento di compiere il pellegrinaggio e dopo qualche giorno si è accorto che l’impressione avuta leggendo l’opuscolo era corretta: “Cercavo il Signore; e lì si diceva che apparisse la Madonna. Non sapevo niente della Madonna ed i miei sentimenti per Lei erano piuttosto negativi. Mi chiedevo perché pregare la Madonna quando solo Gesù era morto per noi? Ma decisi di partire per Medjugorje. Nel libretto che avevo letto c’era scritto che la Madonna chiedeva di pregare il S. Rosario e di digiunare a pane e acqua. Incominciai a pregare e a digiunare. Non capivo quale senso avesse recitare tutte queste Ave Maria e digiunare, ma diedi fiducia alla Madonna. Pensai che sicuramente sapeva quel che faceva. Solo più tardi ho capito che, proprio grazie al digiuno e alla confessione, il mio cuore si stava purificando e aprendo alla Madonna, alla Chiesa, alla fede e alla S. Messa”.

Illuminato da questo “Natale”, Patrick ha cominciato a pregare senza fatica poiché spinto dal desiderio di purificarsi totalmente ed alla fine dell’esperienza si è sentito una persona totalmente rinnovata. Dopo quel pellegrinaggio spiritualmente proficuo, Patrick è tornato a Medjugorje altre 9 volte ed ora, anche quando non si trova in quella terra, ne porta con se lo spirito che la caratterizza. Se gli chiedete cosa lo abbia spinto ad adorare il paese bosniaco lui vi risponderà: “Mi sono sentito subito a casa. Lì ho sentito che il Signore e la Madonna mi amavano tanto, per ciò che ero. Ho visto tanta pace e tanto amore negli occhi di quella gente semplice”.

Il merito di questo cambiamento è ovviamente da attribuire alla Madonna che, stando alle parole di Patrick lo ha svegliato dal torpore spirituale accendendo dentro di lui un fuoco ardente di passione per Dio: “Dopo il primo pellegrinaggio a Medjugorje sono andato a far parte di un gruppo di giovani della parrocchia, che animavano la Messa e organizzavano festicciole per gli anziani e per i bambini. Una volta dopo la Messa, mentre mi ero appartato un momento da loro, mi voltai a guardarli. E mentre li fissavo sentii dentro di me un grande amore per loro e in quel momento erano diventati i miei fratelli e sorelle. Lo sentii molto profondamente. La mia vita con i genitori era molto turbolenta. Prima ero intrattabile. Non potevano dirmi niente senza che esplodessi. Poi anche loro sono andati a Medjugorje. Ora cerchiamo di ascoltarci per discuterne con calma”.

    

 

Vicka mi disse: “La Madonna ha un progetto sulla tua vita”

Vicka mi disse: "La Madonna ha un progetto sulla tua vita"
Vicka e la Madonna

Vicka mi disse: “La Madonna ha un progetto sulla tua vita”.

Queste parole  Rino Longo non se le scorderà più. La prima volta che è andato a Medjugorje è stato per puro caso, quando un amico gli chiese: “Rino, andiamo in Jugoslavia? C’è la guerra, portiamo un carico umanitario”. Lui non ci penso un secondo ed accetto di partire. Arrivato a Medjugorje ha fatto conoscenza con Vicka ed insieme a lei ha consegnato il carico alla comunità. Vicka era grata per quanto fatto e chiese a Rino ed all’amico se poteva pregare su di loro, entrambi accettarono ma Rino ci tenne a sottolineare che su di lui non avrebbe funzionato, quindi quando la veggente fini di pregare le disse: “Hai visto! Su di me non funziona”, ma lei controbatte: “Lo Spirito Santo soffia dove vuole e quando vuole; la Madonna ha un progetto sulla tua vita, per questo sei qui”.

