Il Sorriso di Maria

Medjugorje: commento al messaggio del 25 agosto 2021 a Marjia

Padre Silvano Alfieri

Per rivivere l’incontro cliccare nel link che segue:

https://www.facebook.com/apostolidellapace/videos/380746043623164/

COMMENTO AL MESSAGGIO DI MEDJUGORJE, 25 AGOSTO 2021

1^ decina: “CARI FIGLI! CON GIOIA INVITO TUTTI VOI, FIGLIOLI, CHE AVETE
RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA, AD ESSERE GIOIA E PACE. CON LE VOSTRE VITE
TESTIMONIATE IL CIELO CHE VI PORTO. È L’ORA, FIGLIOLI, DI ESSERE IL RIFLESSO
DEL MIO AMORE PER TUTTI COLORO CHE NON AMANO E I CUI CUORI SONO
CONQUISTATI DALL’ODIO. NON DIMENTICATE: IO SONO CON VOI E INTERCEDO
PER TUTTI VOI PRESSO MIO FIGLIO GESÙ AFFINCHÉ VI DONI LA SUA PACE.
GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.

2^ decina: INTERCEDO PER TUTTI VOI PRESSO MIO FIGLIO GESÙ AFFINCHÉ VI DONI LA SUA PACE


La vera pace è prima di tutto un dono che il Cielo offre all’uomo, la pace è una persona, è
Gesù. È Lui il principe della pace che porta sulla terra la pace del paradiso, e come la sera
di Pasqua l’ha offerta ai suoi apostoli, così ora la offre anche a noi: “Vi lascio la pace, vi dò la
mia pace” (Gv 14,27), La pace, quindi, è innanzitutto un dono da accogliere, un dono che
Gesù, in molti modi, offre a tutti gli uomini. A Medugorje questo dono prezioso Gesù ce lo
offre attraverso sua madre Maria, la Regina della Pace. Lei insegna ai suoi figli come si
accoglie e come si collabora con la pace. Accogliere Maria, ascoltare i suoi messaggi,
pregare insieme a Lei e mettere in pratica le sue indicazioni, è un modo efficace per far crescere la pace in noi e attorno a noi.

3^ decina: CARI FIGLI! CON GIOIA INVITO TUTTI VOI, FIGLIOLI, CHE AVETE
RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA, AD ESSERE GIOIA E PACE.


Maria ci invita ad aprirci senza timore al dono della pace e della gioia. Ripeto il suo invito
con parole mie: “Cari figli, voi che mi avete accolto, siate gioia e pace, accogliete senza
paura la gioia e la pace che ogni giorno la Provvidenza vi offre, alimentatela, perché Dio è
gioia e pace; fare spazio, nella vostra vita, alla gioia e alla pace, significa fare spazio a Dio.”
Maria ci ha insegnato che la pace e la gioia si alimentano con la preghiera, con i gesti di
misericordia, ma anche con le nostre scelte. In tante circostanze possiamo scegliere se
rimanere in pace o soffermarci su ciò che ci turba, possiamo decidere se farci prendere
tanto da una preoccupazione o se fidarci un po’ di più del Cielo. Gesù ci dice: “Ecco, sto alla
porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò
con lui.” (cfr. Ap 3,20). Dobbiamo imparare a riconoscere e scegliere la voce della pace e
della gioia con la quale Gesù bussa ogni giorno alla porta del nostro cuore, accoglierla e sceglierla senza timore nelle piccole e grandi vicende della giornata. Quanto più accogliamo
Gesù, tanto più diventiamo gioia e pace; quanto più accogliamo la pace e la gioia, tanto più
cresce in noi la presenza di Gesù.

