Il Sorriso di Maria

Corpus Domini: preghiere



CORPUS DOMINI
 
PREGHIERE PER LA FESTA DEL CORPUS DOMINI

 
Signore Gesù, Tu sei il Pane vivo, Tu sei il pane di Dio, Tu sei il Pane disceso dal cielo, Tu sei il Pane per essere mio cibo. Quando mi accosto a Te nella comunione, fa’ che comprenda la profondità di questo mistero! Tu sei sempre pronto ad incontrarmi: fa’ che io cammini verso di Te, fa’ che io permetta di essere attratto da Te. Fa’ che ci sia sempre in me un’assoluta disponibilità, perché Tu possa travolgermi con la forza del tuo amore, e da questo mondo condurmi al Padre. Quando vieni a me nella comunione, illuminami per capire che mi sto sottomettendo alla tua azione divina. Donami la capacità di scoprire di essere faccia a faccia con il mistero del tuo amore per me. Fammi comprendere la tua chiamata, quella vocazione personale, ineffabile e misteriosa, a divenire una “cosa sola con Te e il Padre”. Radica in me la convinzione di appartenere a Te, di essere tuo possesso. Conferma in me il tuo dono, il dono completo di Te stesso a me! Si, o Signore, voglio appartenere a Te, così da poter dire con l’apostolo Paolo: “Non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me”.
  
Signore Gesù, credo che sei nell’Eucaristia, vivo e vero. Tutto ciò che fa di Te una Persona, il Figlio dell’uomo ed il Figlio di Dio, tutto è presente. Credo che sei presente Tu, nato a Betlemme dalla Vergine, crocifisso sul Calvario, risorto il terzo giorno ed ora nella gloria alla destra del Padre. La tua Presenza, Signore, è misteriosa e invisibile; se anche non vedo nulla, se anche non sento nulla, credo fermamente , o Signore, che Tu sei realmente presente, perché Tu l’hai detto! Quando sei venuto in mezzo a noi, in terra di Palestina, nascosta era la tua divinità, evidente la tua umanità. Ora nel mistero eucaristico, velata rimane anche la tua umanità. Questo esige fede grande, questo reclama fede viva. Signore, accresci la mia fede, Signore donami una fede che ama. Tu che mi vedi, Tu che mi ascolti, Tu che mi parli, illumina la mia mente perché creda di più; riscalda il mio cuore perché ti ami di più! La tua Presenza, mirabile e sublime, mi attragga, mi afferri, mi conquisti. In ginocchio professo la mia fede in Te: “Signore mio e mio Dio”!
 
Signore Gesù, fa’ che la mia adorazione sia un atto di amore; fa’ che sia un movimento del cuore e del pensiero: amore e pensiero per Te, Persona amata, qui presente. La mia preghiera non sia fatta di formule ma di partecipazione interiore. I miei occhi fissi su di Te, il mio interesse incentrato su di Te, dicano il mio amore per Te. Apri la mia vita a Te così che possa dirti: “Eccomi!” E aprendomi a Te nascerà il bisogno di comunicare, pregare, adorare e ascoltare. E tutto questo per amore! Sarà un darti del tu, sarà parlare con Te senza pose, con tono familiare e amico, sarà un dialogare con Te col cuore in mano e con totale fiducia. Se è vero, o Signore, che quando prego ti guardo, è ancor più vero che Tu guardi me: mi guardi con i tuoi occhi colmi d’amore. Si crea allora un incrocio di sguardi: io ti ascolto e Tu mi ascolti, io ti ricordo e Tu mi ricordi, io ti cerco e Tu mi cerchi, io ti parlo e Tu mi parli. Questa, o Signore, è la reciprocità dell’amore. Come Maria: Tu l’hai guardata e amata e lei in religioso ascolto, ha capito. E ha risposto: “Eccomi, avvenga di me quello che hai detto”.
 

PREGHIERA DEL CONGRESSO EUCARISTICO
 
O Dio, Padre di misericordia e fonte della vita, tu ci chiami in tutto il mondo per celebrare con rinnovato fervore il grande mistero dell’Eucaristia, memoriale perenne della Pasqua del tuo Figlio. Entrando nel terzo millennio, riconoscenti per la salvezza che ci è stata donata,
con fiducia ti chiediamo: fa’ che partecipando dell’unico pane e dell’unico calice diveniamo un solo corpo in Cristo, e viviamo della vita divina che Egli ci ha ottenuto a prezzo del suo Sangue.
Vivificati dal suo Santo Spirito annunceremo al mondo le meraviglie del tuo amore. Per Gesù Cristo tuo Figlio, nato dalla Vergine Maria, che è Dio e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli. Amen.
 

SEQUENZA
 
Sion, loda il Salvatore, 
la tua guida, il tuo pastore 
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore: 
egli supera ogni lode, 
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita: 
questo è tema del tuo canto, 
oggetto della lode.

Veramente fu donato 
agli apostoli riuniti 
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante, 
gioia nobile e serena 
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne 
nella quale celebriamo 
la prima sacra cena.

