Commento al messaggio del 25 Gennaio 2026

COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 GENNAIO 2026

COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 GENNAIO 2026

Padre Silvano Alfieri

 

1^ decina: “CARI FIGLI! OGGI VI INVITO AD ESSERE PREGHIERA E BENEDIZIONE PER TUTTI COLORO CHE NON HANNO CONOSCIUTO L’AMORE DI DIO. FIGLIOLI, SIATE DIVERSI DAGLI ALTRI E POSITIVI, UOMINI DI PREGHIERA E D’AMORE VERSO DIO, AFFINCHÉ CON LE VOSTRE VITE SIATE IL SEGNO DELL’AMORE DI DIO PER GLI ALTRI. IO VI BENEDICO CON LA MIA BENEDIZIONE MATERNA ED INTERCEDO PER CIASCUNO DI VOI PRESSO MIO FIGLIO GESÙ. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.”

 

2^ decina: FIGLIOLI, SIATE DIVERSI DAGLI ALTRI E POSITIVI

Come sempre, Maria nei suoi messaggi ci dona la Parola di Dio con il suo stile materno. Anche oggi riecheggiano chiaramente le parole di san Paolo: “Non conformatevi alla mentalità di questo mondo” (Rm 12,2), è lo stesso invito che Maria ci rivolge quando ci chiede di essere “diversi dagli altri”.

E ancora, nella lettera ai Filippesi, Paolo esorta: “Siate irreprensibili e semplici, figli di Dio immacolati in mezzo a una generazione perversa e degenere, nella quale dovete splendere come astri nel mondo” (Fil 2,14-15). È ciò che Maria riassume con parole semplici e concrete: “Siate positivi, segno dell’amore di Dio per gli altri”.

San Giustino, martire cristiano del II secolo, cercò con passione il Sommo Bene attraverso la filosofia: passò dagli stoici ai peripatetici, dai pitagorici ai platonici, ma nessuno riuscì a soddisfare il suo cuore. Saranno la lettura delle Sacre Scritture e la testimonianza dei martiri, che donavano la vita per Gesù Cristo, a fargli scoprire la vera speranza. Quando fu arrestato, il prefetto Rustico cercò di fargli rinnegare la fede dicendogli: “Sacrificate agli dèi”. Giustino rispose con semplicità e fermezza: “Nessuno che è sano di mente passa dalla pietà all’empietà”.

Non siamo noi cristiani a doverci adattare a un mondo che svilisce la dignità della persona umana, riducendola alla ricerca del denaro, del potere e dei soli beni materiali. Al contrario, proprio chi è stanco di queste illusioni deve poter trovare, nella nostra testimonianza cristiana, la luce di una speranza vera.

 

3^ decina: CON LE VOSTRE VITE SIATE IL SEGNO DELL’AMORE DI DIO PER GLI ALTRI 

In Gesù Cristo l’amore di Dio è offerto a ogni uomo: la sua Parola illumina, il suo Vangelo dona speranza, la sua Provvidenza porta gioia e il suo perdono ci restituisce la libertà.

Questa luce di Gesù lo Spirito Santo l’ha accesa in noi nel giorno del battesimo. E, come dice il Vangelo, non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul lucerniere perché faccia luce a tutti quelli di casa.

Il cristiano può infiammare il mondo con il fuoco dell’amore divino. Santa Caterina da Siena e San Giovanni PaoloII ce lo ricordano con forza: “Se sarete quello che dovete essere, metterete fuoco in tutto il mondo”.

Maria, oggi, ci invita a fare la differenza, a portare la luce della fede, a portare l’amore di Cristo con la preghiera e con le opere di misericordia.

 

4^ decina: IO VI BENEDICO CON LA MIA BENEDIZIONE MATERNA ED INTERCEDO PER CIASCUNO DI VOI PRESSO MIO FIGLIO GESÙ.