4^ decina: CON LE VOSTRE VITE TESTIMONIATE IL CIELO CHE VI PORTO. È L’ORA,
FIGLIOLI, DI ESSERE IL RIFLESSO DEL MIO AMORE PER TUTTI COLORO CHE NON AMANO


Il mese scorso Maria ci ha invitato ad essere preghiera per coloro che non pregano, questo
mese ci invita ad essere un riflesso del suo amore per quei figli nei cui cuori non c’è amore.
È ora di donare agli altri ciò che abbiamo ricevuto, la luce accesa in noi dalla Regina della
Pace deve essere messa a disposizione per illuminare anche chi nel cuore ha il buio:
gratuitamente abbiamo ricevuto, gratuitamente doniamo. Le persone che sono portatrici
della gioia e della pace diffondono luce, irradiano calore e attraggono chi la pace non ce l’ha:
è attraverso queste persone che Maria può entrare nel cuore di altri suoi figli che al
momento sono nel buio. Eleonora, la bambina all’origine del percorso degli Apostoli della
Pace, è certamente una di queste persone che irradiano l’amore di Gesù: nel suo volto si è
riflesso in modo molto bello il volto di Gesù. Eleonora, colpita a dieci anni da una malattia
terribile, avrebbe avuto mille motivi per essere arrabbiata o lamentarsi, ma non lo ha fatto,
ha vinto il male con il bene, anche in quelle circostanze ha saputo scegliere la pace e la fede
con le quali Gesù bussava al suo cuore. La sua è una storia di luce che attrae come una
calamita anche chi è lontano dalla fede.
Conoscere Eleonora è necessario a ogni Apostolo della Pace che desidera scoprire le
proprie radici; fare conoscere questa bambina ad altri, significa donare luce a chiunque lo
desideri. Eleonora, infatti, è una delle luci più belle che Maria ha donato agli Apostoli della
Pace. Domenica, 29 agosto, a Montegibbio (MO), abbiamo presentato il libro scritto da
Francesco Genitoni: “Eleonora Restori. Biografia breve di una bambina speciale”. Il libro è
bellissimo perché riesce a far emergere la luce di questa bambina. Farà bene a tanti leggere
la sua testimonianza, per questo diffondiamolo quanto più possibile.

5^ decina: NON DIMENTICATE: IO SONO CON VOI..


Maria è una mamma presentoe, attenta alle nostre necessità, ci ascolta; quando noi la
preghiamo non è distratta. Possiamo dialogare e condividere con lei qualsiasi cosa,
possiamo ricorrere al suo aiuto in ogni momento, Maria è felice di aiutarci, in un altro
messaggio ci ha detto: “VOI SOLO CHIAMATEMI: ECCOCI MADRE, GUIDACI!”. (2-5-2009).
Anche noi, però, dobbiamo ascoltare Lei perché la pace è frutto di una collaborazione: Maria
si offre di accompagnarci lungo la via della pace e della gioia, però anche noi dobbiamo
camminare.
Questo messaggio mi suggerisce un titolo: “Maria mette olio alle lampade”. Le lampade
sono i figli che l’hanno accolta e nel cuore hanno già, almeno un po’, di pace e di gioia.
Maria si rivolge a loro e con le sue parole rafforza la fiamma, la rende più viva, più luminosa
e più calda, e desidera e spera che attraverso questi figli “accesi”, questa luce di amore si
diffonda e raggiunga e illumini anche i figli che stanno camminando al buio e al freddo.

Il Signore Gesù vi benedica con il dono della pace e della gioia.
Padre Silvano

Medjugorje: messaggio del 25 agosto 2021 alla veggente Marjia


Messaggio del 25 Agosto 2021 alla veggente Marija di Medjugorje

“Cari figli!
Con gioia invito tutti voi, figlioli, che avete risposto alla mia chiamata, ad essere gioia e pace. Con le vostre vite testimoniate il Cielo che vi porto. È l’ora, figlioli, di essere il riflesso del mio amore per tutti coloro che non amano e i cui cuori sono conquistati dall’odio. Non dimenticate: io sono con voi e intercedo per tutti voi presso mio Figlio Gesù affinché vi doni la Sua pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Medjugorje si è spento Mons. Hoser l’inviato del papa



Il drammatico fatto è avvenuto già da alcuni giorni, tuttavia la notizia è trapelata solo in queste ultime ore.

Monsignor Henryk Hoser
L’arcivescovo polacco Henryk Hoser è morto. Si sarebbe spento martedì scorso, ma fino a poche ore fa non si era diffusa alcuna parola ed era stato garantito il massimo riserbo sulla salita in cielo del religioso.

