Il Sorriso di Maria

Medico: Sono stato “spettatore diretto” di alcuni casi di guarigione a Medjugorj

Intervista a Giancarlo Comeri, nella prima equipe medica per valutazione dei veggenti di Medjugorje.

TESTIMONIANZE DI FEDE –  Giancarlo Comeri è Medico chirurgo specialista in urologia, laureato nel 1968 all’Università di Pavia, ha lavorato a Varese, Como, Castellanza . Tuttora Primario Urologo.all’Ospedale Multimedica di Castellanza.
Ha insegnato per 8 anni nella scuola di specializzazione in Urologia dell’Università di Milano negli anni ’90. Presidente del Consorzio Sanitario di Zona di Varese 3 dal 1975 al 1980. Direttore del Consultorio “La Casa” di Varese dal 1980 al 1988. Coniugato dal 1970, ha 4 figli adottivi. 
Nel 1984 ha partecipato alla prima équipe medica italiana per la valutazione informale dei veggenti di Medjugorje allorchè le apparizioni avvenivano quotidianamente a 5 veggenti (Mirjana aveva cessato di avere apparizioni il Natale 1982). Da allora ha accompagnato oltre 90 pellegrinaggi a Medjugorje, credendo fermamente nella veridicità delle apparizioni non solo per i riscontri che la scienza ha potuto dare e confermare negli anni, ma soprattutto per i frutti di guarigione fisica e spirituale di cui è stato testimone. Lo scorso anno è’ stato impegnato con diversi amici, medici e non, fra cui l’amico Gigi Leva presidente dell’Associazione “Amici di Medjugorje” di Varese, il notaio Carmelo Candore, il Dott. Mario Botta, cardiochirurgo, e un gruppo di amici di Napoli facenti capo ad Antonietta Nocerino, con l’appoggio dei frati del santuario bosniaco, nel tentativo di realizzare una rete di soccorso tipo 118 all’altezza delle necessità esistenti attualmente a Medjugorje, senza conseguire purtroppo risultati concreti per le chiusure e le opposizioni che si sono manifestate in loco. Fa parte del direttivo dell’Associazione “Amici di Medjugorje” di Varese
Dice il Dott. Comeri: “La prospettiva attuale è quella di far conoscere a quanti più possibile l’amore materno con cui Maria ci accompagna come suoi “cari figli” da quasi 33 anni a questa parte perchè abbiamo a realizzare la nostra vita mettendo Suo Figlio Gesù al primo posto”.
Il Dott. Comeri, ha anche scritto la prefazione del libro di Antonello De Giorgio “Non sono ancora una foto sopra una lapide” e una sua testimonianza nel libro fotografico intitolato” Medjugorje” di Riccardo Ranza di Varese.
Dott. Comeri, Lei è stato la prima volta a Medjugorje con un equipe medica nel 1984, esattamente il 25 marzo. Siete stati chiamati per constatare da un punto di vista scientifico, l’eccezionalità delle apparizioni. Quali sono state le vostre conclusioni?
In effetti la mia partecipazione è stata fortuita, grazie all’amico Mario Botta, cardiochirurgo, che essendosi interessato ai fatti di Medjugorje alla fine del 1983, aveva ricevuto l’invito da parte dei frati di Medjugorje di fare dei rilievi scientifici sui veggenti in un suo successivo viaggio nel paese Bosniaco. Mario mi ha parlato di queste apparizioni in corso e della possibilità di conoscerle da vicino, per cui decisi di andare a Medjugorje con lui, con il solo intento di partecipare ad un’apparizione, cui non avevo mai pensato né tantomeno avevo avuto la possibilità di fare, e questo avveniva in coincidenza con il grande evento della consacrazione della Russia e del mondo intero da parte di Giovani paolo II in unione con tutti i vescovi della terra, esaudendo in tal modo la richiesta della Vergine fatta a suor Lucia nel 1925, consacrazione memorabile avvenuta il 25 marzo del 1984 sul sagrato di S. Pietro al cospetto della statua originale della Madonna di Fatima, e che ha cambiato il corso della storia. Il mio è stato un viaggio pieno di Fede, insieme ad altri tre amici medici dell’Ospedale S. Anna di Como, dove allora lavoravo, che non mirava assolutamente a fare dei rilievi scientifici a cui non ci eravamo preparati. All’arrivo però, dopo essere stati calorosamente accolti, siamo stati invitati tutti quanti a “constatare” in qualche modo lo stato di estasi dei veggenti durante l’apparizione. A parte Mario Botta che si era portato dall’Italia un apparecchio per eseguire il test di Holter, cioè per registrare in continuo l’elettrocardiogramma ai veggenti prima, durante e dopo l’apparizione, per noi altri medici dell’improvvisata equipe si trattava di inventarci qualcosa, non avendo predisposto apparecchiature di alcun genere. D’altra parte anche Bernadette a Lourdes era stata studiata solo con un grosso ago da calza che l’aveva punta senza che se ne accorgesse e con una candela che le era stata accesa sotto le mani giunte durante l’estasi senza provocare reazione alcuna da parte della veggente. Sta di fatto che, emozionatissimo dal partecipare per la prima volta in vita mia ad un evento soprannaturale come quello, mi sono inventato di saggiare i riflessi achillei di una delle veggenti durante l’apparizione, inginocchiandomi dietro a Vicka. Non sapendo di fatto cosa fosse un’estasi, né avendo mai avuto fino allora occasione di studiarla, ho così finito per fare un esame che, nel contesto di uno stato d’estasi, non poteva provare nulla dal momento che l’estasi produce variazioni soltanto a livello sensoriale e non a livello dei riflessi profondi. Ci ha pensato la Madonna a farmelo sapere con molto riguardo quando, alla fine di quell’apparizione, Vicka ha riferito in croato a Padre Tomislav Vlasic, presente nella stanzetta dell’apparizione, di dirmi che “queste cose non erano importanti”, che cioè non aiutavano a stabilire lo stato di estasi dei veggenti ( in altri termini avevo fatto un esame che non serviva a nulla) Dal momento che non era possibile che Vicka si fosse inventata una cosa del genere, una volta che ho appurato che i riflessi non potevano variare nel corso di un’estasi, ho avuto la prova, non richiesta ma venuta ugualmente dal Cielo, che i veggenti durante l’estasi parlano veramente con Qualcuno che noi non possiamo vedere e che questa Entità può in effetti essere la Vergine Maria che essi possono vedere in tutta la Sua bellezza e in tre dimensioni, ascoltare e toccare. Quindi in questo mio primo viaggio ho avuto la grazia di vedere sparire di colpo qualsiasi dubbio sulla verità delle apparizioni di Medjugorje. Per di più non è vero che li mia ricerca di riflessi non fosse servita a nulla: constatai infatti in quell’occasione che vi era assenza dei riflessi achillei solo da un lato. Pochi mesi dopo Vicka cominciò a soffrire di severi mal di testa e fu fatta diagnosi di una massa intracranica (miracolosamente scomparsa dopo qualche anno di sofferenze) che giustificava l’asimmetria dei riflessi da me constatata.
Gli studi scientifici successivi, condotti molto seriamente e con apparecchiature sofisticate da diverse équipe di studiosi di diversi paesi Europei ( Svizzera, Italia. Austria ecc) che si sono succedute nel corso degli anni, fino al 2005, hanno tutti confermato che i veggenti non mentono, che i sincronismi che sono stati rilevati e confermati quando i veggenti avevano l’apparizione tutti insieme non si spiegano se non con l’ammettere una sorgente di attrazione percepibile solo da loro e che lo stato che si evidenzia all’atto delle apparizioni pone i veggenti stessi fuori del tempo e dello spazio così come lo intendiamo noi, dal momento che essi sperimentano uno stato, quello dell’estasi appunto, in cui pur vivendo uno stato di “anestesia vigile”, che la scienza non sa spiegare, divengono in qualche modo “trasfigurati” e resi capaci di cogliere una Presenza per noi misteriosa perché soprannaturale, ma che per loro è divenuta ragione di vita. Di questo sono testimoni credibili da quasi 33 anni, dato che da tutti gli studiosi è stata esclusa qualsiasi frode, stato allucinatorio o altra patologia psichica. D’altra parte la scienza da sola come tale non può né dimostrare né contestare che la Madonna appaia o meno ai veggenti, così come non si sarebbe potuta registrare la Risurrezione di Cristo con strumenti scientifici o telecamere anche stando a fianco delle guardie romane presso il sepolcro di Gesù.