E il banchetto del nuovo Re, 
nuova, Pasqua, nuova legge; 
e l’antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico, 
la realtà disperde l’ombra: 
luce, non più tenebra. 

Cristo lascia in sua memoria 
ciò che ha fatto nella cena: 
noi lo rinnoviamo,

Obbedienti al suo comando, 
consacriamo il pane e il vino, 
ostia di salvezza. 

È certezza a noi cristiani: 
si trasforma il pane in carne, 
si fa sangue il vino. 

Tu non vedi, non comprendi, 
ma la fede ti conferma, 
oltre la natura. 

È un segno ciò che appare: 
nasconde nel mistero 
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue; 
ma rimane Cristo intero 
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza, 
né separa, né divide: 
intatto lo riceve. 

Siano uno, siano mille, 
ugualmente lo ricevono: 
mai è consumato. 

Vanno i buoni, vanno gli empi; 
ma diversa ne è la sorte: 
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi: 
nella stessa comunione 
ben diverso è l’esito!

Quando spezzi il sacramento 
non temere, ma ricorda: 
Cristo è tanto in ogni parte, 
quanto nell’intero. 

È diviso solo il segno 
non si tocca la sostanza; 
nulla è diminuito 
della sua persona.

Ecco il pane degli angeli, 
pane dei pellegrini, 
vero pane dei figli: 
non dev’essere gettato.

Con i simboli è annunziato, 
in Isacco dato a morte, 
nell’agnello della Pasqua, 
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane, 
o Gesù, pietà di noi: 
nutrici e difendici, 
portaci ai beni eterni 
nella terra dei viventi. 

Tu che tutto sai e puoi, 
che ci nutri sulla terra, 
conduci i tuoi fratelli 
alla tavola del cielo 
nella gioia dei tuoi santi.

Amen, Alleluja

Giornata del Ringraziamento con 1000 Ave Maria

Roccavivara 30 maggio 2021

GIORNATA DELLE 1000 AVE MARIA DEL GRUPPO CENACOLO “Il Sorriso Di Maria Apostoli della Pace” di Città Sant’Angelo -Pe

Come ogni anno il gruppo Cenacolo Il Sorriso Di Maria Apostoli della Pace si reca in ritiro al Santuario della Madonna del Canneto a Roccavivara Cb per ringraziare la Madonna del Sorriso.
Quest’anno non potevano mancare a quest’appuntamento importante.

(Apostoli della Pace)
Nella giornata sono state donate 1000 Ave Maria alla Madonna come segno di gratitudine a questa madre, per le grazie, che ogni giorno da al gruppo.
È stata una giornata ricca di preghiera, c’è stata: la confessione, Santa Messa, Coroncina della Divina Misericordia e le Ave Maria, preghiera essenziale per gli Apostoli della Pace.
(interno del Santuario)

I fedelissimi a Santa Maria del Sorriso ringraziano per questa giornata intensa e costruttiva nella fede.
Grazie Madre Santissima.
(Catia,Maurizio e Anna Maria)

Commento al messaggio del 25 maggio 2021

Padre Silvano Alfieri


Per rivivere la diretta dell’incontro cliccare sul link che segue
https://fb.watch/5TITAcgUeP/


COMMENTO AL MESSAGGIO DI MEĐJUGORJE, 25 MAGGIO 2021

1^ decina: “CARI FIGLI! VI GUARDO E VI INVITO: RITORNATE A DIO PERCHÉ LUI È AMORE E PER AMORE HA MANDATO ME A VOI PER GUIDARVI SULLA VIA DELLA CONVERSIONE. LASCIATE IL PECCATO E IL MALE, DECIDETEVI PER LA SANTITÀ E LA GIOIA REGNERÀ; E VOI SARETE LE MIE MANI TESE IN QUESTO MONDO PERSO. DESIDERO CHE SIATE PREGHIERA E SPERANZA PER COLORO CHE NON HANNO CONOSCIUTO IL DIO D’AMORE. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.”


2^ decina: “CARI FIGLI… VI INVITO: RITORNATE A DIO… LASCIATE IL PECCATO E IL MALE, DECIDETEVI PER LA SANTITÀ E LA GIOIA REGNERÀ Convertitevi e credete al vangelo predica Gesù alle folle, all’inizio della sua missione. Convertitevi, “Lasciate il peccato e il male, decidetevi per la santità”, dice Maria ai suoi numerosi figli. Medugorje è una grande opportunità di conversione a Dio. Da 40 anni Maria, con i suoi messaggi, con la sua presenza e il suo amore, opera in modo efficace per la conversione dei suoi figli. Medugorje è conosciuto anche come il “Confessionale del mondo”: chi è che mette nel cuore dei pellegrini un desiderio così forte di confessarsi, tanto che si formano lunghe file davanti ai confessionali e i confessori non bastano mai? Chi invita i pellegrini ad adorare Gesù e li attrae alle splendide adorazioni eucaristiche serali di Medugorje? Chi li invita a salire la collina delle Apparizioni con la corona del rosario in mano? Chi instancabilmente, giorno e notte, segue ogni pellegrino che sale sul Krizevac? È Maria che, in modo invisibile agli occhi del corpo ma ben visibile agli occhi del cuore, si fa vicina ai suoi figli che soffrono come era vicina a Gesù sulla via del Calvario. Si può dire che Maria, in una maniera discreta e misteriosa che rispetta la libertà dei suoi figli, e allo stesso tempo in una maniera reale ed efficace, prende per mano e accompagna i suoi figli sulla via che conduce a Dio.