Il decesso di Mons. Hoser che addolora tanti
Mons. Hoser aveva 78 anni, e ricopriva l’incarico di visitatore apostolico presso la parrocchia di Medjugorje, dopo la nomina di Papa Francesco. La notizia del decesso è stata confermata da più fonti. Una, in particolare, ne conferma l’autenticità, vale a dire quella di padre Przemysław Śliwiński dell’arcidiocesi di Varsavia.
Già da diverse settimane il sacerdote era in gravi condizioni, come documentato anche da La Luce di Maria. Il ricovero in ospedale sarebbe avvenuto intorno alla fine dello scorso mese di luglio, e in quel momento le sue condizioni erano già particolarmente gravi.

Le ultime dichiarazioni pubbliche rilasciate dal vescovo
Da alcuni anni, quattro precisamente, l’arcivescovo Hoser soffriva di malaria, e di recente era stato contagiato anche dal coronavirus. Nelle scorse settimane sembrava che il suo stato di salute andasse migliorando, ma purtroppo è subentrata un’infezione a causa di un batterio.
“Bisogna vivere l’atmosfera di questo luogo, quella preghiera e quella liturgia. Bisogna seguire di persona il cammino del rosario e la Via Crucis, il racconto non basta…“, sono alcune delle ultime parole pubbliche rilasciate dal religioso al Sir, l’agenzia dei vescovi italiani, lo scorso 19 luglio, riferendosi a Medjugorje. “A Medjugorje molte persone si convertono davvero nel profondo dei loro cuori, ci sono molti casi di risveglio vocazionale, di cambiamento di vita”.

Tutti speravano perciò che il religioso superasse al meglio ogni difficoltà e che rientrasse presto a Medjugorje, per portare avanti il suo incarico. Poi però è arrivato il ricovero d’urgenza. Infine la salita al cielo. Preghiamo affinché gli angeli possano accoglierlo al cospetto della luce eterna del Signore. 

Giovanni Bernardi

Medjugorje: sono gravi le condizioni di Mons. Henryk Hoser


Medjugorje: sono gravi le condizioni di Mons. Henryk Hoser
Da
 Simona Amabene –
01/08/2021

Ultime notizie ufficiali su Mons. Henryk Hoser, visitatore apostolico a Medjugorje per la Santa Sede: è stato ricoverato in ospedale a causa di un aggravamento delle sue condizioni di salute. 


Tanto che l’arcivescovo Hoser è stato nuovamente ricoverato in ospedale, la comunicazione è arrivata direttamente dall’attuale arcivescovo di Varsavia, Romuald Kamiński. 
Monsignor Hoser, è il Visitatore apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, nominato per questo incarico il 31 maggio 2018 da papa Francesco, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis.

La primavera scorsa aveva contratto il Covid, dopo essersi sottoposto alla prima dose del vaccino. Quando il suo stato di saluta andava migliorando è subentrata un’infezione a causa di un batterio, che sembrava poi essere rientrata e attendeva solo di recuperare le forze fisiche, a seguito anche di un percorso di riabilitazione, per rientrare a Medjugorje e portare avanti il suo incarico. Invece, tre giorni fa, è stato ricoverato d’urgenza e a darne notizia è la stessa diocesi di Varsavia.
LEGGI ANCHE: Medjugorje: Sarah invoca l’aiuto della Madonna per salvarci tutti
Comunicato sullo stato di salute di Mons. Hoser
“Reverendi Sacerdoti,
Venerate Religiose e tutte le persone di vita consacrata,
Cari Diocesani,
Giovedì 29 luglio 2021, l’arcivescovo Henryk Hoser SAC è stato ricoverato in ospedale.
La condizione dell’arcivescovo Senior è grave.
Chiedo cordialmente a tutte le diocesi di circondare il malato con la preghiera individuale; Affido ai Pastori la memoria di questa intenzione nella preghiera comunitaria – commemorazione nella preghiera comune durante l’Eucaristia, durante l’adorazione o il rosario, ecc. La nostra unità con lui, espressa nell’ufficio divino offerto per la sua intenzione, accompagni l’Arcivescovo.
Chiediamo anche i favori necessari per tutti coloro che assistono Sua Eccellenza durante il ricovero.
Con la benedizione di un pastore
+ Romuald Kamiński,
Vescovo di Varsavia e PR”
Accogliamo l’invito a pregare per Mons Hoser affinché possa superare questo difficile momento e recuperare la sua piena salute. Glielo auguriamo con tutto il cuore!