Dottor Comeri, a Medjugorje, Lei e i suoi colleghi medici siete stati testimoni di due guarigioni che la scienza definì inspiegabili. Ci racconti.
A Medjugorje fin dal secondo giorno delle apparizioni si sono verificate guarigioni scientificamente inspiegabili, immediate e durature. Poche settimane dopo il mio primo viaggio, a Medjugorje una di queste guarigioni “inspiegabili” da parte della scienza ha coinvolto una operatrice amministrativa degli Istituti di perfezionamento dell’Università di Milano, Diana Basile, di cui ho saputo subito da un altro amico, il Dott. Luigi Frigerio, attualmente Primario Ginecologo degli Ospedali Riuniti di Bergamo. Ho conosciuto Diana dopo il fatto e ho potuto vedere tutta la documentazione medica ineccepibile della malattia da cui era guarita: una Sclerosi Multipla giunta ad uno stadio molto avanzato, giudicato da tutti gli specialisti del ramo irreversibile, che aveva portato a limitazioni gravissime della deambulazione, cecità ad un occhio e incontinenza urinaria ormai da tempo. Tutto è scomparso in un attimo, nel corso di un’apparizione di Maria ai veggenti nella stessa stanzetta dove avevo testato i riflessi achillei a Vicka, con esami ancora del tutto normali a 30 anni dall’improvvisa guarigione e uno stato di salute perfetto, come ho potuto constatare personalmente nel corso di ripetuti pellegrinaggi fatti con lei a Medjugorje in questi anni.
Sempre nel 1984 sono stato in qualche modo “spettatore diretto” di un altro caso di guarigione. Si trattava di un giovane seminarista di 12 anni, trasportato un tardo pomeriggio di autunno al Pronto Soccorso dell’ospedale S. Anna, mentre ero in servizio, per una grave emorragia renale . Gli esami radiologici subito eseguiti avevano evidenziato un voluminoso tumore a carico del rene sinistro, con grave anemizzazione del ragazzo per la cospicua perdita di sangue che non accennava a diminuire. Sono stato costretta ad intervenire chirurgicamente d’urgenza quella sera stessa per evitare il peggio, togliendo il rene tumorale per far cessare l’emorragia. Potei constatare con i miei occhi che la malattia era già molto avanzata, cioè era uscita dal rene per infiltrare tutti i linfonodi para-aortici che avevano il volume di tante patate americane. La diagnosi è stata confermata dal successivo esame istologico : voluminoso carcinoma a cellule chiare del rene, infiltrante i vasi e con metastasi grossolane ai linfonodi biopsiati. Non vi era nessuna possibilità di asportare i linfonodi né era possibile instaurare una terapia medica di qualche tipo con speranza di regressione. Prognosi infausta entro 6 mesi o poco più: questa la sentenza che ho dovuto dare ai genitori del ragazzo all’arrivo dell’esame istologico. Di fronte a ripetute accorate richieste di suggerire una terapia che potesse riaccendere qualche speranza di sopravvivenza, consapevole della assoluta impossibilità di intervenire con chemio- o radioterapia di alcun genere, mi sono sentito di suggerire solo una via: quella di un pellegrinaggio a Medjugorje per chiedere l’ intercessione della Regina della Pace. Sono stato preso sul serio. Dopo un primo momento di sconcerto e qualche settimana dalle dimissioni, papà e mamma hanno portato il loro figlio malato al santuario di Medjugorje, con una mia lettera che chiedeva ai Frati di permettere al ragazzo di partecipare ad un’apparizione. Il ragazzo è entrato con i veggenti nella famosa stanzetta delle apparizioni, ed è tornato incredibilmente guarito, come è stato dimostrato da tutti gli esami eseguiti al suo rientro e negli anni successivi. La guarigione è stata definitiva anche in questo caso.
In un altro caso sono stato diretto testimone di un miglioramento improvviso e inspiegabile della vista di una giovane donna che era sul mio pullman nel corso di un recente pellegrinaggio, miglioramento avvenuto nel corso di un’apparizione a Mirjana alla croce blu.
Ma quelle che non posso contare sono state le guarigioni interiori che ho potuto constatare a diecine nel corso dei tanti pellegrinaggi, che hanno causato una vera e propria rinascita di tanti pellegrini, fra cui personaggi di spicco del Tribunale di Varese, con i quali è nata una profonda amicizia, ove a distanza di 25 e più anni è constatabile una continua perseveranza nella preghiera e nella vita sacramentale e una costante crescita nel cammino di fede.
Giancarlo Comeri, partecipò alla prima equipe medica italiana per la valutazione dei veggenti di Medjugorje. Intervista di Rita Sberna
Da persona cristiana, Lei crede alle apparizioni della vergine Maria a Medjugorje?
Non trovo seri motivi per non crederci. In tutta la storia della salvezza Dio ha cercato e stabilito la comunicazione, il collegamento con la sua creatura con l’aiuto di apparizioni e visioni. Questa forma di comunicazione è adeguata alla struttura fisico-spirituale dell’uomo anche in epoca di razionalismo e di avanzate tecnologie. Possiamo interpretare il fenomeno Medjugorje in diversi modi, ma l’onestà intellettuale ci impone di interessarci alla “verità” di questo evento alla luce della rivelazione, della mistica, delle esperienze soprannaturali e anche alla luce di tante altre esperienze simili, in altre circostanze o in altre comunità di fede. E tutte mi sembra concordino nel far ritenere le apparizioni, come dice Karl Rahner, una delle teologie più alte dell’età moderna, in grado di rinfocolare la fiamma della vita spirituale e come tali da inserire nell’ambito della dimensione mistica della Chiesa che può trarne un impulso molto forte e positivo per la vita spirituale dei credenti se, come nel mondo di oggi, essa appare inaridita per l’apostasia dilagante. Ne dovremmo trarre con S. Paolo la famosa ammonizione: “ Non spegnete lo Spirito! Non disprezzate le profezie! Esaminate ogni cosa e tenete cio’ che è buono” ( 1 TS 5, 19-21).