3^ decina: VOI SARETE LE MIE MANI TESE IN QUESTO MONDO PERSO.
Le mani di Maria sono mani che spezzano il pane a chi ha fame, sono mani che curano, sono mani che incoraggiano, sono mani che indicano la meta all’orizzonte e la via per raggiungerla. Le mani di Maria non abbandonano i suoi figli, Lei si fa loro compagna di viaggio. Le sue sono mani che sollevano chi è caduto, sono mani che accarezzano e consolano, sono mani che lavorano. Quelle di Maria sono mani grandi perché sono le mani di una mamma che fa tante cose per i suoi figli. Le sue mani compiono le opere di misericordia. Medugorje è un esempio di come Maria tende le sue mani verso questo mondo perso, e allo stesso tempo è un esempio di come le Sue mani operano attraverso e con i figli. Per fare solo alcuni esempi: è attraverso e con suor Cornelia che Maria si è presa cura degli orfani di guerra e ora di tante famiglie ferite. È attraverso e con i volontari dell’Associazione “Mary’s Meals” che Maria ha nutrito prima i profughi della guerra dei Balcani e adesso ogni giorno nutre un milione di bambini poveri nel mondo. È attraverso e con suor Elvira che Maria tende le mani a tanti giovani persi nel mondo della droga. È attraverso e con i consacrati della congregazione “Regina Pacis” che Maria visita e consola i malati e gli anziani della zona. È attraverso e con i volontari del “Progetto Eleonora” e di tante altre Associazioni che Maria si è presa cura dei profughi della guerra dei Balcani presenti nella zona di Medugorje. È attraverso e con il veggente Jakov e la sua Associazione che Maria veste, nutre e cura i poveri della parrocchia san Giacomo; quell’Associazione ha un nome molto in sintonia con il messaggio di oggi, infatti si chiama: “Le mani di Maria”. Maria ispira tutte queste opere e le realizza insieme a quei figli che l’ascoltano e la seguono, diventando così suoi apostoli. Chi si converte dal male al bene, lo si vede anche da come cambia il suo modo di usare le mani: dal puntare il dito contro chi sbaglia, usa le mani per rialzare chi è caduto, dall’usare le mani per la violenza le usa per curare, dal rubare e sottrarre usa le mani per nutrire chi ha fame… a quel punto arriva la gioia, infatti, c’è molta più gioia nel dare che nel ricevere.


4^ decina: DESIDERO CHE SIATE PREGHIERA E SPERANZA PER COLORO CHE NON HANNO CONOSCIUTO IL DIO D’AMORE.
Le mani di Maria sono mani che pregano e intercedono, sono mani che invitano alla preghiera. A Medugorje i pellegrini sperimentano un grande desiderio di pregare e con facilità passano ore e ore nei tanti momenti di preghiera in parrocchia, nelle comunità, sul Podbrdo, sul Krizevac e quando non trovano posto per riunirsi, pur di pregare si organizzano nelle Cappelle o nelle Chiese nei dintorni di Medugorje, nelle hall degli alberghi o addirittura per strada. Questo desiderio di pregare il rosario, di andare alla Messa anche tutti i giorni li accompagna anche al loro ritorno a casa, così nascono gruppi di preghiera in tutto il mondo. Dietro tutto questo movimento di preghiera c’è sempre Maria che non solo congiunge le mani per pregare per i suoi figli, ma invita i figli che l’ascoltano a pregare insieme a lei, e in questo mese li invita in modo particolare a pregare per coloro che ancora non conoscono il Dio d’amore.


5^ decina: CARI FIGLI… DIO … È AMORE E PER AMORE HA MANDATO ME A VOI PER GUIDARVI
Carissimi Apostoli della Pace è da tantissimi anni che seguiamo la guida di Maria, è lei che ci chiama e ci ha costituiti suoi Apostoli e quello che lei chiede anche in questo messaggio voi lo state facendo da tempo. Da tanto tempo pregate con Lei nei Cenacoli perché si aprano a Lei i cuori di tanti figli, e questo significa realizzare in modo perfetto il desiderio che ha espresso tante volte: “Desidero che siate preghiera e speranza per coloro che non hanno conosciuto il Dio d’amore”. Infatti, ogni cuore che si apre un po’ a Maria contemporaneamente si apre alla speranza, si apre allo Spirito Santo, si apre all’Amore di Dio. Voi siete già “le mani di Maria”, come Apostoli della Pace la maggior parte di voi, è già impegnata, in tanti servizi in Parrocchia, nelle mense Caritas e in tante opere di misericordia, e come Cenacoli siete presenti in diverse carceri e in alcuni ospedali. Recentemente abbiamo introdotto nella formazione degli Apostoli un percorso di misericordia per imparare a compiere i gesti di misericordia in comunione con Maria, con il suo stile. In questo momento lo stanno facendo quarantacinque apostoli seguiti da quarantadue tutor. Poco alla volta potranno farlo tutti gli Apostoli della Pace che lo desiderano.
Ogni mese Maria ci conferma nel cammino di preghiera e di misericordia che stiamo facendo: queste due vie portano al Cielo e donano la gioia maggiore su questa terra. Sono queste le vie attraverso le quali possiamo testimoniare e accendere la speranza anche in coloro che non conoscono il Dio d’Amore. Perciò perseveriamo, sono ancora tantissimi i progetti di pace che la Regina della Pace desidera realizzare insieme a noi, ed è nella perseveranza che ogni grazia matura. Non facciamoci fermare e superiamo di slancio le difficoltà poste dalla pandemia: sono troppo preziosi, agli occhi di Maria, i vostri gesti di misericordia e le vostre preghiere.