Simona Amabene

FONTE: https://diecezja.info.pl/prosba-o-modlitwe-w-intencji-powrotu-do-zdrowia-ks-abp-henryka-hosera-sac/

Commento al messaggio del 25 luglio 2021 a Marjia

Padre Silvano Alfieri

Per rivivere l’incontro cliccare nel link che segue:

https://www.facebook.com/apostolidellapace/videos/3042932479260144/

COMMENTO AL MESSAGGIO DI MEDJUGORJE, 25 LUGLIO 2021

1^ decina: “CARI FIGLI! VI INVITO AD ESSERE PREGHIERA PER TUTTI COLORO CHE NON PREGANO. TESTIMONIATE, FIGLIOLI, CON LE VOSTRE VITE LA GIOIA DI ESSERE MIEI E DIO ESAUDIRÀ LE VOSTRE PREGHIERE E VI DARÀ LA PACE IN QUESTO MONDO INQUIETO DOVE L’ORGOGLIO E L’EGOISMO REGNANO. FIGLIOLI, VOI SIATE GENEROSI E AMORE DEL MIO AMORE AFFINCHÉ I PAGANI SENTANO CHE SIETE MIEI E CHE SI CONVERTANO AL MIO CUORE IMMACOLATO. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.”

2^ decina: CARI FIGLI! VI INVITO AD ESSERE PREGHIERA PER TUTTI COLORO CHE NON PREGANO.
Dio offre la sua grazia e la sua salvezza a tutti, ma rispetta la libertà di ciascuno e opera solo in chi gli apre il cuore. La preghiera è esercizio di libertà, attraverso di essa manifestiamo il nostro desiderio e il nostro consenso, e Dio può agire con la sua grazia nella nostra vita, e questo avviene anche se la preghiera è fatta da altri. L’esempio di un medico ci può aiutare a comprendere meglio: egli si prende cura sia di un malato che si presenta a lui spontaneamente, di propria volontà, e allo stesso modo, si prende cura di coloro che gli sono portati da altri, come per esempio i bambini che sono accompagnati dai loro genitori, oppure, qualcuno che si sente male o ha avuto un incidente ed è condotto all’ospedale da qualcun altro. Allo stesso modo Dio si prende cura di tutti coloro che gli sono presentati nella preghiera da un famigliare, da un amico, o semplicemente da un’anima buona che ha a cuore la salvezza del prossimo. Pregare Dio per i vivi e per i defunti è la settima opera di misericordia spirituale ed è fonte di salvezza, prima per chi prega, e poi per coloro ai quali la preghiera è destinata.

3^ decina: TESTIMONIATE, FIGLIOLI, CON LE VOSTRE VITE LA GIOIA DI ESSERE MIEI
A Medjugorje molti sono arrivati per “contagio”, grazie alla testimonianza di un amico o di un famigliare che vi è andato in pellegrinaggio e quando è tornato ha trasmesso il “virus” della pace. Al suo ritorno era una persona diversa: aveva una pace e una serenità che prima non aveva; ha cominciato a confessarsi e andare a Messa mentre prima non entrava in Chiesa; ora lo si vede girare con il rosario in mano e qualche volta anche all’adorazione. Traspare una gioia che prima non aveva e non è più così attratto e distratto da questo mondo “vuoto”, sembra che abbia trovato il senso della sua vita. Molti, grazie a queste testimonianze “contagiose”, si sono avvicinati a Maria e si son detti: “adesso vado a Medjugorje anch’io!” Perché la nostra testimonianza sia “contagiosa” occorrono due cose: accogliere il dono di Maria, cioè rispondere alla chiamata che questa mamma ci fa da Medjugorje e mettere in pratica i suoi insegnamenti.