Perplesso ma convinto che la religione non facesse per lui, il protagonista di questa vicenda ha seguito l’amico a Messa e persino sul monte Prodbrdo, dove vide una donna prostrata ai piedi della croce e racconta di un episodio particolare: “Più che pregare, mi pareva stesse male, ma alla mia richiesta di aiuto disse di essere lì a ringraziare la Madre per il dono ricevuto. Aveva le locuzioni nel cuore e la mia risposta al mio compagno fu: ‘Vedi, qui tutti la vedono e tutti la sentono’. ‘ A presto’, la salutai, ma dopo 10 metri mi disse ancora : ‘La Madonna mi sta parlando per te e ti dice che ha un progetto sulla tua vita’. Io pensavo che fosse un modo di dire di tutti e le risposi: ‘Grazie, anche su di te’”.

Giunto infine nel luogo del segno visibile, all’epoca non c’era la statua della Madonna, Rino si concesse una preghiera con una richiesta personale: “Qui tutti ti vedono e tutti ti sentono; se tu ci sei davvero e vuoi darmi qualcosa in cambio perché ho portato questo carico, a me piacerebbe incontrare una donna da amare”. Tornato in Italia era convinto che la visita a Medjugorje non lo avesse cambiato, ma nel giro di qualche giorno si è accorto di sentire il bisogno di pregare e di andare a Messa. La conversione, però, è avvenuta dopo l’incontro con Padre Matteo La Grua al corso dei profeti tenuto a Linguaglossa. Durante il corso il parroco chiese ai presenti di appuntarsi il nome di un profeta sul petto e Rino scelse Isaia. Poi, mentre pregava davanti alla croce senti nel suo cuore Atti 1,8. La sera andò a cercare nella Bibbia quel passo e trovò una frase che ne descriveva la vita: “Avrete forza dallo Spirito Santo, e mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra”.

Quello per Rino fu un segno, così decise di formare un proprio gruppo di preghiera. Oggi Rino è sposato con una donna conosciuta 3 mesi dopo il primo incontro con Medjugorje e guida diversi gruppi di preghiera per i quali organizza 2 pellegrinaggi al mese: “Oggi i gruppi di preghiera che guido, aiutato da altri capi gruppi, sono nei paesi di Acquedolci, Sant’Agata di Militello, Capo d’Orlando, Gliaca di Piraino, Milazzo, tutti nella provincia di Messina; ne sono nati anche altri due in Calabria, uno a Cirò Marina e uno a Spadola (Vibo) dopo un pellegrinaggio fatto insieme a me”.

Max Laudadio parla della sua conversione: “Adesso il Vangelo mi conforta”

Max Laudadio parla della sua conversione: "Adesso il Vangelo mi conforta"
LAUDADIO

Massimiliano (Max) Laudadio è un volto conosciuto della televisione grazie al suo lavoro come inviato a Striscia La Notizia (precedentemente aveva lavorato come Iena, ma la maggiore notorietà è giunta con il programma di Antonio Ricci). Da anni ormai, l’inviato della striscia satirica gira per l’Italia alla ricerca di misfatti da denunciare, un lavoro apprezzato dalla maggior parte degli italiani. Ma se tutti, anche solo per sentito dire, sanno che Laudadio è un inviato di Striscia, in pochi, solo quelli più vicini, conoscono la sua recente conversione al cattolicesimo.

Intervistato dal quotidiano cristiano ‘Credere‘ il giornalista parla liberamente di come la fede si sia insinuata piano piano dentro il suo cuore. Tutto è cominciato il giorno dell’elezione a Pontefice di papa Francesco: “La sera dell’elezione di papa Francesco, il 13 marzo 2014, ero – come tanti – incollato alla televisione. Con me c’era Loredana, mia moglie, alla quale, poco prima dell’annuncio, dissi: ‘Si chiamerà Francesco’. Lei obiettò che sino a quel momento mai nessun Pontefice aveva scelto il nome del santo di Assisi. Ma… sappiamo com’è andata. Quella è stata la prima delle ‘Dio-incidenze’ nella mia vita: chiamo così quei fatti della vita che ci paiono casuali, ma che sono invece segni della Provvidenza”.