Dopo 33 anni di apparizioni a Medjugorje (anche se ancora la Chiesa non ha espresso un giudizio), si può parlare di carisma profetico?
Si, secondo me si può parlare di carisma profetico. Maria nei suoi messaggi ha ripresentato le verità fondamentali della Fede, ha mostrato ai veggenti il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno, come testimoniato continuamente dagli stessi, ha coinvolto un’ intera parrocchia in questo cammino di rinnovamento della Fede facendosi guida e maestra di una intera generazione, puntando sulla preghiera, sulla Parola di Dio, sui Sacramenti, sul digiuno e sulla penitenza richiamati instancabilmente nei suoi messaggi prima settimanali poi mensili, per portare tutti alla santità attraverso l’offerta della propria vita come eucaristia vivente. Questo il vero traguardo cui la Madonna vuole portare quanti l’hanno accolta riconoscendola come Madre di Dio e di ogni uomo, attraverso la via dell’elevazione alla contemplazione di Dio, che esige un’ascesi personale e comunitaria con lo sguardo rivolto alla Patria vera che è quella del Cielo come scrive S. Paolo. L’incontro con Cristo Suo Figlio oggi è il dono che Maria facilita a chi lo chiede con cuore aperto, ripetendo con ciascuno quella “visitazione” inaugurata con Elisabetta 2000 anni fa. Maria come sempre ci porta Cristo e ci porta a Cristo perché il combattimento individuale di ogni giorno per vincere il male, per far morire l’uomo vecchio, corruttibile che è in noi, ci conduca alla trasformazione nell’uomo nuovo, risorto. Sono i frutti di questa risurrezione individuale che potranno cambiare le sorti dell’intera creazione fino alla realizzazione dei “nuovi Cieli e della nuova Terra” di cui parla l’Apocalisse.
Dopo il dispiegamento dei 10 segreti annunciati a Medjugorje questo potrebbe essere l’esito del cammino di rinnovamento cui è chiamata l’intera umanità, in quel “tempo di primavera” preannunciato, ove non vi sarà necessità di altre apparizioni (e Maria stessa ha ripetutamente asserito che queste sono le ultime sue apparizioni sulla Terra) perchè allora Cristo sarà Tutto in tutti, finalmente riconosciuto da ogni uomo come “ il Signore”, davanti al quale ogni ginocchio si piegherà “in cielo, sulla terra e sotto terra” come profetizzato nel Vecchio e nel Nuovo Testamento.
Lei fa parte dell’associazione “Amici di Medjugorje di Varese”. Qual è l’obiettivo di tale associazione?
L’obiettivo principale è quello della testimonianza. Non ci siamo riuniti in associazione per favorire qualche forma di fanatismo nei confronti della Madonna ma per farci portatori del Suo messaggio di Pace e di salvezza. In modo particolare attraverso i numerosi pellegrinaggi che organizziamo ogni anno ci prefiggiamo di favorire l’approccio a Medjugorje senza far leva sullo “straordinario” ma sulla possibilità concreta, per ciascuno che si reca in questo luogo, di fare diretta esperienza di Maria “viva, con la possibilità di intraprendere un vero cammino di rinnovamento interiore purchè ci si accosti al “mistero” Medjugorje con cuore aperto. Nei nostri pellegrinaggi cerchiamo di far sì che chi arriva a Medjugorje si accorga immediatamente che lì davvero il Cielo si è aperto ed è rimasto aperto, dando la possibilità a chi lo vuole di fare un’esperienza di Grazia del tutto particolare, di accorgersi che anche per lui si è accesa una fiammella che, se alimentata, potrà continuare ad ardere per il resto dei suoi giorni. L’altra iniziativa specifica della nostra Associazione è l’incontro annuale di preghiera, di una intera giornata, rivolto a tutta la popolazione, che organizziamo a Varese da qualche anno a questa parte, che vede la partecipazione attenta di migliaia di persone (oltre 5000 nell’ultima edizione del 16 febbraio scorso) e che richiama in tutte le sue articolazioni ( preghiera liturgica, rosario, S Messa e Adorazione eucaristica, testimonianze varie) l’invito di Maria a mettere Suo Figlio al primo posto nella vita di tutti i giorni.
Per il mestiere che Lei svolge, è importante essere un medico che abbia Fede?
Ritengo di si. Per chi crede non c’è mai una mancanza di vie di uscita dalle situazioni anche più difficili che possono presentarsi nella vita. E davanti a malattie gravi o incurabili i nostri pazienti hanno bisogno di uno sguardo di fede, di un abbraccio che anche attraverso il medico il Signore soltanto sa dare. Il malato sa cogliere benissimo qualunque atteggiamento o parola in grado di suscitare la speranza. Due sono a mio avviso le condizioni essenziali perché lo Spirito Santo ci possa suggerire la soluzione giusta al momento giusto: la preghiera personale e comunitaria e la perseveranza nella sequela. La prima è favorita dalla capacità di ascoltare: io trovo che attraverso la preghiera delle Ore del giorno la Parola di Dio ci faciliti questa possibilità. La perseveranza non è opera nostra, non possiamo perseguirla con le nostre forze: anch’essa è un dono da chiedere insistentemente nella preghiera.
Qual è il segno più grande che la Madonna a Medjugorje, le ha lasciato nella sua vita?
La capacità, almeno come tentativo continuo, di fare unità dentro di se e con gli altri.
Fare unità dentro di sé significa non vivere il quotidiano come qualcosa di “altro” rispetto alla vita di fede ma vivere la propria vita in tutte le sue sfaccettature come risposta continua a Chi ti chiama e ti mantiene nell’esistenza.
Fare unità con gli altri significa comunicare questa esperienza di comunione con il Signore. E qui bisogna inventarsi modalità adatte alla situazione personale e al tempo in cui ti è dato di vivere. Ho trovato che anche gli stessi social networks possono essere un veicolo adatto, da non trascurare, come del resto papa Francesco, sulle orme di Papa Benedetto, ci fa vedere ogni giorno.