La mano di Gesù e la mano di Maria vi benedicano sempre
p. Silvano

Medjugorje: messaggio del 25 maggio 2021 a Marjia.


Messaggio di Medjugorje del 25 maggio 2021

”Cari figli! Vi guardo e vi invito: ritornate a Dio perché Lui è amore e per amore ha mandato Me a voi per guidarvi sulla via della conversione.
Lasciate il peccato e il male, decidetevi per la santità e la gioia regnerà; e voi sarete le mie mani tese in questo mondo perso.
Desidero che siate preghiera e speranza per coloro che non hanno conosciuto il Dio d’amore .
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Papa Francesco: Appello ai giovani a Medjugorje.

3 agosto 2020.  M.Michela Nicolais

Papa Francesco: appello ai giovani a Medjugorje, “scoprire un altro modo di vivere”, no alla “cultura del provvisorio”

Papa Francesco ha inviato a sorpresa, per la prima volta, un messaggio ai giovani che partecipano alla trentesima edizione del Festival di Medjugorje. La chiesa della piccola località dei Balcani, nota per le presunte apparizioni mariane cominciate il 24 giugno 1981, non ha finora un titolo di santuario mariano

(Foto: Vatican Media)

La prima giornata del Festival dei giovani, che da 30 anni si svolge a Medjugorje, si è aperto con una sorpresa: per la prima volta, Papa Francesco ha inviato un messaggio ai partecipanti, esortati a “scoprire un altro modo di vivere, diverso da quello che offre la cultura del provvisorio”. Medjugorje, la piccola località dei Balcani conosciuta in tutto il mondo per le presunte apparizioni mariane cominciate il 24 giugno 1981 e – secondo alcuni dei sei presunti veggenti coinvolti – ancora in atto, è frequentata ogni anno da tre milioni di persone, ma la sua chiesa non ha finora un titolo di santuario mariano. C’è solo la parrocchia di Medjugorje che non è né santuario nazionale, né diocesano. Il messaggio di Francesco ai giovani arriva dopo il “via libera” ai pellegrinaggi da lui sancito il 13 maggio 2019 e la nomina nell’anno precedente di mons. Henryk Hoser a visitatore apostolico a carattere speciale della parrocchia di Medjugorje, dopo esserne stato inviato speciale dall’11 febbraio 2017. Spetterà al Santo Padre, inoltre, pronunciare una parola definitiva sul lavoro della Commissione Ruini, da lui definito a più riprese “molto buono”.

(Santa Messa parrocchia San Giacomo)

La parrocchia. La missione del visitatore apostolico, affidata a mons. Hoser, ha “la finalità di assicurare un accompagnamento stabile e continuo della comunità parrocchiale di Medjugorje e dei fedeli che vi si recano in pellegrinaggio, le cui esigenze richiedono una peculiare attenzione”. Mons. Hoser vive oggi nella casa parrocchiale accanto alla chiesa di San Giacomo, affidata ai frati minori francescani, che deve la sua fama alle presunte apparizioni mariane.

“La gente dice di avvertire la presenza della Madonna”, ha detto il presule polacco commentando l’autorizzazione papale: “Ma l’aver consentito i pellegrinaggi non va interpretato come un’autenticazione dei noti avvenimenti legati al nome di Medjugorje”.

(Apparizione ad Ivan)