Poco tempo più tardi Max si è trovato di fronte ad una di quelle Dio-incidenze di cui ha parlato prima con protagonista la figlia Bianca: la piccola cresciuta senza educazione cattolica, ha chiesto al padre di poter fare la Prima Comunione. Laudadio spiega che fondamentale è stato in questa decisione un incontro: “Fondamentale è stato anche l’incontro con don Silvano, che oggi è il mio direttore spirituale: un sacerdote che, pur anziano, sa animare l’oratorio radunando attorno a sé centinaia di bambini e ragazzi e nelle omelie cattura la loro attenzione citando i brani di cantanti di oggi. Ma non è finita”.

Il terzo episodio riguarda ancora una volta un incontro, questa volta con il giovane Francesco Lorenzi, autore di un libro in cui parla della propria conversione intitolato ‘La strada del sole‘. Il ragazzo in quella occasione gli regalò una copia del libro e Laudadio, sebbene fosse scettico, si è deciso a leggerlo trovando insegnamenti di vita inaspettati. Di li la decisione di affrontare un percorso di conversione che ha cambiato gli obbiettivi della sua vita: “Continuo a fare il lavoro di sempre. Ma è cambiato radicalmente l’obiettivo della mia vita, tant’è che, per esempio, ho da poco scritto una canzone, Liberi, una sorta di lettera a Dio, un tema che in passato non avrei mai affrontato. Inoltre, dal momento in cui ho avvertito la presenza di Dio in me, per la prima volta non ho più paura della morte. Nella vita quotidiana è cambiato tutto: oggi mi interrogo su cosa faccio io per il mondo. Prima ero iroso, ora affronto i problemi e i conflitti con un altro spirito. E in questo un aiuto fondamentale mi viene dalla lettura del Vangelo”.

“Non so neanche io da dove uscivano tutte quelle lacrime, proprio sono rinato”- Testimonianza

Ciao sono Antonio ho 32 anni ,  sono andata a Medjugorje nel lontano 97 perché mia madre e mio padre volevano andarci; però casualmente mio padre non è potuto andare per un imprevisto. Mia madre, senza costringermi , mi ha chiesto se volevo  andarci, giusto per non perdere i soldi della caparra.

 E le dissi: Ok vengo!
Prima non si parlava così tanto di Medjugorje, non sapevo   di questo posto qua; 
 -Va bè… io vengo, ma mi faccio i fatti miei. 
Siamo andati e sul pulman lì pregavano, ma io mi  sentivo, alla radiolina, musica da discoteca, non mi interessava. Poi arrivati là, c’era il  Festival, ho visto questi giovani che pregavano. Mai visti tanti giovani tutti insieme pregare… e già sta cosa mi aveva colpito!! 
E mi dicevo:
-Però tanti giovani … questo posto avrà qualcosa di particolare. Va bè ..seguiamo il gruppo, se è una cosa che può interessare senò faccio altro!!
 Allora ho deciso di seguire quello che facevano. Ho visto  cose molto interessanti: la Croce Azzurra, la collina, il monte, siamo andati pure alla messa  alle 5 di mattina. 
E così giorno per giorno, sentivo dentro di me, crescere un’ amore… un’ amore particolare; era un’amore di quelli inspiegabile.
Vedevo le persone in modo diverso. Sentivo questo amore che entrava, giorno per giorno. 
Poi una  sera ,siamo andati  all’Adorazione, e io  decisi di confessarmi; in quel confessionale   ci sono stato un’ora. Ero come un fiume , mi uscivano tante parole, senza  rendermene conto; anche il prete non mi sembrava un prete… una cosa inspiegabile!!
Mentre parlavo, vedevo questo prete che mi ascoltava con amore.
 Finita  la confessione sono stato bene, bene,bene… avevo gli occhi pieni di gioia !!
L’unica cosa che mi mancava.. il pianto . Mia madre mi disse: anche quello ti arriverà.
 E così il tempo passava e sentivo che qualcosa  cresceva.
 Stava crescendo l’ amore …e se ne rendevano conto anche quelli che erano intorno a me.
 La sera prima di partire, ci siamo radunati tutti dove c’è la statua della Madonnina bianca, davanti alla chiesa di San Giacomo, per  ringraziarla della settimana che ci ha fatto trascorrere, tutti insieme, e c’è stato  lì un momento particolare…decisivo della mia conversione.
Quando abbiamo finito, è venuto il prete ( quello che mi aveva  confessato) e mi ha detto : 
-la vedi tua madre.. vai lì a darle, un bacio sulla guancia. 
In quel  momento lì  mi sono avvicinato a lei … e niente.. sono scoppiato in lacrime. 
Se volete credermi o no ho fatto 24 ore… tutto il viaggio, a piangere. Non so neanche io da dove uscivano tutte quelle lacrime, proprio sono rinato dentro è stata una conversione totale, una vita nuova!! Tra l’altro quando sono tornata a casa, mi sentivo spaesato.. dicevo: Ma dove mi trovo? 
 Io proprio in quel momento, che ho dato il bacio a mia madre, ho capito le parole che dice la Madonna:
” Se sapeste quanto vi amo piangereste di gioia !! 
Lì ho capito quanto ci ama e di quanta gioia ci dà, se restiamo  uniti a lei .
E questa è stata la mia conversione, totale, che vivo tutti giorni . Vedete di  pregare perché è l’unica cosa che ci  aiuta ad andare avanti soprattutto noi giovani  che siamo lontani dalla preghiera. Ci facciamo troppo coinvolgere dalle cose materiali di questo mondo , lasciamole  andare e andiamo verso Gesù e la Madonna perché  sono  l’unica forza  che ci aiutano ad   andare avanti .
 Lode e gloria a Dio….ringrazio la Madonna
ANTONIO 