Dopo essere stati a Medjugorje la mia famiglia ha trovato la pace e l’amore, vi invito ad andarci.

TESTIMONIANZA 

Stavo cadendo nello stress depressivo, ma grazie a una chiamata, Medugorje mi salva .
 Tutto parte nell’ agosto  del 2016; mi trovavo con la mia famiglia a Margherita di Savoia dove stavo trascorrendo la mia prima vacanza, dopo tanti anni di seri problemi da parte della mia famiglia e sopratutto quella di mia moglie. Una notte mentre stavo riposando sognai che stavo viaggiando con un pullman che si fermò in un posto dove c’era una chiesa, e dietro due Monti pieni di pace, ma ancora non capivo cosa era tutto questo .

Al mattino lo spiego a mia moglie e mi disse che era solo un sogno, ma questo mi tormentava ( per 3 giorni consecutivi).  Poi  l’ho racconto ad un amico e mi disse che quel posto si chiamava Medugorje. Mi diceva di tornare a casa e  poi di parlare con un parroco che fa pellegrinaggi a Medugorje e che potevo dirglielo nella confessione   e spiegare il tutto …e così feci, e ritornai a casa. Avevo conosciuto don Rocco Giannetta, un parrocco pieno d’ amore e semplicità. Subito mi disse:” tu ad ottobre dovrai partire con me”.
E io così parlai con la mia famiglia e anche loro furono  contenti di questa mia decisione, perchè sapevano le mie condizioni. Una volta partito stavo già capendo che quel viaggio mi avrebbe tanto aiutato, lì ho conosciuto persone speciali. Quanto sono arrivato a destinazione, subito ho avuto un contatto spirituale con l’amata Madre celeste.
Quei 4 giorni per me sono stati davvero decisivi per un mio vero cambiamento da parte mia e così la mia richiesta fatta alla Madonna sul Podbdro e quella fatta sul Kricevaz di donarmi la pace che da anni cercavo e loro me l’ hanno donata. Dopo questa bellissima esperienza, ritorno a casa dove ad aspettarmi a braccia aperte stava la mia famiglia e hanno visto subito un uomo diverso e mia moglie mi disse:”porta pure me”, e i miei figli vedendo questo gesto mi dissero:” papà anche noi vogliamo venire con te”.
Io da buon marito e da gran padre, esaudisco subito il loro sogno, così sempre partendo dalla mia città (Foggia) a luglio 2017 sempre con la presenza e l’amore di don Rocco Giannetta, arriviamo di nuovo in quel paradiso chiamato Medugorje. Subito all’arrivo la mia famiglia capì che tutto quello che gli avevo raccontato era tutto vero. Dopo questa esperienza con la mia famiglia, abbiamo trovato la pace e l’amore che ci serviva dentro di noi. C’è sempre da migliorare nella nostra vita e per questo che ho chiesto sia a Dio che alla Madonna, di farmi ritornare in quel posto, che io chiamo “paradiso” dove Lei concede sempre tutte le nostre richieste.
Ora vi invito ad andarci almeno una sola volta,  per capire cosa davvero c’è in quel villaggio meraviglioso. Vi ho reso partecipe di questa mia piccola testimonianza per farvi capire che la nostra Madre è sempre pronta ad aiutare i propri figli ed io che stavo per cadere , Ella mi ha ridato la pace e l’amore che nessuno mi poteva dare. Grazie amata Madre per avermi aiutato.

 Carmine Di Tullio

A Medjugorje ho PERDONATO Dio

Il mio miracolo a Medjugorie

Questa mattina leggevo un libro e in un capitolo si parlava di perdono. Così mi è tornato alla mente  la fortuna di aver incontrato la persona che mi ha indicato il perdono supremo!
Oggi ho capito tante cose… ma per comprendere dove sono arrivata devo iniziare la dove è cominciato, devo tornare a quel giorno lontano, al giorno che io chiamo “Il mio miracolo di Medjugorie”.
Tre anni fa c’è stata la possibilità di seguire il mio signor Tomo in uno dei suoi viaggi, il costo era contenuto, ma si trattava di Medjugorie, e per me che non mi considero più cristiana non è il massimo! Ma potevo stare cinque giorni assieme a  mio marito… come perdere l’occasione! Pensavo fosse un viaggetto che non mi avrebbe portato a nulla… e invece!
Come capo spirituale del gruppo c’era un frate, Fra’Vincenzo… un ex camionista convertito. Un frate tanto caritatevole… quanto scassa marroni (concedetemi il termine.. l’ho detto pure a lui!)!
Fatto sta che mi ha trascinato ovunque; sul Prodbrdo, sul Krizevac, dalla Veggente, all’orfanotrofio, alla comunità di ex tossicodipendenti e in una casa dove in una stanza, sulla parete c’era una croce che trasudava sangue umano. Son stata la prima ad entrare, e l’odore è stato talmente impattante che ho avuto un malore!
Esco da li  e Fra’Vin, dopo avermi soccorso, mi dice che c’è qualcosa in me che non va:
-Hai  un assoluto bisogno di confessarti!-
-Si Fra’Vin… ma sai che non ci credo!-
-Si lo so, ma una confessione non ha mai ucciso nessuno!-
-Si Fra’ Vin… quando mi viene l’ispirazione ci vado!-
Le ore e i giorni passano e lui non perde occasione:
-Sara, devi confessarti!-
-Si Fra’Vin!
-Devi confessarti!-
-Si Fra’Vin!!!
-Devi confessarti!-
-Si Fra’Vin!!!!
-Devi confessarti!-
-Va bene  Fra’Vin… Vado!!!!!

E’ arrivato  l’ultimo giorno, all’ultimo Sara devi confessati mi sento presa da sfinimento e decido di andare a confessarmi… Mary vuol venire con me! (Mi sa che il Frate me l’ha mandata apposta per controllarmi!).
Sono in fila e osservo i confessori che davanti a loro hanno il cartello delle lingue che parlano: c’è un inglese che sa quattro lingue, tra cui l’italiano, un francese che ne sa due, un tedesco che ne sa cinque e uno spagnolo che ne sa due… Mmmh lo spagnolo mi è simpatico.. è giovane, sorridente e parla l’italiano. L’inglese invece  è triste e arcigno, il tedesco è freddo e il francese nemmeno lo prendo in considerazione la sua fila è lunghissima! Mano a mano che la gente va avanti sento che voglio andare dallo spagnolo ma arriva il mio turno e mi tocca l’inglese… No, da lui non ci vado! Allora mi giro verso Mary:
-Vai tu, io passo!-
-Ma poi vai… vero?
-Si che vado, tranquilla!-
-Sicura?-
-Si…-
-Promesso?-
-Siii Mary… vado, promesso che vado! Va per carità!!-
Si libera lo spagnolo e guardo Mary.. vedo che si assicura che io vada davvero!(Dai, sfinimento è davvero la parola giusta!).
Mi siedo e inizia la confessione:
-Buongiorno Padre!-
-Ciao!- Mi dice in un bellissimo accento spagnolo.-Da quanto tempo che non ti confessi?-
-Ossignore… è un bel po’!-
-Giorni, mesi, anni?-
-Aaaaaanni!!-
-Cos’è successo?-
-Cos’è successo? Semplice un giorno ho litigato con Dio!-
La sua espressione perplessa mi invita a raccontare:
-Un giorno stanca di mangiare miseria, malattia e solitudine mi son rivolta a lui per l’ultima volta e gli ho detto; ok, visto che non mi hai mai ascoltata e mi hai abbandonata, facciamo una bella cosa, tu rimani li “nell’alto dei cieli” che io rimango qua nel fango della tua terra…  non ti chiedo più nulla e tu non mandarmi nient’altro… grazie! Da quel giorno non gli ho rivolto più una parole… ci siamo ignorati a vicenda!-
Al che il Padre sorride e mi chiede:
-Posso raccontarti la mia storia?- Dentro di me mi dico che sarebbe il mio momento… ma va bene, che racconti pure!
-Io sono Cileno e quando avevo sei anni, in un attentato hanno ucciso mio padre… Tutti per consolarmi mi dicevano che ora era vicino a Dio, che Dio si era preso il migliore…. ma io non ero d’accordo… io lo volevo li con me.. avevo solo sei anni ed è con me che doveva stare e Dio doveva lasciarmelo! Così mi sono arrabbiato con Lui! Un giorno però il mio capo spirituale mi ha detto la cosa che io ora dico a te: perdonalo!-
-O_O…. mi scusi… ma  chi è che dovrei perdonare?-
-Dio!-
-O_O… cioè mi sta dicendo che…. IO doveri perdonare DIO?-
-Si, se ritieni che ti ha fatto un torto o una mancanza… che ti costa… perdonalo! Sicuramente le tue mancanze Lui te la ha perdonate… e allora fallo anche tu!-