Le apparizioni e i veggenti. Le presunte apparizioni della Vergine a Medjugorje (diocesi di Mostar in Bosnia ed Erzegovina) iniziarono nel 1981 e durano fino ad oggi, anche in  siti diversi, poiché sono legate al gruppo dei veggenti e non ad un luogo preciso e definito. Nel 1991 l’episcopato dell’ex Jugoslavia dichiarò di non poter confermare il carattere soprannaturale delle visioni. A gennaio del 2014 terminarono i lavori della Commissione internazionale presieduta dal card. Camillo Ruini che ha stilato il rapporto su Medjugorje in base al quale la Congregazione per la Dottrina della Fede prenderà le decisioni che poi saranno presentate al Papa: l’ultima parola sarà dunque quella di Papa Francesco, che ha avocato a sé ogni decisione sulla complessa e delicata vicenda. Parlando con i giornalisti sul volo di ritorno da Fatima (15 maggio 2017), è stato lui stesso a rivelare che la Commissione Ruini ha sezionato il “caso” in due segmenti: una prima parte riguarda le sette apparizioni iniziali, il cui nucleo è sembrato credibile. L’altra parte, vale a dire il seguito delle apparizioni che ancora continuerebbero, ha lasciato invece perplessa la Commissione. Lo spartiacque, allora, è tra le prime 7 presunte apparizioni, avvenute tra il 24 giugno e il 3 luglio 1981, che sarebbero soprannaturali, e tutto ciò che è successo dopo quel 3 luglio 1981 e che non è possibile certificare come soprannaturale. Va ricordato, infatti, che dalle prime “apparizioni” la Madonna di Medjugorje avrebbe consegnato o trasmesso ai veggenti bosniaci almeno 70mila messaggi.

Preoccupazione pastorale. “Tutte le apparizioni o le presunte apparizioni appartengono alla sfera privata, non sono parte del magistero pubblico ordinario della Chiesa”, ha precisato in quell’occasione Francesco, ricordando che la Commissione su Medjugorje era stata istituita da Benedetto XVI nel 2010 e definendo il rapporto-Ruini “molto buono”. A questo punto Bergoglio ha fatto riferimento alla “Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio”, parole che hanno fatto il giro del mondo suscitando un ampio dibattito. “Io preferisco la Madonna madre, nostra madre, e non la Madonna capo-ufficio telegrafico che tutti i giorni invia un messaggio a tale ora”.

Il “nocciolo vero e proprio del rapporto-Ruini”, ha precisato però il Papa, è “il fatto spirituale, il fatto pastorale, gente che va lì e si converte, gente che incontra Dio, che cambia vita… Per questo non c’è una bacchetta magica, e questo fatto spirituale-pastorale non si può negare”. 

La preoccupazione del Papa, in altre parole, è stata ed è di natura squisitamente pastorale, a prescindere dal verdetto sulla natura soprannaturale delle presunte apparizioni dei veggenti.

Messaggio straordinario ad Ivano del 22 maggio 2021

SINTESI DELL’APPARIZIONE DELLA REGINA DELLA PACE A IVAN – 22 MAGGIO 2021 
 
 Cari sacerdoti, cari amici in Cristo, ancora una volta vi saluto tutti dal cuore durante il nostro incontro di preghiera stasera. Dio manda sua madre e lì dove viene Lei c’è sempre una vita, una crescita, una presenza dello Spirito Santo. Io lo so dall’esperienza di tanti pellegrini che sono arrivati a Medjugorje con il cuore aperto, con un desiderio onesto di avvicinarsi alla Madonna e a Gesù. Lì dove c’è la Madonna, c’è lo Spirito Santo. Lei è la serva e la sposa dello Spirito Santo. Questo lo sappiamo dalle parole dell’angelo Gabriele: “Che lo Spirito Santo scenderà su di te e ti coprirà con la sua forza, con l’Altissimo”. Cari amici, che questo tempo di Pentecoste sia un tempo per aprirci. Decidiamo per Dio, affinché Lui in noi e attraverso di noi cambi il nostro cuore e il cuore degli altri.

Anche stasera la Madre è venuta da noi molto gioiosa e felice. Ci ha salutati con il suo saluto materno “Che Gesù sia lodato, cari figli miei”. Poi ha pregato specialmente con le mani stese su tutti i sacerdoti presenti e su tutti gli ammalati presenti. Poi ci ha detto queste brevi parole:

“Figlioli, che i vostri cuori siano pronti ad ascoltare e vivere tutto quello che lo Spirito Santo ha come piano per ognuno di voi e per tutte le vostre famiglie. Permettete allo Spirito Santo di guidarvi sul cammino della verità e della salvezza. Grazie cari figli per aver risposto alla mia chiamata”.

La Madonna ci ha benedetti con la sua benedizione materna e ha anche benedetto tutti gli oggetti che avete portato per la benedizione. Come sempre vi ho raccomandati tutti quanti, i vostri bisogni, le vostre intenzioni e le vostre famiglie. Specialmente ho raccomandato tutti voi che avete mandato le vostre domande di preghiera e che vi siete raccomandati. La Madonna conosce. Lei è quella che sa meglio di tutti quello che c’è nel nostro cuore. Poi la Madonna ha pregato su tutti noi presenti per un certo tempo e in questa preghiera poi se n’è andata nel segno della luce e della croce con le parole, con il saluto:

“Andate in pace, cari figli miei”.

Questa era la parte più importante dell’incontro con la Madonna di stasera nelle mie parole e secondo le mie possibilità. Grazie. 

Chiesa del Santo Spirito (Atri-Te)

Cappella di Santa Rita

La chiesa di Santo Spirito è un luogo di culto che si trova ad Atri, ai margini del centro storico, nei pressi di Rocca di Capo d’Atri, un castello fatto costruire dagli Acquaviva e in parte distrutto durante una sommossa del popolo nel 1413.