Sono anni che, da Međugorje, Maria ci benedice e prega per ciascuno di noi. Grazie al suo amore, alla sua preghiera e alla sua benedizione, in tanti figli è tornata a splendere la luce della fede e della speranza, oltre che la luce della gioia per le innumerevoli grazie elargite per la salute, per il lavoro, per la famiglia.

L’incontro con la Regina della Pace per molti ha fatto la differenza: tornando dal pellegrinaggio a Međugorje, la vita loro è cambiata. Anche molti che credevano di essere già dei buoni cristiani si sono accorti di aver fatto un salto di qualità.

Carissimi Apostoli della Pace, accogliendo la Regina della Pace nella vostra vita e provando a mettere in pratica i suoi messaggi, anche voi siete diventati preghiera e benedizione per tanti, sia personalmente sia con i vostri Cenacoli. E tuttavia è giusto chiederci: possiamo fare meglio? la nostra testimonianza può essere più efficace?

 

5^ decina: CARI FIGLI! OGGI VI INVITO AD ESSERE PREGHIERA E BENEDIZIONE PER TUTTI COLORO CHE NON HANNO CONOSCIUTO L’AMORE DI DIO 

Sì, possiamo fare meglio. La nostra testimonianza, ad esempio, diventa più efficace quando partecipiamo in presenza ai Cenacoli e alle giornate di preghiera dell’Associazione.

Nei fioretti di san Francesco si racconta che santa Chiara da tempo desiderava condividere un pasto con san Francesco e i frati. Quando finalmente il santo acconsente, santa Chiara e un’altra suora escono dal monastero di san Damiano e si recano alla Chiesa di Santa Maria degli Angeli. I frati, come loro solito, allestirono una povera mensa sulla terra. Subito san Francesco cominciò a parlare di Dio così soavemente, con tale dolcezza e profondità, che scese su di loro l’abbondanza della divina grazia e tutti furono rapiti in Dio.

La gente di Assisi e dei dintorni vedevano che santa Maria degli Angeli e i boschi attorno ardevano fortemente. Allora con grande fretta corsero per spegnere il fuoco. Ma giungendo al luogo, e non trovando ardere nulla, entrarono nella chiesa e trovarono, intorno a quella umile mensa, san Francesco, santa Chiara e tutti i frati che pregavano, tutti rapiti in Dio. Essi compresero che quello non era fuoco materiale, ma il fuoco dell’amore divino che ardeva nei loro cuori. Fuoco che Dio aveva fatto apparire miracolosamente, a dimostrare e significare il fuoco del divino amore, del quale ardevano le anime di questi santi frati e sante monache. Gli abitanti di Assisi ripartirono con grande consolazione nel loro cuore e con santa edificazione. (cfr. “I fioretti di San Francesco” Cap. XV. Anonimo XIV secolo).

È lo stesso fuoco che si accende nelle nostre giornate di preghiera per la pace a Reggio Emilia e che si accenderà ancora più fortemente a Pompei nel giorno della Divina Misericordia. Quando tante persone di fede e di preghiera, persone che amano Maria e mettono Dio al primo posto nella loro vita, come fate voi, si incontrano per pregare insieme, il fuoco dell’amore di Dio divampa.

Lo abbiamo sperimentato in tutti i convegni degli Apostoli della Pace, abbiamo toccato con mano l’energia che si sprigiona da queste giornate: si accende la gioia, si diffonde la grazia e ciascuno riparte con rinnovata energia.

Se vogliamo fare qualcosa di meglio per Maria, se vogliamo che la nostra testimonianza sia più efficace e illumini anche altri, usciamo di casa e partecipiamo in presenza ai Cenacoli e agli incontri dell’Associazione. Non si accende una luce per metterla: “sotto il moggio, ma sopra il lucerniere, perché quanti entrano vedano la luce”. (Luca 11,33).

Il Signore Gesù ci benedica con il dono della comunione e della partecipazione.

p. Silvano

 

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COMMENTO AL MESSAGGIO DEL 25 GENNAIO 2026 DI PADRE SILVANO

 

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