Rimango basita di fronte a quelle parole….. Io che devo perdonare Dio? WOW questa si che è bella!!
– Ego te absolvo a peccatis tuis in momine Patris et Filii et Spititus Sancti-
…e mi sorride….
– No no… aspetti un attimo… e io ora che faccio?-
Ricordo che una volta c’erano un numero imprecisato di Padre Nostro e Ave Maria da dire e questo Ego te absolvo a peccatis ecc ecc…
-Non devi fare nulla… vai nel posto di Medjugorie che preferisci e.. semplicemente… perdonalo!-
No dai… questa è davvero bella… lo lascio con un grazie confuso e mi avvio!
Mi siedo sulle panchine del sagrato… è un bel posto e si respira pace… E mo che faccio? Perdonalo.. ma come si fa a perdonare Dio? Perdonalo… Si, ma come si fa!?!?
-Ok, Dio… che ti devo dire…. ne abbiam viste io e te vero?…. ok… ok…. ok…. ok….- Sospiro…. prendo fiato…- Va bene Dio… per tutto quello che mi è successo… io ti perdono…-
Non so dire che sia successo al seguire di questa parole ma è come se si fosse squarciato il cielo e la luce fosse entrata nel mio cuore! La pace mi ha preso e ho sentito l’amore che entrava in me… Quiete, fiducia gioia, appagamento e armonia… Avevo perdonato Dio… avevo perdonato il mio nemico, quello che ritenevo la causa di tutti i miei mali… e finalmente sentivo la pace!
So benissimo che tutto quello che mi era successo non era colpa di Dio, ma era più facile dare la colpa a lui che a me stessa, ma il fatto di perdonarlo, mi ha fatto capire tante cose e da li in avanti ho chiesto scusa!
Poi però un altro pensiero mi aveva preso… avevo perdonato Dio… come non potevo perdonare il resto del mondo?
Da quel giorno il cammino è stato proprio per il perdono… Poco alla volta, giorno dopo giorno ho perdonato mia madre, mio padre, i miei fratelli, gli amici, mio marito e in fine me stessa…
Questi anni di “isolamento” dal mondo è come se mi fossi ritirata in un infinita meditazione, qualcuno va in una Ashram in India, io invece, con  molta più fatica, l’ho fatto a casa mia!
Una sera ero a letto e mi sentivo in pace con tutti, nessun risentimento e nessuna rabbia.. si, ho assaporato il dolce gusto del perdono! Non è stato facile e non lo è tutt’ora, ma a quelli che io penso sian torti subiti, ora riesco a dare un’importanza minore, riuscendo a passarci sopra. Ognuno ha il suo cammino… ognuno ha i suoi errori… chi sono io per giudicare? Come non mi piace essere giudicata così cerco di non farlo a mia volta!
In questi giorni ho capito che il tempo  che pensavo di aver buttato via … non è stato buttato per davvero! Il mio viaggio interiore ha preso il via… non posso che continuare!
Grazie mondo, grazie universo e… grazie Dio!!

Pellegrina torna da Medjugorje e scrive al Papa

 

Pellegrina torna da Medjugorje e scrive al Papa: ‘Il dono grande sono le confessioni’

Una bellissima lettera scritta da una fedele di ritorno da un pellegrinaggio a Medjugorje. Piena della Grazia di giorni di preghiera, in quel luogo santo scrive al Papa:
” Ma il dono grande che il Signore ci concede, attraverso l’intercessione di Maria, sono le confessioni: lunghe file di penitenti si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione.”

La pellegrina ci ha autorizzato a divulgarne il testo in esclusiva.

5 Novembre 2018
A Sua Santità
Papa Francesco Città del Vaticano
Dopo un pellegrinaggio a Mediugorje, concluso ieri, assieme ad altre 51 persone adulte e giovani della Diocesi di Vittorio Veneto, il Signore mi suggerisce di indirizzare alla Santità Vostra un pensiero.
In questi giorni di Ognissanti e Commemorazione dei defunti, il numero dei pellegrini italiani a Mediugorje era la maggioranza con una stima di 3-4 mila persone.
Tante altre nazionalità europee ed asiatiche erano presenti, come pure parecchi giovani. Le Celebrazioni proposte dal Santuario: Sante Messe, Recita quotidiana del Rosario.
Adorazione Eucaristica e catechesi, si sono svolte con tanta devozione, dignità e gioiosa partecipazione alla preghiera ed ai canti.
Ma il dono grande che il Signore ci concede, attraverso l’intercessione di Maria, sono le confessioni: lunghe file di penitenti si sono accostati al Sacramento della Riconciliazione.
Santità, con gli amici di questo e di altri viaggi a Mediugorje, tutti siamo concordi nel riconoscere che i sacerdoti, in quel luogo, si trasformano in angeli che agiscono con  il cuore di Dio.
Ne abbiamo visti di ogni età, anche affaticati dagli anni e dalla vita, dedicarsi per molte ore ad accogliere le “anime” e donare l’abbraccio misericordioso del Padre.
Questi “uomini di Dio” dispensatori della Grazia santificante, meritano venerazione, stima, affetto: meritano il grazie della Chiesa tutta.

Santità, Lei è il Pastore buono che può dire GRAZIE ai suoi sacerdoti a nome di migliaia di fedeli che attraverso loro ricevono il perdono dei peccati e ritornano a Dio.
Farà bene anche a loro essere rincuorati nelle difficoltà della loro missione e noi lodiamo il Signore per il grande bene che i sacerdoti confessori compiono nei luoghi dei pellegrinaggi mariani.
Voglia la S.V. accogliere ogni augurio di bene accompagnato dalla preghiera
Devotamente.

Renata S.

Quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà.

Punti fermi sul Rosario perché sia preghiera del cuore
P. Andrea Gasparino di Cuneo, un noto maestro di preghiera, nelle sue tante istruzioni si dichiara sempre nemico della preghiera “parolaia”. Il Rosario con la ripetizione continua di formule potrebbe facilmente diventare una preghiera “parolaia”. Ecco come il padre risponde con estrema chiarezza alla questione posta da alcuni ascoltatori di Radio Maria (16.06.99).