La chiesa è nota anche come Santuario di Santa Rita, considerato il secondo centro di culto della santa dopo Cascia, città natale della santa. L’affluenza dei fedeli soprattutto nei giorni di festa 19-20-21-22 maggio è tanto dovuta ai miracoli che la santa operò ad Atri già dal XIX secolo fino ai giorni nostri.[1]

Storia

La chiesa fu edificata a partire dalla fine del XIII secolo, ad opera degli agostiniani scalzi, che la ebbero fino al Cinquecento, quando subentrarono i francescani per un breve periodo, per poi ritornare poco prima della fine del secolo agli agostiniani scalzi, che attuarono alcune trasformazioni. Gli agostiniani scalzi attuarono molte opere di modifica anche nel XVII secolo, fino a quando la chiesa con l’annesso convento passarono alle monache agostiniane, che introdussero anche il culto di santa Rita da Cascia.

Soprattutto a partire dalla seconda metà del XVIII secolo, le suore modificarono completamente la chiesa, almeno fino ai primi del XIX secolo, dotandola di stucchi vetri, statue e altari. All’inizio del XIX secolo la chiesa e il convento furono abbandonati, ma gli atriani che riservavano un grande amore verso santa Rita, continuarono a curare la chiesa ed è grazie a loro che oggi la chiesa è possibile ammirarla e non ha fatto la fine di certe chiese durante il periodo napoleonico. Il convento, invece, fu trasformato in ospizio (ancora oggi lo è) per gli anziani e fu dedicato a san Liberatore. La chiesa oggi si presenta nella veste dei restauri e rifacimenti barocchi.

Descrizione

Esterno

La facciata, che fu continuamente modificata fino all’inizio dell’Ottocento, si presenta in stile barocco, con lo stemma della morte e la scritta “Suffragio”, forse in riferimento a qualche confraternita del Suffragio che vi doveva essere. Il campanile a vela è dotato di campane del XVIII-XIX secolo, che si differenzia da quelli atriani in mattoni. Il portale d’ingresso, datato 1586 ed in puro stile rinascimentale, era in realtà sulla facciata della chiesa di Sant’Antonio dei Cappuccini, chiesa già in degrado prima dei depredamenti austriaci (1707) e napoleonici (inizi del XIX secolo): le uniche cose salvatesi della chiesa sono questo portale e il dipinto Madonna con Bimbo e santi (1490) della scuola di Antonio Solario, detto “lo Zingaro”.

Interno

Interno

L’interno è in stile barocco ad unica navata e dai soffitti decorati nella seconda metà del XVIII secolo pendono alcuni lampadari in vetro di Murano, opera di maestri muranesi.

Lato destro

  • Natività con Agostiniani, Cappuccini, Minori Osservanti, 1550-60. L’affresco, ritrovato in chiesa ed ora esposto in una parete del lato destro, presenta alcuni elementi di artisti locali, ma è molto più sicura un’attribuzione di scuola fiorentina.
  • Altare del Giudizio, XVI-XVII secolo. L’altare, in stile barocco opera di marmorati locali influenzati dalla cultura veneta, è così chiamato per un singolare quadro, della fine del Cinquecento, generalmente indicato come un “Giudizio Universale”; caratterizzato dalla presenza di un morto coperto da insetti.
  • Altare di Sant’Anna, fine XVIII secolo. L’altare, che termina con un finto timpano dipinto, contiene in una nicchia la statua ottocentesca di sant’Anna che tiene per mano Maria bambina, coperte da preziosi veste ricamate in oro e argento.

Lato sinistro

  • Cappella di Santa Rita da Cascia, XVIII-XIX secolo. Il cappellone fu realizzato tra il XVIII e il XIX secolo, abbellito da stucchi e soprattutto dalla preziosa statua della prima metà del XX secolo, con preziose vesti, di Santa Rita, issata il 22 maggio su un prezioso baldacchino e portata in processione nella città, a testimonianza della forte venerazione che gli atriani mostrano a santa Rita. Inoltre nel 1901 il vescovo di Penne e Atri, Giuseppe Maria Morticelli, riuscì ad ottenere anche un privilegio particolare dal Pontefice. Il 16 maggio dello stesso anno Leone XIII concesse alla chiesa di Santo Spirito, per la cappella di Santa Rita, l’indulgenza plenaria che è stata rinnovata in perpetuo da Giovanni Paolo II.

Inoltre la cappella è abbellita da quadri moderni e da alcuni vesti da sposa offerti dalle nuove spose come ex- voto.

  • Altare di san Francesco di Paola, 1770. L’altare è in stile barocco e contiene una tela con “La Madonna che adora il bimbo con san Francesco di Paola”, opera settecentesca di scuola napoletana.
  • Altare della Madonna Addolorata, fine XVIII secolo. L’altare tardobarocco, modificato forse nel XIX sec, fu abbellito da una statua in parte in cartapesta del XIX secolo della Madonna Addolorata dentro una nicchia stellata, di scuola locale. Nella teca dell’altare vi è una patetica statua del Cristo morto, dello stesso periodo dell’Addolorata.