4^ decina: FIGLIOLI, VOI SIATE GENEROSI E AMORE DEL MIO AMORE AFFINCHÉ I PAGANI SENTANO CHE SIETE MIEI E CHE SI CONVERTANO AL MIO CUORE IMMACOLATO.
Siate: “amore del mio amore” che significa anche: “amatevi gli uni gli altri come io vi amo”; “fate in modo che attraverso di voi passi il mio amore”. Cari Apostoli della Pace è esattamente quello che voi state facendo da tanti anni con la preghiera dei vostri Cenacoli. Quando voi pregate per l’apertura dei cuori di una categoria di persone, voi portate al medico Celeste tante persone che non pregano o non credono. Fatta così, la vostra è una preghiera generosa, è puro amore, voi amate il vostro prossimo come lo ama Maria. Infatti, anche Lei, prima di tutto, per questi figli “lontani”, prega perché i loro cuori si aprano a Dio. Attraverso questa vostra preghiera “generosa” passa l’amore di Maria, e voi siete davvero “amore del suo amore” perché le date la possibilità di operare nel cuore e nella vita di tanti suoi figli. Allo stesso tempo questa preghiera porta nel vostro cuore la pace e dipinge sul vostro volto la gioia di essere di Maria e di collaborare con lei in questa missione per la salvezza di tante anime. Il bene che fate è davvero contagioso e avvicina tanti al Cuore Immacolato di Maria.

5^ decina: GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.
Ogni mese e in ogni suo messaggio Maria ci conferma quanto per lei sia importante ed efficace la preghiera per l’apertura dei cuori fatta dai nostri Cenacoli. Gesù rivolgendosi ai suoi apostoli dice: “Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.” (Mt 5,14-16). Questi Cenacoli e questo modo di pregare sono una luce che Maria ha acceso in voi e ora con la vostra preghiera vuole illuminare tanti cuori, portare la sua pace e la sua grazia in tante famiglie e nelle vostre comunità. Cari Apostoli, alimentiamo con tanta preghiera la lampada che Maria ci ha messo tra le mani, non permettiamo che si spenga una luce così bella, ma testimoniamo con il nostro impegno nel Cenacolo la gioia di essere di Maria.

Il Signore Gesù vi benedica con il dono dello zelo per la missione che Maria vi affida.
p. Silvano

Medjugorje: messaggio a Marjia del 25 luglio 2021



Messaggio di Medjugorje del 25 luglio 2021 a Marija

“Cari figli! Vi invito ad essere una preghiera per tutti coloro che non pregano.
Testimoniate, figli, con la vostra vita la gioia di essere miei, e Dio risponderà alle vostre preghiere, e darà la pace in questo mondo inquieto, dove regna l’arroganza e l’egoismo.
Figli siate generosi e dite quanto è bello il mio amore con amore, affinché tutti coloro che non credono sentano che siete miei e pregate il mio Cuore Immacolato.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Testimonianza di Fabrizio Moro”: La fede mi ha salvato.


La testimonianza di Fabrizio Moro

Fabrizio Moro racconta la sua parte più spirituale…
Sono fermamente convinto che una mano invisibile stia guidando il mio percorso..
Fabrizio Moro ha raccontato ad Avvenire (nell’Aprile 2019) il suo lato più intimo e spirituale; un Moro che non t’aspetti quello che, occhiali scuri, tatuaggi e aria da duro, ti spiega con sincerità il motivo più profondo da cui è nato Ho bisogno di credere
«La fede mi ha salvato. La fede in me stesso nei momenti difficili e la fede verso Dio. Sì, io credo in Dio, sono fermamente convinto che una mano invisibile stia guidando il mio percorso».


È il Fabrizio Moro che non t’aspetti quello che, occhiali scuri, tatuaggi e aria da duro, ti spiega con sincerità il motivo più profondo da cui è nato Ho bisogno di credere, il primo singolo (ora in rotazione) del decimo album di inediti del cantautore romano, Figli di nessuno in uscita il 12 aprile.