Se non c’è contemplazione dei misteri il Rosario è cadavere senza vita
D. Ogni giorno faccio la preghiera del Rosario, ma non so se prego con la bocca o col cuore, perché a volte la mia preghiera è arida e vuota.
R. Tu devi fare la rivoluzione della preghiera, perché quando pregherai veramente, come desidera la Madonna, la tua vita cambierà. A cominciare dal Rosario ecco cosa ti dico: Il Rosario è una preghiera tipicamente parolaia se non ti dai da fare. Allora cosa devi fare? Paolo VI nell’enciclica “Marialis Cultus” (n.47) ha detto: “Se non è preghiera contemplativa è un cadavere senza anima”, un corpo senza anima. Il tuo Rosario vale poco se non è preghiera contemplativa. Allora devi prendere questo proposito: quando reciti il Rosario fermati sul mistero e vedi se si può decidere qualcosa di pratico; chiedi alla Madonna, “in questo mistero cosa devo decidere?” e Lei ti illuminerà di sicuro. Per esempio leggi il mistero sul Vangelo, perché semplicemente enunciarlo ti dice ben poco.
Se tu invece prendi la pagina del Vangelo che parla del mistero è un’altra cosa. Sii un po’ più lunga a meditare il Rosario, poi ferma l’attenzione su una parola dell’Ave Maria, ne basta una. Quando dici “prega per noi peccatori, adesso” fermati sulla parola “adesso” e capirai che nel momento in cui preghi, forse devi perdonare, forse devi allinearti con la volontà di Dio, devi correggere qualcosa in te. Ecco, ferma l’attenzione su una parola e vedrai come i Rosari ti convertono veramente; piuttosto di dire tanti Rosari, dinne uno più breve, ma come lo desidera la Madonna e comunica veramente con Lei. Capiterà che a metà Rosario non avrai ancora comunicato con la Madonna e il tuo pensiero sarà lontanissimo. Ti sveglierai e dirai. “No, voglio comunicare con la Madonna”; allora ti fermerai ad alcune parole perché questo è il Rosario vero.
La preghiera dell’ascolto deve cambiarci
D. Prego spesso, ma non riesco a raggiungere la vera comunione con Dio: tendo a parlare con Dio, quindi non faccio la preghiera del silenzio.
R. E’ più facile parlare con Dio che ascoltarlo, ma ricordati che non è più importante quello che dici tu a Dio perché Lui lo sa; al contrario è importante quello che Lui ha da dirti. Ogni volta che preghi; fa’ una pausa di silenzio prolungata per metterti alla presenza di Dio. Pensalo presente in te nella SS. Trinità e chiediGli: “Signore cosa hai da dirmi oggi?” Aiutati molto con la parola di Dio, il Vangelo. Chiedi ad esempio: “Cosa hai da dirmi oggi sulla mia carità, sui miei doveri o sul mio modo di accostarmi alla S. Eucaristia?” Se non hai la risposta subito, ricorda che il Signore parla sempre con un piccolo velo perché noi abbiamo bisogno di attesa, di fede, di umiltà. Non allarmarti se non senti risposta subitanea alle tua insistenza; la tua domanda deve essere schietta; poi la risposta ti verrà magari in piena giornata. Fai esercizio di ascolto.

D. Appartengo a un gruppo del Rinnovamento, ma la preghiera che viene fatta è prolungata, confusa e con gesti. Cosa ne pensa?
R. La preghiera deve essere contatto con Dio. Prova a chiederti dopo quelle mezz’ore, ore di preghiera se hai comunicato con Dio: anima-anima, cuore-cuore con Dio. Difficilmente l’hai fatto perché occorre un ambiente per farlo. Quindi quando vi trovate tutti insieme è bello che partecipiate alla preghiera comune, ma ricordatevi che prima dovreste aver comunicato nell’intimo con Dio.
Tu devi scendere nella coscienza e ascoltare bene cosa vuole Dio da te e questo lo puoi fare solo con la preghiera del silenzio. Solo con la preghiera personale, partecipando a questi gruppi il tuo partecipare sarà molto sincero e vero. Senza preghiera personale, anche la liturgia è vanificata. Parla molto nel gruppo di questa preghiera silenziosa.

D. Prego molto, ma ho l’abitudine di raccomandare le persone a Dio nominandole una ad una con i loro problemi. E’ giusto?
R. Non preoccuparti di questo perché Dio non ha bisogno di informazioni, ma è bello che tu ti concentri ad implorare lo Spirito Santo sulle singole persone perché Lui possa agire in loro e portarle là dove van portate. E’ utile che quando preghi per una persona in particolare, vada al pratico: “Fammi capire cosa posso fare io per quella persona”. Ecco che la preghiera diventa costruttiva perché ti rimbocchi le maniche e aiuti quella persona. E’ facile aiutare qualcuno con le parole, ma non con i fatti o col comportamento.

Papa Francesco: “Puoi dire che ho a cuore Medjugorje, e che non mi sono reso conto che quella affermazione, ….”

1 novembre 2018

Chiara Amirante,  della comunità di  Nuovi Orizzonti, si trova a Medjugorje in questi giorni,  con don Davide e Nek,  e ieri nel giorno di tutti i Santi , davanti a tante persone   ha detto:

-“Sono rimasta con un grande dolore per quanto aveva detto sulla Madonna il Papa:
“Questa Madonna non è la Madre di Gesù”.

Io non so per quale grazia sono stata nominata da Giovanni Paolo II consultrice dell’Ufficio per la Pastorale Migranti; poi per la Nuova Evangelizzazione da papa Benedetto;
poi ora al Sinodo. Questo mi ha dato l’occasione di parlare con papa Francesco. Veramente dopo la sua prima affermazione ho avuto modo di parlare con lui per un’ora anche di Medjugorje.  
Mi ha detto ( le altre volte c’era il segreto d’ufficio):“Questa volta, Chiara, lo puoi dire”.
E quindi ho la benedizione del Papa per potervelo dire. Io sono andata a parlare col Papa, perché ho capito che le voci che giravano in Vaticano su Medjugorje erano sballate. Così sono arrivate a lui voci che ci sarebbero state 76.000 messaggi, una notizia che gira, non so da quando e che ha fatto pensare a Papa Francesco che era vero che la Madonna tutti i giorni dasse appuntamenti diversi, a veggenti diversi a dire  cose diverse. “No – gli dico – Padre, non è proprio così nel senso che in realtà i messaggi sono 682 ad oggi”. C’è quello del 25 e poi quello del giorno 2.
Quindi capisco che se ti fanno sapere che la Madonna ogni minuto dà un messaggio qui e poi un messaggio lì, questo può dare un po’ di perplessità.
E allora lui mi ha detto queste cose positive [su Medjugorje]. È già un anno che ci sentiamo a proposito degli equivoci che ci sono su Medjugorje. 
Quindi io sapevo già tutto quello lui aveva fatto. Però lui mi ha detto: “Chiara, guarda che sono io che ho salvato Medjugorje, perché la Commissione della Congregazione della Dottrina della Fede, sulla base di tante notizie anche false, aveva già detto che Medjugorje è tutto falso.
Quindi sono io che poi ho salvato Medjugorje, sono io che ho a cuore Medjugorje, sono io che ho mandato Hoser perché credo – quello che ho anche affermato nella conferenza stampa – che i frutti sono tanti e sono inequivocabili.
Puoi dire che ho a cuore Medjugorje, e che non mi sono reso conto che quella affermazione, che io ho detto a mio titolo personale, ma che nasceva anche da una informazione sbagliata, era arrivata in maniera così forte. 

Quindi puoi dire che ho a cuore Medjugorje, molto a cuore. E che mi sto muovendo col mio delegato  Hoser , proprio per custodire tutto ciò che c’è di bello c’è a Medjugorje […]”.

 Purtroppo c’è tanta disinformazione, anche dalle   persone un po’ più  vicinie al Papa . Il Papa riconosce tutti i frutti che ci sono qui  e presto ci sarà una nuova dichiarazione sulla sua posizione.”