Opere nel Presbitero

  • San Giuseppe e Madonna del Suffragio, XIX secolo. Le due statue di cartapesta, attribuita alla scuola degli Avolio, sono contenute in due nicchie. La statua di san Giuseppe è anche vestita.
  • Stucchi e croce dell’altare maggiore, seconda metà XVIII secolo. Gli stucchi del presbiterio e della volta, stupendi e davvero realistici, sono stati restaurati di recente a foglia d’oro. Alcuni li vogliono attribuire a scuola napoletana.
  • Pentecoste, prima metà XVII secolo. Il quadro, sopra l’altare maggiore, rappresenta la scena della discesa dello Spirito Santo su Maria e gli Apostoli (Pentecoste), immersa nel buio e irradiata dalla luce delle fiaccole e della colomba. È attribuita ad Andrea dell’Asta.

Madonna con Bimbo, fine XVII secolo. La Madonna, seduta su una miriade di nubi, sorregge il bambino Gesù. Opera firmata di Andrea dell’Asta (Napoli, 1673- 1721)

  • Madonna con Bimbo e santi, XVIII secolo. L’opera è di influenza solimenesca, ed è stato assegnato al pittore atriano Giuseppe Prepositi (Atri, ?- 1790 c.), allievo di Francesco Solimena; l’opera è databile attorno al 1770, subito dopo le tele di Cermignano e Appignano.

Opere nella sagrestia

In sagrestia si trovano una statua del Cristo risorto del XX secolo e in alcune teche alcuni ex voto in argento, ma anche capelli e oggetti quotidiani, del XIX e XX secolo, un tempo ospitati nella Cappella di santa Rita. Furono donati come ringraziamento dagli atriani a santa Rita. In sagrestia si trovavano anche due tele, del 1770, raffiguranti santa Rita e Sant’Agostino, oggi conservate al Museo capitolare di Atri.

Medjugorje: messaggio ad Ivan del 4 maggio 2021



Sintesi dell’apparizione della Regina della Pace a Ivan di Medjugorje del 4 maggio 2021

Oggi la Madonna è venuta tra noi gioiosa e felice. Ci ha salutati con il suo saluto materno Che Gesù sia lodato “cari figli miei”.
Per un lungo tempo poi ha pregato per la pace nel mondo e nelle famiglie.
Lei ci chiede perseveranza nella preghiera specialmente un rinnovo della preghiera della famiglia.
Poi ci ha dato a tutti la benedizione materna e ha benedetto anche gli oggetti che avete portato per la benedizione.
Poi con le mani stese ha pregato per tutti voi presenti, tutti voi sacerdoti presenti e gli ammalati.
Io vi ho raccomandato tutti quanti, i vostri bisogni, le vostre famiglie, le vostre intenzioni e tutte le intenzioni di preghiera che ho ricevuto le ho raccomandate tutte alla Madonna, specialmente per quelli che sono ammalati.
Poi per un tempo lei ha pregato per la conversione e in questa preghiera nel segno della luce e della croce la madonna se ne è andata con il saluto
“Andate in pace, cari figli miei”.
Grazie”

Commento al messaggio del 25 aprile 2021

Di Padre Silvano Alfieri

Per visualizzare la diretta dell’incontro cliccare sul link che segue:https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=300213151679672&id=985718418295923

COMMENTO AL MESSAGGIO DI MEĐUGORJE, 25 APRILE 2021


1^ decina: “CARI FIGLI! OGGI VI INVITO A TESTIMONIARE LA VOSTRA FEDE
NEI COLORI DELLA PRIMAVERA, CHE SIA LA FEDE DELLA SPERANZA E
DEL CORAGGIO. FIGLIOLI, LA VOSTRA FEDE NON VENGA MENO IN
NESSUNA SITUAZIONE E NEANCHE IN QUESTO TEMPO DI PROVA.
CAMMINATE CORAGGIOSAMENTE CON CRISTO RISORTO VERSO IL CIELO
CHE È LA VOSTRA META. IO VI ACCOMPAGNO IN QUESTO CAMMINO DI
SANTITÀ E VI METTO TUTTI NEL MIO CUORE IMMACOLATO. GRAZIE PER
AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.”


2^ decina: OGGI VI INVITO A TESTIMONIARE LA VOSTRA FEDE NEI COLORI
DELLA PRIMAVERA, CHE SIA LA FEDE DELLA SPERANZA E DEL CORAGGIO

Maria prende spunto dai fiori di primavera che sbocciano al sole, mostrano mille colori ed
effondono con gioia i loro profumi; e ci consegna un suo desiderio: che la fede dei suoi figli si
schiuda al calore e alla luce di Cristo Risorto. Maria desidera che la nostra fede, sbocciando, mostri
la bellezza dei suoi colori, in particolare i colori della speranza e del coraggio, virtù quanto mai
necessarie in questo tempo. Cosa possiamo fare perché questo avvenga nel nostro cuore?