Dopo il pellegrinaggio a Medjugorje, nulla è come prima. – Testimonianza

Donatella: Testimonianza Medjugorje

Sai, da quando in occasione dell’Immacolata del 2004 sono venuta per la prima volta a Medjugorje, la mia vita è profondamente cambiata. Io non ho avuto segni esteriori, come spesso si sente a Medjugorje, ma mi sono sentita toccare, guarire dentro. 
Apparentemente tutto è rimasto come prima. Ero già credente, andavo a messa, ero già impegnata in tante cose in parrocchia… Ma lì sulla collina del Podbrdo ho sentito che la Madonna mi ha preso per mano e il mio cuore si è trasformato!
Non è facile da spiegare, è che attraverso Medjugorje ho sentito che Dio c’è, che la Madonna è una Mamma vera, che Gesù è una persona viva che ci sta vicino in ogni momento…

Da allora tante cose sono cambiate. Ho avuto tante gioie ed anche tante prove, ma ogni cosa vissuta con la mano stretta in quella di Maria assume un altro significato e non ti fa perdere (del tutto…) la pace del cuore.

Poi quest’anno a Pasqua ho “trascinato” a Medjugorje tutta la mia famiglia (siamo quattro figli tutti sposati con in tutto 7 bambini!) per ringraziare la Madonna per la guarigione di mio padre da un tumore.
E lì a miracolo si è aggiunto un nuovo miracolo. 
Durante il momento dell’apparizione nella cappellina privata di Marija, mio marito Alberto ha avuto un segno meraviglioso: ha provato un gioia grandissima, che gli ha procurato come una forte scossa elettrica e lo ha fatto piangere in uno stato di vera beatitudine. 
Lui ci tiene a ribadire che non si è potuto trattare di suggestione perchè è stato come un rapimento fisico del tutto improvviso, in un momento in cui il suo atteggiamento nei confronti della veggente Marija e dell’apparizione era di totale scetticismo.

Non puoi immaginare cosa questo ha prodotto nella sua vita e nella vita di tutti noi che gli viviamo accanto. La sera quando sono andata a pregare, in lacrime per la gratitudine e la gioia, sotto la statua della Madonna in chiesa sentivo dentro di me queste parole:

“Nulla sarà più come prima!”.
Ed è stato proprio così. Il vero miracolo, infatti, è quello che è avvenuto dopo e che sta avvenendo ancora nella nostra vita, nonostante tutti gli alti e bassi, tutte le tribolazioni e tutte le tentazioni che inevitabilmente accompagnano ogni cammino di conversione.