N.B.: La trascrizione è difficoltosa  per i motivi riguardo all’audio.
Il video si trova nella pagina Facebook di Bruno Temil e di Enzo Cusato (pellegrini che si trovano a Medjugorje e che hanno ripreso).
Spero che qualcuno riesca a trascrivere con più precisione tutto il discorso di Chiara Amirante;
(trascrizione di Franco Sofia)

La Madonna ci chiede di seguire l’esempio dei Santi

La veggente Marija Pavlovic Lunetti a Radio Maria:
“Cari figli! La mia preghiera anche oggi è per tutti voi, soprattutto per tutti coloro che sono diventati duri di cuore alla mia chiamata. Vivete in giorni di grazia e non siete coscienti dei doni che Dio vi da attraverso la mia presenza. Figlioli, decidetevi anche oggi per la santità e prendete l’esempio dei santi di questi tempi e vedrete che la santità è realtà per tutti voi. Figlioli, gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili perché siete la gioia di Dio in questo mondo. Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”
P. Livio: Cosa ti ha colpito di più di questo messaggio?

Marija: Mi sembra questo invito della Madonna a vivere la santità in questi tempi; e ci chiede di seguire l’esempio dei santi che noi abbiamo conosciuto, come San Giovanni Paolo II, Madre Teresa che era una in mezzo a noi. Poi abbiamo conosciuto tanti santi che non sono ancora arrivati sull’altare, ma per i quali speriamo e che noi preghiamo. Tra questi anche la mia guida spirituale, Padre Slavko, per il quale la Madonna ha detto il giorno dopo la sua morte: “Vostro fratello Slavko è nato in Cielo”. Teologicamente non so spiegare, ma per me una persona così è irripetibile e insostituibile, come dice la Madonna. Il Signore ci mette a fianco nella nostra vita questi esempi, queste persone, perchè possiamo cercare di imitarli, mentre ringraziamo Dio per averli conosciuti.

P. Livio: Nella nostra vita non incontriamo solo i cattivi, ma anche i santi, che magari sono persone molto semplici. Forse la Madonna aveva uno sguardo su quella coppia di sposi che la Chiesa ha canonizzato: i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino.

Marija: Oggi ero alla Messa qui al Carmelo di Monza, dove ci sono ancora le reliquie degli sposi Martin. Lei pensava di diventare suora e lui sacerdote; invece il Signore li ha portati al matrimonio e hanno avuto nove figli, di cui quattro sono morti in tenera età e le altre cinque sono diventate suore. Una è diventata santa Teresina, le altre, un po’ meno conosciute, ma ugualmente sante agli occhi di Dio. La Madonna dice: “Gioite nell’amore perché agli occhi di Dio siete irripetibili e insostituibili…”, come a dire che noi siamo unici per Dio, che siamo la cosa più bella che ha creato.

P. Livio: Allora anche tu come mamma speri di diventare santa?

Marija: Speriamo. Io spero nel martirio perché è più semplice… Tante volte pensiamo che diventare santi bisogna essere tristi, invece la Madonna anche con questo messaggio ci da’ tanta gioia.

P. Livio: La Madonna ci dice: “Gioite perché voi siete la gioia di Dio”, come i figli che sono la gioia dei genitori.

Marija: Poi dice: “Testimoniate la pace, la preghiera e l’amore”, cioè vivete nella pace, vivete nell’amore.

P. Livio: Ho notato che quasi sempre quando la Madonna da’ il messaggio il 25 ottobre, in un modo o nell’altro, fa riferimento alla festa liturgica di tutti i Santi. Forse è una festa che a Lei piace molto. Io credo che questo 25 ottobre Lei ha esortato alla santità pensando a questa festa e al fatto che tutti dobbiamo diventare santi…

Ti ricordi? Quando sono venuto per la prima volta a Medjugorje nel 1985, la Madonna aveva cominciato ad invitare alla santità. Prima ha cercato di risvegliare la fede, poi ha cominciato ad esortare alla santità proprio voi del villaggio.

Marija: E’ vero. La Madonna ha per noi un progetto molto chiaro. Ci dice che siamo duri di cuore. Lei vuole che il nostro cuore tenda al Paradiso. Quei cinque o dieci minuti di Paradiso che io vivo quando la Madonna appare, Lei vorrebbe che li vivessero ognuno di noi. Come? Vivendo l’amore, la preghiera e la pace. Tante volte noi complichiamo le cose, ma in realtà Dio vuole da noi che siamo semplici, trasparenti, forti e saldi nella fede. Quando hai la fede, la trasmetti. Dio è amore e quando abbiamo Dio nel nostro cuore, non abbiamo paura di parlare di Lui perché Lo amiamo sopra ogni cosa.

P. Livio: In qualche modo la Madonna ci insegna la piccola via alla santità come diceva S. Teresa di Gesù Bambino, cioè testimoniare la pace, la preghiera e l’amore; è la via semplice alla santità che tutti possono percorrere.

Marija: Sì, tante volte sembra che dobbiamo fare chissà che cosa e invece noi abbiamo scoperto con la Madonna che noi non salviamo il mondo, è Dio che lo salva. Ma noi dobbiamo mettere la nostra piccola parte, con i doni che Dio ci ha dato e che non possiamo nasconderli sotto terra, ma usarli e sfruttarli con un bel sorriso. Il sorriso non costa niente e quando una persona ci sorride, è una cosa importante, perché è il riflesso dell’anima.

P. Livio: C’è anche un po’ di dispiacere da parte della Madonna vedendo che dopo 34 anni che è qui in mezzo a noi, ci siamo un po’ abituati e, anche noi che abbiamo risposto alla chiamata, siamo un po’ caduti nell’abitudine e non apprezziamo questi grandi doni che Dio ci da’ con questa lunga presenza di Maria.

Marija: Per dire la verità a questa abitudine non mi sono ancora “abituata”… Io sento sempre più il desiderio del Paradiso… Oggi che sono una donna adulta, posso testimoniare con tutto il mio cuore che il Signore lavora dentro di noi, ci sta plasmando. E quando noi diciamo il nostro “sì”, anche se stanco e a volte distratto, è tuttavia sempre un “sì” che il Signore usa anche attraverso la Madonna… Io credo a ciò profondamente nel mio cuore perchè vedo quante opere buone il Signore ha fatto attraverso un “sì”: il “sì” tuo, il “sì” mio, il “sì” di altri, nelle piccole e grandi cose. Noi ogni giorno possiamo solo dire grazie.

P. Livio: E’ stato proprio così per Radio Maria… Se noi siamo fedeli, la Madonna fa crescere le cose in un modo miracoloso; come questa radio con la quale la Madonna porta la preghiera in tutto il mondo…

Giovedì avremo la grazia di essere ricevuti dal Papa. Se tu potessi parlare col Papa cosa gli diresti?

MarijaGli vorrei solo dire che lo amiamo e che preghiamo per lui; e di tenere duro, perchè abbiamo il Paradiso che ci aspetta.

Halloween: “Proteggete i vostri bimbi e vestiteli da santi” : l’esorcista contro Halloween.