3^ decina: FIGLIOLI, LA VOSTRA FEDE NON VENGA MENO IN NESSUNA
SITUAZIONE E NEANCHE IN QUESTO TEMPO DI PROVA

Per prima cosa dobbiamo custodire in noi il dono della fede e non permettere né a questo tempo
di prova né a chi questo dono non ce l’ha, di spegnere la nostra fede in Gesù. Maria sa bene che
stiamo camminando nel bel mezzo di una pandemia e che siamo bombardati da cattive notizie.
Giàiro, un capo della sinagoga, va con fede da Gesù per intercedere per la figlioletta gravemente
malata; ma, ecco che dalla sua casa arrivano dei servi a dire: Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora
il Maestro?» (Mc 5,36). Sono parole capaci di spegnere ogni speranza e sono rese ancor più insidiose da
un’attenzione verso Gesù solo apparente: “Perché disturbi ancora il Maestro?” In realtà sono le parole
di persone che non hanno fede in Gesù e come effetto tendono a spegnerla anche nel cuore di
questo papà. Gesù si rivolge a Giàiro e gli dice: “non temere, continua solo ad avere fede” (Mc 5,36). Davanti
a Gesù, che è la Vita, anche la morte si relativizza, diventa un sonno leggero, dal quale Egli
risveglia la bambina. Non temete, continuate solo ad avere fede, ripete Maria a noi suoi figli. Non
temete questi tempi, continuate solo ad avere fede in Dio e nel suo amore, fede nella sua vicinanza
attenta e operosa che volge questo tempo di prova per il bene e la salvezza di coloro che in Lui
confidano.

4^ decina: CAMMINATE CORAGGIOSAMENTE CON CRISTO RISORTO VERSO
IL CIELO CHE È LA VOSTRA META.

Altra cosa che possiamo fare perché cresca in noi la speranza e il coraggio è scegliere Gesù nella
nostra vita. Gesù è Risorto! È con noi ogni giorno e ci accompagna in questo pellegrinaggio dalla
terra al Cielo. Ciascuno di noi è prezioso ai suoi occhi ed Egli, che è il buon pastore, si prende
cura di noi effondendo, su ciascuno, con sapienza, ogni tipo di grazia necessaria al viaggio.

5^ decina: IO VI ACCOMPAGNO IN QUESTO CAMMINO DI SANTITÀ E VI
METTO TUTTI NEL MIO CUORE IMMACOLATO.

La Provvidenza ci ha fatto un altro dono straordinario: in Maria ci ha donato una mamma e una
maestra, che insegna a ciascuno come si accoglie Gesù e come si collabora con Lui. Grazie alla
sua presenza quotidiana, da quarant’anni a Medugorie, c’è una grande fioritura di santità tra i suoi
figli che ascoltano e vivono i suoi messaggi. Come Apostoli della Pace abbiamo attinto dai suoi
insegnamenti degli strumenti stupendi ed efficaci per collaborare con la grazia che il Cielo ci offre.
Ad esempio, il metodo di preghiera che utilizziamo nei Cenacoli è una chiave che funziona
davvero e apre alla grazia i nostri cuori e quelli di tanti fratelli. Anche la preghiera delle Mille Ave
Maria per le intenzioni di Maria è un altro strumento prezioso che consente a questa Mamma di
tenerci per mano e di guidarci nel cammino della santità. Credo che perseverare sia nei Cenacoli,
sia nelle giornate delle Mille Ave Maria sia davvero un ottimo modo per alimentare in noi la
lampada della fede.
Cos’altro possiamo fare perché la nostra fede si colori sempre più di speranza e di coraggio?
Chiederlo tutti insieme! In preparazione alla Pentecoste, ritroviamoci sul nostro santuario online
per chiedere tutti insieme lo spirito della speranza e del coraggio: “In verità vi dico ancora: se due di
voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà.” (Mt
18,19). Questa è la funzione del Santuario degli Apostoli della Pace che andiamo costruendo su
internet: essere il Cenacolo dove Apostoli di tanti luoghi e anche lingue diverse possono unirsi in
comunione di preghiera tra loro e con Maria. Per chi lo desidera e può collegarsi, l’appuntamento
è alle ore 15.00, chiederemo insieme, per tutti gli Apostoli della Pace, lo spirito di speranza e di
coraggio.
https://www.apostolidellapace.it/apostoli_della_pace/it/home/news/item/74

Il Signore Gesù vi benedica con il dono del coraggio e della speranza. Padre Silvano

Incontro trasmesso in diretta live sulla nostra pagina Facebook nel rispetto delle norme covid.

Medjugorje: messaggio del 25 aprile 2021 a Marjia


Messaggio di Medjugorje, 25 aprile 2021 a Marjia

“Cari figli! Oggi vi invito a testimoniare la vostra fede nei colori della primavera.
Possa questa essere una fede di speranza e di coraggio.
Che la vostra fede, figlioli, non vacilli in nessuna situazione, nemmeno in questo tempo di prova. Andate coraggiosamente con Cristo risorto verso il Cielo, che è la vostra meta.
Vi sto accompagnando in questa via di santità e vi ripongo tutti nel mio Cuore Immacolato.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata “.