Il Sorriso di Maria

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO AI GIOVANI PER IL 31 ° MLADIFEST MEDJUGORJE 2020


Cari giovani!
L’incontro annuale dei giovani a Medjugorje è pieno di preghiera, catechesi e incontro fraterno, che ti dà l’opportunità di incontrare Gesù Cristo vivente, in modo speciale nella celebrazione della Beata Eucaristia, in adorazione davanti al Santissimo Sacramento e nel Sacramento della Riconciliazione. Ti aiuta così a scoprire un diverso modo di vivere, diverso da quello offerto da una cultura del temporaneo, secondo il quale nulla può essere permanente e che conosce solo il godimento del momento presente. In questa atmosfera di relativismo, in cui è difficile trovare risposte vere e sicure, il motto del Festival: “Vieni e vedrai” (Gv 1,19), le parole che Gesù rivolse ai suoi discepoli, sono una benedizione. Gesù mi guarda e ti invita ad andare a stare con lui.


Non aver paura! Cristo vive e vuole che tu sia vivo. È la vera bellezza e giovinezza di questo mondo. Tutto ciò che tocca diventa giovane, nuovo, pieno di vita e significato (cfr. Apost. Pobud. Christus vivit 1). Questo è esattamente ciò che vediamo nella scena del Vangelo, in cui il Signore chiede ai due discepoli che lo seguono: “Cosa stai cercando?” E loro risposero: “Rabbino, dove abiti?” E Gesù disse loro: “Vieni a vedere” (cfr Gv 1, 35-39). Andarono, videro e rimasero. Il gesù dell’incontro con Gesù fu talmente impresso nella memoria dei discepoli che uno di loro registrò anche l’ora dell’incontro: “Erano circa le quattro del pomeriggio” (v. 39).


Il Vangelo ci descrive come, dopo essere stati nella casa del Signore, i due discepoli diventarono “mediatori” che consentirono agli altri di incontrarlo, conoscerlo e seguirlo. Andrew andò immediatamente a condividere la sua esperienza con suo fratello Simone e lo portò da Gesù. L’insegnante, vedendolo, gli diede il soprannome: “Kefa”, cioè “Rock”, che diventerà il nome personale di Pietro (cfr Gv 1, 40-42). Ciò dimostra come nell’incontro con Gesù diventiamo una persona nuova e riceviamo una missione per trasmettere quell’esperienza ad altri, ma con una visione sempre focalizzata su di Lui, sul Signore.


Cari giovani, avete incontrato questo sguardo di Gesù che vi chiede: “Cosa stai cercando?” Hai sentito la sua voce che ti diceva: “Vieni a vedere”? Hai sentito il bisogno di andare? Trascorri questa volta con Gesù, per essere riempito con il suo Spirito e quindi diventare pronto per l’avventura di una vita. Incontralo, stai con lui in preghiera, confida in lui perché è un conoscitore del cuore umano.
La bella chiamata del Signore:”Vieni a vedere”, che ci è stato trasmesso dal giovane e amato discepolo di Cristo, è indirizzato a tutti i futuri discepoli. Gesù ti invita ad incontrarlo, e questa Festa è un’opportunità per “venire a vedere”. La parola “vieni”, oltre a indicare il movimento corporeo, ha un significato spirituale molto più profondo. Indica il corso della fede il cui scopo ultimo è “vedere”, cioè sperimentare il Signore e, grazie a lui, vedere il significato pieno e finale della nostra esistenza.


Carissimi giovani, avete incontrato questo sguardo di Gesù che vi chiede: «Che cosa cercate?»? Avete udito la sua voce che vi dice: «Venite e vedrete»? Avete sentito quell’impulso a mettervi in cammino? Prendetevi il tempo per stare con Gesù, per riempirvi del suo Spirito ed essere pronti all’affascinante avventura della vita. Andate incontro a Lui, state con Lui nella preghiera, affidatevi a Lui che è esperto del cuore umano.


Questo bellissimo invito del Signore: «Venite e vedrete», raccontato dal giovane e amato discepolo di Cristo, è rivolto anche ai futuri discepoli. Gesù vi invita ad incontrarlo e questo Festival diventa un’occasione di poter “venire e vedere”. La parola “venire”, oltre ad indicare un movimento fisico, ha un senso più profondo, spirituale. Indica un itinerario di fede il cui fine è “vedere”, cioè fare l’esperienza del Signore e, grazie a Lui, vedere il senso pieno e definitivo della nostra esistenza.
Il grande modello della Chiesa dal cuore giovane, pronta a seguire Cristo con freschezza e docilità, rimane sempre la Vergine Maria. La forza del suo «sì» e di quell’«avvenga per me» che disse all’angelo ci colpisce sempre. Il suo «sì» significa coinvolgersi e rischiare, senza altra garanzia che la certezza di essere portatrice di una promessa. Il suo «Ecco la serva del Signore» (Lc 1,38) è l’esempio più bello che ci racconta cosa succede quando l’uomo, nella sua libertà, si abbandona nelle mani di Dio. Che questo esempio vi affascini e vi guidi! Maria è la Madre che veglia «su di noi suoi figli che camminiamo nella vita spesso stanchi, bisognosi, ma col desiderio che la luce della speranza non si spenga. Questo è ciò che vogliamo: che la luce della speranza non si spenga. La nostra Madre guarda questo popolo pellegrino, popolo di giovani che lei ama, che la cerca facendo silenzio nel proprio cuore nonostante che lungo il cammino ci sia tanto rumore, conversazioni e distrazioni» (Christus vivit, 48).


Cari giovani, «correte attratti da quel Volto tanto amato, che adoriamo nella santa Eucaristia e riconosciamo nella carne del fratello sofferente. Lo Spirito Santo vi spinga in questa corsa in avanti. La Chiesa ha bisogno del vostro slancio, delle vostre intuizioni, della vostra fede» (ibid., 299). Nella vostra corsa per il Vangelo, animata anche da questo Festival, affido tutti voi all’intercessione della Beata Vergine Maria, invocando luce e forza dallo Spirito affinché possiate essere veri testimoni di Cristo. Per questo prego e vi benedico, e chiedo anche a voi di pregare per me.

Roma, San Giovanni in Laterano, 29 giugno 2020

Papa Francesco