 

Don Ermes Macchioni sveglia e mette in guardia contro la festa di Halloween.
Il sacerdote, della parrocchia di Sassuolo, ha organizzato la sera di Halloween una contro festa per contrastare la celebrazione del male: “Portate i vostri figli all’oratorio vestiti di bianco e custoditeli da queste frottole spirituali mai innocue”
Halloween è la festa del demonio. Dietro i cappelli a punta, le ragnatele, i vestiti neri, i riti e le zucche si nasconde proprio lui. La realtà è molto diversa dall’innocuo “dolcetto o scherzetto”. A mettere in guardia è Don Ermes Macchioni, prete ed esorcista della parrocchia di Sassuolo e che per il 31 ottobre prossimo ha organizzato una contro festa per fronteggiare la celebrazione del male: “Venite all’oratorio e portate i vostri bambini vestiti di bianco – ha detto il sacerdote ai suoi parrocchiani, – o meglio ancora travestiti da santi. Proteggete i vostri figli quella notte, perché, anche senza volerlo e a loro insaputa, gioirebbero e danzerebbero per quello che viene chiamato “il Grande Cornuto” e che non può salvarli. Portateli in Chiesa l’indomani, giorno dei Santi e custoditeli da queste frottole spirituali e di moda che purtroppo non sono mai innocue”.

Il 31 ottobre, vigilia di Ognissanti, è una ricorrenza di origini anglosassoni e celtiche, ed è considerata il capodanno dell’esoterismo. Divenuta in breve tempo un’occasione commerciale di festa e sdrammatizzazione del mondo occulto di streghe, maghi e spiriti maligni, resta associata ad una dimensione diabolica che difficilmente è accettata dal Vaticano. E la condanna della festa di streghe e folletti, non viene solo dalla provincia modenese ma è un coro unanime che unisce la chiesa cattolica da secoli. L’ultima dichiarazione è quella di Monsignor Gualtiero Bassetti che la definisce la festa delle zucche vuote, le quali dimenticano come la morte sia un atto di fede e non un fenomeno da esorcizzare.

“Halloween, – ha ricordato Don Ermes, – non è solo un fatto sociologico ma un evento spirituale partecipando al quale, anche solo passivamente, cioè per moda, si commetterebbe un peccato d’idolatria. Aderendo alla festa magica di quella notte, si rende comunque un’adorazione implicita a Satana”. Il prete va ancora più avanti analizzando tutto il rituale della notte di Halloween, quella che lui definisce una “catechesi al contrario”, dove si prevede di “drappeggiare e decorare un altare con un elmo cornuto che rievochi il demonio” e intonare “canti, musiche, recitativi che si ispirino tutti alla morte, agli spiriti, ai fantasmi e alla magia”. A mettere in allarme Don Ermes e i suoi fedeli sono le parole della preghiera che, dicono, dovrebbe essere pronunciata a quel punto: “Con questo, nella santa vigilia di Samhain, ti concedo il dominio e il potere, o Grande Cornuto, Dio dei regni tenebrosi”. “Non dimentichiamo, – conclude Don Ermes, – che i nostri defunti non ritornano; essi sono viventi in Cristo, (speriamo tutti) e non possono tornare da noi. E per raggiungere il loro mondo non serve la magia, ma seguire Cristo, imparare a vivere come lui e a morire come lui”.

La festa dedicata alla luce per sconfiggere i seguaci del buio, è l’ultima crociata di Don Ermes Macchioni, conosciuto nella zona per la sua attività di esorcista da oltre vent’anni. Il sacerdote 63enne è stato nominato dal Vescovo Adriano esorcista della Diocesi di Reggio Emilia e Guastalla insieme a Don Stanislao Fontana di Calerno e Don Edoardo Cabassi, rettore del Santuario della Madonna di Bismantova. Allievo del famoso padre Amorth, Don Ermes racconta di come la sua attività sia molto richiesta nella zona: “Il Vescovo Adriano fu molto lungimirante nel chiamarmi a esercitare come esorcista, perché ce n’è davvero bisogno. Sono problematiche molto diffuse, le persone sentono di essere possedute e chiedono il mio aiuto”. È una lotta contro il demonio quella di Don Ermes, che va dall’esorcismo alla Festa di Halloween cercando di non sottovalutare nessun contatto con le forze oscure degli spiriti.

fonte:ilfattoquotidiano

La confessione è il momento in cui Dio ha diritto ad entrare di nuovo nella nostra vita

 

 

Marija Pavlovic, veggente di Medjugorje, racconta:

“Durante la preghiera mi è apparsa per tre volte l’immagine di un fiore. La prima volta era meraviglioso, fresco, coloratissimo. Ed io ne ero felice! Poi ho visto lo stesso fiore chiuso, appassito, aveva perduto completamente la sua bellezza. Ero triste! Ma, ecco una goccia d’acqua cadde sul fiore appassito ed esso subito riacquistò tutta la sua freschezza ed il suo fulgore! Ho cercato di capire che cosa potesse significare per me questa visione, ma non ci sono riuscita… Perciò decisi di chiederlo alla Madonna durante una delle Sue apparizioni. Le dissi: “Madonna mia, che cosa vuol dire quello che ho visto durante la preghiera? Che significato aveva quel fiore?”
La Madonna sorrise e rispose: “Il vostro cuore è come quel fiore. Ogni cuore è meraviglioso nella bellezza creata da Dio. Ma quando sopraggiunge il peccato, il fiore appassisce ed il fulgore svanisce. Quella goccia caduta sul fiore per ravvivarlo, è il simbolo della Confessione. Voi, quando siete nel peccato, non potete aiutarvi da soli: vi serve aiuto”.
La confessione, grazie alla divina potenza di Gesù Signore, supera la sua entità di incontro umano conducendo l’uomo fino all’incontro con Dio, con il Padre buono che, dopo aver tanto atteso, ora con gioia corre all’abbraccio, dona vesti nuove ed invita tutti alla mensa della comunione dove si festeggia l’immensità della Divina Misericordia. Perciò la Confessione è un incontro tra l’umano e il divino, attraverso lo strumento umano della conversazione e della reciproca fiducia.
La confessione è l’accettazione della Volontà di Dio ed il rifiuto del mondo che imprigiona e disprezza, l’adesione alla sorgente di salvezza e di luce, di pace e di amore, ed il rifiuto delle tenebre, dell’odio e del disordine! Tutto nella piena consapevolezza dei nostri gesti.
Maria dice: Non potete festeggiare la mia festa se non vi confessate, il che significa: non potete cominciare la vita nuova se non dite a Dio:
Ecco, Signore, sono pronto a fare secondo la tua Volontà!
La volontà di Dio per me è prima di tutto chiedere perdono per tutto quello che abbiamo fatto contro la Sua Volontà, per aver preferito noi stessi alla voce di Dio, per essere stati più vicini alla vecchia Eva che a Maria, la nuova Eva.
Allora la confessione è il momento del ritorno e della rinnovata accettazione del Paradiso terrestre, l’inizio della costituzione del nuovo mondo.
E’ il momento in cui Dio ha diritto ad entrare di nuovo nella nostra vita e a riacquistare il primo posto.
Questo è anche il momento in cui il nostro uomo vecchio, distrutto, si rinnova nella piena umanità di Cristo. Dio Padre è bontà infinita, è misericordia e dona sempre il perdono a chi glielo domanda col cuore.
Pregatelo spesso con queste parole:
“Dio mio, lo so che sono grandi e numerosi i miei peccati contro il tuo amore, ma io spero che tu mi perdonerai. Sono pronto a perdonare a tutti, all’amico come al nemico. O Padre, io spero in te e desidero vivere sempre nella speranza del tuo perdono”.
– P. Slavko Barbaric –