«Spesso mi capita di pregare credendo che qualcuno mi stia ascoltando – aggiunge Moro – Anzi, quando mi sono affidato alla spiritualità, al posto di arrovellarmi su come riuscire quando mi andava male nella musica e nella vita, le cose si sono risolte».
Un album autobiografico, che esprime rabbia, fatica, dolore ma che apre a una rinnovata positività a due anni da Pace che raccontava già una ricerca. Serenità ritrovata anche grazie a due anni di successi, dalla vittoria di Sanremo nel 2018 accanto ad Ermal Meta con Non mi avete fatto niente e il quinto posto all’Eurovision Song Contest dello stesso anno. E, a proposito del Sanremo recente, in cui il suo amico ed “erede” Ultimo è arrivato secondo esternando contro i giornalisti, aggiunge: «Ha sbagliato e mi sono arrabbiato. Ma è un ragazzo sincero e l’unico talento giovane senza sovrastrutture che vedo in giro, altroché quella roba che è la trap».


«per descrivere la fede non servono parole / la fede è un conduttore fra un dubbio e questo immenso». Spesso mi capita di pregare credendo che qualcuno mi stia ascoltando – aggiunge Moro –. Anzi, quando mi sono affidato alla spiritualità, al posto di arrovellarmi su come riuscire quando mi andava male nella musica e nella vita, le cose si sono risolte». Non che non risenta anche questo disco delle amarezze e delle lotte per affermarsi nel panorama nazionale a 44 anni, dove Moro canta con la sfrontatezza dell’ex ragazzo di periferia l’orgoglio di avercela fatta, lui, uno dei tanti Figli di nessuno che hanno lavorato solo con le proprie forze e sono Quasi riusciti, come canta con grinta punk rock nei brani citati. Ricordando con simpatia anche gli inizi con la prima band in parrocchia, quando, canta in Non mi sta bene niente «suonavo il punk all’oratorio» e «non aveva torto il prete… / quando diceva che sarei finito in Purgatorio» come aggiunge nella “sincopata” ed energica Arresto cardiaco.


«Don Claudio, si chiamava il mio parroco – ricorda il cantante – Io sono nato nel quartiere di San Basilio (a Roma ndr), ma sono cresciuto a Guidonia dove non c’era niente e l’oratorio era il centro di tutto. Noi ragazzi ci vedevamo lì, giocavamo, suonavamo…».
«L’amore per i miei figli è la cosa più grande che ho. Sono separato da diversi anni, non sono innamorato e la donna di cui parlo è mia figlia che ha dieci anni. Grazie a lei sono cresciuto tanto».


Fonte web

Roberto Mancini a Medjugorje ha riscoperto la fede.

Giunto nel paesino della Bosnia, Mancini si è trattenuto con dei frati cappuccini e ha trascorso un periodo di preghiera e ritiro. Durante il suo breve viaggio, l’allenatore si è anche incontrato con i veggenti di Medjugorje con i quali ha avuto modo di scambiare alcuni pensieri. In particolare lui ricorda il primo incontro con la veggente Vicka raccontando all’amico Brosio che si trovava in una stanza con altri fedeli e, appunto, la veggente. Ad un certo punto Vicka lo fissa negli occhi sorridendo serenamente e, avvicinatasi a Mancini, lo bacia sulla fronte. Roberto prova la sensazione di un contatto familiare anche se non ha mai conosciuto la veggente fino a quel momento. Quando l’allenatore parla a Vicka di questa emozione, lei risponde che è la Madonna a fare tutto e che noi apriamo a Lei il nostro cuore, facendo ciò che ci dice!
Viene da pensare cosa mai potrebbe mancare ad un uomo ricco e famoso in campo internazionale ma in realtà il viaggio a Medjugorje di Roberto Mancini insegna che la pace interiore e la riscoperta della spiritualità si rivelano necessari ad un certo punto dell’esistenza perché ci permettono di affrontare i momenti più difficili, qualunque sia il nostro stile di vita!

Ho assistito personalmente alle apparizioni e conosco tutti i veggenti piuttosto bene: Ivan, Jakov, Marija, Mirjana, Vicka e Ivanka.

Sì, ci credo, è dal 24 giugno del 1981 che ricevono le apparizioni della Beata Vergine, milioni di persone si sono convertite grazie a loro: è impossibile mentire fino a questo punto.

Medjugorje non è un posto che ti lascia indifferente, bisogna andarci per capire.
È un luogo speciale, ti regala serenità e ti fa venire la voglia di pregare…”